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Sicurezza sul lavoro e lotta all’illegalità. Firmato un patto tra Comune e Organizzazioni Sindacali

Sicurezza sul lavoro e lotta all'illegalità
Firmato un patto tra Comune e organizzazioni sindacali

Un patto per la legalità che affonda le sue radici nella convinzione che gli appalti e le concessioni pubbliche debbano rappresentare leve strategiche per promuovere uno sviluppo sostenibile del territorio e ribadire al contempo la tutela del lavoro.

 

E’ nato così il “protocollo di intesa sulla sicurezza e legalità nel settore degli appalti e subappalti” sottoscritto dal Comune di Fidenza, dalla CGIL Parma, rappresentata da Paola Bergonzi; CISL Parma Piacenza, rappresentata da Angela Calò e UIL Emilia-Romagna, rappresentata da Laura Pelizzi e dal Segretario Regionale UIL Trasporti Fabio Piccinini. 

Per il Comune di Fidenza erano invece presenti il sindaco Davide Malvisi e il consigliere delegato al Lavoro Claudio Rossi. 

“Questo protocollo – ha commentato il sindaco Davide Malvisi –  nasce dalla volontà di lavorare insieme ai sindacati per fare degli appalti pubblici un ambito nei quali legalità, condizioni di lavoro e sicurezza vengano monitorati costantemente. Come pubblica amministrazione riteniamo di avere una responsabilità in questo senso, considerato che, pur non avendo competenze dirette, i Comuni sono comunque un motore economico dei territori grazie principalmente allo strumento dell’appalto pubblico”.

Per Angela Calò, segretaria generale aggiunta CISL Parma Piacenza, il contrasto all’illegalità passa anche attraverso accordi di questo tipo: “Come già avvenuto con il Comune di Parma, abbiamo firmato questo protocollo in quanto può rappresentare una maggior tutela per lavoratrici e lavoratori  anche a livello di garanzia contrattuale, mentre le aziende possono fare la loro parte favorendo il  flusso di informazioni e controlli  rigorosi lungo tutta la filiera produttiva.”

Ma cosa prevede concretamente il documento? L’ambito di applicazione è quello dei contratti stipulati e degli affidamenti diretti oltre che delle procedure d’appalto condotte dal Comune di Fidenza in osservanza delle norme di sicurezza nei luoghi di lavoro e dei CCNL sottoscritti dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative.

“Tra gli obiettivi principali dell’intesa – ha commentato il consigliere Claudio Rossi –  vi sono l’impegno a garantire la costante presenza di condizioni di legalità, con riferimento all’individuazione e alla prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata, il contrasto al lavoro irregolare in osservanza delle norme di sicurezza nei luoghi di lavoro e in un quadro generale di rispetto delle norme di settore”.

Particolare attenzione è inoltre dedicata alla prevenzione delle infiltrazioni mafiose e dei fenomeni corruttivi, attraverso l’espletamento dei relativi controlli, la promozione della trasparenza e la diffusione di strumenti premianti per le imprese che adottano elevati standard etici, organizzativi e di sostenibilità.

Al fine di garantire una costante osservazione delle attività e gli opportuni interventi, i soggetti sottoscrittori hanno costituito un Tavolo di monitoraggio, dove confluiscono tutte le informazioni necessarie per esaminare eventuali questioni inerenti e criticità riguardanti la regolarità dell’impiego della manodopera.

Firmato il protocollo d’Intesa in materia di legalità, appalti, concessioni e responsabilità sociale

Firmato il protocollo d’Intesa in materia di
legalità, appalti, concessioni e responsabilità sociale

Protocollo d'Intesa appalti - 230726

È stato firmato questo pomeriggio, in Municipio, il Protocollo d’Intesa in materia di legalità, appalti, concessioni e responsabilità sociale tra il Comune di Parma, gli organismi partecipati appartenenti al Gruppo Comune di Parma, CGIL Camera del Lavoro di Parma, CISL Parma e UIL Emilia-Romagna Parma.

Il documento è stato sottoscritto dal sindaco Michele Guerra, da Paola Bergonzi per CGIL, Angela Calò per CISL e Mariolina Tarasconi per UIL. Al momento della firma era presente anche l’assessore ai Lavori pubblici e alla Legalità Francesco De Vanna.

L’accordo rappresenta un importante aggiornamento del precedente Protocollo sottoscritto nel dicembre 2015 e nasce dalla volontà condivisa di rafforzare ulteriormente gli strumenti di prevenzione e controllo in un contesto normativo, economico e sociale profondamente mutato. La nuova intesa conferma l’impianto valoriale e gli obiettivi del documento originario, adeguandoli alle più recenti evoluzioni legislative e alle nuove sfide poste dal contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata nei circuiti economici e produttivi.

