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Seta, premio al riparo dalle nuove multe per gli autisti Fit Cisl

Seta, premio al riparo dalle nuove
multe aziendali per gli autisti Fit Cisl

_Fit Cisl Seta 05102026
Conciliazione esclude gli iscritti dalle penalizzazioni legate ai sinistri. Buono: “Un risultato che protegge la busta paga”.

 

Per gli autisti Seta iscritti alla Fit Cisl il primo sinistro non farà scattare il taglio del 40% del premio di risultato.

 

È l’effetto della conciliazione raggiunta davanti al giudice del lavoro, che chiude la vertenza sulla revisione dei criteri di calcolo del premio e conferma, per gli iscritti al sindacato del trasporto e logistica della Cisl, le tutele dell’accordo 2024-2026.

L’intesa sottoscritta il 16 aprile 2026 da Seta con le altre organizzazioni sindacali non sarà quindi applicata agli autisti rappresentati dalla Fit Cisl. Una differenza che incide su un premio annuo del valore medio di circa 900 euro.

“È un risultato tangibile, che entra direttamente nella busta paga dei lavoratori”, commenta Salvatore Buono, Fit Cisl Piacenza. Il punto, sottolinea il sindacato, riguarda il peso economico dei sinistri sul salario degli autisti e le modalità con cui vengono modificate le regole concordate.

DUE SISTEMI A CONFRONTO

Il meccanismo introdotto ad aprile elimina le franchigie e prevede una riduzione del premio del 40% già al primo sinistro, indipendentemente dall’entità del danno. La penalizzazione può successivamente raggiungere il 60%.


Per gli iscritti Fit Cisl resta invece la disciplina precedente. Nessuna decurtazione entro il limite di due incidenti annui e di 2.500 euro complessivi di danni. Se viene superata anche una sola delle due soglie, il taglio si ferma al 20%.

Su un premio di 900 euro, a titolo di esempio, una riduzione del 40% vale 360 euro, mentre il 60% corrisponde a 540 euro. Con le regole mantenute per gli iscritti Fit Cisl, la decurtazione massima legata a questo parametro è di 180 euro.

L’ESITO DELLA VERTENZA

La chiusura del procedimento non equivale a una condanna dell’azienda. È lo stesso Buono a precisarlo: “La conciliazione non è una sentenza di condanna di Seta e non contiene un accertamento giudiziale di condotta antisindacale”.


Il risultato dell’accordo riguarda la disciplina del premio: per gli iscritti Fit Cisl non trovano applicazione le condizioni peggiorative contestate dal sindacato, che non aveva sottoscritto l’intesa di aprile.

COME SI È ARRIVATI ALLA CONCILIAZIONE

La vicenda nasce dall’accordo sul premio di risultato 2024-2026, firmato nel marzo 2024 anche dalla Fit Cisl. Il testo prevedeva franchigie sui sinistri e stabiliva che eventuali modifiche dovessero essere oggetto di un nuovo confronto. In assenza di un’intesa, sarebbero rimaste valide le condizioni originarie.

Nel 2026 Seta ha proposto di eliminare quelle franchigie. La Fit Cisl non ha aderito alla modifica e ha chiesto una consultazione degli autisti, direttamente interessati dalle nuove penalizzazioni.

Secondo la ricostruzione del sindacato, l’azienda ha contestato l’iniziativa e ostacolato lo svolgimento del voto. Seta ha poi sottoscritto l’accordo con le altre organizzazioni sindacali, consentendo successivamente un referendum confermativo.

Il 21 aprile quasi 500 autisti dei tre bacini serviti da Seta, compreso quello di Piacenza, hanno partecipato alla consultazione promossa dalla Fit Cisl, respingendo nettamente la nuova disciplina.

Il sindacato ha quindi avviato il procedimento ai sensi dell’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori, chiuso con la conciliazione.


Per Buono, l’esito richiama anche la necessità di un confronto sulle decisioni che incidono sulle retribuzioni: “Le regole che incidono sul salario vanno negoziate, non imposte. Continueremo a difendere con fermezza i nostri iscritti e i lavoratori che scelgono di affidarsi a un sindacato libero e responsabile. Niente tassa per la stanchezza per i nostri iscritti. Giustizia e fatta!”




Fit Cisl, Caos per i bus necessari agli studenti: un disservizio annunciato

Fit Cisl, Caos per i bus necessari agli studenti:
un disservizio annunciato

Caos Bus Scolastici - Fit Cisl - 25092026

Caos bus al Cheope. Fit Cisl chiama in causa Comune e Provincia e Agenzia della Mobilità: “Cronaca di un disastro annunciato da noi giorni fa. Seta ha ignorato i nostri allarmi, ora le Istituzioni intervengano per tutelare studenti e autisti”.

 

Il caos registrato in questi giorni alle fermate degli autobus piacentini, con centinaia di studenti lasciati a terra o ammassati sui mezzi all’uscita delle scuole, non è un’emergenza imprevedibile, ma il risultato di una gestione logistica fallimentare che la Fit Cisl aveva denunciato in tempi non sospetti.

​A intervenire duramente è Salvatore Buono, segretario della Fit Cisl di Piacenza, che unisce i puntini tra i disservizi di queste ore e le denunce sindacali mosse pochissimi giorni prima:

​”Solo pochi giorni fa avevamo lanciato un allarme chiarissimo: a Piacenza mancano all’appello circa 20 autisti. Avevamo inoltre denunciato pubblicamente che l’azienda ha avviato il turno scolastico senza incontrare la ‘Commissione turni’, l’organo contrattuale preposto proprio a verificare la fattibilità del servizio e a proporre migliorie a tutela di passeggeri e lavoratori. L’azienda ha preferito il silenzio. Oggi, le scene di ragazzi stipati all’inverosimile o costretti ad aspettare ore per tornare a Bettola, Bobbio o Agazzano, sono l’esito matematico di quell’arroganza gestionale.”  

