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Rifiuti, CGIL CISL UIL Piacenza: «No ad aumenti Tari senza confronto. Famiglie e pensionati non possono pagare il conto»

Rifiuti, CGIL CISL UIL Piacenza: «No ad aumenti Tari senza confronto.
Famiglie e pensionati non possono pagare il conto»

Rifiuti Piacenza - 21072026

Rifiuti, CGIL CISL UIL: «I cittadini fanno la loro parte, gli aumenti non possono essere scaricati sulle famiglie»

I segretari generali territoriali intervengono sull’aumento del Piano economico e finanziario approvato da Atersir: «Servono trasparenza sui costi, confronto con le parti sociali e misure concrete per tutelare redditi e pensioni».

L’impegno crescente richiesto nella raccolta differenziata non può tradursi nell’ennesimo aumento delle tariffe. Occorre un confronto con le parti sociali e con le amministrazioni locali. CGIL, CISL e UIL di Piacenza intervengono sul Piano economico e finanziario del servizio rifiuti approvato da Atersir, che prevede un ulteriore incremento dei costi presentato ai territori a ridosso delle scadenze per l’approvazione.

«A pagare gli effetti diretti di queste decisioni saranno ancora una volta le famiglie, i lavoratori e i pensionati», dichiarano i segretari generali territoriali. «Nel Piacentino cittadini, condomini ed esercizi commerciali stanno facendo la propria parte: cresce la raccolta differenziata e aumentano gli adempimenti, le regole di conferimento, le dotazioni obbligatorie e le responsabilità poste in capo agli utenti. A questo maggiore impegno dovrebbero corrispondere un servizio più efficiente, costi più trasparenti e tariffe più eque. Invece assistiamo a nuovi aumenti, senza che sia stato garantito un confronto preventivo e reale con i territori e con le parti sociali».

Per CGIL, CISL e UIL la vigilanza su prezzi e tariffe rappresenta un terreno fondamentale dell’azione sindacale, soprattutto in una fase in cui il costo della vita continua a erodere salari e pensioni.

«L’aumento della Tari si aggiunge alle bollette energetiche, alle spese per la casa, agli alimentari e a tutti gli altri rincari che pesano sui bilanci familiari. Le conseguenze sono particolarmente gravi per i nuclei a reddito medio e basso, che incontriamo quotidianamente nelle nostre sedi e nei luoghi di lavoro. Difendere salari e pensioni significa anche impedire che decisioni assunte senza un adeguato confronto scarichino nuovi costi su chi ha meno possibilità di sostenerli».

I sindacati esprimono preoccupazione anche per la condizione dei Comuni, molti dei quali, a causa di bilanci già fortemente compressi, non dispongono delle risorse necessarie per attenuare gli aumenti a carico dei cittadini.

«Non è accettabile che i Comuni vengano messi davanti a decisioni già definite e che, alla fine, l’unica soluzione sia trasferire i maggiori costi sulle bollette. Occorre conoscere nel dettaglio le ragioni degli aumenti, verificare l’efficienza del servizio e valutare ogni possibilità di contenimento delle tariffe».

CGIL, CISL e UIL chiedono quindi l’apertura immediata di un tavolo di confronto tra Atersir, Iren, Comuni e parti sociali.

«Chiediamo trasparenza sui dati e sulla formazione dei costi, tempi adeguati per esaminare i documenti prima delle scadenze e una partecipazione effettiva dei territori alla costruzione dei prossimi Piani economici e finanziari. Il confronto non può essere convocato quando le decisioni sono già state prese: deve avvenire prima, per tutelare concretamente famiglie, lavoratori, pensionati e imprese».

Unione Bassa Ovest Parmense: risorse regionali perse e rischio paralisi per servizi e lavoratori

Unione Bassa Ovest Parmense, silenzio assordante dalle Amministrazioni:
risorse regionali perse e rischio paralisi per i servizi e per i lavoratori

Unione Bassa Ovest Parmense - 20072026

A due settimane dalla formale richiesta di incontro urgente inviata il 3 luglio scorso da CISL FP e Confederazione CISL, nessuna risposta o convocazione è giunta dal Presidente dell’Unione e dai Sindaci dei Comuni di San Secondo Parmense, Roccabianca e Polesine Zibello. Nel frattempo, emergono riscontri gravissimi sulla tenuta dei conti e sulla gestione dell’Ente.

