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Sogin Caorso, FLAEI CISL e UILTEC UIL: prosegue la mobilitazione sindacale

Sogin Caorso, FLAEI CISL e UILTEC UIL:
prosegue la mobilitazione sindacale

FLAEI CISL - Sogin Caorso - 24072026

FLAEI CISL e UILTEC UIL a Sogin: “La porta del dialogo è aperta, ma a Caorso ci sono problemi che non possono essere ignorati”

Prosegue la vertenza sindacale presso il sito Sogin di Caorso. Dopo la prima proclamazione dello sciopero delle prestazioni di lavoro straordinario, in vigore dal 16 giugno al 15 luglio scorsi, FLAEI CISL e UILTEC UIL di Piacenza hanno annunciato una nuova astensione da queste prestazioni, che si terrà dal 3 agosto al 2 settembre 2026.


La decisione arriva all’indomani dell’incontro nazionale tra Sogin e le Organizzazioni Sindacali, tenutosi lo scorso 21 luglio, a cui non ha inteso partecipare unitariamente la FILCTEM CGIL, che ha scelto di non proseguire la mobilitazione. FLAEI CISL e UILTEC UIL, invece, hanno deciso di andare avanti, dopo aver atteso, sottolineano, con senso di responsabilità l’esito del confronto nazionale, nella speranza che si aprisse un dialogo fattivo con l’azienda.


“Abbiamo cercato fino all’ultimo la strada del confronto, sospendendo ogni decisione sulla prosecuzione della mobilitazione proprio per attendere l’esito dell’incontro nazionale”, spiega Sergio Cervo, della segreteria FLAEI CISL di Piacenza. “Purtroppo, per quanto riguarda il sito di Caorso, da quel confronto non sono emersi elementi in grado di superare le ragioni che hanno dato origine alla vertenza”.


Al centro della disputa, secondo i sindacati, resta la valutazione che l’azienda dà della situazione dell’impianto piacentino. Durante l’incontro nazionale, infatti, Sogin ha ribadito che a Caorso non sussisterebbero particolari criticità organizzative né problemi legati alla sicurezza. Una posizione che FLAEI CISL e UILTEC UIL giudicano non coerente con la realtà vissuta quotidianamente dai lavoratori. A dimostrarlo, secondo i sindacati, sarebbe un fatto certo: proprio l’apertura della vertenza avrebbe indotto l’azienda a non dare seguito alla modifica di una procedura ritenuta di fondamentale importanza per la gestione della sicurezza dell’impianto, a conferma, sottolineano i rappresentanti sindacali, che le criticità sollevate non sono “semplici percezioni o valutazioni soggettive”.


“Il problema, oggi, non è soltanto l’esistenza di queste criticità, ma l’impossibilità di affrontarle se l’azienda continua a negarne l’esistenza”, aggiunge Cervo. Le motivazioni alla base della mobilitazione restano dunque tutte attuali: il mancato rispetto degli accordi sulle classificazioni, le criticità organizzative, i profili di sicurezza, l’utilizzo strutturale del lavoro straordinario, l’attribuzione di responsabilità non coerenti con gli inquadramenti, la valorizzazione professionale e il progressivo deterioramento delle relazioni industriali nel sito.


Da qui la nuova proclamazione, comunicata anche a Prefettura di Piacenza, Comune di Caorso, Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e Ispettorato territoriale del lavoro, nel rispetto della legge 146/1990 sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali e dell’accordo nazionale del settore elettrico del 2013. “Non si tratta di una scelta pregiudiziale, precisa Cervo, ma della naturale conseguenza del mancato avanzamento del confronto. La nostra disponibilità ad avviare in qualsiasi momento un confronto serio, concreto e rispettoso resta piena: l’obiettivo è raggiungere un accordo, non alimentare il conflitto”.


I sindacati avvertono tuttavia che, qualora l’atteggiamento dell’azienda non dovesse cambiare, valuteranno ulteriori iniziative, compreso il coinvolgimento delle istituzioni competenti, per richiamare l’attenzione sulla situazione del sito della centrale nucleare. Una vertenza, ricordano FLAEI CISL e UILTEC UIL, che non riguarda soltanto aspetti economici, ma temi centrali come la sicurezza, l’organizzazione del lavoro e la qualità delle relazioni industriali, con ricadute dirette sul futuro dell’impianto.

FIT CISL, Aumento del biglietto urbano: bene la tutela degli abbonati, ma non basta

FIT CISL, Aumento del biglietto urbano:
bene la tutela degli abbonati, ma non basta

Fit Cisl - Aumento Biglietto Urbano - 24072026

FIT CISL Piacenza prende atto della decisione delle Amministrazioni comunali di adeguare da agosto le tariffe del biglietto urbano SETA, portandolo da 1,50 a 2 euro, salvaguardando al contempo gli abbonamenti grazie a un impegno economico diretto dei Comuni.

Se da un lato apprezziamo la scelta di non gravare su studenti, lavoratori pendolari e famiglie che utilizzano quotidianamente il servizio, dall’altro non possiamo ignorare che l’aumento ricade interamente su chi il mezzo pubblico lo usa in modo occasionale: anziani senza abbonamento, cittadini con redditi bassi che non riescono a programmare spostamenti regolari, turisti e utenti saltuari. Anche questi cittadini contribuiscono, con le imposte locali e regionali, al bilancio degli enti che oggi finanziano la sterilizzazione delle tariffe degli abbonamenti. In questo modo l’onere del riequilibrio economico del contratto di servizio, ricade comunque, anche se solo in parte, su chi sceglie il trasporto pubblico.

Se serve un piano di riequilibrio dei conti legato all’aumento dei costi di carburante, energia, manutenzione e assicurazioni, si utilizzino fino in fondo le risorse fiscali già in bilancio, prima di chiedere un contributo aggiuntivo a chi sale su un autobus. Scoraggiare con i prezzi anche l’utenza occasionale è in controtendenza con le stesse politiche di incentivo alla mobilità sostenibile portate avanti dai Comuni.

Considerata la decisione chiediamo con fermezza che parte dei maggiori ricavi generati dall’aumento del biglietto venga destinata concretamente al miglioramento del servizio e alle condizioni di lavoro del personale viaggiante, autisti e controllori sempre più esposti a carichi di lavoro e, purtroppo, ad aggressioni, e non semplicemente assorbita nei bilanci societari.

Come già proposto in altri territori, la strada maestra resta un servizio più veloce, sicuro e capace di attrarre nuovi passeggeri: questo, e non l’aumento dei biglietti, è il primo passo per abbassare i costi di esercizio nel medio periodo.
Infine riteniamo necessario un confronto con i Comuni e con SETA per discutere queste proposte prima dell’entrata in vigore delle nuove tariffe.

Salvatore Buono
Segretario FIT CISL Piacenza