​Il sindacato chiama in causa direttamente i vertici politici e amministrativi del territorio:

​”Non possiamo accettare che le istituzioni restino a guardare. Chiediamo l’intervento immediato del Sindaco di Piacenza, oltre che della Provincia e dell’Agenzia per la Mobilità. Quello che accade ogni giorno al polo Cheope non è solo un disservizio, ma un problema di ordine pubblico e sicurezza urbana che si consuma nel cuore della città. Il Comune non può voltarsi dall’altra parte mentre le strade diventano teatro di assalti ai bus da parte di minorenni”.

​La Fit Cisl sottolinea come il problema del sovraffollamento si scontri con il tema, ormai cronico, dell’attrattività della professione:

​”Ci troviamo di fronte a un paradosso amaro: c’è chi prende la patente e il CQC tramite l’Academy aziendale e poi preferisce andare a lavorare nella logistica o da McDonald’s. Il motivo? Le condizioni lavorative di un conducente di bus oggi sono insostenibili.”  

​Il sindacato accende infine i riflettori sul tema della tutela dei lavoratori, veri e propri capri espiatori di questa situazione:

​”Siamo totalmente solidali con i docenti, gli studenti e le loro famiglie, giustamente esasperati. Ma vogliamo essere chiari: gli autisti sono vittime esattamente come i ragazzi. Sono loro che, guidando mezzi sovraccarichi oltre ogni limite, rischiano in prima persona. Sono loro che devono assumersi l’onere psicologico di chiudere le porte in faccia a minorenni, per colpa di un’azienda che non programma autobus aggiuntivi negli orari di punta. Esigiamo l’attivazione immediata delle corse bis e la convocazione urgente di un tavolo istituzionale. Il diritto alla mobilità e la sicurezza dei lavoratori non sono voci su cui fare cassa con risparmi ingiusti.”

 
 

Grandinata del 28 agosto, le aziende della logistica rispondono all’appello della FIT-CISL con misure a sostegno dei lavoratori

Grandinata del 28 agosto, le aziende della logistica
rispondono all’appello della FIT-CISL con misure per i lavoratori

Fit Cisl - Grandinata 04092026

FIT-CISL Piacenza: “L’appello a collaborare sta producendo risultati. Ora l’obiettivo è estendere le tutele in modo omogeneo nei principali siti logistici colpiti e aprire una riflessione anche sulle soluzioni preventive per il futuro.”

 

Dalla flessibilità su ferie, permessi e turni agli anticipi economici, dalle convenzioni per la riparazione delle auto all’assistenza assicurativa direttamente nei siti produttivi.

L’appello lanciato dalla FIT-CISL di Piacenza dopo la violenta grandinata del 28 agosto ha trovato risposte da parte di numerose aziende della logistica presenti sul territorio, in particolare nell’area di Castel San Giovanni.

Sono i primi risultati di un’azione sindacale avviata immediatamente dopo l’evento meteorologico eccezionale, quando numerosi lavoratori, al termine del turno o durante la permanenza nei grandi insediamenti logistici, hanno trovato le proprie automobili pesantemente danneggiate.

Parabrezza e lunotti infranti, carrozzerie compromesse, mezzi temporaneamente inutilizzabili: per molte famiglie la grandinata ha significato non soltanto spese impreviste, ma anche difficoltà, nei giorni successivi, nel raggiungere il posto di lavoro e nel gestire gli impegni quotidiani.

Di fronte a questa situazione, la FIT-CISL Piacenza ha chiesto alle imprese di fare il possibile per dare il proprio contributo, individuando misure straordinarie capaci di alleggerire almeno in parte le conseguenze dell’emergenza.

Il quadro che emerge è già significativo, sebbene non ancora completo: confronti e valutazioni sono tuttora in corso in diverse realtà aziendali.

Amazon, dal confronto del 2 settembre misure concrete nel sito

Una delle risposte più rilevanti è quella scaturita dal confronto del 2 settembre con Amazon.

Nel corso dell’incontro con le RSA, al quale per la CISL ha partecipato Stefano Ponzini, l’azienda, rappresentata tra gli altri dal Senior Campus Business Partner Diego Rossi, ha illustrato un articolato pacchetto di misure destinate ai dipendenti che hanno subito danni.

Amazon ha comunicato l’attivazione di una convenzione con Esse2 Gomme di Castel San Giovanni. Per la riparazione e la sostituzione di specchietti, fari, stop e fanali è previsto uno sconto del 10 per cento, previa esibizione del badge aziendale.

Per i danni a parabrezza, lunotti e finestrini è stata invece prevista la possibilità di effettuare gli interventi attraverso un’officina mobile direttamente nel parcheggio del sito.

Il lavoratore con appuntamento confermato potrà lasciare la propria automobile nell’area appositamente delimitata e svolgere regolarmente il turno.

Non sarà necessaria la sua presenza durante l’intervento: il personale incaricato effettuerà gratuitamente una valutazione del veicolo e invierà successivamente il preventivo direttamente via e-mail.

Per organizzare gli interventi Amazon ha inoltre previsto un sondaggio Pulse rivolto alla popolazione del sito, finalizzato a raccogliere le adesioni e a conoscere targa, modello del mezzo danneggiato e contatto e-mail degli interessati.

Il confronto ha riguardato anche ferie e permessi.

L’azienda ha confermato che le richieste ricevute nei giorni immediatamente successivi all’evento erano già state approvate e ha manifestato la propria disponibilità a gestire con flessibilità le ulteriori richieste legate ai danni subiti dai veicoli durante la settimana dell’incontro e quella successiva.

Le rappresentanze sindacali hanno inoltre chiesto di valutare, quale ulteriore forma di sostegno, la possibilità di un anticipo della tredicesima o del TFR. Amazon ha preso atto della richiesta e si è riservata di fornire una risposta nel successivo incontro.

Sul tavolo è entrato anche il tema della prevenzione.

Dopo la pulizia dei parcheggi dai residui di vetro, le RSA hanno segnalato la presenza di piccoli detriti in alcune zone e l’azienda ha preso l’impegno di effettuare un ulteriore controllo.

È stata affrontata anche la possibilità di realizzare in futuro coperture dei parcheggi con tettoie e pannelli fotovoltaici.

