CISLParmaPiacenza

“Dal lavoro invisibile ai diritti”: convegno Cisl Parma Piacenza sui caregiver

"Dal lavoro invisibile ai diritti":
convegno Cisl Parma Piacenza sui caregiver

Dal lavoro invisibile ai diritti convegno carediver

Nei giorni scorsi si è tenuto il Convegno promosso da CISL Parma Piacenza e FNP CISL, insieme ad ANTEAS e ISCOS Emilia Romagna ETS, che ha visto la partecipazione di numerosi relatori per approfondire il tema del ruolo dei caregiver familiari.


Chi è il caregiver familiare? Dietro a questa definizone ci sono persone, storie, sacrifici di chi si prende cura dei propri cari nell’ombra, in maniera gratuita e volontaria, senza che la legge preveda alcuna norma particolare. Infatti,  ad oggi, non esiste una direttiva che identifichi tutele e agevolazioni dedicate a chi quotidianamente assiste un familiare rinunciando spesso a una parte importante della propria vita.


Oggi prendersi cura di una persona con una malattia o di un soggetto  non autosufficiente viene purtroppo ancora considerato un dovere. Senza diritti. Per fare chiarezza sui modelli di welfare e il ruolo del sindacato tra contrattazione, tutela ed orientamento, CISL Parma Piacenza ha organizzato un seminario presso la sala riunioni della sede di via Lanfranco a Parma. Numerosi e dettagliati, oltre che provenienti dalle più differenti esperienze, gli interventi dei relatori che hanno voluto mettere a fuoco le problematiche esistenti, le possibili soluzioni per risolverle e per comprendere la realtà che vivono coloro che si impegnano ogni giorno nel lavoro del “prendersi cura”.

 
Dal lavoro invisibile ai diritti
 

Dopo il saluto del segretario generale CISL Parma Piacenza Michele Vaghini, che ha ricordato il “diritto all’assistenza anche a chi non può permettersi di pagare per averlo e per ottenerlo dobbiamo onestamente riflettere sul tipo di società che vogliamo avere.” i lavori sono stati avviati da Elisabetta Oppici, componente di segreteria: “La condizione dei caregiver familiari oggi rappresenta una delle faglie sociali più acute e  profonde: per decenni, il nostro sistema di protezione sociale ha retto grazie a una immensa infrastruttura invisibile: il lavoro di cura informale, prestato nel silenzio delle case, per lo più dalle donne, all’interno delle famiglie. Una rete affettiva che ha supplito e supplisce tutt’ora alle carenze strutturali e storiche dello Stato sociale.” Ma oggi , secondo Oppici,  questa rete è tesa fino al punto di rottura: “Le transizioni demografiche, l’invecchiamento della popolazione e i mutamenti delle nostre strutture familiari ci dicono che quel modello, basato sul sacrificio privato, non è più sostenibile, sempre che mai lo sia stato.Rendere visibile questo “lavoro invisibile” non è un’operazione teorica, ma un atto di giustizia sociale ed economica e  significa passare dalla solitudine della cura alla responsabilità collettiva della cura.”


L’assessore al welfare del Comune Ettore Brianti ha poi descritto le attività e i progetti dell’amministrazione e le misure già in atto a sostegno delle categorie fragili, ed ha ribadito la volontà di “”ascoltare i caregiver, raccogliendo le loro esigenze per definire interventi mirati e promuovere concretamente un modello di welfare più inclusivo,  riconoscendo e valorizzando il loro ruolo.”


Particolareggiato l’intervento del dottor Fausto Pagnotta, ricercatore del dipartimento DISTI dell’UNIPR, che ha descritto il ruolo del giovani caregiver tra cura familiare, diritto allo studio e comunità universitaria, per un’etica sociale della cura condivisa, mentre le clausole contrattuali, ferie solidali, flessibilità e misure di sostegno dei caregiver che lavorano nelle aziende e cooperative sociali sono state illustrate dal dipartimento Politiche Sociali di CISL Parma Piacenza.


L’importanza del confronto con chi può portare competenze è stato al centro dell’intervento di Federico Ghillani, segretario generale di FP CISL territoriale, rimarcando che, nonostante sia entrato nel linguaggio comune, il termine “caregiver” è ancora orfano di un vero e proprio riconoscimento istituzionale e manca una definizione chiara che ne delimita compiti e specificità: “Bene la scheda di riconoscimento dell’Emilia Romagna a seguito delle Leggi Regionali 2014 e 2024 – ha sottolineato –  anche se i numeri di verifica che riscontriamo sono ancora pochi. Ma la sfida diventa sempre più urgente, tanto che alcuni sociologi e ricercatori parlano di una società modellata dall’Alzheimer.
Dobbiamo essere consapevoli di come le demenze stiano modificando le nostre società, non dobbiamo tenere nascosti i numeri che ben presto diventeranno drammatici.”  Da qui, ha spiegato Ghillani, l’urgenza di prevenire e creare continuamente relazioni:  “Gli ultimi dati ci dicono che in Italia abbiamo 1,1 ml di persone con demenza che coinvolgono 4 ml di familiari. Sappiamo anche che abbiamo sempre di più nuclei monofamiliari, con la massimo un figlio o neppure quello. CISL ha sempre avuto nel suo DNA la volontà e l’esigenza di confrontarsi su ogni livello politico-istituzionale per tutelare e conquistare nuovi diritti non solo per il lavoro ma anche per la dimensione sociale della persona e della famiglia.”


La forza della condivisione con l’esperienza dei gruppi AMA è stato invece il tema dell’intervento di  Barbara Zallio, vicepresidente di ANMIC Parma, cui è seguita la descrizione della piattaforma digitale “Arianna Parma” che offre servizi, supporto e orientamento per i caregiver di tutto il territorio, curata da CSV Emilia. Importante anche il ruolo di ANTEAS, illustrato dal presidente territoriale Giancarlo Castellani, che ha spiegato le molte attività dell’associazione, inclusi i servizi di prossimità e di trasporto protetto.  Inoltre, testimonianze oggettive sono state portate da Matteo Ghillani (Coop. Insieme) e Laura Schianchi (Coop. Molinetto).
“Questo incontro è estremamente importante – ha sottolineato il segretario nazionale CISL Sauro Rossi, al quale sono state affidate le conclusioni  – in quanto ci permette di concentrare tutta l’attenzione su figure fondamentali e sulle quali bisogna interrogarsi nei termini dell’aiuto. Chiedono per poter onorare al meglio il loro ruolo di assistenza alle persone e sono soggetti che hanno anche il compito di indirizzare le politiche pubbliche, perchè il sostegno alle persone e alle famiglie ha bisogno anche di un’azione di sistema coordinata. Oggi è emerso un ventaglio di ipotesi che costituisce uno stimolo per il legislatore che aiuteranno ad intervenire su una materia delicata come quella dei caregiver sui quali c’è bisogno di dare organicità di intervento.”

Dal lavoro invisibile ai diritti