Al centro delle preoccupazioni sindacali vi era un interrogativo preciso: l’Unione ha presentato la domanda per il bando del Programma di Riordino Territoriale (PRT 2026) della Regione Emilia-Romagna? Oggi i fatti confermano lo scenario peggiore: la domanda non è stata presentata, determinando la perdita di vitali risorse regionali destinate a sostenere la gestione associata. Una mancanza grave che rischia di ripercuotersi pesantemente sui bilanci dei tre Comuni aderenti e sull’efficienza dei servizi ai cittadini.

Ci preme chiarire un aspetto essenziale per evitare strumentalizzazioni: la CISL non è pregiudizialmente contraria allo strumento dell’Unione dei Comuni. Riteniamo che l’associazionismo possa rappresentare una reale opportunità di semplificazione ed efficientamento. Siamo però fermamente contrari a Unioni progettate, sviluppate e gestite in questo modo: avviate con troppa fretta, senza una programmazione seria sul personale e finalizzate solo alla rincorsa di contributi pubblici che poi si rivelano persino incapaci di intercettare.

L’immobilismo amministrativo di questi anni investe in modo drammatico la gestione del personale, per il quale manca totale chiarezza su mansioni, carichi di lavoro e responsabilità professionali. Davanti al fallimento degli obiettivi di economicità ed efficienza, gli organi politici dell’Unione e dei Comuni devono urgentemente valutare un ripensamento complessivo.

 
Tra le ipotesi non è più possibile escludere la revoca immediata della funzione del personale per restituirla alla gestione diretta dei singoli Comuni (misura vitale per sbloccare l’operatività degli uffici e garantire la legittimità degli atti) o, qualora non vi siano le condizioni minime di sostenibilità, l’avvio del percorso di scioglimento dell’Unione stessa.

 
I lavoratori non possono continuare a farsi carico della disorganizzazione e della mancanza di programmazione politica di questa Amministrazione. Chiediamo che il Presidente dell’Unione e i Sindaci escano immediatamente dal silenzio e convochino l’incontro urgente richiesto. In assenza di riscontri tempestivi, il sindacato attiverà tutte le forme di tutela e di mobilitazione consentite.

CISL FP PARMA PIACENZA

CISL PARMA PIACENZA

Ospedale di Parma, CISL FP: «Stop ai dinieghi sui part-time, tutelare il diritto alla genitorialità»

Ospedale di Parma, CISL FP: «Stop ai dinieghi sui part-time,
tutelare il diritto alla genitorialità»

tutelare il diritto alla genitorialità»

Da ottobre stop ingiustificato ai tempi parziali per il personale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Parma.

Davide Prebenna – CISL FP Parma Piacenza: «Il personale è stremato, i tetti di legge non sono superati ma l’Azienda sbarra le porte a tutt’oggi, con le scuole chiuse. È un cinismo burocratico inaccettabile».

Una gestione sorda alle necessità biologiche e sociali delle famiglie e priva di una reale visione organizzativa. La CISL FP Parma Piacenza alza drasticamente i toni dello scontro e lancia un duro atto d’accusa contro la Direzione Generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma.

Il motivo? Un blocco sistematico dei contratti part-time che, dall’ottobre dello scorso anno, sta letteralmente mettendo in ginocchio le lavoratrici madri, esposte senza alcuna tutela al caos gestionale della stagione estiva.

«Dietro questa chiusura non c’è una strategia di riorganizzazione efficiente, ma il vuoto totale», afferma il dirigente sindacale Davide Prebenna. «Assistiamo a una completa assenza di programmazione e a una non disponibilità aziendale nel trovare soluzioni alternative che concilino la tenuta dei servizi con la vita dei dipendenti. L’Azienda preferisce la via più facile del diniego automatico anziché investire risorse ed energie in una pianificazione flessibile del personale.»

Con la chiusura estiva delle scuole e dei servizi educativi, il sindacato rileva che il diritto al tempo parziale smette di essere una mera istanza amministrativa e diventa l’unico argine per evitare il collasso familiare. Eppure, all’Ospedale di Parma, le richieste avanzate dal personale continuano a infrangersi contro un muro di dinieghi che si protrae ormai da troppi mesi.

