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FIT CISL, vittoria per i lavoratori Amazon a Castel San Giovanni

FIT CISL, Vittoria in tribunale
per i lavoratori Amazon di Castel San Giovanni

FIT Cisl Amazon

Vittoria eclatante per i lavoratori in Amazon a Castel San Giovanni: il Tribunale di Milano dà ragione a Fit-Cisl Piacenza nella sentenza pilota in merito all’assorbimento del superminimo in occasione della applicazione degli aumenti previsti dal Ccnl Logistica

 

Una vittoria netta, che restituisce dignità, chiarezza e diritti alle lavoratrici e ai lavoratori del polo logistico Amazon di Castel San Giovanni. Il 26 gennaio il Tribunale di Milano si è espresso in primo grado accogliendo integralmente le ragioni di Fit-Cisl nella vertenza pilota promossa contro l’azienda. Si tratta di un traguardo di rilievo: è a tutti gli effetti la prima sentenza ad essere pronunciata che stabilisce l’illegittimità dell’assorbimento del superminimo operato dall’azienda nel gennaio 2025, in occasione degli aumenti previsti dal CCNL Logistica.

Le origini della vertenza

La vicenda affonda le sue radici nell’ottobre del 2024, quando, attraverso un accordo di armonizzazione, il sito piacentino è passato dall’applicazione del CCNL Commercio al CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizioni. Con il rinnovo di quest’ultimo e lo scatto del primo aumento contrattuale a gennaio 2025, l’azienda ha proceduto unilateralmente, e per il solo polo di Castel San Giovanni, al riassorbimento di circa 45 euro mensili dal superminimo dei dipendenti, di fatto pagando meno rispetto alle attese dei lavoratori.

Se per altri magazzini sul territorio nazionale l’azienda è tornata sui suoi passi, per il solo polo di Castel San Giovanni, Amazon ha mantenuto una posizione di netta chiusura.

Lungimiranza strategica e responsabilità sindacale

Di fronte al mancato riconoscimento degli aumenti dovuti, l’azione sindacale territoriale aveva inizialmente percorso la via della protesta, con la proclamazione dello stato di agitazione. Tuttavia, Fit-Cisl Piacenza ha preferito una linea pragmatica: in un contesto di totale chiusura, il perdurare degli scioperi rischiava unicamente di impoverire le buste paga dei lavoratori, senza sbloccare la vertenza.

Con senso di responsabilità, Fit-Cisl ha quindi scelto di cambiare strategia. Andando in assemblea, ha comunicato alle lavoratrici e ai lavoratori la decisione di ritirare lo stato di agitazione per intraprendere una via più concreta: affidare la questione a un giudice del lavoro tramite una “causa pilota”, per tutelare i salari nel presente e difendere i diritti nel futuro.

Il coraggio della RSU e l’impegno per le future cause dei lavoratori

Questa scelta, espressione di un sindacato che bada ai risultati e rifugge azioni unicamente performative, si è rivelata vincente. Grazie all’impegno in prima linea di una persona, rappresentante nella RSU Fit-Cisl di sito – che si è esposta con coraggio per il bene di tutti i colleghi – e all’assistenza competente dell’avvocato Nicola Coccia, legale da anni del sindacato, il Tribunale di Milano ha sancito una vittoria totale per i ricorrenti stabilendo “senza se e senza ma” l’illegittimità dell’operato della Società.

“Questa sentenza ci riempie di orgoglio e conferma la lungimiranza della nostra strategia,” dichiara Salvatore Buono, Segretario Fit-Cisl Piacenza. “Di fronte a un muro, abbiamo scelto con senso di responsabilità di evitare un percorso di scioperi affidandoci alla competenza giuridica. Il coraggio della nostra RSU ha tracciato la via. Ora, forti di questa prima storica sentenza, siamo pronti al passo successivo, porteremo avanti tutte le vertenze legali che i lavoratori vorranno affidarci, intraprendendo ogni causa necessaria affinché a ciascuno venga restituito il maltolto”.