Una soluzione che, secondo quanto emerso durante l’incontro, era già stata presa in considerazione in passato ma che, per diversi motivi, non era stato possibile realizzare. Le RSA hanno inoltre chiesto di valutare convenzioni di lungo periodo, andando oltre la sola risposta emergenziale.

FIEGE: anticipazioni economiche, flessibilità e specialisti automotive direttamente nel sito

Un’altra risposta particolarmente articolata è arrivata da FIEGE Logistics Italia, che ha comunicato di essersi attivata immediatamente dopo la grandinata per mettere in campo misure straordinarie a sostegno dei dipendenti.

Tra gli interventi indicati figurano anticipazioni straordinarie sulle competenze economiche, con l’obiettivo di agevolare la copertura tempestiva delle spese di riparazione, e una maggiore flessibilità nella gestione dei turni di lavoro, attraverso la concessione mirata di permessi orari e una maggiore elasticità organizzativa.

A queste misure FIEGE ha affiancato un servizio di consulenza e assistenza tecnica affidato a una società specializzata nel settore automotive.

Un perito incaricato sarà presente presso i siti aziendali per affiancare i dipendenti nelle diverse fasi della gestione del danno: dalla valutazione tecnica del veicolo e raccolta della documentazione, alla verifica delle coperture assicurative, fino all’individuazione della soluzione di riparazione ritenuta più conveniente ed efficace.

Per chi possiede una polizza che copre eventi atmosferici o cristalli è previsto un supporto operativo nella gestione dell’iter burocratico e assicurativo.

Per i dipendenti che invece non dispongono di una copertura specifica, dopo l’analisi del danno potrà essere formulato un preventivo personalizzato a condizioni e tariffe agevolate.

La consulenza si svolgerà direttamente presso lo stabilimento FIEGE di Castel San Giovanni.

Il dipendente, laddove il veicolo possa circolare in condizioni di sicurezza, dovrà semplicemente portarlo al lavoro nella data concordata e fornire la documentazione richiesta. Per i mezzi non in condizioni di circolare saranno invece fornite specifiche indicazioni operative.

ELPE valuta l’anticipo del TFR e apre a un confronto sulla prevenzione

Importante anche la risposta di ELPE Global Logistic Services, che ha formalizzato un approccio improntato alla massima disponibilità e flessibilità.

L’azienda ha previsto maggiore elasticità nella fruizione di ferie, ROL ed ex festività e ha precisato che assenze o ritardi preventivamente comunicati, direttamente riconducibili e comprovati dall’impossibilità di utilizzare il veicolo danneggiato dalla grandinata, saranno considerati giustificati e non comporteranno contestazioni o provvedimenti disciplinari.

Sul fronte economico, ELPE ha comunicato di essersi attivata per verificare la possibilità di mettere a disposizione strumenti straordinari di sostegno, tra cui la possibilità di richiedere un anticipo sul TFR, nel rispetto delle procedure ed eventualmente anche in deroga ai requisiti previsti.

Particolarmente significativa, in prospettiva, è l’apertura a un confronto strutturato sulla prevenzione.

ELPE si è resa disponibile a programmare nei prossimi mesi un incontro dedicato per analizzare possibili soluzioni e valutarne fattibilità e sostenibilità, anche con riferimento a eventuali interventi strutturali sui piazzali.

La società ha tuttavia precisato che questa valutazione dovrà tenere conto dell’attuale assetto delle aree e delle relative competenze, poiché le strutture interessate non risultano nella disponibilità o nella gestione diretta dell’azienda.

GEODIS: flessibilità immediata e disponibilità a discutere soluzioni strutturali

Anche GEODIS CL Italia S.p.A. ha risposto alla nota di sensibilizzazione sindacale, esprimendo solidarietà ai lavoratori che hanno subito danni alle proprie vetture e dichiarandosi disponibile da subito a misure emergenziali e temporanee.

I lavoratori impossibilitati a utilizzare la propria automobile a causa dei danni sono stati invitati a segnalare la situazione al proprio responsabile o alla Direzione Risorse Umane, in modo da poter gestire con adeguata flessibilità la prestazione lavorativa, compatibilmente con le esigenze operative e limitatamente al periodo necessario al ripristino funzionale del mezzo.

GEODIS ha inoltre manifestato la disponibilità a un incontro per esaminare fattibilità e sostenibilità di eventuali soluzioni strutturali future.

Anche LEO e ALS intervengono a sostegno dei dipendenti

Nel quadro delle risposte rientra anche LEO Società Cooperativa, Consorzio CAL, che ha previsto particolare elasticità nella concessione di ferie e permessi e nella gestione di assenze e ritardi legati alle conseguenze della grandinata.

La cooperativa si è inoltre resa disponibile a verificare la possibilità di anticipi straordinari sulle competenze mensili o sul TFR e ad aprire un confronto sul tema della prevenzione e della tutela dei beni dei lavoratori.

Un riscontro è arrivato anche da ALS S.p.A. e ALS Luxury, che hanno comunicato la disponibilità, compatibilmente con le esigenze organizzative e previa verifica delle singole situazioni, ad agevolare l’utilizzo di ferie, ROL e permessi per il tempo necessario alla gestione delle conseguenze dell’evento.

Le eventuali situazioni di assenza o ritardo direttamente riconducibili alla grandinata saranno esaminate secondo criteri di ragionevolezza e proporzionalità, tenendo conto delle circostanze concrete e dell’eventuale documentazione disponibile.

Sul fronte delle difficoltà economiche sostenute dai lavoratori per il ripristino delle vetture, ALS ha inoltre comunicato di stare verificando la possibilità di riconoscere, su richiesta degli interessati e secondo modalità da concordare, un acconto sulla retribuzione.

Per eventuali anticipazioni del TFR resta invece necessario il rispetto della normativa vigente e degli accordi sottoscritti.

Quanto alle proposte di carattere infrastrutturale, ALS ha precisato che tali interventi esulano dalle proprie prerogative dirette, pur dichiarandosi disponibile ad approfondimenti e al corretto coinvolgimento dei soggetti competenti.

