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Aggressione ai docenti a Parma: piena condanna da CISL Scuola e CISL Parma Piacenza.

Aggressione ai docenti a Parma:
piena condanna da CISL Scuola e CISL Parma Piacenza.

aggressione docenti Parma

È Parma al centro dell’ennesimo episodio di violenza che scuote il mondo della scuola. Due professori sono stati dapprima accerchiati e successivamente aggrediti da un gruppo di giovani nei pressi del parco Falcone e Borsellino.

“La nostra solidarietà va innanzi tutto ai docenti aggrediti da alcuni membri di una presunta baby gang. Ormai non si contano più  episodi di questo genere – e non solo in città ma anche in provincia –  che denotano un progressivo aumento della violenza da parte di giovani spesso minorenni, per nulla spaventati o preoccupati delle conseguenze che comportamenti del genere possono portare.” Così Angela Calò, segretaria generale CISL Parma Piacenza dopo la notizia dell’aggressione nei pressi del Parco Falcone e Borsellino. “Siamo molto determinati a condannare queste situazioni e soprattutto ad interrogarci come intervenire sul questo degrado generazionale che sembra non conoscere limite.”

 Paola Votto, segretaria generale CISL Scuola Parma Piacenza, definisce allarmanti e inaccettabili i crescenti episodi di violenza contro il personale scolastico e sostiene che le sole sanzioni punitive non bastino a risolvere il problema: “Per fronteggiare l’emergenza degli studenti violenti, è necessaria un’azione mirata su più fronti: serve un patto educativo che coinvolga scuola e famiglie, puntando sulla prevenzione e sul dialogo piuttosto che sulla sola deterrenza repressiva. La Cisl – sottolinea Votto –  promuove iniziative territoriali e tavole rotonde per sensibilizzare i giovani, puntando a una formazione attiva che renda gli studenti consapevoli delle conseguenze sociali e legali dei propri comportamenti.”



Cisl Scuola, riforma istituti tecnici: salvaguardata la gestione degli organici dei docenti

Cisl Scuola, Riforma degli istituti tecnici:
salvaguardata la gestione degli organici dei docenti

Riforma Istituti tecnici

Scuola: riforma degli istituti tecnici. Paola Votto (CISL Scuola Parma Piacenza): “Grazie ad un percorso partecipativo è salvaguardata la gestione degli organici dei docenti”

A seguito dello stato di agitazione legato all’avvio della riforma degli istituti tecnici prevista dal PNRR, si è svolto a Roma l’incontro tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e le organizzazioni sindacali della scuola CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS Confsal, Gilda Unams e ANIEF.

Il confronto si è concentrato inizialmente sulla gestione della fase di transizione verso i nuovi percorsi che partiranno dalle classi prime nell’anno scolastico 2026/2027 e le possibili conseguenze sugli organici dei docenti dato che era da evitare subito che la riforma producesse effetti negativi sul piano occupazionale e sulla stabilità dei docenti: “La prima richiesta avanzata – spiega Paola Votto, segretaria generale CISL Scuola Parma Piacenza – . è stata di salvaguardia delle attuali titolarità e cattedre con una gestione degli organici tale da prevenire situazioni di docenti in sovrannumero . La seconda richiesta ha riguardato il quadro normativo e un percorso che conduca alle necessarie modifiche al decreto-legge 144/2022, in particolare all’articolo 26-bis e agli allegati, ritenuti in alcuni passaggi poco coerenti con la realtà delle scuole e potenzialmente penalizzanti per alcune classi di concorso nonché la revisione del decreto ministeriale 29/2026 sui quadri orari, considerato uno degli elementi più critici della riforma.”

Infatti, secondo il sindacato, l’attuale configurazione oraria altera gli equilibri tra discipline e incide sugli organici, con effetti non uniformi tra le diverse aree di insegnamento. “Il Ministero ha manifestato e concordato importanti aperture, in particolare ha dichiarato la propria disponibilità a inserire nella circolare sugli organici per l’anno scolastico 2026/2027 indicazioni rivolte agli Uffici scolastici regionali, con l’obiettivo esplicito di prevenire e limitare la formazione di soprannumerari nei nuovi percorsi. Si tratta di un impegno concreto – sottolinea Votto – che agisce direttamente nella fase applicativa della riforma.”