La sentenza conferma che la via dell’azione sindacale affiancata alla competenza giuridica è in grado di produrre risultati duraturi per la tutela reale delle persone.

 

AI e automazione, proteggere i diritti dei lavoratori è una priorità normativa

AI e automazione:
proteggere i diritti dei lavoratori è una priorità normativa

AI e automazione

Da tempo come CISL stiamo dicendo che l’ingresso degli automi e dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro è una questione complessa che solleva numerosi dilemmi legali, morali e sociali.

 
A fronte della recente sentenza del Tribunale di Roma che ha legittimato il licenziamento di un lavoratore sostituito dall’ AI, diventa ormai improrogabile adattare la normativa vigente per proteggere i lavoratori e garantire che l’automazione non porti a disoccupazione di massa o a condizioni di lavoro inique.
È un fatto di responsabilità, etica e trasparenza.


Va regolamentato come e in che modo, le aziende possano sostituire i lavoratori con macchine, prevedendo periodi di transizione e incentivi per la riqualificazione e va chiarito chi è responsabile nel caso in cui un’automazione causi danni o errori. Questo include la responsabilità legale delle aziende che la sviluppano e la implementano.


Vanno protetti i diritti dei lavoratori rispetto all’occupazione, alla tutela della privacy e alla possibilità di sviluppare nuove competenze attraverso la riqualificazione professionale, incentivando la formazione continua, il riadattamento delle competenze dei lavoratori e la creazione di programmi di supporto per coloro che rischiano di perdere il posto di lavoro a causa dell’automazione. E servono Leggi per monitorare e ridurre l’impatto negativo che la tecnologia potrebbe avere sulle condizioni di lavoro, come la sorveglianza costante o il rischio di alienazione.


È fondamentale poi sviluppare leggi che impediscano che gli algoritmi utilizzati nelle decisioni aziendali creino discriminazioni o pregiudizi nei confronti di categorie protette.


L’aspetto positivo è che l’automazione potrebbe portare alla nascita di nuovi tipi di lavoro che non esistono ancora ma che richiedono nuove normative, come nei casi in cui l’uomo controlla o integra il lavoro delle macchine. Con l’automazione che potrebbe ridurre la necessità di lavoro in presenza, la creazione di maggiori normative per tutelare il lavoro remoto e online diventa cruciale, specialmente in settori in cui l’automazione non può sostituire completamente il lavoro umano.


Va posto poi il problema della tassazione e della redistribuzione della ricchezza. Gli automi infatti, non consumano, non pagano tasse e non pagano contributi, pertanto l’automazione potrebbe aumentare la disparità economica se i benefici restano concentrati nelle mani di poche grandi aziende.


Proprio per questo diventa necessario che le normative si evolvano in modo coordinato a livello internazionale. Ad esempio, la creazione di trattati internazionali che regolano l’automazione potrebbe impedire che alcune nazioni approfittino di regolamenti più permissivi per attrarre investimenti tecnologici a scapito dei diritti dei lavoratori.
Serve infine, un monitoraggio e un adeguamento continuo, perchè le tecnologie evolvono rapidamente.


L’entrata degli automi nel mondo del lavoro non è solo una questione tecnica ma anche una sfida socioeconomica e politica. Le normative dovranno bilanciare l’innovazione tecnologica con la protezione dei diritti dei lavoratori e garantire che l’automazione venga utilizzata in modo tale che i benefici siano distribuiti equamente nella società”.

Michele Vaghini, Segretario Generale Cisl Parma Piacenza

 

Adiconsum Parma, rottamazione quater: problemi nell’emissione dei bollettini

Adiconsum Parma, rottamazione quater:
problemi all'emissione dei bollettini

Rottamazione quater

Adiconsum (Associazione Difesa Consumatori e Ambiente), promossa dalla Cisl, invita alla prudenza: “Scaricate il modulo F35 e non saltate, assolutamente, la scadenza del 28 febbraio: come associazione dei consumatori è nostro dovere aiutare i cittadini che hanno aderito alla rottamazione quater: c’è un problema reale con l’emissione dell’undicesimo bollettino e occorre essere pronti, saltare la scadenza di pagamento del 28 febbraio 2026 avrebbe conseguenze pesanti”.

