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FIT CISL, Terminal Piacenza Intermodale: rinnovato l’accordo integrativo aziendale

FIT CISL, Terminal Piacenza Intermodale:
rinnovato l'accordo integrativo aziendale

Intermodale Piacenza

Terminal Piacenza Intermodale: rinnovato l’accordo integrativo aziendale. Anche i tempi per il cambio abiti entrano nell’orario di lavoro

Firmata oggi l’intesa tra FIT-CISL, FILT-CGIL e la società. Un accordo che porta aumento in busta paga e riconosce nuovi diritti. La contrattazione di prossimità dimostra il suo valore nel cuore del polo logistico piacentino.

 

È stato firmato oggi, 28 aprile 2026, il nuovo accordo integrativo aziendale alla Terminal Piacenza Intermodale Srl, realtà strategica del nodo intermodale piacentino che gestisce la movimentazione dei treni nazionali e internazionali in arrivo e in partenza. A sottoscriverlo, FIT-CISL e FILT-CGIL insieme alle Rappresentanze Sindacali Aziendali e alla direzione aziendale.

L’intesa, valida fino al 31 dicembre 2028, introduce novità significative sia sul piano economico sia sul piano normativo, con un’attenzione particolare alle specificità di chi lavora ogni giorno su turni, di notte, nei weekend e in condizioni di forte impegno professionale.

I tempi per la divisa diventano orario di lavoro

Tra le novità più rilevanti sul piano dei diritti, l’accordo riconosce esplicitamente il cosiddetto “tempo tuta”: quello necessario per indossare l’abbigliamento da lavoro prescritto dall’azienda rientra a tutti gli effetti nell’orario di lavoro contrattuale, quantificato in 10 minuti all’ingresso e 10 minuti all’uscita. Un riconoscimento che risponde a una richiesta concreta dei lavoratori e che i sindacati hanno portato al tavolo come elemento qualificante della trattativa.

“Si tratta di un risultato tangile”, commenta Salvatore Buono FIT-CISL Piacenza. “Chi lavora in un terminal intermodale non inizia e non finisce il turno in abiti civili. Riconoscere questi venti minuti giornalieri significa riconoscere la realtà del lavoro di questi lavoratori.”

Premio di risultato fino a 1.800 euro

Sul fronte economico, l’accordo conferma e struttura il Premio di Risultato (PDR), che potrà raggiungere un valore massimo di 1.800 euro annui lordi per dipendente, collegato all’andamento del fatturato, del Margine Operativo Lordo e delle unità movimentate. Il premio sarà distribuito secondo tre criteri: produttività, presenze in azienda e qualità del servizio. Qualora gli obiettivi vengano raggiunti, i lavoratori potranno beneficiare della detassazione prevista per i premi di produttività variabile.

In alternativa alla liquidazione in busta paga, ogni lavoratore potrà scegliere di convertire il premio in welfare aziendale, con una maggiorazione del 10% sul valore spettante.

Buoni pasto, indennità e tutele per i turni più gravosi

A partire dal 1° aprile 2026, il valore del buono pasto è aumentato da 8 a 10 euro per ogni giornata di presenza. L’indennità di piazzale, riconosciuta a chi opera su entrambi i terminal, è confermata a 100 euro mensili. L’indennità per il lavoro nel fine settimana sale fino a 90 euro a weekend.

Particolare attenzione è stata dedicata ai turni notturni, riconoscendo il disagio e la maggiore usura psicofisica di chi lavora nella fascia oraria tra le 22.00 e le 6.00: per ogni singolo turno notturno viene riconosciuto un credito welfare di 4,50 euro, che sale a 6,00 euro per i prestazioni superiori alle quattro ore. Una misura innovativa che va oltre le maggiorazioni già previste dal CCNL Trasporto Merci.

Viene confermata anche l’indennità per multi-mansione, con importi compresi tra 100 e 350 euro mensili, per riconoscere l’esperienza e la polivalenza professionale dei lavoratori più qualificati.