«Ci troviamo di fronte a un esercizio del potere aziendale che rasenta il cinismo», prosegue Prebenna. «Costringere una madre al tempo pieno obbligatorio, mentre i servizi per l’infanzia sono chiusi, significa ignorare i bisogni reali del personale. Il paradosso tecnico è vergognoso: l’Azienda non ha nemmeno sfiorato il limite massimo di legge per i part-time. Questo significa che i rifiuti nascono da scelte puramente discrezionali, arbitrarie e profondamente penalizzanti nei confronti di chi ogni giorno si prende cura del diritto alla salute del cittadino.»

Prebenna conclude evidenziando come questa rigidità interna stia gravemente accelerando il declino attrattivo dell’hub di Parma:

«In un’epoca di drammatica ed evidente carenza di personale sia a livello nazionale che locale, bloccare i turni e negare la flessibilità significa rendere l’ospedale una realtà lavorativa da cui fuggire. Nessun professionista accetta volentieri di lavorare in una struttura che non dimostra la minima lungimiranza o volontà di pianificazione organizzativa.»

COLSER: sottoscritto l’accordo per l’erogazione ticket. FIT CISL Parma: grande soddisfazione.

COLSER: sottoscritto l'accordo per l'erogazione dei ticket.
FIT CISL Parma : grande soddisfazione

Leonardo Cerbi (FIT CISL Parma): “Intesa raggiunta dopo una trattativa lunga e complessa”

“Finalmente è stato sottoscritto l’accordo con la cooperativa COLSER relativo all’erogazione del ticket giornaliero. L’intesa prevede un ticket di 4 euro per i mesi di luglio e agosto e, a partire da agosto 2026, un aumento a 5,50 euro. Questo rappresenta un primo importante risultato, con l’impegno già definito a proseguire il confronto per arrivare a un ulteriore incremento graduale del valore del ticket. È già stata fissata una data per il prossimo incontro.” Così Leonardo Cerbi, vice segretario di FIT CISL Parma, che esprime grande soddisfazione per aver raggiunto l’accordo dopo una lunga e complessa trattativa iniziata anni fa e intensificatasi negli ultimi mesi.

Lo sciopero revocato dopo la firma

Per arrivare a questo risultato era stato necessario attivare lo stato di agitazione e proclamare lo sciopero, previsto per lunedì 29 giugno, poi revocato a seguito della firma dell’intesa, sottoscritta sabato scorso in tarda serata.

La forza della compattezza sindacale

“Un esito che dimostra ancora una volta quanto sia stata fondamentale la compattezza tra tutti gli attori coinvolti – spiega Cerbi – la segreteria sindacale, i delegati e soprattutto tutte le lavoratrici e i lavoratori dei diversi cantieri interessati: CEPIM, Barilla Sughi di Rubiano e Barilla Imballi di Pedrignano. Abbiamo ottenuto quanto richiesto grazie alla determinazione e alla partecipazione di tutti, arrivando alla firma senza nemmeno un’ora di sciopero. Questo è il frutto della forza della trattativa, uno strumento che il nostro sindacato CISL sa utilizzare con responsabilità e concretezza in ogni situazione. Un ringraziamento particolare va anche alle colleghe e ai colleghi della CGIL perchè insieme abbiamo saputo costruire un percorso comune e raggiungere questo importante obiettivo.”

Il ringraziamento ai delegati

Riconoscendo il fondamentale lavoro di squadra, il vice segretario di FIT CISL sottolinea l’apporto essenziale dei lavoratori e dei delegati: “In particolare mi permetto di citare Santo Rizzelli, per il cantiere CEPIM, e Dismo Pongolini, per il cantiere di Rubiano, oltre a Davide Mazzoli per Barilla Imballi di Pedrignano. Con loro il confronto è stato continuo, praticamente minuto per minuto, fino al raggiungimento dell’accordo definitivo insieme al collega Massimo Lobello della FILT CGIL Parma.”

Prossimi passi: assemblee nei cantieri

Nei prossimi giorni – conclude Cerbi – organizzeremo assemblee nei cantieri per incontrare i lavoratori, illustrare i dettagli dell’accordo e confrontarsi sul percorso futuro.