 
Così Antonio Colosimo, Coordinatore per Adiconsum Emilia-Romagna delle province di Parma e Piacenza, informa tutti i contribuenti che hanno aderito alla definizione agevolata dei debiti fiscali avviata a gennaio 2023: “Fino ad oggi – spiega Colosmo – tutto aveva funzionato regolarmente. Chi era stato ammesso alla rottamazione quater aveva ricevuto la comunicazione ufficiale e i primi dieci bollettini di pagamento senza alcun intoppo. Ora, però, ci troviamo di fronte a un malfunzionamento informatico che potrebbe bloccare il recapito del bollettino relativo all’11ª rata.”


L’arrivo del bollettino dell’11ª rata era previsto nei giorni scorsi, con scadenza di pagamento al 28 febbraio 2026, estendibile al 9 marzo calcolando i giorni extra che l’Agenzia concede per provvedere. L’errore da non fare è restare fermi a causa della mancanza del bollettino, bucando i termini e ritrovandosi in mora: si perderebbero tutti i benefici della rottamazione, e sull’importo residuo tornerebbero ad applicarsi sanzioni e interessi calcolati sull’intero debito originario, esattamente come se non si fosse mai aderito alla definizione agevolata.


“La soluzione esiste ed è alla portata di tutti – rassicura l’associazione – occorre scaricare il modello F35 dal sito dell’Agenzia delle Entrate, inserire i propri dati e procedere al pagamento, entro il 28 febbraio, presso gli uffici postali o le banche abilitate. Adiconsum è a disposizione per supportare chiunque abbia difficoltà nella compilazione.” 

Adiconsum, offre il proprio sostegno e consulenza per chi volesse chiarimenti e assistenza. Per appuntamenti, contatta Adiconsum Parma al numero 0521037611 o invia una mail a parma@adiconsum.it.

Spazio Lavoro: all’IPSIA Primo Levi di Parma l’evento conclusivo del progetto Cisl

Il progetto “Spazio Lavoro” è un percorso di orientamento creativo, avviato da Cisl Emilia Romagna in collaborazione con il Teatro dell’Argine: “L’obiettivo – spiega Angela Calò, segretaria generale aggiunta di CISL Parma Piacenza, che coordina il progetto a livello locale – è quello di fornire qualche strumento in più per capire il mondo del lavoro ed essere pronti quando sarà il momento di inserirsi. Vogliamo che i giovani non restino indifferenti e che siano informati sulla complessità della vità lavorativa in modo da essere più “forti” e affrontare tutte la fasi della carriera che sceglieranno con consapevolezza.”

Per il territorio, sono stati coinvolti gli istituti “Zappa Fermi” di Bedonia e Borgotaro e, in città, l’IPSIA “Primo Levi”. Molteplici gli incontri organizzati nelle diverse scuole: laboratori, interventi di esperti del settore lavoro e narrazione di esperienze culminati nell’evento conclusivo di questa mattina dove studentesse e studenti si sono impegnati per affrontare un vero e proprio colloquio di lavoro “simulato”, rispondendo a domande di carattere personale, elencando le proprie aspirazioni e descrivendo le aspettative relative al mondo del lavoro che li impegnerà in futuro. Un primo passo per confrontarsi con ciò che interessa maggiormente alle nuove generazioni alla ricerca di determinazione e giusta collocazione lavorativa, civile e sociale. 

Nelle varie fasi del progetto, giunto quest’anno alla quarta edizione e che ha coinvolto in totale circa 80 studenti, sono stati affrontati argomenti quali: Costituzione e lavoro, i cambiamenti del mercato delle professioni, orientamento e formazione, educazione finanziaria.

