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Aggressione Polizia Locale – Cisl e Cisl FP Parma Piacenza denunciano l’emergenza sicurezza

Aggressione Polizia Locale:
Cisl e Cisl FP Parma Piacenza denunciano l'emergenza sicurezza

Aggressione Polizia locale

Le Segreterie di Cisl Funzione Pubblica Parma Piacenza e Cisl territoriale ritengono che quanto accaduto ieri a Barriera Roma sia un episodio che non può essere archiviato come un semplice fatto di cronaca nera o di cronaca politica locale, ma che rappresenta un segnale emblematico di un’emergenza sicurezza ormai quotidiana.

Esprimiamo la nostra più profonda e sentita solidarietà all’ispettore e all’assistente scelto della Polizia Locale, finiti in ospedale con lesioni non di poco conto, tra cui la forte contusione al naso per una testata e la frattura di alcune costole, solo per aver cercato di far rispettare le regole su un mezzo pubblico.

Questa violenza, analoga a quanto purtroppo accade sui treni, esplosa per il rifiuto di mostrare un biglietto e i documenti da parte di una persona senza titolo di viaggio, ha messo a rischio non solo gli agenti, ma anche i passeggeri, portando a travolgere un bambino durante le fasi più concitate della fuga del responsabile.

Proprio per questo, la nostra vicinanza si estende con uguale convinzione ai lavoratori del trasporto pubblico di Seta, che pure sono stati coinvolti, i quali si trovano ogni giorno in prima linea, costretti a operare in un clima di crescente tensione e a confrontarsi con un’utenza spesso irrispettosa delle norme più elementari della convivenza civile.

Non possiamo più accettare che chi svolge servizi essenziali, come il trasporto e la sicurezza, debba temere per la propria incolumità fisica. Come sindacato, riteniamo che la solidarietà delle istituzioni, pur doverosa e apprezzata, debba ora tradursi in scelte concrete e non più rimandabili.

Da un lato, è indispensabile investire in una formazione specifica e continua che fornisca a lavoratori e agenti gli strumenti tecnici e psicologici necessari per gestire situazioni di alta criticità e prevenire l’escalation dei conflitti, tutelando così sia chi lavora sia i cittadini trasportati. Servono corsi di autodifesa personale e dispositivi adeguati.

Dall’altro lato, i fatti di ieri dimostrano che la sicurezza urbana richiede un salto di qualità nel coordinamento tra le forze dell’ordine. Sebbene l’intervento risolutivo sia avvenuto grazie alla sinergia tra più pattuglie della Polizia Locale e della Polizia di Stato, è evidente che serva un sistema di controllo del territorio sempre più integrato e costante, capace di agire preventivamente nelle zone e sulle linee più sensibili.

La sicurezza di chi lavora per la collettività è un diritto che va garantito con risorse, organici adeguati e una protezione reale, affinché il senso del dovere non debba mai più trasformarsi in un bollettino medico.

Cisl FP, allarme sicurezza all’AOU di Parma

Cisl FP, allarme sicurezza all'AOU di Parma

Sicurezza AOU di Parma

CISL FP ha ricevuto nuovamente dal personale gravi e persistenti criticità in materia di sicurezza presso alcune aree dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, situazioni che stanno generando un crescente clima di disagio e insicurezza tra le lavoratrici e i lavoratori.

 

In particolare, nel parcheggio di via Volturno è stata rilevata la presenza costante di persone estranee all’Azienda che, con modalità insistenti, chiedono denaro: ” Una situazione nota e reiterata, mai risolta in modo strutturale, che espone chi lavora a condizioni di difficoltà –  spiega il dirigente sindacale di CISL FP Parma Piacenza  Davide Prebenna – e a questo si aggiunge un episodio di estrema gravità verificatosi il 2 febbraio scorso, quando sulla porta di uno degli spogliatoi situati sotto le Torri delle Medicine, sono comparsi fogli e scritte che inneggiano allo STUPRO, come documentato fotograficamente. Un fatto inaccettabile, che ha determinato ansia e preoccupazione tra il personale che. come ci è stato riferito, non si sente adeguatamente tutelato né sicuro nei luoghi di lavoro.Siamo di fronte a una situazione gravissima e non più  tollerabile. Questi fatti si verificano da troppo tempo ed  incidono pesantemente sulla serenità e sulla dignità di chi opera quotidianamente in questa Azienda. Episodi come quello avvenuto negli spogliatoi superano ogni limite e non possono essere minimizzati.”