Un modello di relazioni industriali per il polo logistico

L’accordo prevede incontri annuali tra le parti per verificare l’andamento produttivo, la dinamica dell’occupazione, la sicurezza e la formazione del personale. Su base trimestrale, l’azienda si impegna a confrontarsi con le RSA sull’andamento presuntivo degli indicatori di performance.

“Questo accordo dimostra che la contrattazione di prossimità funziona”, sottolineano alla FIT-CISL Piacenza. “Quando le parti siedono al tavolo con spirito costruttivo e c’è fiducia, i risultati si ottengono. Il polo intermodale di Piacenza merita relazioni industriali all’altezza della sua importanza strategica.”

FIT CISL avverte SETA: il 21 aprile va garantito ai lavoratori il diritto di esprimersi.

FIT CISL avverte SETA: il 21 aprile va garantito
ai lavoratori il diritto di esprimersi

Seta Fit Cisl

Il sindacato del trasporto e della logistica contesta le nuove penalizzazioni per i sinistri stradali introdotte nel Premio di Risultato. Dopo il no dell’azienda al referendum consultivo, scatta la diffida legale: “È diritto inalienabile dei lavoratori esprimersi su accordi che impattano sulla loro vita e dignità”

In SETA l’azienda di trasporto pubblico locale, le belle parole sul dialogo sociale sembrano aver lasciato il posto a un muro contro muro che preoccupa i lavoratori . Al centro della disputa c’è la modifica unilaterale dell’articolo 6 dell’accordo sul Premio di Risultato (PDR) 2024-2026, che introduce un sistema di decurtazioni economiche per gli autisti coinvolti in sinistri stradali, giudicato dalla FIT CISL punitivo e scollegato dalla realtà operativa.

Le ragioni della protesta

FIT CISL Emilia Romagna, supportata dallo studio legale dell’avvocato Giuseppe Fortino, ha inviato una formale diffida alla società. Il sindacato contesta la legittimità della modifica siglata il 12 febbraio scorso, ravvisando una violazione del C.C.N.L. di categoria che prevede una validità triennale per gli accordi di secondo livello. Ma la questione non è solo formale: è una questione di Responsabilità Sociale”, valore cardine della linea tracciata dalla Segretaria Nazionale CISL Daniela Fumarola. Gli autisti, infatti, operano in contesti di crescente stress e turni gravosi; l’introduzione di penalizzazioni già al primo sinistro viene percepita come un attacco alla dignità di chi garantisce ogni giorno la mobilità dei cittadini piacentini.

Il referendum negato

La scintilla che ha fatto divampare l’incendio è stata l’opposizione di SETA alla consultazione referendaria indetta dal sindacato per il prossimo 21 aprile. L’azienda ha tentato di delegittimare l’iniziativa, confondendo, secondo la FIT CISL, la validità formale dell’accordo con il diritto democratico dei lavoratori di esprimere un giudizio consultivo. In una nota, la Segreteria Regionale Fit Cisl ha respinto le posizioni di SETA, ribadendo che la consultazione non ha finalità sospensive, ma punta a dare voce a chi subisce le conseguenze dirette di queste scelte.

In questo scenario, la posizione della FIT CISL a Piacenza è netta. Salvatore Buono, Segretario della categoria sul territorio piacentino, ha lanciato un monito contro quello che definisce un tentativo di silenziare il dissenso interno:
“In SETA si teme il giudizio degli autisti e si prova a screditare la loro voce. Il verbale di modifica del PDR può essere anche formalmente efficace, ma i lavoratori hanno il diritto di essere ascoltati su una modifica che li colpisce direttamente e pesantemente; nessuno dovrebbe impedire un referendum consultivo perché teme il verdetto delle urne. SETA confonde la validità formale del verbale con il diritto dei lavoratori a esprimere un giudizio. Pertanto il 21 aprile noi saremo presenti e disponibili per far emergere l’opinione dei lavoratori, iscritti e simpatizzanti, in merito a questa tematica. “Non permetteremo a nessuno di mettere il bavaglio alla voce dei lavoratori iscritti e simpatizzanti!”