Un confronto che coinvolge sempre più realtà aziendali

L’azione avviata dalla FIT-CISL non si limita alle aziende che hanno già formalizzato le proprie misure.

Il confronto resta aperto anche verso altre realtà del comparto e dei diversi appalti presenti nel polo logistico, tra cui Aschel Group Srl, con l’obiettivo di allargare il più possibile le iniziative di sostegno e verificare quali ulteriori risposte possano essere adottate nei singoli siti.

Per la FIT-CISL il dato sindacalmente più importante è proprio questo: dopo l’appello lanciato immediatamente dopo la grandinata, aziende diverse per dimensione, organizzazione e ruolo nella filiera hanno iniziato a confrontarsi concretamente sulle difficoltà incontrate dai lavoratori.

FIT-CISL: “Registriamo con soddisfazione che il nostro appello non è rimasto inascoltato” – sottolinea Salvatore Buono, Segretario FIT-CISL Piacenza -. In una situazione straordinaria servono risposte altrettanto straordinarie. Le aziende che si sono attivate hanno dimostrato attenzione verso problemi impellenti che lavoratrici e lavoratori si sono trovati ad affrontare da un giorno all’altro.

Il fatto che diverse aziende abbiano scelto strumenti differenti – anticipazioni economiche, flessibilità organizzativa, assistenza assicurativa, convenzioni con le officine e servizi direttamente nei parcheggi – dimostra, secondo il sindacato, che soluzioni praticabili possono essere individuate e condivise quando viene aperto un confronto serio tra imprese e rappresentanze dei lavoratori.

L’obiettivo ora è evitare interventi isolati e favorire, per quanto possibile, la diffusione delle migliori esperienze nei principali siti logistici del territorio, puntando a rendere quanto più omogenee possibile le risposte a favore dei lavoratori colpiti.

Dalla grandinata una questione più ampia: come proteggere i grandi parcheggi

“Non vogliamo limitarci alla gestione dell’emergenza” – prosegue Buono -. Nei grandi poli logistici ogni giorno arrivano migliaia di lavoratori e migliaia di automobili rimangono per ore nei parcheggi. Quanto accaduto il 28 agosto impone almeno una riflessione sulle possibili forme di protezione e sulle misure che possono ridurre i danni in occasione di eventi meteorologici di particolare intensità.

Tettoie, coperture anche fotovoltaiche, convenzioni permanenti con officine e operatori del settore automotive, protocolli da attivare rapidamente in caso di eventi eccezionali: sono ipotesi diverse, che richiedono verifiche tecniche ed economiche e un esame delle competenze e della disponibilità delle aree, ma che secondo il sindacato meritano di essere approfondite, affinché in futuro lavoratrici e lavoratori possano essere maggiormente tutelati.

Aggressione su bus Piacenza-Borgonovo: FIT CISL, “emergenza sicurezza per lavoratori e passeggeri”

Aggressione su bus Piacenza-Borgonovo:
FIT CISL, “emergenza sicurezza per lavoratori e passeggeri”

Aggressione bus Fit Cisl

 

Non è più questione di evasione tariffaria, ma si tratta di un’emergenza di ordine pubblico, in cui é a rischio la sicurezza dei lavoratori del trasporto pubblico locale e dei passeggeri.

L’ultimo grave episodio, avvenuto ieri sulla linea Piacenza-Borgonovo, dimostra che il personale di SETA opera quotidianamente rischiando l’incolumià

I FATTI: AGGRESSIONE E ARMI BIANCHE A BORDO

Durante i controlli di routine nella tratta San Nicolò-Castel San Giovanni, tre verificatori (una donna e due uomini) hanno notato due giovani in evidente stato di agitazione nella parte posteriore del mezzo. Grazie alla prontezza della verificatrice, che ha immediatamente allertato i Carabinieri, e alla collaborazione dell’autista – il quale, giunto alla fermata della piscina di Castel San Giovanni, ha segnalato visivamente il pericolo a una pattuglia della Polizia Locale Provinciale in transito – si è evitato il peggio.

Nel tentativo di guadagnare la fuga alla vista degli agenti, uno dei due malviventi ha aggredito fisicamente la verificatrice, spingendola con violenza, procurandole traumi per i quali si è reso necessario l’accesso in ospedale da cui è stata dimessa con una prognosi di 7 giorni, per poi dileguarsi, lanciando un oggetto nel giardino di una villa adiacente. Solo il successivo e coordinato intervento della Polizia Locale e dei Carabinieri, ha permesso di bloccare l’aggressore. L’epilogo delle ricerche ha chiarito la responsabilità dei soggetti: l’ispezione mirata del giardino ha portato al rinvenimento e al sequestro di un coltello a serramanico. Il secondo complice è riuscito a fuggire alla fermata successiva di Piazzale Gramsci.

La FIT CISL di Piacenza denuncia l’esistenza di vere e proprie “zone franche” su alcune linee provinciali, oggi chiaramente identificate:

Linea Piacenza-Borgonovo: presenza sistematica di una “gang” di ragazzi, presumibilmente minorenni, che agiscono con logiche intimidatorie, provocando continui disordini e minacciando passeggeri e personale.


Linea Piacenza-Cremona: tratta ad altissimo rischio, teatro di frequenti episodi di microcriminalità e costanti tensioni a bordo.

LE RICHIESTE DELLA FIT CISL PIACENZA

Il Segretario Provinciale della FIT CISL, Salvatore Buono, lancia un appello ufficiale alle istituzioni e ai vertici aziendali:

Tavolo di urgenza in Prefettura e Questura: si chiede l’immediata convocazione di un comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Le istituzioni devono prendere atto che i lavoratori dei trasporti sono rimasti l’ultimo avamposto di legalità sul territorio, non protetto.


Protocollo di Pronto Intervento Rapido: è necessaria una linea prioritaria e una procedura celere di intervento delle Forze dell’Ordine in caso di chiamata d’emergenza da parte dei lavoratori dei bus.


Controlli “Ad Hoc” e Presidio del Territorio: servono pattugliamenti mirati, anche in modalità undercover (in borghese), e posti di blocco frequenti sulle tratte critiche sopra elencate.