 

 

 

CISL FP, Sanità Emilia Romagna: la Regione riduce l’indennità di Pronto Soccorso

CISL FP, Sanità Emilia Romagna:
la Regione riduce l’indennità di Pronto Soccorso

Pronto Soccorso

La Regione Emilia-Romagna ‘taglia’ l’indennità di Pronto soccorso per il personale sanitario e scatena le ire dei sindacati di categoria, pronti ad avviare la mobilitazione.
Proprio ieri in Regione era in programma un incontro sindacale, il terzo incontro su questo tema.

 
Fp CISL regionale denuncia un’impostazione data dalla Regione che prevede una ripartizione di risorse complessiva inferiore rispetto a quella stabilita dal contratto nazionale 2022-2024. In soldoni, spiega, “risulta un ammanco di circa quattro milioni di euro”. All’incontro di ieri, però, la Regione “ha portato una documentazione giudicata dai sindacati insufficiente a motivare questa diminuzione di risorse”. 

Per questo, abbiamo manifestato l’ indisponibilità a sottoscrivere un verbale di accordo che risulterebbe penalizzante per la platea di lavoratori interessati da questa indennità nelle aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna. S

i tratta di un’indennità “già percepita a seguito del precedente contratto collettivo nazionale 2019-2021 e che, sulla base degli stanziamenti progressivamente fatti dalle leggi di bilancio, vedrebbe un incremento significativo per la valorizzazione dei lavoratori coinvolti. 

Al prossimo incontro, in programma il 6 marzo, ci aspettiamo una “chiarificazione definitiva sull’ammontare complessivo di risorse. Se ciò non avvenisse, ci riserviamo d’intraprendere ogni forma di mobilitazione, al fine di garantire il rispetto del contratto collettivo nazionale siglato dalle single sindacali e dalla Regione stessa per tramite dell’Aran.

CISL FP, Sanità Privata: lavoratori ancora senza contratto e salari inadatti. Proclamato lo STATO DI AGITAZIONE

CISL FP, Sanità Privata: lavoratori ancora senza contratto e salari inadatti.
Proclamato lo STATO DI AGITAZIONE

Sanità privata stato di agitazione

Anche in Emilia Romagna monta la protesta dei lavoratori della Sanità Privata e RSA che a distanza di settimane dall’incontro istituzionale del 22 dicembre scorso presso il Ministero della salute purtroppo ancora non vedono nessuna convocazione al tavolo di confronto annunciato per il rinnovo dei contratti della Sanità Privata e delle Residenze Sanitarie Assistenziali. 

Questa è una situazione inaccettabile che ha costretto FP CGIL, CISL FP e UIL FPL a proclamare lo stato di agitazione nazionale del personale, riservandosi la possibilità di attivare tutte le iniziative di mobilitazione necessarie. La protesta, in Emilia Romagna, riguarda 9.000 lavoratori di oltre 40 strutture sanitarie e residenziali accreditate che nonostante una grande partecipazione allo sciopero del 22 maggio sotto la sede della Regione, ad oggi non vedono ancora iniziare le trattative per il rinnovo dei propri contratti di settore. 

Quello della Sanità Privata è un settore fondamentale per la tenuta del sistema sociosanitario regionale <<Parliamo di lavoratrici e lavoratori con contratti scaduti da 8 ed addirittura 13 anni che continuano ogni giorno a garantire un servizio pubblico essenziale, spesso rivolto alle persone più fragili, senza alcuna prospettiva di rivalutazione salariale e di aggiornamento normativo – sottolineano i sindacati>> 

In una situazione di grande difficoltà nel reperire personale nell’ambito della sanità dove i professionisti non sono per nulla adeguatamente retribuiti, lavorare con contratti scaduti da 8 e 13 anni rende, a maggior ragione, sempre meno attrattivo il lavoro nelle strutture accreditate e mette a rischio la qualità dei servizi rivolti ai cittadini emiliano-romagnoli. Secondo FP CGIL, CISL FP e UIL FPL, è necessario un intervento anche a livello istituzionale regionale del quale si è perso traccia, malgrado gli impegni assunti dall’assessore alla sanità in occasione dello sciopero nazionale del 22 maggio 2025.