La FIT CISL ha già annunciato che, qualora l’azienda dovesse ostinarsi ad ostacolare lo svolgimento dell’attività sindacale o negare l’uso dei locali il 21 aprile, è pronta a ricorrere all’autorità giudiziaria ai sensi dell’art. 28 dello Statuto dei Lavoratori per condotta antisindacale. L’auspicio è che SETA torni sui propri passi, riconoscendo che la qualità del servizio del trasporto pubblico solido si costruisce con le multe, ma con il coinvolgimento attivo e il rispetto di chi, ogni giorno, sta “al volante” e passa la sua vita lavorativa su strade sempre più caotiche.

Fit Cisl, ELPE Castel San Giovanni: raggiunto l’accordo sul premio di produzione per i lavoratori

Fit Cisl, ELPE Castel San Giovanni:
raggiunto l’accordo sul premio di produzione per i lavoratori

Elpe

FIT CISL Piacenza comunica il raggiungimento di un’ipotesi di accordo con ELPE Global Logistic Services (EGLS), società che gestisce gli appalti di SDA Express Courier e Poste Logistics presso il polo logistico di Castel San Giovanni (PC).


L’accordo, che dovrà essere sottoposto alla ratifica delle lavoratrici e dei lavoratori attraverso assemblee sindacali che verranno convocate nei prossimi giorni, introduce un Premio di Risultato (PDR) biennale per gli anni 2026-2027 del valore di 1.500 euro lordi annui, comprensivi di una quota di 200 euro legata al picco natalizio.
Anche i lavoratori con contratto a tempo determinato,  inclusi i lavoratori somministrati, con almeno 6 mesi di presenza avranno diritto a una quota proporzionale, calcolata in base ai mesi effettivamente lavorati e alle ore contrattuali per i part time.


Il premio sarà parametrato su criteri di performance concordati tra le parti, tra cui: produttività, qualità, sicurezza, assenteismo, gestione dei disguidi, danneggiamenti e lavoro festivo.L’azienda e le organizzazioni sindacali si impegnano inoltre a valutare la conversione del premio in welfare aziendale, incluso l’utilizzo di una piattaforma dedicata, in conformità con i decreti vigenti.


L’accordo definisce anche un piano progressivo di incremento del ticket restaurant per i lavoratori degli impianti ELPE a Castel San Giovanni. A partire dal 1° luglio 2026: chi avrà maturato almeno 12 mesi di anzianità vedrà il proprio ticket salire a 9 euro fino ad arrivare a 10 euro dal 1° luglio 2027. Dal 1° luglio 2028, il valore di 10 euro diventerà standard per l’intera platea, indipendentemente dall’anzianità di impianto.


«Siamo decisamente soddisfatti di questo risultato, dichiara Salvatore Buono, Segretario FIT CISL di Piacenza. Un premio di produzione da 1.500 euro, che includerà anche i lavoratori somministrati in proporzione ai mesi lavorati, è un segnale per chi ogni giorno muove le merci di questo Paese. E l’aumento del ticket da 8 a 10 euro non è un dettaglio. Abbiamo costruito un accordo equilibrato, i parametri di produttività saranno chiari e condivisi. Ora la parola passa ai circa 400 lavoratori interessati dalla sua ratifica»

Montale, un lavoratore non torna a casa. FIT CISL: «Avevamo già sollecitato adeguamenti della viabilità per chi opera nella logistica»

Montale, un lavoratore non torna a casa.
FIT CISL: «Avevamo già sollecitato adeguamenti
della viabilità per chi opera nella logistica»

Buono (FIT CISL Piacenza): “Quel problema era noto. Le nostre segnalazioni ad Amministrazione e RFI sono rimaste in standby. Servono subito bus, piste ciclabili e sicurezza vera per chi lavora nel polo”