Il Sindaco Michele Guerra ha commentato: “Ciò che ha ispirato questo protocollo è la volontà di fare degli appalti pubblici un ambito in cui si possa garantire non soltanto la legalità, ma anche l’equità delle condizioni di lavoro. È importante che l’esempio venga proprio dalle pubbliche amministrazioni che, insieme ai sindacati, andranno a costruire anche dei momenti di incontro regolari: questo consentirà di mantenere un confronto costante sui temi di politica del lavoro che non rientrano direttamente nelle competenze dei Comuni, ma sui quali possiamo fare tanto proprio grazie anche allo strumento dell’appalto pubblico. Siamo contenti di poter rinnovare, dopo tutti questi anni, il protocollo sapendo che rimarrà uno strumento duttile e che, in base alle condizioni che ci troveremo ad affrontare, potrà essere modificato e migliorato attraverso il confronto costante con i sindacati”.

Le Organizzazioni sindacali esprimono soddisfazione per la sottoscrizione di questo Protocollo, frutto di un confronto lungo e articolato: “È un percorso condiviso che ha avuto l’obiettivo comune di dare continuità al precedente Protocollo del 2015, il cui rinnovo era stato bloccato dal Covid. Inoltre si è rivelato necessario un adeguamento alle modifiche apportate dalla recente legislazione in materia di appalti pubblici.

L’aspetto per noi più sfidante e qualificante è l’introduzione della programmazione di incontri periodici, sia nelle fasi preventive alla predisposizione dei bandi sia durante l’esecuzione dell’appalto.

Positivo è anche il coinvolgimento, esplicitato con la sottoscrizione del Protocollo da parte degli organismi partecipati del Comune, ad ulteriore testimonianza della centralità che il tema appalti ricopre. L’obiettivo comune è stato quello di lavorare insieme per garantire l’esecuzione di appalti nei quali ai lavoratori e alle lavoratrici siano applicati i contratti collettivi nazionali firmati dalle Organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a difesa del salario, della salute e della sicurezza, della buona occupazione e a contrasto delle irregolarità, precarietà ed abuso del subappalto”.

Un patto per la legalità, la qualità del lavoro e lo sviluppo del territorio

Il Protocollo si fonda sulla convinzione condivisa che gli appalti e le concessioni pubbliche debbano rappresentare leve strategiche per promuovere legalità, coesione sociale, tutela del lavoro e sviluppo sostenibile del territorio.

È confermata la necessità di un confronto costante e strutturato finalizzato a qualificare il sistema degli affidamenti pubblici, valorizzando la qualità delle prestazioni, la trasparenza delle procedure, la tutela dei lavoratori e delle lavoratrici, il contrasto a fenomeni quali il lavoro povero, l’irregolarità contributiva e le forme di dumping contrattuale.

Tra gli obiettivi principali dell’intesa vi sono la piena applicazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro, la salvaguardia dei livelli occupazionali, la valorizzazione della clausola sociale nei cambi di gestione, il sostegno alla qualità tecnica delle opere e dei servizi, la riduzione dell’impatto ambientale e la promozione di modelli imprenditoriali orientati alla responsabilità sociale e alla legalità.

Particolare attenzione è inoltre dedicata alla prevenzione delle infiltrazioni mafiose e dei fenomeni corruttivi, attraverso l’espletamento dei relativi controlli, la promozione della trasparenza e la diffusione di strumenti premianti per le imprese che adottano elevati standard etici, organizzativi e di sostenibilità.

Misure concrete: controlli, sicurezza e contrasto al massimo ribasso

Verranno programmati incontri periodici tra Amministrazione e organizzazioni sindacali per monitorare gli affidamenti ed eventuali criticità.

Viene inoltre confermato il principio della non ribassabilità dei costi della manodopera e della sicurezza aziendali, che dovranno essere indicati separatamente nell’offerta economica. L’Amministrazione privilegerà l’utilizzo del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, valorizzando la qualità tecnica, l’innovazione, la sostenibilità ambientale e sociale e la tutela dell’occupazione rispetto alla sola componente economica.

L’intesa punta anche a contenere il ricorso al subappalto e a limitare fortemente quello a cascata, considerato un fattore di rischio sotto il profilo della sicurezza, della regolarità contributiva e della trasparenza.

Grande rilievo assume il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro. Il Protocollo prevede il rafforzamento della formazione obbligatoria, il coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, l’attivazione di tavoli permanenti di monitoraggio nei cantieri più rilevanti e l’adozione della “Stop Work Authority”, principio che riconosce a ogni lavoratore il diritto di interrompere un’attività ritenuta non sicura, senza conseguenze o penalizzazioni.

Sul fronte della trasparenza e della legalità, viene assicurata l’applicazione delle verifiche antimafia previste dalla normativa, i controlli sulla congruità della manodopera, l’utilizzo di strumenti di tracciabilità nei cantieri e specifiche clausole risolutive nei confronti delle imprese che non rispettino gli obblighi retributivi, contributivi o di sicurezza.

Il Protocollo, di validità triennale, si propone dunque come uno strumento avanzato di governance degli appalti pubblici, capace di coniugare efficienza amministrativa, tutela del lavoro, sicurezza, legalità e sviluppo economico sostenibile, rafforzando il ruolo degli affidamenti pubblici quali strumenti di crescita e coesione per l’intera comunità.