Scuola: riforma degli istituti tecnici. Paola Votto (CISL Scuola Parma Piacenza): “Grazie ad un percorso partecipativo è salvaguardata la gestione degli organici dei docenti”
A seguito dello stato di agitazione legato all’avvio della riforma degli istituti tecnici prevista dal PNRR, si è svolto a Roma l’incontro tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e le organizzazioni sindacali della scuola CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS Confsal, Gilda Unams e ANIEF.
Il confronto si è concentrato inizialmente sulla gestione della fase di transizione verso i nuovi percorsi che partiranno dalle classi prime nell’anno scolastico 2026/2027 e le possibili conseguenze sugli organici dei docenti dato che era da evitare subito che la riforma producesse effetti negativi sul piano occupazionale e sulla stabilità dei docenti: “La prima richiesta avanzata – spiega Paola Votto, segretaria generale CISL Scuola Parma Piacenza – . è stata di salvaguardia delle attuali titolarità e cattedre con una gestione degli organici tale da prevenire situazioni di docenti in sovrannumero . La seconda richiesta ha riguardato il quadro normativo e un percorso che conduca alle necessarie modifiche al decreto-legge 144/2022, in particolare all’articolo 26-bis e agli allegati, ritenuti in alcuni passaggi poco coerenti con la realtà delle scuole e potenzialmente penalizzanti per alcune classi di concorso nonché la revisione del decreto ministeriale 29/2026 sui quadri orari, considerato uno degli elementi più critici della riforma.”
Infatti, secondo il sindacato, l’attuale configurazione oraria altera gli equilibri tra discipline e incide sugli organici, con effetti non uniformi tra le diverse aree di insegnamento. “Il Ministero ha manifestato e concordato importanti aperture, in particolare ha dichiarato la propria disponibilità a inserire nella circolare sugli organici per l’anno scolastico 2026/2027 indicazioni rivolte agli Uffici scolastici regionali, con l’obiettivo esplicito di prevenire e limitare la formazione di soprannumerari nei nuovi percorsi. Si tratta di un impegno concreto – sottolinea Votto – che agisce direttamente nella fase applicativa della riforma.”
Riguardo le modifiche all’impianto normativo, il Ministero ha accolto la richiesta di apertura di un tavolo di confronto che approfondirà le criticità legate all’applicazione della riforma e gli interventi correttivi al DL 14472022 e al DM 29/2026. Alla luce di queste aperture, le organizzazioni sindacali hanno ritenuto che vi fossero le condizioni per dichiarare concluso, con esito positivo, lo stato di agitazione.
Le richieste formulate e accolte dal Ministero rappresentano un importante passo verso il miglioramento di una riforma che è calata sugli istituti tecnici senza un coinvolgimento e senza valutazioni condivise ma con il vincolo normativo legato al PNNR: “Le garanzie espresse riguardo il numero di cattedre e la volontà di rivedere e correggere la norma riportano ad una prassi corretta e possibile il percorso partecipativo che è mancato finora – conclude Paola Votto – e si conferma di nuovo la validità del metodo del “fare sindacato” intervenendo con forza ma anche con proposte possibili e lavoro congiunto.”
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