 <<L’accreditamento istituzionale – ribadiscono i sindacati – deve essere vincolato all’applicazione ed al rinnovo dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali rappresentative. Aiop e Aris si devono accollare il rischio di impresa e non si possono nascondere dietro la richiesta dell’incremento di budget o l’aggiornamento delle tariffe per aprire il tavolo dei rinnovi contrattuali, chi lavora deve essere giustamente retribuito e non usato come leva di pressione politico istituzionale>> . 

Per questo motivo anche in Emilia Romagna, nelle strutture che presentano criticità ed incongruenze, saranno inviate richieste di sopralluogo agli organi istituzionali competenti finalizzate ad accertare il rispetto dei parametri previsti dall’Accreditamento in termini di numeri di personale e standard qualitativo delle strutture. Nei prossimi giorni inoltre saranno valutate iniziative per dare voce ad un comparto che garantisce assistenza e cura, ma che da troppo tempo non vede riconosciuto il proprio lavoro.

FIT CISL, Siglato il rinnovo del contratto integrativo per Just Eat

FIT CISL, Siglato il rinnovo del contratto integrativo
per i lavoratori di Just Eat

Rinnovo Just Eat

Just Eat, siglato il rinnovo del contratto integrativo: novità su turni, premi e tutela legale

La Fit Cisl annuncia il rinnovo del contratto integrativo per i lavoratori di Just Eat Italia, valido fino al 31 dicembre 2027. «Si tratta di un risultato significativo, frutto di un intenso lavoro sindacale», commenta il segretario di Piacenza, Salvatore Buono.

Per quanto riguarda l’organizzazione del lavoro, l’accordo introduce elementi importanti: la pianificazione settimanale dei turni verrà comunicata ai rider entro la mezzanotte di venerdì, con il diritto a un sabato libero al mese. Inoltre, sono state ridotte le tempistiche per l’applicazione completa del Contratto collettivo nazionale della Logistica, Trasporto Merci e Spedizione.

Sul versante economico, il rinnovo prevede l’allineamento automatico agli aumenti retributivi già contemplati dal contratto rinnovato il 6 dicembre 2024. Su richiesta delle organizzazioni sindacali, è stato introdotto un premio di risultato, erogato in quote trimestrali e, a scelta del lavoratore, in forma monetaria o convertibile in welfare.

Il premio si basa su due indicatori principali: presenza e produttività.

In tema di salute e sicurezza, la Fit Cisl evidenzia due aspetti centrali dell’accordo: il Protocollo meteo per i casi di condizioni avverse e, novità di rilievo, l’attivazione della tutela legale a favore dei lavoratori vittime di aggressioni o di altri eventi che possano mettere a rischio la loro incolumità fisica.

«Questo rinnovo rappresenta un passo importante per migliorare le condizioni di lavoro e, di conseguenza, la qualità del servizio», conclude Buono. «Nel settore del food delivery, anche alla luce delle recenti vicende di cronaca, è fondamentale garantire stabilità e protezione reale a questa categoria di lavoratori».

Transizione del lavoro in Italia, Vaghini (Cisl): “Formazione e servizi per gestire il cambiamento”

Transizione del lavoro in Italia, Vaghini (Cisl):
“Formazione e servizi per gestire il cambiamento”

Transizione Lavoro

Addio compiti ripetitivi: entro il 2030 il lavoro sarà “su misura”. Vaghini (Cisl): «Formazione e nuovi servizi per governare la transizione».

Il Future of Jobs Report 2025 del World Economic Forum colloca l’Italia tra le economie avanzate chiamate ad affrontare una trasformazione profonda del lavoro nel quinquennio (2025-2029). Al centro del cambiamento vi è la diffusione dell’intelligenza artificiale, insieme alla digitalizzazione dei processi produttivi e alla transizione ambientale.