 

Ricordando che la sicurezza non è un optional, ma un obbligo preciso in capo all’Azienda, Prebenna rileva che “quanto accaduto dimostra chiaramente che le misure finora adottate non sono sufficienti. Servono azioni immediate, concrete e risolutive, non ulteriori rinvii. La CISL FP chiede pertanto alla Direzione un intervento urgente, finalizzato a garantire condizioni di lavoro sicure e adeguate per tutte le lavoratrici e per tutti i lavoratori dell’AOU di Parma. Non sono più accettabili attese o rinvii. È il momento di assumersi pienamente le responsabilità dovute.”

 

 

Sicurezza AOU Parma
AOU Parma sicurezza

Fit Cisl, sicurezza trasporti: sopralluogo nello scalo ferroviario di Piacenza

Fit Cisl, sicurezza trasporti:
sopralluogo nello scalo ferroviario di Piacenza

Fit Cisl sopralluogo scalo ferroviario Piacenza

A seguito del recente vertice in Prefettura con il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, la Fit Cisl di Piacenza si è fatta promotrice di un sopralluogo tecnico nello scalo ferroviario piacentino, coinvolgendo istituzioni, azienda e rappresentanze dei lavoratori per analizzare direttamente le criticità che ogni giorno interessano personale e utenti.


Alla ricognizione hanno preso parte il consigliere regionale Lodovico Albasi, membro della commissione Territorio e Trasporti, il vicesindaco di Piacenza Matteo Bongiorni e la consigliera comunale Claudia Gnocchi, insieme ai rappresentanti di Trenitalia Tper, Filippo Castagnetti e Alberto Filoni. Presenti anche il segretario territoriale Fit Cisl Piacenza Salvatore Buono e il delegato Thomas Pagani.

Dal sopralluogo sono emerse con chiarezza le principali priorità di intervento. Particolare attenzione è stata posta sull’area dell’ex Ferrotel, oggi in stato di totale abbandono e oggetto di occupazioni abusive, e su diverse zone periferiche dello scalo: dall’asta Consorzio al comparto di via dei Pisoni–Lupa, fino al parcheggio riservato ai dipendenti FS e al varco di accesso del rifugio Segadelli.


Dai lavoratori è arrivata una richiesta netta: controllare gli accessi all’area ferroviaria, trasformando lo scalo in uno spazio realmente protetto, con ingressi consentiti esclusivamente a operatori e viaggiatori muniti di titolo di viaggio. Tra le soluzioni tecniche proposte figura l’installazione di tornelli ai varchi, oltre al potenziamento della videosorveglianza e dell’illuminazione, interventi ritenuti necessari anche per il parcheggio dei pendolari di viale Sant’Ambrogio. La Fit Cisl ha inoltre ribadito l’importanza di un coordinamento più stretto tra forze dell’ordine e vigilanza privata, valutando positivamente l’attuale presidio dei militari.


«Manifestando soddisfazione per il sopralluogo odierno – afferma Salvatore Buono, segretario territoriale Fit Cisl Piacenza – auspico che questo momento non resti un episodio isolato, ma rappresenti l’avvio di un piano d’azione strutturale per aumentare la sicurezza e ridurre la percezione di pericolo diffusa nell’ambito dei trasporti».


Sulla stessa linea la consigliera comunale Claudia Gnocchi: «L’incontro organizzato dalla Fit Cisl è stato costruttivo. Tutti i soggetti presenti hanno lavorato per individuare misure concrete a tutela delle legittime richieste di sicurezza dei lavoratori. Nei prossimi mesi sarà fondamentale verificare l’attuazione degli impegni assunti».


Il vicesindaco Matteo Bongiorni ha sottolineato come «il Comune condivida pienamente l’attenzione alla sicurezza di lavoratori e viaggiatori, in un comparto complesso che comprende la stazione, aree di cantiere e diversi servizi pubblici. Alcune delle azioni emerse sono già in fase di valutazione, altre saranno approfondite anche sotto il profilo tecnico, proseguendo il confronto».


A chiudere gli interventi il consigliere regionale Lodovico Albasi, che ha confermato la disponibilità delle istituzioni a lavorare in modo coordinato: «Sono a piena disposizione per promuovere un tavolo tecnico tra istituzioni, aziende del trasporto e parti sociali, con l’obiettivo di individuare soluzioni condivise da sottoporre a Rfi. La Regione Emilia-Romagna ha recentemente avviato il progetto pilota “Stazioni Sicure”, che prevede accessi controllati, videosorveglianza, collegamento diretto con le control room e pulsanti di emergenza, con l’obiettivo di rafforzare la tutela di passeggeri e personale e creare un modello replicabile».

Legalità significa rispetto delle regole da parte di tutti: no alle strumentalizzazioni, sì all’integrazione di chi lavora!

Legalità significa rispetto delle regole da parte di tutti:
no alle strumentalizzazioni, sì all'integrazione di chi lavora.

Piacenza. In merito al dibattito che si è acceso in questi giorni sulla manifestazione “Remigrazione” prevista per il prossimo 24 gennaio, CISL e UIL territoriali, intervengono per chiarire la loro posizione in merito all’autorizzazione della manifestazione.