Riguardo le modifiche all’impianto normativo, il Ministero ha accolto la richiesta di apertura di un tavolo di confronto che approfondirà le criticità legate all’applicazione della riforma e gli interventi correttivi al DL 14472022 e al DM 29/2026. Alla luce di queste aperture, le organizzazioni sindacali hanno ritenuto che vi fossero le condizioni per dichiarare concluso, con esito positivo, lo stato di agitazione.
Le richieste formulate e accolte dal Ministero rappresentano un importante passo verso il miglioramento di una riforma che è calata sugli istituti tecnici senza un coinvolgimento e senza valutazioni condivise ma con il vincolo normativo legato al PNNR: “Le garanzie espresse riguardo il numero di cattedre e la volontà di rivedere e correggere la norma riportano ad una prassi corretta e possibile il percorso partecipativo che è mancato finora – conclude Paola Votto – e si conferma di nuovo la validità del metodo del “fare sindacato” intervenendo con forza ma anche con proposte possibili e lavoro congiunto.”

 

Paola Votto Cisl Scuola Parma Piacenza

Cisl Scuola Parma Piacenza, Il dimensionamento scolastico non è necessario nel nostro territorio

Cisl Scuola Parma Piacenza:
il dimensionamento scolastico non è necessario nel nostro territorio

Cisl Scuola Parma Piacenza - Dimensionamento Scolastico
L’intervento di Paola Votto, segretaria generale CISL Scuola – Parma Piacenza

“Quando si parla di “dimensionamento” si dovrebbe poter fare riferimento a parametri di dimensione. I parametri numerici che erano in vigore fino a qualche tempo fa sono stati annullati e la responsabilità della revisione delle dimensioni degli istituti Scolastici è stata demandata alle Regioni. A loro la responsabilità del ridimensionamento sulla base del mero risultato finale, ovvero un numero di istituzioni Scolastiche sul territorio regionale senza parametri di minimo o massimo riguardo il numero degli alunni. 

La regione Emilia Romagna ha già da anni un numero medio di alunni per scuola che supera i 900, prova del fatto che una corposa revisione è già stata compiuta. Pare sia non sufficiente e, a fronte della resistenza della Regione verso la richiesta di 17 istituzioni scolastiche in meno, dopo numerosi tentativi di mediazione volti ad un risultato più consono ai numeri di alunni per Scuola e ad un’applicazione graduale del provvedimento tutti falliti, è stato nominato un Commissario per applicare d’ufficio le direttive ministeriali. A Parma e Provincia non è necessario nessun accorpamento, visto il numero degli alunni in crescita che quest’anno ha determinato un aumento di 7 docenti.”

Secondo Paola Votto la nomina di un Commissario va contro qualsiasi logica di necessaria mediazione e consapevolezza risultanti dall’analisi congiunta del territorio e delle ricadute che il dimensionamento fatto sulla sola base dei numeri potrebbe comportare.

Ma in cosa consiste l’accorpamento e quali conseguenze avrà sul lavoro e trattamento di docenti e personale scolastico? Come potrebbe incidere il dimensionamento?

 “L’accorpamento delle Scuole in un unico Istituto consiste nel racchiudere in un’unica Istituzione Scolastica due o più Istituzioni pre esistenti ed autonome. Comporta immediatamente la perdita di un posto da Dirigente Scolastico e di un posto da DSGA (Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi), crea una nuova Istituzione Scolastica con numeri di alunni e classi maggiori, a volte molto maggiori rispetto al “prima”. Spesso il risultato finale rende davvero difficile da “governare” il nuovo Istituto dal punto di vista della progettazione dell’offerta formativa che, avendo nel Collegio Docenti il luogo delle elaborazioni e delibere, è estremamente compromessa dal fatto che i Collegi Docenti diventano composti da 200 o più componenti. Inoltre – sottolinea Paola Votto – in provincia il dimensionamento può creare Istituti che gravitano su un numero di plessi e di Comuni diversi davvero impossibile da coordinare. I docenti si trovano inseriti in un nuovo Istituto in cui dover riprogettare daccapo il curricolo verticale, le funzioni e le responsabilità e a volte si verifica la perdita di posti in organico. Il personale ATA (assistenti amministrativi, tecnici e ausiliari) vengono ridotti di numero che viene ricalcolato sui nuovi parametri legati al numero delle classi generando perdenti posto.”


Le richieste del sindacato sono molto precise: “Cisl Scuola chiede che siano verificate le condizioni territoriali non solo in Regione ma anche nelle province e, prima di procedere a qualunque dimensionamento, che si tenga conto delle ricadute sulle Scuole, sui posti di lavoro e sulla sostenibilità derivante dalle revisioni e accorpamenti, che si garantisca alle famiglie un’adeguata informazione prima della conclusione delle operazioni di iscrizione al prossimo anno scolastico. Chiediamo soprattutto il coinvolgimento preventivo e reale di tutti gli interessati coinvolti nelle operazioni di dimensionamento da parte dell’Ufficio Scolastico Provinciale.”