Nel periodo considerato, il mercato del lavoro italiano non è descritto come destinato a una riduzione complessiva dell’occupazione. Il report evidenzia, a livello europeo, una dinamica con nuove occupazioni che emergeranno mentre altre si ridurranno. Il cambiamento riguarda una quota rilevante delle mansioni oggi svolte più che il numero totale degli occupati.  Quasi un quarto dei posti di lavoro cambierà natura o sarà sostituito da nuovi ruoli entro la fine del 2029.

L’intelligenza artificiale rappresenta uno dei principali fattori di trasformazione, con le imprese italiane che prevedono un uso crescente di sistemi di AI, con l’industria manifatturiera, servizi, logistica e finanza direttamente coinvolti.

“Il report segnala che molte attività saranno svolte in modo combinato da persone e tecnologie” – commenta Michele Vaghini, Segretario Generale Cisl Parma Piacenza. “Non si tratta solo di sostituzione del lavoro umano ma di una sua ricollocazione, soprattutto in Italia, dove a causa della tendenza demografica negativa, si prevede una diminuzione delle persone in cerca di lavoro. Le mansioni ripetitive e standardizzate risultano più esposte alla riduzione. I ruoli amministrativi di base, alcune funzioni di segreteria e sportello, sono indicati tra quelli in contrazione nel quadro generale. Parallelamente cresce la domanda di profili ad alta qualificazione. Analisti dei dati, esperti di cybersecurity e professionisti capaci d’integrare tecnologie digitali nei processi aziendali, risultano tra le figure in espansione e pertanto sarà sempre più importante l’orientamento scolastico. Personalmente credo che anche le professioni legate alla cura della persona o i lavori artigianali saranno a forte richiesta. Sarà sempre più necessario imparare un “mestiere”. 

Un elemento critico riguarda il disallineamento tra competenze disponibili e competenze richieste. Per il quinquennio 2026-2030, una quota significativa dei lavoratori italiani dovrà essere riqualificata o aggiornata nelle competenze per restare occupabile nei nuovi assetti produttivi. 

“Il concetto di “ridisegno” delle mansioni invece della pura sostituzione dovrà essere un pilastro delle strategie sindacali del futuro – prosegue Vaghini. “Se vogliamo che l’AI sia vista più come uno strumento di  potenziamentodella produttività che come una minaccia di disoccupazione di massa, la formazione deve procedere velocemente già da ora, adottando anche forme di partenariati con le università. Dobbiamo consentire ai lavoratori di operare insieme ai sistemi d’intelligenza artificiale. La sfida non riguarda solo la tecnologia ma l’organizzazione del lavoro e la qualità dell’occupazione”.

Il Report mette in luce il calo dei ruoli basati su compiti ripetitivi: le figure amministrative tradizionali vedranno una contrazione stimata tra il -8% e il -40% in determinate aree, a causa di processi automatizzati sempre più efficienti. Allo stesso tempo, ruoli tecnici emergenti evidenziano una traiettoria di crescita che tocca il 50%, superando in certi contesti il 100% di incremento previsto.

“Già da anni abbiamo visto dinamiche simili toccare alcuni settori della nostra economia: penso al commercio al dettaglio, dove le casse self-checkout riducono la necessità di cassieri, mentre il servizio clienti si sposta verso chatbot e interfacce intelligenti. Oppure pensiamo a ciò che è successo con gli sportelli bancari dove nel solo 2025 ne sono stati chiusi 516, con un calo del 2,6% in un anno. Quasi la metà dei comuni italiani (44%) è oggi priva di sportelli e circa 5 milioni di cittadini non hanno accesso fisico ai servizi bancari.  E’ un mondo che sta cambiando velocemente e sta diventando sempre più digitale. D’altro canto, però, la progettazione e la manutenzione di questi sistemi aprono spazi professionali che non esistevano su larga scala fino a pochi anni fa. La stima globale di un ricambio strutturale della forza lavoro, nell’arco di cinque anni, è del 39%, con variazioni che toccano picchi del 47% in alcune regioni e si abbassano al 28% in certi settori meno esposti all’automazione” prosegue Vaghini.

