Sottoscritta l’ipotesi di accordo 2026-2028 tra Assovetro e sindacati: (Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil): aumento complessivo di 206 euro. «Risposta concreta per il potere d’acquisto e il welfare».
In un momento storico segnato dall’incertezza economica e dalle sfide della transizione industriale, arriva un segnale forte di continuità e rilancio dal settore del vetro. È stata sottoscritta a Roma l’ipotesi di accordo per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) del settore vetro, lampade e display, che avrà vigenza fino al 31 dicembre 2028.
L’intesa prevede un aumento complessivo (TEC) di 206 euro nel triennio. Entrando nel dettaglio del trattamento economico minimo (TEM), l’incremento sarà di 195 euro (riproporzionati sul livello D1), suddiviso in cinque tranche: la prima di 50 euro a partire da gennaio 2026 (retroattiva), seguita da scatti a ottobre 2026, gennaio 2027, giugno 2027 e luglio 2028.
Ma il rinnovo non si ferma alle tabelle retributive. Dopo decenni, è stato rivisto profondamente il sistema classificatorio.
L’aggiornamento delle declaratorie professionali punta a valorizzare la polivalenza e la polifunzionalità, elementi che da sempre caratterizzano l’eccellenza manifatturiera dei lavoratori del vetro nelle due province emiliane.
Il nuovo contratto potenzia il welfare contrattuale. Viene infatti aumentato il contributo a carico delle aziende per il fondo sanitario Fasie, con l’aggiunta di un’ora di assemblea retribuita dedicata proprio alla promozione della previdenza complementare e dell’assistenza sanitaria. Novità rilevanti riguardano anche il diritto allo studio, la gestione della malattia e i cosiddetti “accomodamenti ragionevoli”, a conferma di una visione che mette la dignità del lavoratore e la conciliazione vita-lavoro al primo posto.
Il percorso non finisce qui, la parola passa ora alla base.
L’ipotesi di accordo sarà ora sottoposta al vaglio delle assemblee dei lavoratori per la ratifica definitiva e lo scioglimento della riserva. Sarà quello il momento del confronto diretto, dove emergerà il valore di un’intesa che tiene insieme tenuta industriale e giustizia sociale e che può essere ulteriormente migliorata dalla partecipazione in azienda.