«Vogliamo esprimere le condoglianze ai familiari di chi non è rientrato dal lavoro».
Inizia così la dichiarazione di Salvatore Buono, Segretario territoriale della FIT CISL di Piacenza, sulla morte dell’uomo travolto ieri mattina da un treno regionale sui binari di Montale mentre si recava in servizio. Alla sua famiglia, ovunque essa si trovi, la FIT CISL esprime cordoglio profondo e vicinanza sincera.
Quello che rende questo incidente insopportabile non è solo il dolore. È il dubbio che fosse evitabile. Che quel problema era conosciuto. Che non si tratta di una scoperta di ieri mattina.
«Come FIT CISL avevamo già segnalato in passato, sia all’Amministrazione Comunale che a RFI-Rete Ferroviaria Italiana, i problemi di sicurezza legati agli attraversamenti impropri in quella zona — afferma Buono —. Avevamo chiesto come impedire che i lavoratori continuassero ad attraversare i binari, perché lì c’è il polo logistico, e alcuni, per non fare tutto il giro, scelgono quella scorciatoia. Si sapeva. Eppure quel punto è rimasto così com’era, fino all’incidente, che comunque va chiarito”.

La “seconda Piacenza” quasi abbandonata a se stessa

Esiste una Piacenza che si vede: quella dei palazzi, delle piazze, dei servizi urbani. Ed esiste una seconda Piacenza, quella dei capannoni di Montale, della Caorsana, dove ogni giorno migliaia di lavoratrici e lavoratori arrivano con qualsiasi mezzo disponibile, spesso prima dell’alba, spesso senza alternative.
«Il nostro polo logistico è ancora oggi carente di collegamenti con il servizio pubblico locale — denuncia Buono —. Non è accettabile che in un’area dove lavorano migliaia di persone, centinaia di questi lavoratori non abbiano un veicolo proprio e debbano arrangiarsi. Vanno in bici, vanno col monopattino, vanno con la bici elettrica. E dove vanno? Sulla Via Emilia, che è una strada pericolosa, dove le piste ciclopedonali non esistono o sono incomplete. Così finisce che qualcuno, per sbaglio, per fretta, per la disperazione di voler salvare il proprio mezzo, finisce per compiere azioni che potevano essere evitate — come attraversare i binari, a prezzo della vita».

Senza trasporto pubblico, si cammina sui binari.

Il nodo centrale è uno solo: se il trasporto pubblico locale fosse efficace ed efficiente per raggiungere il polo logistico, molti lavoratori lo userebbero. Invece non c’è. E chi non ha l’auto — e sono tanti — deve inventarsi ogni giorno come arrivare al turno.
Ai problemi di viabilità ciclabile si sommano quelli della micromobilità elettrica: bici a pedalata assistita, monopattini, scooter. Mezzi sempre più diffusi tra chi lavora nel polo, economici e veloci, ma che senza infrastrutture dedicate diventano armi a doppio taglio: se manca la ciclabile, si finisce sulla strada statale o peggio, su sentieri non sorvegliati a ridosso dei binari.

«La nostra non è solo una denuncia — precisa Buono —. È una richiesta precisa, che rinnova impegni che ci siamo già presi in passato e che ora devono diventare fatti: vogliamo che il Comune, RFI e le imprese committenti del polo si siedano a un tavolo e trovino soluzioni concrete».


La FIT CISL di Piacenza propone: 

Collegamento bus dedicato. Un servizio di trasporto pubblico locale specificamente pensato per i lavoratori del polo, con corse nelle fasce orarie in base ai vari turni di lavoro.

Rete ciclabile e ciclopedonale sicura. Un percorso protetto, illuminato e continuo che colleghi il centro città e i quartieri residenziali alle porte d’accesso del polo, eliminando la necessità di passare sulla Via Emilia o attraverso punti non sicuri.

Messa in sicurezza immediata degli attraversamenti. RFI e il Comune devono intervenire su tutti i punti critici già segnalati — e in primis su quello di via Martelli — con recinzioni adeguate e, contestualmente, con accessi alternativi sicuri che rispettino i percorsi reali dei lavoratori.