L’AI cambierà anche il modello di sindacato.

“I problemi dei lavoratori, dei pensionati e la loro necessità di essere rappresentati ci accompagnano da sempre. In Italia i cambiamenti sono sempre stati lenti. Poi da 20 anni a questa parte il mercato del lavoro e i suoi metodi di produzione si sono evoluti ed oggi adeguarsi ai tempi è una scommessa su cui giochiamo tutto. Non è più tempo in cui dare molte cose per scontate. Sul territorio dobbiamo dare la percezione giusta di quello che riusciamo a fare, offrendo servizi che avvicinano i cittadini alla nostra attività, creandone anche di nuovi per dare risposte immediate, anche se il luogo di lavoro rimane fondamentale per la nostra azione. E dobbiamo essere più inclusivi con i giovani, investendo su di essi, perché sono il futuro ed hanno esigenze e necessità diverse rispetto al resto della collettività” – conclude Vaghini.

Aggressione Polizia Locale – Cisl e Cisl FP Parma Piacenza denunciano l’emergenza sicurezza

Aggressione Polizia Locale:
Cisl e Cisl FP Parma Piacenza denunciano l'emergenza sicurezza

Aggressione Polizia locale

Le Segreterie di Cisl Funzione Pubblica Parma Piacenza e Cisl territoriale ritengono che quanto accaduto ieri a Barriera Roma sia un episodio che non può essere archiviato come un semplice fatto di cronaca nera o di cronaca politica locale, ma che rappresenta un segnale emblematico di un’emergenza sicurezza ormai quotidiana.

Esprimiamo la nostra più profonda e sentita solidarietà all’ispettore e all’assistente scelto della Polizia Locale, finiti in ospedale con lesioni non di poco conto, tra cui la forte contusione al naso per una testata e la frattura di alcune costole, solo per aver cercato di far rispettare le regole su un mezzo pubblico.

Questa violenza, analoga a quanto purtroppo accade sui treni, esplosa per il rifiuto di mostrare un biglietto e i documenti da parte di una persona senza titolo di viaggio, ha messo a rischio non solo gli agenti, ma anche i passeggeri, portando a travolgere un bambino durante le fasi più concitate della fuga del responsabile.

Proprio per questo, la nostra vicinanza si estende con uguale convinzione ai lavoratori del trasporto pubblico di Seta, che pure sono stati coinvolti, i quali si trovano ogni giorno in prima linea, costretti a operare in un clima di crescente tensione e a confrontarsi con un’utenza spesso irrispettosa delle norme più elementari della convivenza civile.

Non possiamo più accettare che chi svolge servizi essenziali, come il trasporto e la sicurezza, debba temere per la propria incolumità fisica. Come sindacato, riteniamo che la solidarietà delle istituzioni, pur doverosa e apprezzata, debba ora tradursi in scelte concrete e non più rimandabili.

Da un lato, è indispensabile investire in una formazione specifica e continua che fornisca a lavoratori e agenti gli strumenti tecnici e psicologici necessari per gestire situazioni di alta criticità e prevenire l’escalation dei conflitti, tutelando così sia chi lavora sia i cittadini trasportati. Servono corsi di autodifesa personale e dispositivi adeguati.

Dall’altro lato, i fatti di ieri dimostrano che la sicurezza urbana richiede un salto di qualità nel coordinamento tra le forze dell’ordine. Sebbene l’intervento risolutivo sia avvenuto grazie alla sinergia tra più pattuglie della Polizia Locale e della Polizia di Stato, è evidente che serva un sistema di controllo del territorio sempre più integrato e costante, capace di agire preventivamente nelle zone e sulle linee più sensibili.

La sicurezza di chi lavora per la collettività è un diritto che va garantito con risorse, organici adeguati e una protezione reale, affinché il senso del dovere non debba mai più trasformarsi in un bollettino medico.