 

 

 

Licenziamenti della FLO S.p.A di Fontanellato: FEMCA CISL Parma ” Piano di ristrutturazione drammatico: risposta sindacale immediata”

Licenziamenti della FLO S.p.A di Fontanellato:
FEMCA CISL Parma " Piano di ristrutturazione drammatico:
risposta sindacale immediata"

DAVIDE CONTRO GOLIA: non lasceremo soli i lavoratori più fragili!

“E’ sempre stato così, il più forte se la prende sempre con il più debole e il debole è sempre emarginato e discriminato. Questa volta non sarà così, questa volta Golia vuole fare del male a persone deboli che il sindacato non lascerà mai sole ed assieme a tutti i loro colleghi e colleghe di lavoro vedrà come far ricredere il forte. L’Azienda sappia che le nostre “fionde” saranno cariche di dignità, la stessa vista negli occhi di quelle donne e quegli uomini che durante lo sciopero, sotto il sole cocente, hanno sostenuto le colleghe ed i colleghi di quel reparto che oggi è nel mirino di chi lo governa e lo vuole eliminare.”  Così Germano Giraud, segretario generale FEMCA CISL Parma  ribadendo la necessità di avviare un dialogo costruttivo tra le parti per individuare soluzioni che consentano di limitare le ricadute occupazionali e sociali della riorganizzazione annunciata.

La riorganizzazione: chiusure e tagli dopo l’arrivo del fondo Nextalia

La Flo, radicata sul territorio e orgoglio di una intera comunità,  produttrice di stoviglie monouso in plastica e carta che oggi conta circa 220 dipendenti ultimamente ha vissuto momenti di difficoltà anche legati alle limitazioni imposte da stringenti normative. La storica  proprietà ha ritenuto di dover ricercare finanziatori nuovi individuandoli in un fondo di investimento, il Nextalia,  colosso partecipato da importanti investitori italiani. “La nuova compagine entra nella gestione dei quattro stabilimenti del gruppo e cosa fa? – spiega Giraud – Invece di presentarci un piano industriale serio legato a innovazione, ricerca, sviluppo, investimenti, rimarca le attuali difficoltà e mette sul tavolo quelli che vengono definiti senza alcuna vergogna “ piccoli sacrifici “: chiude lo stabilimento siciliano, dove sono impegnati circa sessanta addetti, e comunica per Fontanellato la chiusura del reparto reimballo, in cui sono occupate 15 persone, perchè ritenuto non remunerativo.”

Nel reparto lavorano persone con disabilità e fragilità

Giraud precisa che questi 15 lavoratrici e lavoratori sono soggetti con limitazioni, invalidità, disabilità, ed alcune con collocazione mirata, persone fragili che “avevano recuperato la loro dignità lavorativa in quel reparto ritenuto quasi come una famiglia.  “La risposta sindacale è stata immediata, supportata da una Rsu compatta ed autorevole, ad un così drammatico  piano di ristrutturazione. Le proposte sindacali sono state tutte rifiutate, un muro dietro il quale il Fondo si nasconde, un muro fatto solo di conti economici e nessuna progettazione futura.”

Le alternative esistono

FEMCA CISL ritiene che  alcuni possono essere ricollocati in differenti reparti, altri si trovano vicini ad un obbiettivo pensionistico, e che ci sono strumenti di sostegno importanti legislativi come gli accomodamenti ragionevoli e forme di ammortizzatori sociali: “Questa volta il muro lo troverà l’Azienda: abbiamo già effettuato la prima giornata di sciopero mercoledì 24 che ha visto la chiusura totale dello stabilimento. L’Azienda ci ha riconvocato per mercoledì 1° luglio in Associazione Parmense degli Industriali e dovrà essere un confronto vero, dove da parte nostra si vorranno trovare soluzioni condivise, non muri, non risposte unilaterali ma la volontà di riportare la Persona al centro del dialogo come con orgoglio avevamo stabilito, insieme,  nell’ultima contrattazione aziendale con l’inserimento dello “Statuto della Persona” elemento che va onorato dalla Società e non utilizzato solo come fiore all’occhiello ad uso e consumo per l’immagine propria da esportare.

Qui non si molla di un centimetro: le sigle sindacali sono compatte come non mai, le RSU ci affiancano, le lavoratrici e lavoratori uniti ci sostengono.”. 

