Come noto, si è concluso con una fumata nera l’incontro tenutosi tra l’Amministrazione Comunale e le organizzazioni sindacali sul progetto del servizio notturno della Polizia Locale. La CISL FP, insieme ad altre sigle sindacali, ha ribadito la propria contrarietà a un piano che l’Amministrazione intende comunque portare avanti unilateralmente, nonostante manchino i presupposti minimi di sicurezza e sostenibilità.
“Non c’è condivisione su questo progetto,” dichiara il Segretario generale CISL FP Parma Piacenza Giovanni Oliva. “Nonostante un lieve ritocco economico per il 2027, le nostre priorità restano inevase. Procedere senza il consenso di una parte importante della rappresentanza sindacale è un segnale di debolezza, non di forza, specialmente quando in gioco c’è l’incolumità dei lavoratori”.
I punti di rottura della CISL FP:
• Ripercussioni sulla città Il rischio concreto è un duplice danno per i cittadini: il possibile annullamento di turni notturni per carenza di personale o, in alternativa, una riduzione dei servizi diurni per poter garantire la copertura delle notti. La “coperta” è troppo corta per coprire l’intera giornata senza l’innesto di nuovi agenti. Parma non ha bisogno di un servizio “sulla carta”, ma di un presidio reale e costante. Senza l’innesto di nuovi agenti, questa modalità finirà per sovraccaricare una platea di lavoratori estremamente risicata, rendendo il servizio H24 insostenibile e iniquo.
• Sicurezza sotto la soglia minima: rimane l’ombra anche sulla composizione delle pattuglie. L’ipotesi che si possa entrare in servizio con soli 3 operatori in caso di assenze è per noi irricevibile. La sicurezza degli agenti nelle ore notturne deve essere garantita da numeri certi, non da soluzioni di emergenza.
• Il paradosso della volontarietà e l’age management “a corrente alternata”: l’Amministrazione intende basare il servizio, in prima battuta, sull’adesione volontaria. Tuttavia, è stato introdotto un criterio di priorità che appare vincolante ed esclusivo: l’esonero dal turno notturno per chi ha superato i 55 anni.
“La CISL FP è a favore delle politiche di age management, ma non se applicate a “corrente alternata”. Ci chiediamo – prosegue Oliva – perché questo criterio non vale anche per il servizio diurno? Esistono forse meno rischi di giorno rispetto alla notte? E soprattutto, perché questa tutela dovrebbe valere solo per gli agenti e non anche per i funzionari del corpo? Abbiamo scelto di non aderire a questo progetto perché non tutela chi lavora, – conclude – L’Amministrazione ha deciso di proseguire ignorando le criticità riportate, illudendosi che la volontarietà possa sopperire alla mancanza di personale strutturale. Non basta pagare qualcosa in più se poi le squadre sono numericamente insufficienti e i criteri di impiego sono discriminatori. Noi non avalliamo un sistema che mette a rischio la tenuta del Corpo e la qualità dei servizi a Parma e vigileremo con estrema fermezza sull’attuazione del progetto, pronta a segnalare ogni criticità operativa che dovesse emergere a danno dei lavoratori.”