FIRST CISL, Banche: sempre meno sportelli e più home banking

FIRST CISL, Banche:
sempre meno sportelli e più home banking

First Cisl banche studio

L’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio sulla desertificazione bancaria della Fondazione Fiba di First Cisl, basato sui dati di Banca d’Italia e Istat e aggiornato al 31 dicembre 2025, evidenzia un quadro preoccupante. Riccardo Colombani, Segretario generale nazionale First Cisl, lancia l’allarme a livello nazionale: “I numeri descrivono un fenomeno su larga scala di esclusione sociale delle fasce più fragili della popolazione. Le banche che vogliono essere considerate socialmente responsabili devono dimostrarlo coi fatti: o riaprono le filiali, o realizzano programmi gratuiti di educazione digitale, soprattutto per la clientela più anziana e comunque per quella non avvezza all’utilizzo del digitale. Oppure, possono sempre fare ambedue le cose”.

Michele Vaghini Segretario Cisl Piacenza

Sono dati che stiamo evidenziando da tempo. Crediamo che la banca, che ha un ruolo sociale, debba provvedere a questa cosa, per esempio anche organizzando corsi sulla digitalizzazione per queste fasce di popolazione. Dobbiamo anche dire però che il nostro territorio, quello di Piacenza, fornisce ancora un dato abbastanza sotto controllo, anche grazie a realtà inserite in maniera molto importante nelle nostre città e così facendo rallentano questo processo.

Il processo di desertificazione bancaria continua a interessare l’Emilia-Romagna, pur con un’incidenza più contenuta rispetto ad altre aree del Paese. Alla fine del 2025 la regione conserva una posizione di relativa solidità nel confronto nazionale, ma i dati mostrano una graduale riduzione della rete fisica degli sportelli, indicativa di un indebolimento strutturale ormai evidente. Il fenomeno non riguarda più soltanto le aree periferiche, ma coinvolge sempre più comuni di piccole e medie dimensioni, aumentando il numero di cittadini costretti a spostarsi al di fuori del proprio territorio per accedere a servizi bancari essenziali.

In questo contesto, la tenuta del servizio risulta particolarmente fragile: la chiusura anche di un solo presidio può generare effetti immediati sul piano sociale ed economico, rendendo indispensabile un monitoraggio attento del fenomeno per prevenire un’ulteriore estensione dell’esclusione finanziaria sul territorio.

La provincia di Piacenza mostra un progressivo indebolimento della rete bancaria fisica, pur mantenendo una collocazione intermedia nel confronto nazionale. Con il 24° posto nella graduatoria degli indicatori provinciali di desertificazione bancaria assoluta, il territorio piacentino evidenzia segnali di arretramento che interessano soprattutto i comuni di dimensioni medio-piccole e le aree meno centrali.

Accanto al caso di desertificazione completa, la provincia presenta un’area di rischio particolarmente estesa. A fine 2025 sono infatti 10 i comuni con un solo sportello bancario, configurandosi come territori “in via di desertificazione”. Tra questi figurano Alseno, Vigolzone e Sarmato, oltre a numerosi comuni collinari e montani come Vernasca, Ferriere e Farini.

Il segretario generale First Cisl Parma e Piacenza, Cosimo Vaglio, sottolinea l’importanza di questo monitoraggio per mantenere alta l’attenzione sul fenomeno, per dare “voce” alle migliaia di persone, soprattutto anziane, che vivono il disagio di non avere uno sportello bancario vicino casa.

“Le province di Parma e Piacenza, rispetto ad altre, fa presente Vaglio, resistono abbastanza bene al fenomeno della desertificazione grazie ad alcune realtà sul territorio che danno comprensibilmente importanza al profitto ma mantengono la giusta attenzione anche al loro ruolo sociale. Tra queste le più virtuose sono Credit Agricole, BPER, Banca di Piacenza. Molto positiva anche la recente notizia che nel piano industriale 2026-2029 Intesa Sanpaolo ha dichiarato di non voler procedere con ulteriori razionalizzazioni”.

 

Intervista Radiofonica a Michele Vaghini – Cisl Parma Piacenza