Scuole dell’infanzia nel caldo insostenibile. CISL Scuola, “Temperature fuori norma. I Comuni devono agire ora”

Scuole dell’infanzia nel caldo insostenibile.
CISL Scuola, “Temperature fuori norma. I Comuni devono agire ora”

Scuole dell'infanzia caldo

Le ultime settimane di scuola si stanno trasformando, per molte scuole dell’infanzia della provincia di Piacenza, in una prova di resistenza. Temperature nelle aule oltre i 30 gradi, bambini colti da malessere, personale docente e ATA costretto a lavorare in condizioni fuori dalle norme di sicurezza. Una situazione che CISL Scuola Parma Piacenza evidenzia con preoccupazione.


“Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni da parte soprattutto di docenti di scuola dell’infanzia che stanno lavorando in aule con temperature elevatissime e con bambini piccoli”, dichiara Paola Votto, Segretaria Generale CISL Scuola Parma Piacenza. “Le scuole non hanno, nella stragrande maggioranza, impianti che consentono il rispetto delle norme riguardo le temperature massime consentite (27 gradi) ed il personale si trova in condizioni al di fuori di ogni sicurezza. I Dirigenti che hanno deciso la chiusura pomeridiana, vista la situazione hanno assunto la decisione giusta ma sono i Comuni a dover farsi carico della messa in sicurezza ambientale.”

I casi della scuola dell’infanzia di Castel San Giovanni (IC Castel San Giovanni), chiusa anticipatamente alle ore 12:00, e della materna della Besurica a Piacenza (5° Circolo), con temperature sopra la soglia legale e forte disagio tra i bambini, non sono episodi isolati. Sono la manifestazione di un deficit infrastrutturale cronico che si ripresenta ogni estate, scaricando sulle famiglie il peso di carenze imputabili agli enti proprietari degli immobili scolastici.

La scelta dei dirigenti di procedere alle chiusure anticipate è l’unica risposta responsabile di fronte all’obbligo di tutela della salute che non ammette deroghe. Non si può fare didattica in condizioni che collocano il lavoratore al di fuori di qualsiasi soglia di sicurezza prevista dalla legge.

La sicurezza nei luoghi di lavoro è un principio non negoziabile, condizione fondante di qualsiasi rapporto di lavoro. Il personale scolastico non fa eccezione. Docenti e collaboratori che accudiscono bambini di tre anni in aule a 33 gradi meritano condizioni di lavoro conformi alla legge.

Per queste ragioni CISL Scuola Parma Piacenza avanza le proprie richieste.

Ai Comuni di Piacenza e Castel San Giovanni si chiede l’apertura immediata di un tavolo tecnico con le direzioni didattiche per mappare i plessi più critici e definire un piano straordinario: installazione di impianti di raffrescamento o, dove non fosse possibile nell’immediato, di schermature solari efficaci, da completare nei prossimi giorni.

All’Ufficio Scolastico Territoriale si chiede un monitoraggio attivo delle condizioni di sicurezza in tutti i plessi ancora aperti per la scuola dell’infanzia, con supporto concreto ai dirigenti nelle decisioni a tutela di personale e bambini.

CISL Scuola esprime piena solidarietà alle famiglie costrette a riorganizzare di urgenza i propri tempi di vita e di lavoro. Se non perverranno impegni chiari da parte delle amministrazioni, il sindacato valuterà l’attivazione di tutte le forme di tutela previste, incluso il ricorso agli organi di vigilanza preposti.

La salute a scuola non è un optional.

Aggressione su bus Piacenza-Borgonovo: FIT CISL, “emergenza sicurezza per lavoratori e passeggeri”

Aggressione su bus Piacenza-Borgonovo:
FIT CISL, “emergenza sicurezza per lavoratori e passeggeri”

Aggressione bus Fit Cisl

 

Non è più questione di evasione tariffaria, ma si tratta di un’emergenza di ordine pubblico, in cui é a rischio la sicurezza dei lavoratori del trasporto pubblico locale e dei passeggeri.