Svolta Tecnologica – “Red Button” collegato al 112: chiediamo a SETA l’immediata implementazione del sistema d’allarme di bordo. Il pulsante d’emergenza (Red Button) in dotazione al conducente non deve limitarsi a dialogare con la sala operativa aziendale, ma deve essere interfacciato direttamente con le centrali operative di Carabinieri e Polizia.

“Esprimo la totale solidarietà e la vicinanza della FIT CISL alla lavoratrice e ai colleghi coinvolti, di cui vado fiero per la professionalità e il coraggio dimostrati. Ieri è andata bene perché l’arma è stata lanciata prima che potesse essere usata contro di loro. Ma non aspetteremo il dramma irreparabile per vedere applicate le norme sulla sicurezza sul lavoro. Se l’azienda e le istituzioni non risponderanno immediatamente alla richiesta di questo tavolo e alle nostre proposte operative, la FIT CISL metterà in campo ogni azione sindacale consentita dalla legge per tutelare la vita dei lavoratori e dei cittadini piacentini. Un ringraziamento va alle forze dell’ordine ma chiediamo a Prefetto e Questore di aiutarci”.

FIT CISL, firmato accordo con LHS Piacenza per i lavoratori del magazzino Guess

FIT CISL, firmato accordo con LHS Piacenza
per i lavoratori del magazzino Guess

FIT CISL, accordo con LHS Piacenza - 26052026

La FIT CISL ha già firmato il 19 maggio l’accordo sul premio di risultato per i lavoratori del magazzino Guess. Il welfare convertibile con maggiorazione e altri contenuti sostanziali che quell’accordo porta con sé, perché fortemente voluti dall’organizzazione sindacale di via Pietro Cella, meritano di essere conosciuti nel dettaglio.

Il valore reale: fino a 2.700 euro, non solo 1.900

Il dato circolato sui media piacentini in questi giorni fa riferimento a un valore “che può arrivare e superare i 1.900 euro annui”. Una cifra corretta, ma incompleta. L’accordo sottoscritto dalla CISL articola il premio su due componenti distinte e cumulabili. Il primo è l’indice di produttività, calcolato sul rapporto tra ore lavorate e ore obiettivo. Al raggiungimento di soglie comprese tra il 101% e il 105%, il valore annuo oscilla tra 600 e 1.500 euro, erogati trimestralmente. Il secondo è l’indice di presenza, che tiene conto del rapporto tra giorni di assenza e giorni lavorabili. Con zero assenze nel mese il lavoratore matura 100 euro mensili, per un totale annuo di 1.200 euro. Sommando i valori massimi di entrambi i parametri, il premio complessivo può raggiungere i 2.700 euro lordi all’anno.

Il welfare aziendale: una clausola dimenticata

Tra le previsioni dell’accordo che non hanno trovato spazio c’è la possibilità, per ogni lavoratore, di convertire il premio di risultato in prestazioni di welfare aziendale. Chi sceglie la conversione totale riceve un incremento del 15% sul valore maturato. Chi opta per una conversione parziale beneficia di una maggiorazione dell’8%. Si tratta di uno strumento che la CISL ha fortemente voluto, coerente con la propria visione della contrattazione di prossimità come leva non solo economica ma anche di qualità della vita. Educazione, assistenza ai familiari anziani, trasporto collettivo e servizi sociali sono tra le voci che la piattaforma aziendale mette a disposizione.

Le assenze che non penalizzano: una tutela in più

Un altro elemento di rilievo, passato sotto silenzio, riguarda la definizione dell’indice di presenza. L’accordo elenca puntualmente le tipologie di assenza che non incidono negativamente sul premio: congedo matrimoniale, congedo obbligatorio di paternità, ferie, permessi retribuiti, ROL, visite mediche, allattamento, assemblee retribuite, donazione sangue, malattia ospedaliera, permessi legge 104, permessi sindacali, permesso elettorale, permesso lutto, infortuni riconosciuti INAIL e malattia del bambino fino a cinque giorni al mese. Una lista che riflette un’attenzione alla vita reale delle persone e che tutela chi esercita diritti garantiti dalla legge o dal contratto, senza vedersi penalizzare in busta paga.

Trasparenza e partecipazione: gli incontri mensili con le RSA

L’accordo prevede infine che le RSA designate ricevano comunicazioni informative mensili sull’andamento progressivo della produttività, con incontri calendarizzati entro il 15 di ogni mese. Non è una clausola di stile. È un meccanismo di partecipazione che tiene i rappresentanti dei lavoratori dentro il processo, informati in tempo reale e in grado di segnalare anomalie e discrepanze. Uno sviluppo partecipato che non si esaurisce nella firma di un documento, ma prosegue nel tempo.

“Abbiamo scelto di firmare il 19 maggio perché i lavoratori non potevano aspettare”, spiega Salvatore Buono della FIT CISL, che ha condotto la trattativa per la CISL insieme alle RSA aziendali. “Quello che abbiamo costruito è un accordo che vale anche nella vita quotidiana, non solo sulla busta paga. Il welfare convertibile, le tutele sulle assenze e il monitoraggio mensile sono tutte cose che fanno la differenza per chi lavora ogni giorno in quel magazzino”.

L’intesa avrà validità fino al 30 giugno 2028, con possibilità di rinnovo tacito. I ticket restaurant, attualmente a 8 euro, saliranno a 9 euro da ottobre 2026 e a 10 euro da luglio 2027, alle stesse condizioni già concordate in precedenza.

Il polo logistico piacentino si conferma uno dei terreni più vivi della contrattazione di secondo livello in Emilia-Romagna. Anche questo nuovo accordo potrà ispirare ulteriori intese basate sul riformismo e sul dialogo sindacale.

