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FIT CISL, Aumento del biglietto urbano: bene la tutela degli abbonati, ma non basta

FIT CISL, Aumento del biglietto urbano:
bene la tutela degli abbonati, ma non basta

Fit Cisl - Aumento Biglietto Urbano - 24072026

FIT CISL Piacenza prende atto della decisione delle Amministrazioni comunali di adeguare da agosto le tariffe del biglietto urbano SETA, portandolo da 1,50 a 2 euro, salvaguardando al contempo gli abbonamenti grazie a un impegno economico diretto dei Comuni.

Se da un lato apprezziamo la scelta di non gravare su studenti, lavoratori pendolari e famiglie che utilizzano quotidianamente il servizio, dall’altro non possiamo ignorare che l’aumento ricade interamente su chi il mezzo pubblico lo usa in modo occasionale: anziani senza abbonamento, cittadini con redditi bassi che non riescono a programmare spostamenti regolari, turisti e utenti saltuari. Anche questi cittadini contribuiscono, con le imposte locali e regionali, al bilancio degli enti che oggi finanziano la sterilizzazione delle tariffe degli abbonamenti. In questo modo l’onere del riequilibrio economico del contratto di servizio, ricade comunque, anche se solo in parte, su chi sceglie il trasporto pubblico.

Se serve un piano di riequilibrio dei conti legato all’aumento dei costi di carburante, energia, manutenzione e assicurazioni, si utilizzino fino in fondo le risorse fiscali già in bilancio, prima di chiedere un contributo aggiuntivo a chi sale su un autobus. Scoraggiare con i prezzi anche l’utenza occasionale è in controtendenza con le stesse politiche di incentivo alla mobilità sostenibile portate avanti dai Comuni.

Considerata la decisione chiediamo con fermezza che parte dei maggiori ricavi generati dall’aumento del biglietto venga destinata concretamente al miglioramento del servizio e alle condizioni di lavoro del personale viaggiante, autisti e controllori sempre più esposti a carichi di lavoro e, purtroppo, ad aggressioni, e non semplicemente assorbita nei bilanci societari.

Come già proposto in altri territori, la strada maestra resta un servizio più veloce, sicuro e capace di attrarre nuovi passeggeri: questo, e non l’aumento dei biglietti, è il primo passo per abbassare i costi di esercizio nel medio periodo.
Infine riteniamo necessario un confronto con i Comuni e con SETA per discutere queste proposte prima dell’entrata in vigore delle nuove tariffe.

Salvatore Buono
Segretario FIT CISL Piacenza

Aggressione su bus Piacenza-Borgonovo: FIT CISL, “emergenza sicurezza per lavoratori e passeggeri”

Aggressione su bus Piacenza-Borgonovo:
FIT CISL, “emergenza sicurezza per lavoratori e passeggeri”

Aggressione bus Fit Cisl

 

Non è più questione di evasione tariffaria, ma si tratta di un’emergenza di ordine pubblico, in cui é a rischio la sicurezza dei lavoratori del trasporto pubblico locale e dei passeggeri.

L’ultimo grave episodio, avvenuto ieri sulla linea Piacenza-Borgonovo, dimostra che il personale di SETA opera quotidianamente rischiando l’incolumià

I FATTI: AGGRESSIONE E ARMI BIANCHE A BORDO

Durante i controlli di routine nella tratta San Nicolò-Castel San Giovanni, tre verificatori (una donna e due uomini) hanno notato due giovani in evidente stato di agitazione nella parte posteriore del mezzo. Grazie alla prontezza della verificatrice, che ha immediatamente allertato i Carabinieri, e alla collaborazione dell’autista – il quale, giunto alla fermata della piscina di Castel San Giovanni, ha segnalato visivamente il pericolo a una pattuglia della Polizia Locale Provinciale in transito – si è evitato il peggio.

Nel tentativo di guadagnare la fuga alla vista degli agenti, uno dei due malviventi ha aggredito fisicamente la verificatrice, spingendola con violenza, procurandole traumi per i quali si è reso necessario l’accesso in ospedale da cui è stata dimessa con una prognosi di 7 giorni, per poi dileguarsi, lanciando un oggetto nel giardino di una villa adiacente. Solo il successivo e coordinato intervento della Polizia Locale e dei Carabinieri, ha permesso di bloccare l’aggressore. L’epilogo delle ricerche ha chiarito la responsabilità dei soggetti: l’ispezione mirata del giardino ha portato al rinvenimento e al sequestro di un coltello a serramanico. Il secondo complice è riuscito a fuggire alla fermata successiva di Piazzale Gramsci.