 

Fit Cisl, sicurezza trasporti: sopralluogo nello scalo ferroviario di Piacenza

Fit Cisl, sicurezza trasporti:
sopralluogo nello scalo ferroviario di Piacenza

Fit Cisl sopralluogo scalo ferroviario Piacenza

A seguito del recente vertice in Prefettura con il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, la Fit Cisl di Piacenza si è fatta promotrice di un sopralluogo tecnico nello scalo ferroviario piacentino, coinvolgendo istituzioni, azienda e rappresentanze dei lavoratori per analizzare direttamente le criticità che ogni giorno interessano personale e utenti.


Alla ricognizione hanno preso parte il consigliere regionale Lodovico Albasi, membro della commissione Territorio e Trasporti, il vicesindaco di Piacenza Matteo Bongiorni e la consigliera comunale Claudia Gnocchi, insieme ai rappresentanti di Trenitalia Tper, Filippo Castagnetti e Alberto Filoni. Presenti anche il segretario territoriale Fit Cisl Piacenza Salvatore Buono e il delegato Thomas Pagani.

Dal sopralluogo sono emerse con chiarezza le principali priorità di intervento. Particolare attenzione è stata posta sull’area dell’ex Ferrotel, oggi in stato di totale abbandono e oggetto di occupazioni abusive, e su diverse zone periferiche dello scalo: dall’asta Consorzio al comparto di via dei Pisoni–Lupa, fino al parcheggio riservato ai dipendenti FS e al varco di accesso del rifugio Segadelli.


Dai lavoratori è arrivata una richiesta netta: controllare gli accessi all’area ferroviaria, trasformando lo scalo in uno spazio realmente protetto, con ingressi consentiti esclusivamente a operatori e viaggiatori muniti di titolo di viaggio. Tra le soluzioni tecniche proposte figura l’installazione di tornelli ai varchi, oltre al potenziamento della videosorveglianza e dell’illuminazione, interventi ritenuti necessari anche per il parcheggio dei pendolari di viale Sant’Ambrogio. La Fit Cisl ha inoltre ribadito l’importanza di un coordinamento più stretto tra forze dell’ordine e vigilanza privata, valutando positivamente l’attuale presidio dei militari.


«Manifestando soddisfazione per il sopralluogo odierno – afferma Salvatore Buono, segretario territoriale Fit Cisl Piacenza – auspico che questo momento non resti un episodio isolato, ma rappresenti l’avvio di un piano d’azione strutturale per aumentare la sicurezza e ridurre la percezione di pericolo diffusa nell’ambito dei trasporti».


Sulla stessa linea la consigliera comunale Claudia Gnocchi: «L’incontro organizzato dalla Fit Cisl è stato costruttivo. Tutti i soggetti presenti hanno lavorato per individuare misure concrete a tutela delle legittime richieste di sicurezza dei lavoratori. Nei prossimi mesi sarà fondamentale verificare l’attuazione degli impegni assunti».


Il vicesindaco Matteo Bongiorni ha sottolineato come «il Comune condivida pienamente l’attenzione alla sicurezza di lavoratori e viaggiatori, in un comparto complesso che comprende la stazione, aree di cantiere e diversi servizi pubblici. Alcune delle azioni emerse sono già in fase di valutazione, altre saranno approfondite anche sotto il profilo tecnico, proseguendo il confronto».


A chiudere gli interventi il consigliere regionale Lodovico Albasi, che ha confermato la disponibilità delle istituzioni a lavorare in modo coordinato: «Sono a piena disposizione per promuovere un tavolo tecnico tra istituzioni, aziende del trasporto e parti sociali, con l’obiettivo di individuare soluzioni condivise da sottoporre a Rfi. La Regione Emilia-Romagna ha recentemente avviato il progetto pilota “Stazioni Sicure”, che prevede accessi controllati, videosorveglianza, collegamento diretto con le control room e pulsanti di emergenza, con l’obiettivo di rafforzare la tutela di passeggeri e personale e creare un modello replicabile».