FIT CISL, Terminal Piacenza Intermodale: rinnovato l’accordo integrativo aziendale

FIT CISL, Terminal Piacenza Intermodale:
rinnovato l'accordo integrativo aziendale

Intermodale Piacenza

Terminal Piacenza Intermodale: rinnovato l’accordo integrativo aziendale. Anche i tempi per il cambio abiti entrano nell’orario di lavoro

Firmata oggi l’intesa tra FIT-CISL, FILT-CGIL e la società. Un accordo che porta aumento in busta paga e riconosce nuovi diritti. La contrattazione di prossimità dimostra il suo valore nel cuore del polo logistico piacentino.

 

È stato firmato oggi, 28 aprile 2026, il nuovo accordo integrativo aziendale alla Terminal Piacenza Intermodale Srl, realtà strategica del nodo intermodale piacentino che gestisce la movimentazione dei treni nazionali e internazionali in arrivo e in partenza. A sottoscriverlo, FIT-CISL e FILT-CGIL insieme alle Rappresentanze Sindacali Aziendali e alla direzione aziendale.

L’intesa, valida fino al 31 dicembre 2028, introduce novità significative sia sul piano economico sia sul piano normativo, con un’attenzione particolare alle specificità di chi lavora ogni giorno su turni, di notte, nei weekend e in condizioni di forte impegno professionale.

I tempi per la divisa diventano orario di lavoro

Tra le novità più rilevanti sul piano dei diritti, l’accordo riconosce esplicitamente il cosiddetto “tempo tuta”: quello necessario per indossare l’abbigliamento da lavoro prescritto dall’azienda rientra a tutti gli effetti nell’orario di lavoro contrattuale, quantificato in 10 minuti all’ingresso e 10 minuti all’uscita. Un riconoscimento che risponde a una richiesta concreta dei lavoratori e che i sindacati hanno portato al tavolo come elemento qualificante della trattativa.

“Si tratta di un risultato tangile”, commenta Salvatore Buono FIT-CISL Piacenza. “Chi lavora in un terminal intermodale non inizia e non finisce il turno in abiti civili. Riconoscere questi venti minuti giornalieri significa riconoscere la realtà del lavoro di questi lavoratori.”

Premio di risultato fino a 1.800 euro

Sul fronte economico, l’accordo conferma e struttura il Premio di Risultato (PDR), che potrà raggiungere un valore massimo di 1.800 euro annui lordi per dipendente, collegato all’andamento del fatturato, del Margine Operativo Lordo e delle unità movimentate. Il premio sarà distribuito secondo tre criteri: produttività, presenze in azienda e qualità del servizio. Qualora gli obiettivi vengano raggiunti, i lavoratori potranno beneficiare della detassazione prevista per i premi di produttività variabile.

In alternativa alla liquidazione in busta paga, ogni lavoratore potrà scegliere di convertire il premio in welfare aziendale, con una maggiorazione del 10% sul valore spettante.

Buoni pasto, indennità e tutele per i turni più gravosi

A partire dal 1° aprile 2026, il valore del buono pasto è aumentato da 8 a 10 euro per ogni giornata di presenza. L’indennità di piazzale, riconosciuta a chi opera su entrambi i terminal, è confermata a 100 euro mensili. L’indennità per il lavoro nel fine settimana sale fino a 90 euro a weekend.

Particolare attenzione è stata dedicata ai turni notturni, riconoscendo il disagio e la maggiore usura psicofisica di chi lavora nella fascia oraria tra le 22.00 e le 6.00: per ogni singolo turno notturno viene riconosciuto un credito welfare di 4,50 euro, che sale a 6,00 euro per i prestazioni superiori alle quattro ore. Una misura innovativa che va oltre le maggiorazioni già previste dal CCNL Trasporto Merci.

Viene confermata anche l’indennità per multi-mansione, con importi compresi tra 100 e 350 euro mensili, per riconoscere l’esperienza e la polivalenza professionale dei lavoratori più qualificati.

Un modello di relazioni industriali per il polo logistico

L’accordo prevede incontri annuali tra le parti per verificare l’andamento produttivo, la dinamica dell’occupazione, la sicurezza e la formazione del personale. Su base trimestrale, l’azienda si impegna a confrontarsi con le RSA sull’andamento presuntivo degli indicatori di performance.

“Questo accordo dimostra che la contrattazione di prossimità funziona”, sottolineano alla FIT-CISL Piacenza. “Quando le parti siedono al tavolo con spirito costruttivo e c’è fiducia, i risultati si ottengono. Il polo intermodale di Piacenza merita relazioni industriali all’altezza della sua importanza strategica.”

FIT CISL, SETA: il 96% dei lavoratori boccia i tagli al premio di risultato

FIT CISL, SETA: il 96% dei lavoratori
boccia i tagli al premio di risultato

Fit Cisl, Seta

SETA S.P.A., I LAVORATORI BOCCIANO I TAGLI AL PREMIO DI RISULTATO: 96% DI “NO” ALLA CONSULTAZIONE FIT-CISL.


IL SINDACATO DIFFIDA L’AZIENDA PER CONDOTTA ANTISINDACALE: “DUE PESI E DUE MISURE SUI REFERENDUM ED ESCLUSIONE DAI TAVOLI”.

 

La voce dei lavoratori di Seta S.p.A. è arrivata forte e chiara, smentendo le manovre aziendali e le firme delle altre sigle sindacali. Alla consultazione promossa il 21 aprile dalla FIT-CISL Emilia Romagna per sondare l’opinione degli autisti sulle modifiche peggiorative al Premio di Risultato (PdR), hanno partecipato quasi 400 lavoratori.


Il risultato non lascia spazio a interpretazioni:
Il 96% dei votanti ha espresso preferenza per il NO.
Solo il 4% ha votato SI.


Le lavoratrici e i lavoratori confermano così la linea della FIT-CISL: la maggioranza degli autisti rifiuta categoricamente l’eliminazione delle franchigie e i tagli al salario legati ai sinistri.

L’attacco ai diritti democratici e la diffida legale

A fronte di questa massiccia mobilitazione democratica, la direzione di Seta S.p.A. sta mettendo in atto comportamenti gravissimi e discriminatori. Dopo aver negato alla FIT CISL le liste dei lavoratori e gli spazi per lo svolgimento di un referendum ufficiale trincerandosi dietro cavilli normativi, la Società ha convocato un incontro segreto il 16 aprile con le altre Organizzazioni Sindacali.