La FIT CISL di Piacenza denuncia l’esistenza di vere e proprie “zone franche” su alcune linee provinciali, oggi chiaramente identificate:

Linea Piacenza-Borgonovo: presenza sistematica di una “gang” di ragazzi, presumibilmente minorenni, che agiscono con logiche intimidatorie, provocando continui disordini e minacciando passeggeri e personale.


Linea Piacenza-Cremona: tratta ad altissimo rischio, teatro di frequenti episodi di microcriminalità e costanti tensioni a bordo.

LE RICHIESTE DELLA FIT CISL PIACENZA

Il Segretario Provinciale della FIT CISL, Salvatore Buono, lancia un appello ufficiale alle istituzioni e ai vertici aziendali:

Tavolo di urgenza in Prefettura e Questura: si chiede l’immediata convocazione di un comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Le istituzioni devono prendere atto che i lavoratori dei trasporti sono rimasti l’ultimo avamposto di legalità sul territorio, non protetto.


Protocollo di Pronto Intervento Rapido: è necessaria una linea prioritaria e una procedura celere di intervento delle Forze dell’Ordine in caso di chiamata d’emergenza da parte dei lavoratori dei bus.


Controlli “Ad Hoc” e Presidio del Territorio: servono pattugliamenti mirati, anche in modalità undercover (in borghese), e posti di blocco frequenti sulle tratte critiche sopra elencate.


Svolta Tecnologica – “Red Button” collegato al 112: chiediamo a SETA l’immediata implementazione del sistema d’allarme di bordo. Il pulsante d’emergenza (Red Button) in dotazione al conducente non deve limitarsi a dialogare con la sala operativa aziendale, ma deve essere interfacciato direttamente con le centrali operative di Carabinieri e Polizia.

“Esprimo la totale solidarietà e la vicinanza della FIT CISL alla lavoratrice e ai colleghi coinvolti, di cui vado fiero per la professionalità e il coraggio dimostrati. Ieri è andata bene perché l’arma è stata lanciata prima che potesse essere usata contro di loro. Ma non aspetteremo il dramma irreparabile per vedere applicate le norme sulla sicurezza sul lavoro. Se l’azienda e le istituzioni non risponderanno immediatamente alla richiesta di questo tavolo e alle nostre proposte operative, la FIT CISL metterà in campo ogni azione sindacale consentita dalla legge per tutelare la vita dei lavoratori e dei cittadini piacentini. Un ringraziamento va alle forze dell’ordine ma chiediamo a Prefetto e Questore di aiutarci”.

FIT CISL, SETA: il 96% dei lavoratori boccia i tagli al premio di risultato

FIT CISL, SETA: il 96% dei lavoratori
boccia i tagli al premio di risultato

Fit Cisl, Seta

SETA S.P.A., I LAVORATORI BOCCIANO I TAGLI AL PREMIO DI RISULTATO: 96% DI “NO” ALLA CONSULTAZIONE FIT-CISL.


IL SINDACATO DIFFIDA L’AZIENDA PER CONDOTTA ANTISINDACALE: “DUE PESI E DUE MISURE SUI REFERENDUM ED ESCLUSIONE DAI TAVOLI”.

 

La voce dei lavoratori di Seta S.p.A. è arrivata forte e chiara, smentendo le manovre aziendali e le firme delle altre sigle sindacali. Alla consultazione promossa il 21 aprile dalla FIT-CISL Emilia Romagna per sondare l’opinione degli autisti sulle modifiche peggiorative al Premio di Risultato (PdR), hanno partecipato quasi 400 lavoratori.


Il risultato non lascia spazio a interpretazioni:
Il 96% dei votanti ha espresso preferenza per il NO.
Solo il 4% ha votato SI.


Le lavoratrici e i lavoratori confermano così la linea della FIT-CISL: la maggioranza degli autisti rifiuta categoricamente l’eliminazione delle franchigie e i tagli al salario legati ai sinistri.

L’attacco ai diritti democratici e la diffida legale

A fronte di questa massiccia mobilitazione democratica, la direzione di Seta S.p.A. sta mettendo in atto comportamenti gravissimi e discriminatori. Dopo aver negato alla FIT CISL le liste dei lavoratori e gli spazi per lo svolgimento di un referendum ufficiale trincerandosi dietro cavilli normativi, la Società ha convocato un incontro segreto il 16 aprile con le altre Organizzazioni Sindacali.