La nostra posizione, da sempre, è di solidarietà con chi lavora onestamente e ha voglia di integrarsi rispettando le persone, il territorio e le Istituzioni. Questo concetto basilare vale sia per chi è italiano e sia per chi è immigrato. Riteniamo che spetti esclusivamente alle Istituzioni preposte a farlo, stabilire chi può scendere in piazza e chi no: Prefettura e Questura sono gli organi che devono valutare se sussistano le condizioni di sicurezza e legalità per lo svolgimento dell’evento ed abbiamo assoluta fiducia nel loro operato. La cosa che ci interessa, è che questa manifestazione, così come ogni altra organizzata a Piacenza, venga svolta pacificamente e senza alcun atto di violenza.

Detto questo però, le parole sono importanti: riteniamo che il termine “remigrazione” sottintenda un concetto ideologico che rischia di alimentare divisione e confusione. Se l’obiettivo è il solo contrasto all’illegalità, il termine corretto è “rimpatrio di chi è irregolare e delinque”. Su questo concetto, CISL e UIL sono da sempre per il rispetto delle regole senza se e senza ma.

Ciò che non possiamo condividere, sono le terminologie che, anche in forma sottile, nascondono intenti discriminatori verso chiunque abbia un’origine diversa.

Noi, da sempre, siamo al fianco di chi lavora e produce onestamente e ci schieriamo quindi fermamente al fianco delle tantissime lavoratrici e dei tantissimi lavoratori immigrati regolari che vivono e lavorano nel nostro territorio, rispettando i nostri valori civici.

Parliamo di donne e uomini che ogni mattina si alzano presto, mandano avanti settori cruciali della nostra economia, pagano le tasse e contribuiscono attivamente alla crescita del nostro PIL e della nostra economia. Loro sono parte integrante della nostra comunità e meritano rispetto, tutela e di non essere anche solo lontanamente bersaglio di forme d’intolleranza generalizzata o di essere accomunati a chi delinque.

E’ altrettanto innegabile però che a Piacenza, cosi’ come altrove, esista una forte domanda di sicurezza e decoro urbano da parte dei cittadini. Queste sono richieste assolutamente legittime che non devono essere ignorate ma nemmeno strumentalizzate politicamente sia da una parte che dall’altra per creare divisioni sociali. La sicurezza è un bene comune e si garantisce attraverso il presidio del territorio, la certezza della pena e percorsi di integrazione reale per chi rispetta la legge.

Accoglienza e legalità, possono e devono andare insieme: siamo solidali con tutti coloro che vogliono lavorare e vivere onestamente nel territorio della provincia di Piacenza, mentre respingiamo con fermezza ogni forma di razzismo, così come ogni forma di illegalità.

FIT CISL PARMA: Da tempo si chiedono interventi per garantire la sicurezza di chi lavora.

FIT CISL PARMA:
Da tempo si chiedono interventi
per garantire la sicurezza di chi lavora.

FIT CISL PArma chiediamo più sicurezza

Oltre ad esprimere nuovamente solidarietà e vicinanza da parte dell’ organizzazione sindacale Fit Cisl di Parma ai familiari di Alessandro Ambrosio, vittima della brutale aggressione mentre stava raggiungendo il parcheggio riservato agli operatori dello scalo dopo aver terminato il turno di lavoro, vogliamo ribadire che le stazioni e i treni sono sempre piu spesso ricettacolo di un degrado che non puo’ scaricare i suoi drammatici effetti su chi lavora per vivere e su chi sceglie il treno o l’autobus per viaggiare o andare a lavorare.

 

Anche a Parma, pur non essendo una stazione come quella di Bologna, esiste un degrado che non va sottovalutato: bivacchi e baby gang sono le maggiori preoccupazioni e, come sindacato, da tempo chiediamo che venga ripreso il protocollo sulla sicurezza sottoscritto qualche anno fa presso il MIT. 

 

Questo protocollo va ripreso e aggiornato con la partecipazione di tutti i soggetti interessati: è sempre più urgente un intervento forte e sinergico delle Istituzioni volto ad intensificare i controlli e inasprire le sanzioni anche con l’ introduzione del modello Daspo e l’installazione di tornelli per accedere alle stazioni.

 

Sono le principali proposte che la Fit ha fatto per contrastare il fenomeno delle aggressioni, insieme alla possibilità per le Aziende di costituirsi come parte civile nel processi.

 

Si spera che la morte del collega non resti solo un “fatto di cronaca” di un giorno ma che realmente possa creare le condizioni affinchè episodi come quello accaduto a Bologna non possano piu ripetersi.

 

Michele Franco

Segretario del presidio FIT CISL PARMA