Da questo tavolo la FIT CISL è stata “scientemente” esclusa, senza alcuna convocazione né informativa. In tale sede è stato sottoscritto un verbale che le altre oo.ss vorrebbero ora sottoporre a una ratifica referendaria.


Si tratta di un palese paradosso giuridico e di un inaccettabile “due pesi e due misure”: l’Azienda blocca le consultazioni di chi si oppone ai tagli, ma agevola referendum su accordi peraltro già chiusi dalle altre sigle (quando per legge un referendum confermativo dovrebbe avvenire solo su ipotesi di accordo).


Per questi motivi, la Segreteria Regionale FIT CISL ha formalmente notificato a Seta S.p.A. una diffida legale per condotta antisindacale (ex Art. 28 Legge 300/1970). L’azienda è intimata a interrompere immediatamente la condotta discriminatoria e a convocare il sindacato entro 3 giorni. In caso contrario, la FIT CISL procederà nelle aule di tribunale.

“Ringraziamo i lavoratori per il coraggio e la massiccia partecipazione, dichiara Salvatore Buono, Segretario FIT CISL Piacenza, continueremo con senso di responsabilità le nostre azioni: non permetteremo che le regole democratiche vengano piegate per mettere le mani nelle tasche degli autisti”.

Fit Cisl, ELPE Castel San Giovanni: raggiunto l’accordo sul premio di produzione per i lavoratori

Fit Cisl, ELPE Castel San Giovanni:
raggiunto l’accordo sul premio di produzione per i lavoratori

Elpe

FIT CISL Piacenza comunica il raggiungimento di un’ipotesi di accordo con ELPE Global Logistic Services (EGLS), società che gestisce gli appalti di SDA Express Courier e Poste Logistics presso il polo logistico di Castel San Giovanni (PC).


L’accordo, che dovrà essere sottoposto alla ratifica delle lavoratrici e dei lavoratori attraverso assemblee sindacali che verranno convocate nei prossimi giorni, introduce un Premio di Risultato (PDR) biennale per gli anni 2026-2027 del valore di 1.500 euro lordi annui, comprensivi di una quota di 200 euro legata al picco natalizio.
Anche i lavoratori con contratto a tempo determinato,  inclusi i lavoratori somministrati, con almeno 6 mesi di presenza avranno diritto a una quota proporzionale, calcolata in base ai mesi effettivamente lavorati e alle ore contrattuali per i part time.


Il premio sarà parametrato su criteri di performance concordati tra le parti, tra cui: produttività, qualità, sicurezza, assenteismo, gestione dei disguidi, danneggiamenti e lavoro festivo.L’azienda e le organizzazioni sindacali si impegnano inoltre a valutare la conversione del premio in welfare aziendale, incluso l’utilizzo di una piattaforma dedicata, in conformità con i decreti vigenti.


L’accordo definisce anche un piano progressivo di incremento del ticket restaurant per i lavoratori degli impianti ELPE a Castel San Giovanni. A partire dal 1° luglio 2026: chi avrà maturato almeno 12 mesi di anzianità vedrà il proprio ticket salire a 9 euro fino ad arrivare a 10 euro dal 1° luglio 2027. Dal 1° luglio 2028, il valore di 10 euro diventerà standard per l’intera platea, indipendentemente dall’anzianità di impianto.


«Siamo decisamente soddisfatti di questo risultato, dichiara Salvatore Buono, Segretario FIT CISL di Piacenza. Un premio di produzione da 1.500 euro, che includerà anche i lavoratori somministrati in proporzione ai mesi lavorati, è un segnale per chi ogni giorno muove le merci di questo Paese. E l’aumento del ticket da 8 a 10 euro non è un dettaglio. Abbiamo costruito un accordo equilibrato, i parametri di produttività saranno chiari e condivisi. Ora la parola passa ai circa 400 lavoratori interessati dalla sua ratifica»

Seta Piacenza, Fit Cisl alza i toni: “Lavoratori sollecitati e poi puniti.

Seta Piacenza, Fit Cisl alza i toni:
“Lavoratori sollecitati e poi puniti.

Fit Cisl alza i toni: “Lavoratori sollecitati e poi puniti. Tra carenza di organico e rischi stradali, il servizio è messo in crisi dalle scelte aziendali”.

 

La Segreteria Territoriale della Fit Cisl di Piacenza lancia un grido d’allarme sulla gestione del personale in Seta.

Le ultime decisioni aziendali, avvallate da tutte le altre sigle sindacali, che modificano il Premio di Risultato (PDR) penalizzando i lavoratori in base ai sinistri stradali, rappresentano l’ennesimo schiaffo a una categoria già stremata.

“Siamo di fronte a un paradosso inaccettabile,” attacca Salvatore Buono Fit-Cisl. “Oggi nessuno vuole più fare l’autista: le responsabilità sono enormi, i turni logoranti e le paghe basse rispetto al costo della vita. Risultato? I pochi autisti rimasti in servizio sono costretti a turni particolarmente duri per garantire il trasporto pubblico e il diritto alla mobilità ai cittadini di Piacenza. Eppure, l’azienda invece di ringraziarli cosa fa? Decide di punirli se fanno un piccolo sinistro”.

Secondo il sindacato, il nesso è matematico: chi lavora di più ed è più stanco ha, fisiologicamente, una probabilità più alta di incorrere in un incidente. “Punire chi lavora per tappare i buchi dell’organico significa colpire proprio quei lavoratori che, con spirito di sacrificio, permettono ai bus di uscire dal deposito. È un sistema che non premia la produttività, ma sanziona la stanchezza derivante dal troppo lavoro che è divenuto necessario”.

La situazione è aggravata da un contesto operativo giudicato “impossibile” dalla Fit Cisl. I tempi di percorrenza delle tratte urbane ed extraurbane non sono stati adeguati a un traffico aumentato esponenzialmente e al dilagante malcostume della sosta selvaggia.
“A Piacenza pretendiamo che autobus da 12 metri circolino in vicoli del centro storico nati per le carrozze, schivando auto in doppia fila e rispettando tabelle orarie allucinanti. È una missione impossibile.