Da questo tavolo la FIT CISL è stata “scientemente” esclusa, senza alcuna convocazione né informativa. In tale sede è stato sottoscritto un verbale che le altre oo.ss vorrebbero ora sottoporre a una ratifica referendaria.


Si tratta di un palese paradosso giuridico e di un inaccettabile “due pesi e due misure”: l’Azienda blocca le consultazioni di chi si oppone ai tagli, ma agevola referendum su accordi peraltro già chiusi dalle altre sigle (quando per legge un referendum confermativo dovrebbe avvenire solo su ipotesi di accordo).


Per questi motivi, la Segreteria Regionale FIT CISL ha formalmente notificato a Seta S.p.A. una diffida legale per condotta antisindacale (ex Art. 28 Legge 300/1970). L’azienda è intimata a interrompere immediatamente la condotta discriminatoria e a convocare il sindacato entro 3 giorni. In caso contrario, la FIT CISL procederà nelle aule di tribunale.

“Ringraziamo i lavoratori per il coraggio e la massiccia partecipazione, dichiara Salvatore Buono, Segretario FIT CISL Piacenza, continueremo con senso di responsabilità le nostre azioni: non permetteremo che le regole democratiche vengano piegate per mettere le mani nelle tasche degli autisti”.

FIT CISL avverte SETA: il 21 aprile va garantito ai lavoratori il diritto di esprimersi.

FIT CISL avverte SETA: il 21 aprile va garantito
ai lavoratori il diritto di esprimersi

Seta Fit Cisl

Il sindacato del trasporto e della logistica contesta le nuove penalizzazioni per i sinistri stradali introdotte nel Premio di Risultato. Dopo il no dell’azienda al referendum consultivo, scatta la diffida legale: “È diritto inalienabile dei lavoratori esprimersi su accordi che impattano sulla loro vita e dignità”

In SETA l’azienda di trasporto pubblico locale, le belle parole sul dialogo sociale sembrano aver lasciato il posto a un muro contro muro che preoccupa i lavoratori . Al centro della disputa c’è la modifica unilaterale dell’articolo 6 dell’accordo sul Premio di Risultato (PDR) 2024-2026, che introduce un sistema di decurtazioni economiche per gli autisti coinvolti in sinistri stradali, giudicato dalla FIT CISL punitivo e scollegato dalla realtà operativa.

Le ragioni della protesta

FIT CISL Emilia Romagna, supportata dallo studio legale dell’avvocato Giuseppe Fortino, ha inviato una formale diffida alla società. Il sindacato contesta la legittimità della modifica siglata il 12 febbraio scorso, ravvisando una violazione del C.C.N.L. di categoria che prevede una validità triennale per gli accordi di secondo livello. Ma la questione non è solo formale: è una questione di Responsabilità Sociale”, valore cardine della linea tracciata dalla Segretaria Nazionale CISL Daniela Fumarola. Gli autisti, infatti, operano in contesti di crescente stress e turni gravosi; l’introduzione di penalizzazioni già al primo sinistro viene percepita come un attacco alla dignità di chi garantisce ogni giorno la mobilità dei cittadini piacentini.

Il referendum negato

La scintilla che ha fatto divampare l’incendio è stata l’opposizione di SETA alla consultazione referendaria indetta dal sindacato per il prossimo 21 aprile. L’azienda ha tentato di delegittimare l’iniziativa, confondendo, secondo la FIT CISL, la validità formale dell’accordo con il diritto democratico dei lavoratori di esprimere un giudizio consultivo. In una nota, la Segreteria Regionale Fit Cisl ha respinto le posizioni di SETA, ribadendo che la consultazione non ha finalità sospensive, ma punta a dare voce a chi subisce le conseguenze dirette di queste scelte.

In questo scenario, la posizione della FIT CISL a Piacenza è netta. Salvatore Buono, Segretario della categoria sul territorio piacentino, ha lanciato un monito contro quello che definisce un tentativo di silenziare il dissenso interno:
“In SETA si teme il giudizio degli autisti e si prova a screditare la loro voce. Il verbale di modifica del PDR può essere anche formalmente efficace, ma i lavoratori hanno il diritto di essere ascoltati su una modifica che li colpisce direttamente e pesantemente; nessuno dovrebbe impedire un referendum consultivo perché teme il verdetto delle urne. SETA confonde la validità formale del verbale con il diritto dei lavoratori a esprimere un giudizio. Pertanto il 21 aprile noi saremo presenti e disponibili per far emergere l’opinione dei lavoratori, iscritti e simpatizzanti, in merito a questa tematica. “Non permetteremo a nessuno di mettere il bavaglio alla voce dei lavoratori iscritti e simpatizzanti!”