L’ultimo grave episodio, avvenuto ieri sulla linea Piacenza-Borgonovo, dimostra che il personale di SETA opera quotidianamente rischiando l’incolumià

I FATTI: AGGRESSIONE E ARMI BIANCHE A BORDO

Durante i controlli di routine nella tratta San Nicolò-Castel San Giovanni, tre verificatori (una donna e due uomini) hanno notato due giovani in evidente stato di agitazione nella parte posteriore del mezzo. Grazie alla prontezza della verificatrice, che ha immediatamente allertato i Carabinieri, e alla collaborazione dell’autista – il quale, giunto alla fermata della piscina di Castel San Giovanni, ha segnalato visivamente il pericolo a una pattuglia della Polizia Locale Provinciale in transito – si è evitato il peggio.

Nel tentativo di guadagnare la fuga alla vista degli agenti, uno dei due malviventi ha aggredito fisicamente la verificatrice, spingendola con violenza, procurandole traumi per i quali si è reso necessario l’accesso in ospedale da cui è stata dimessa con una prognosi di 7 giorni, per poi dileguarsi, lanciando un oggetto nel giardino di una villa adiacente. Solo il successivo e coordinato intervento della Polizia Locale e dei Carabinieri, ha permesso di bloccare l’aggressore. L’epilogo delle ricerche ha chiarito la responsabilità dei soggetti: l’ispezione mirata del giardino ha portato al rinvenimento e al sequestro di un coltello a serramanico. Il secondo complice è riuscito a fuggire alla fermata successiva di Piazzale Gramsci.

La FIT CISL di Piacenza denuncia l’esistenza di vere e proprie “zone franche” su alcune linee provinciali, oggi chiaramente identificate:

Linea Piacenza-Borgonovo: presenza sistematica di una “gang” di ragazzi, presumibilmente minorenni, che agiscono con logiche intimidatorie, provocando continui disordini e minacciando passeggeri e personale.


Linea Piacenza-Cremona: tratta ad altissimo rischio, teatro di frequenti episodi di microcriminalità e costanti tensioni a bordo.

LE RICHIESTE DELLA FIT CISL PIACENZA

Il Segretario Provinciale della FIT CISL, Salvatore Buono, lancia un appello ufficiale alle istituzioni e ai vertici aziendali:

Tavolo di urgenza in Prefettura e Questura: si chiede l’immediata convocazione di un comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Le istituzioni devono prendere atto che i lavoratori dei trasporti sono rimasti l’ultimo avamposto di legalità sul territorio, non protetto.


Protocollo di Pronto Intervento Rapido: è necessaria una linea prioritaria e una procedura celere di intervento delle Forze dell’Ordine in caso di chiamata d’emergenza da parte dei lavoratori dei bus.


Controlli “Ad Hoc” e Presidio del Territorio: servono pattugliamenti mirati, anche in modalità undercover (in borghese), e posti di blocco frequenti sulle tratte critiche sopra elencate.


Svolta Tecnologica – “Red Button” collegato al 112: chiediamo a SETA l’immediata implementazione del sistema d’allarme di bordo. Il pulsante d’emergenza (Red Button) in dotazione al conducente non deve limitarsi a dialogare con la sala operativa aziendale, ma deve essere interfacciato direttamente con le centrali operative di Carabinieri e Polizia.

“Esprimo la totale solidarietà e la vicinanza della FIT CISL alla lavoratrice e ai colleghi coinvolti, di cui vado fiero per la professionalità e il coraggio dimostrati. Ieri è andata bene perché l’arma è stata lanciata prima che potesse essere usata contro di loro. Ma non aspetteremo il dramma irreparabile per vedere applicate le norme sulla sicurezza sul lavoro. Se l’azienda e le istituzioni non risponderanno immediatamente alla richiesta di questo tavolo e alle nostre proposte operative, la FIT CISL metterà in campo ogni azione sindacale consentita dalla legge per tutelare la vita dei lavoratori e dei cittadini piacentini. Un ringraziamento va alle forze dell’ordine ma chiediamo a Prefetto e Questore di aiutarci”.

Elezioni RSU Casalasco Gariga: FAI CISL conquista la totalità dei seggi

Elezioni RSU Casalasco Gariga:
FAI CISL conquista la totalità dei seggi

Elezioni RSU Casalasco Gariga
Tra il 12 e 15 giugno si sono svolte le elezioni per il rinnovo della Rappresentanza Sindacale Unitaria (RSU) in Casalasco nel sito di Gariga (Pc) che conta più di 200 lavoratori. Un appuntamento democratico importante, che ha visto una grande partecipazione da parte delle lavoratrici e dei lavoratori dell’azienda.