Se a questo aggiungiamo che i giovani dell’Academy, pur con tutta la buona volontà, sono autisti in formazione che necessitano di tempo per acquisire esperienza, è chiaro che qualche piccolo urto sia inevitabile. Penalizzare economicamente, in questo modo così eccessivo, un neofita o un veterano stanco, significa non avere alcun rispetto per la realtà della strada”.


Il rischio, avverte il sindacato, è la fuga di massa. “Se Seta continuerà con questa politica punitiva, anche i pochi professionisti rimasti si guarderanno intorno e cercheranno lavoro altrove, dove le responsabilità sono minori e la serenità è garantita. Se gli autisti se ne vanno, l’azienda non potrà più garantire il servizio pubblico: Seta, in alte parole, sta segando il ramo su cui è seduta”.


Fit Cisl chiede una revisione totale dei criteri del PDR, l’adeguamento dei tempi di percorrenza e una riflessione seria sulla dimensione dei mezzi nel centro storico e comunque indirà un referendum sulle modifiche alle penalizzazioni introdotte nel PDR per capire cosa ne pensano i lavoratori. “Non accetteremo che si facciano addirittura utili sulla pelle e sulla salute dei lavoratori. La sicurezza si fa con i mezzi adeguati e il riposo, non penalizzando i propri dipendenti”, conclude Salvatore Buono.

 

Montale, un lavoratore non torna a casa. FIT CISL: «Avevamo già sollecitato adeguamenti della viabilità per chi opera nella logistica»

Montale, un lavoratore non torna a casa.
FIT CISL: «Avevamo già sollecitato adeguamenti
della viabilità per chi opera nella logistica»

Buono (FIT CISL Piacenza): “Quel problema era noto. Le nostre segnalazioni ad Amministrazione e RFI sono rimaste in standby. Servono subito bus, piste ciclabili e sicurezza vera per chi lavora nel polo”

«Vogliamo esprimere le condoglianze ai familiari di chi non è rientrato dal lavoro».
Inizia così la dichiarazione di Salvatore Buono, Segretario territoriale della FIT CISL di Piacenza, sulla morte dell’uomo travolto ieri mattina da un treno regionale sui binari di Montale mentre si recava in servizio. Alla sua famiglia, ovunque essa si trovi, la FIT CISL esprime cordoglio profondo e vicinanza sincera.
Quello che rende questo incidente insopportabile non è solo il dolore. È il dubbio che fosse evitabile. Che quel problema era conosciuto. Che non si tratta di una scoperta di ieri mattina.
«Come FIT CISL avevamo già segnalato in passato, sia all’Amministrazione Comunale che a RFI-Rete Ferroviaria Italiana, i problemi di sicurezza legati agli attraversamenti impropri in quella zona — afferma Buono —. Avevamo chiesto come impedire che i lavoratori continuassero ad attraversare i binari, perché lì c’è il polo logistico, e alcuni, per non fare tutto il giro, scelgono quella scorciatoia. Si sapeva. Eppure quel punto è rimasto così com’era, fino all’incidente, che comunque va chiarito”.

La “seconda Piacenza” quasi abbandonata a se stessa

Esiste una Piacenza che si vede: quella dei palazzi, delle piazze, dei servizi urbani. Ed esiste una seconda Piacenza, quella dei capannoni di Montale, della Caorsana, dove ogni giorno migliaia di lavoratrici e lavoratori arrivano con qualsiasi mezzo disponibile, spesso prima dell’alba, spesso senza alternative.
«Il nostro polo logistico è ancora oggi carente di collegamenti con il servizio pubblico locale — denuncia Buono —. Non è accettabile che in un’area dove lavorano migliaia di persone, centinaia di questi lavoratori non abbiano un veicolo proprio e debbano arrangiarsi. Vanno in bici, vanno col monopattino, vanno con la bici elettrica. E dove vanno? Sulla Via Emilia, che è una strada pericolosa, dove le piste ciclopedonali non esistono o sono incomplete. Così finisce che qualcuno, per sbaglio, per fretta, per la disperazione di voler salvare il proprio mezzo, finisce per compiere azioni che potevano essere evitate — come attraversare i binari, a prezzo della vita».

Senza trasporto pubblico, si cammina sui binari.

Il nodo centrale è uno solo: se il trasporto pubblico locale fosse efficace ed efficiente per raggiungere il polo logistico, molti lavoratori lo userebbero. Invece non c’è. E chi non ha l’auto — e sono tanti — deve inventarsi ogni giorno come arrivare al turno.
Ai problemi di viabilità ciclabile si sommano quelli della micromobilità elettrica: bici a pedalata assistita, monopattini, scooter. Mezzi sempre più diffusi tra chi lavora nel polo, economici e veloci, ma che senza infrastrutture dedicate diventano armi a doppio taglio: se manca la ciclabile, si finisce sulla strada statale o peggio, su sentieri non sorvegliati a ridosso dei binari.

«La nostra non è solo una denuncia — precisa Buono —. È una richiesta precisa, che rinnova impegni che ci siamo già presi in passato e che ora devono diventare fatti: vogliamo che il Comune, RFI e le imprese committenti del polo si siedano a un tavolo e trovino soluzioni concrete».


La FIT CISL di Piacenza propone: 

Collegamento bus dedicato. Un servizio di trasporto pubblico locale specificamente pensato per i lavoratori del polo, con corse nelle fasce orarie in base ai vari turni di lavoro.

Rete ciclabile e ciclopedonale sicura. Un percorso protetto, illuminato e continuo che colleghi il centro città e i quartieri residenziali alle porte d’accesso del polo, eliminando la necessità di passare sulla Via Emilia o attraverso punti non sicuri.

Messa in sicurezza immediata degli attraversamenti. RFI e il Comune devono intervenire su tutti i punti critici già segnalati — e in primis su quello di via Martelli — con recinzioni adeguate e, contestualmente, con accessi alternativi sicuri che rispettino i percorsi reali dei lavoratori.