Cisl Scuola Parma Piacenza:
il dimensionamento scolastico non è necessario nel nostro territorio
L’intervento di Paola Votto, segretaria generale CISL Scuola – Parma Piacenza
“Quando si parla di “dimensionamento” si dovrebbe poter fare riferimento a parametri di dimensione. I parametri numerici che erano in vigore fino a qualche tempo fa sono stati annullati e la responsabilità della revisione delle dimensioni degli istituti Scolastici è stata demandata alle Regioni. A loro la responsabilità del ridimensionamento sulla base del mero risultato finale, ovvero un numero di istituzioni Scolastiche sul territorio regionale senza parametri di minimo o massimo riguardo il numero degli alunni.
La regione Emilia Romagna ha già da anni un numero medio di alunni per scuola che supera i 900, prova del fatto che una corposa revisione è già stata compiuta. Pare sia non sufficiente e, a fronte della resistenza della Regione verso la richiesta di 17 istituzioni scolastiche in meno, dopo numerosi tentativi di mediazione volti ad un risultato più consono ai numeri di alunni per Scuola e ad un’applicazione graduale del provvedimento tutti falliti, è stato nominato un Commissario per applicare d’ufficio le direttive ministeriali. A Parma e Provincia non è necessario nessun accorpamento, visto il numero degli alunni in crescita che quest’anno ha determinato un aumento di 7 docenti.”
Secondo Paola Votto la nomina di un Commissario va contro qualsiasi logica di necessaria mediazione e consapevolezza risultanti dall’analisi congiunta del territorio e delle ricadute che il dimensionamento fatto sulla sola base dei numeri potrebbe comportare.
Ma in cosa consiste l’accorpamento e quali conseguenze avrà sul lavoro e trattamento di docenti e personale scolastico? Come potrebbe incidere il dimensionamento?
“L’accorpamento delle Scuole in un unico Istituto consiste nel racchiudere in un’unica Istituzione Scolastica due o più Istituzioni pre esistenti ed autonome. Comporta immediatamente la perdita di un posto da Dirigente Scolastico e di un posto da DSGA (Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi), crea una nuova Istituzione Scolastica con numeri di alunni e classi maggiori, a volte molto maggiori rispetto al “prima”. Spesso il risultato finale rende davvero difficile da “governare” il nuovo Istituto dal punto di vista della progettazione dell’offerta formativa che, avendo nel Collegio Docenti il luogo delle elaborazioni e delibere, è estremamente compromessa dal fatto che i Collegi Docenti diventano composti da 200 o più componenti. Inoltre – sottolinea Paola Votto – in provincia il dimensionamento può creare Istituti che gravitano su un numero di plessi e di Comuni diversi davvero impossibile da coordinare. I docenti si trovano inseriti in un nuovo Istituto in cui dover riprogettare daccapo il curricolo verticale, le funzioni e le responsabilità e a volte si verifica la perdita di posti in organico. Il personale ATA (assistenti amministrativi, tecnici e ausiliari) vengono ridotti di numero che viene ricalcolato sui nuovi parametri legati al numero delle classi generando perdenti posto.”
Le richieste del sindacato sono molto precise: “Cisl Scuola chiede che siano verificate le condizioni territoriali non solo in Regione ma anche nelle province e, prima di procedere a qualunque dimensionamento, che si tenga conto delle ricadute sulle Scuole, sui posti di lavoro e sulla sostenibilità derivante dalle revisioni e accorpamenti, che si garantisca alle famiglie un’adeguata informazione prima della conclusione delle operazioni di iscrizione al prossimo anno scolastico. Chiediamo soprattutto il coinvolgimento preventivo e reale di tutti gli interessati coinvolti nelle operazioni di dimensionamento da parte dell’Ufficio Scolastico Provinciale.”