I risultati emersi dalle urne hanno decretato la FAI CISL come la lista più votata in assoluto all’interno dello stabilimento, ottenendo la maggioranza assoluta dei seggi disponibili: 6 delegati su 6 entreranno a far parte del nuovo comitato sindacale.
 
A rappresentare la CISL saranno Hamdija Popara, Hasic Hadvija, Labadini Massimo, Mazzolini Pietro, Aspesi Carla e Vasil Gieorgiev. Tutte persone molto stimate tra i colleghi per la loro vicinanza quotidiana ai problemi presenti nelle varie aree e per la grande energia che mettono nel lavoro.
 
“Essere il delegato più votato in questa lista di maggioranza totale è una grande soddisfazione ma anche una responsabilità che accogliamo tutti con entusiasmo e umiltà” commenta Hamdija Popara, delegato Fai Cisl più votato.
 
“Un grande risultato che premia il valore della nostra squadra e il lavoro svolto negli ultimi anni, sempre al fianco dei lavoratori e ottenendo con impegno e sacrificio risultati contrattuali significativi importanti con l’aumento di retribuzioni e welfare nel contratto aziendale” sottolinea Roberto Frigatti, da anni referente della Fai Cisl nel sito di Gariga.
 
“Siamo orgogliosi di questo storico risultato che conferma l’ottima attività svolta negli ultimi anni da Roberto e il suo gruppo. Quando le persone sono unite e collaborano con lealtà e determinazione per il bene dei lavoratori, vengono premiate. Per noi contano i valori e il coraggio di chi cerca di costruire insieme un futuro positivo per tutti.” Così conclude Massimo Bonfanti, Segretario Fai Cisl di Parma Piacenza.

San Secondo, sanità territoriale in emergenza: CISL FP Parma Piacenza in stato di mobilitazione, sit-in il 26 giugno alla Casa della Salute

San Secondo, sanità territoriale in emergenza: CISL FP Parma Piacenza in
stato di mobilitazione, sit-in il 26 giugno alla Casa della Salute

San Secondo Sit-in Cisl FP Parma Piacenza

Attività specialistica ambulatoriale con personale stremato, organici ridotti all’osso e una gestione organizzativa ormai insostenibile.

La CISL FP Parma-Piacenza lancia un chiaro segnale di protesta contro l’immobilità dei vertici aziendali: per il prossimo venerdì 26 giugno 2026 è proclamato un sit-in di protesta, sotto forma di assemblea retribuita, dalle ore 12:00 alle ore 14:00 davanti all’ingresso della Casa della Salute di San Secondo (Piazza Martiri della Libertà, 24).


La pazienza dei lavoratori ha superato il livello di guardia. I numeri reali descrivono una situazione drammatica in cui l’intera struttura è costretta a gestire un’immensa mole di servizi con risorse del tutto insufficienti.

A fronte di ben 8 servizi complessi da gestire (ambulatorio infermieristico, punto prelievi, distribuzione diretta, distribuzione per diabetici, dentista, ambulatori specialistici, diabetologia e cardiologia), il personale totale della Casa della Salute è ridotto a sole 4 unità infermieristiche full-time, 1 part-time e 2 operatori OSS con ridotte attività fisiche, a cui si aggiungono appena 2 unità dedicate all’assistenza domiciliare.


La carenza cronica di personale, nonostante le numerose segnalazioni, ha raggiunto un pericoloso livello di guardia, l’intero sistema si basa sul sacrificio quotidiano delle lavoratrici e dei lavoratori, costretti a ritmi massacranti per garantire le prestazioni ai cittadini:
Punto Prelievi e Ambulatorio: a regime si effettuano circa 80 prelievi al giorno concentrati nella fascia oraria 7:00 – 9:30, con una media insostenibile di un prelievo ogni 2 minuti, gestiti da sole 2 unità infermieristiche e un solo OSS in accettazione (che deve farsi carico anche del riordino e della gestione ordini). A questo sovraccarico si aggiunge l’ambulatorio infermieristico, che assorbe circa 20 medicazioni giornaliere.
Cardiologia: con appena 2 cardiologi si effettuano circa 35 visite al giorno, a cui si somma la gestione del percorso dello scompenso cardiaco e la gestione quotidiana di 8 holter da montare e altrettanti 8 da refertare. Tutto questo supportato da una sola unità infermieristica fissa (e una a rotazione variabile).
Assistenza Domiciliare: 2 soli infermieri devono coprire circa 10 accessi domiciliari giornalieri oltre alla burocrazia interna e alle urgenze (pazienti oncologici o medicazioni urgenti). La situazione è destinata a diventare ancora più esplosiva con il piano ferie estive, durante il quale rimarrà in servizio una sola unità infermieristica domiciliare per tutto il territorio.