La FIT CISL ha già annunciato che, qualora l’azienda dovesse ostinarsi ad ostacolare lo svolgimento dell’attività sindacale o negare l’uso dei locali il 21 aprile, è pronta a ricorrere all’autorità giudiziaria ai sensi dell’art. 28 dello Statuto dei Lavoratori per condotta antisindacale. L’auspicio è che SETA torni sui propri passi, riconoscendo che la qualità del servizio del trasporto pubblico solido si costruisce con le multe, ma con il coinvolgimento attivo e il rispetto di chi, ogni giorno, sta “al volante” e passa la sua vita lavorativa su strade sempre più caotiche.

Seta Piacenza, Fit Cisl alza i toni: “Lavoratori sollecitati e poi puniti.

Seta Piacenza, Fit Cisl alza i toni:
“Lavoratori sollecitati e poi puniti.

Fit Cisl alza i toni: “Lavoratori sollecitati e poi puniti. Tra carenza di organico e rischi stradali, il servizio è messo in crisi dalle scelte aziendali”.

 

La Segreteria Territoriale della Fit Cisl di Piacenza lancia un grido d’allarme sulla gestione del personale in Seta.

Le ultime decisioni aziendali, avvallate da tutte le altre sigle sindacali, che modificano il Premio di Risultato (PDR) penalizzando i lavoratori in base ai sinistri stradali, rappresentano l’ennesimo schiaffo a una categoria già stremata.

“Siamo di fronte a un paradosso inaccettabile,” attacca Salvatore Buono Fit-Cisl. “Oggi nessuno vuole più fare l’autista: le responsabilità sono enormi, i turni logoranti e le paghe basse rispetto al costo della vita. Risultato? I pochi autisti rimasti in servizio sono costretti a turni particolarmente duri per garantire il trasporto pubblico e il diritto alla mobilità ai cittadini di Piacenza. Eppure, l’azienda invece di ringraziarli cosa fa? Decide di punirli se fanno un piccolo sinistro”.

Secondo il sindacato, il nesso è matematico: chi lavora di più ed è più stanco ha, fisiologicamente, una probabilità più alta di incorrere in un incidente. “Punire chi lavora per tappare i buchi dell’organico significa colpire proprio quei lavoratori che, con spirito di sacrificio, permettono ai bus di uscire dal deposito. È un sistema che non premia la produttività, ma sanziona la stanchezza derivante dal troppo lavoro che è divenuto necessario”.

La situazione è aggravata da un contesto operativo giudicato “impossibile” dalla Fit Cisl. I tempi di percorrenza delle tratte urbane ed extraurbane non sono stati adeguati a un traffico aumentato esponenzialmente e al dilagante malcostume della sosta selvaggia.
“A Piacenza pretendiamo che autobus da 12 metri circolino in vicoli del centro storico nati per le carrozze, schivando auto in doppia fila e rispettando tabelle orarie allucinanti. È una missione impossibile.

Se a questo aggiungiamo che i giovani dell’Academy, pur con tutta la buona volontà, sono autisti in formazione che necessitano di tempo per acquisire esperienza, è chiaro che qualche piccolo urto sia inevitabile. Penalizzare economicamente, in questo modo così eccessivo, un neofita o un veterano stanco, significa non avere alcun rispetto per la realtà della strada”.


Il rischio, avverte il sindacato, è la fuga di massa. “Se Seta continuerà con questa politica punitiva, anche i pochi professionisti rimasti si guarderanno intorno e cercheranno lavoro altrove, dove le responsabilità sono minori e la serenità è garantita. Se gli autisti se ne vanno, l’azienda non potrà più garantire il servizio pubblico: Seta, in alte parole, sta segando il ramo su cui è seduta”.


Fit Cisl chiede una revisione totale dei criteri del PDR, l’adeguamento dei tempi di percorrenza e una riflessione seria sulla dimensione dei mezzi nel centro storico e comunque indirà un referendum sulle modifiche alle penalizzazioni introdotte nel PDR per capire cosa ne pensano i lavoratori. “Non accetteremo che si facciano addirittura utili sulla pelle e sulla salute dei lavoratori. La sicurezza si fa con i mezzi adeguati e il riposo, non penalizzando i propri dipendenti”, conclude Salvatore Buono.