A questo si aggiungono gravi e persistenti problemi organizzativi che minano la dignità professionale del personale e la stessa sicurezza sul lavoro.


“Non siamo più disposti a fare da ammortizzatore sociale alle inefficienze organizzative” dichiara Giovanni Oliva, Segretario Generale CISL FP PARMA PIACENZA. “I dati della Casa della Salute di San Secondo parlano chiaro: il personale è ridotto ai minimi livelli e i carichi di lavoro sono fuori da ogni logica di sicurezza, per i dipendenti e per i pazienti. Con l’arrivo dell’estate e la riduzione dell’assistenza domiciliare a un solo infermiere, toccheremo il fondo. Rivendichiamo con forza i diritti dei lavoratori e la dignità del loro lavoro. Non si può continuare a parlare di potenziamento della sanità territoriale se poi si lasciano le strutture svuotate di risorse umane. Per ottenere risultati concreti e imporre una svolta alla burocrazia aziendale, dobbiamo essere in tanti. La partecipazione di venerdì sarà la risposta di chi non china la testa.”

La CISL FP Parma-Piacenza lancia un appello accorato a tutto il personale, ma anche alla cittadinanza dell’area di San Secondo: difendere il lavoro di chi cura significa difendere la salute di tutti. Se le direzioni continueranno a ignorare il grido d’allarme dei lavoratori, la mobilitazione non si fermerà qui.

Scarafaggi nel cibo per i pazienti e nelle stanze di degenza: la denuncia di CISL FP Parma con foto e video

Scarafaggi nel cibo per i pazienti e nelle stanze di degenza:
la denuncia di CISL FP Parma con foto e video

Centro Ustioni di Parma, Cisl FP Parma: “Situazione gravissima, servono risposte immediate”

La Cisl FP di Parma denuncia con fermezza quanto segnalato all’interno del Centro Ustioni dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, dove sarebbero stati rinvenuti scarafaggi sia nel vassoio del pasto destinato a un paziente sia all’interno di una stanza del reparto.

«Si tratta di un episodio di estrema gravità – dichiara Giovanni Oliva, segretario generale della Cisl FP Parma Piacenza – che evidenzia un preoccupante deterioramento degli standard igienico-sanitari in una struttura che dovrebbe fare dell’igiene, della sicurezza e della tutela dei pazienti la propria priorità assoluta. Parliamo di sanità pubblica e di un reparto altamente specialistico che rappresenta uno dei principali centri di riferimento della regione e dell’intero Paese per la cura delle ustioni».

Secondo la Cisl FP, quanto accaduto richiede accertamenti immediati e l’adozione di tutte le misure necessarie per garantire condizioni di sicurezza adeguate per pazienti, operatori sanitari e visitatori.

«Non è accettabile che in una struttura di eccellenza come l’Ospedale di Parma possano verificarsi situazioni di questo tipo. È necessario fare piena luce sulle responsabilità e sulle eventuali criticità organizzative che hanno consentito il verificarsi di tali episodi. Se chi è chiamato a gestire una realtà complessa come quella dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria non è in grado di garantire standard adeguati, è legittimo interrogarsi sulla permanenza nei ruoli di responsabilità».

La Cisl FP chiede pertanto un intervento urgente della Direzione aziendale, l’attivazione di verifiche approfondite e la comunicazione trasparente delle azioni che verranno intraprese per ripristinare le necessarie condizioni igienico-sanitarie e tutelare l’immagine di una struttura che rappresenta un patrimonio fondamentale per il territorio e per il sistema sanitario regionale.