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Accordo sul primo contratto aziendale Cavalieri & Amoretti: Fistel CISL e SLC Cgil esprimono piena soddisfazione

Accordo sul primo contratto aziendale Cavalieri & Amoretti;
Fistel CISL e SLC Cgil esprimono piena soddisfazione

“Finalmente dopo una lunga e attenta trattativa, si è concluso con l’ipotesi di accordo il primo contratto aziendale in Cavalieri & Amoretti, azienda da poco sindacalizzata ma dove, con intenti comuni, volontà e passione, si è dimostrata l’efficacia del sindacato quando come obiettivo pone solo l’interesse dei lavoratori.” Così Germano Giraud e Marcello Diego, rispettivamente dirigente sindacale Fistel CISL e Segretario provinciale SLC CGIL. “L’accordo ci soddisfa pienamente e siamo consapevoli di aver aperto la strada al miglioramento economico e normativo.”


A breve sono previste le assemblee per ricevere il mandato definitivo.

Ma quali sono i principali contenuti dell’ipotesi di accordo?: “Durante il confronto sono emerse alcune esigenze prioritarie che i lavoratori e le lavoratrici ci hanno sottoposto – dice Giraud – a partire dalle relazione industriali, che saranno costanti e costruttive tra le parti, e attenzione massima su salute e sicurezza sul luogo di lavoro. È stata garantita la disponibilità all’ascolto per l’attivazione di percorsi formativi congiunti anche su proposta delle RSU”.


Per Diego, fondamentale è stato il raggiungimento della flessibilità degli impiegati e l’istituzione di ferie e permessi solidali: “Quest’ultimo aspetto è importante perché denota una volontà di sostegno nei confronti dei colleghi bisognosi e delle loro famiglie, cosa che contribuisce a rafforzare i rapporti umani tra dipendenti e azienda”.


Rilevante il ruolo delle RSU con Mara Amedali, Jessica Nola e Domenico Vittorio Allevato, preziosi interlocutori e attenti osservatori delle esigenze dei colleghi.


“Infine – spiegano i sindacalisti – è stato istituito un premio di produzione variabile ad obiettivi e, dopo tanto tempo, è stato riconosciuto l’istituto del buono pasto. Cavalieri & Amoretti di Mezzani Superiore è una realtà imprenditoriale storica del territorio, recentemente acquisita dal Gruppo Pusterla 1880, leader europeo nella produzione degli imballaggi di lusso- concludono Giraud e Diego – al suo interno operano circa 100 dipendenti e questa ipotesi di accordo la colloca in un ambito di moderna contrattazione che, in un clima positivo di relazioni eque, incrementa la soddisfazione, il senso di appartenenza e la produttività dei dipendenti.”

Seta Piacenza, Fit Cisl alza i toni: “Lavoratori sollecitati e poi puniti.

Seta Piacenza, Fit Cisl alza i toni:
“Lavoratori sollecitati e poi puniti.

Fit Cisl alza i toni: “Lavoratori sollecitati e poi puniti. Tra carenza di organico e rischi stradali, il servizio è messo in crisi dalle scelte aziendali”.

 

La Segreteria Territoriale della Fit Cisl di Piacenza lancia un grido d’allarme sulla gestione del personale in Seta.

Le ultime decisioni aziendali, avvallate da tutte le altre sigle sindacali, che modificano il Premio di Risultato (PDR) penalizzando i lavoratori in base ai sinistri stradali, rappresentano l’ennesimo schiaffo a una categoria già stremata.

“Siamo di fronte a un paradosso inaccettabile,” attacca Salvatore Buono Fit-Cisl. “Oggi nessuno vuole più fare l’autista: le responsabilità sono enormi, i turni logoranti e le paghe basse rispetto al costo della vita. Risultato? I pochi autisti rimasti in servizio sono costretti a turni particolarmente duri per garantire il trasporto pubblico e il diritto alla mobilità ai cittadini di Piacenza. Eppure, l’azienda invece di ringraziarli cosa fa? Decide di punirli se fanno un piccolo sinistro”.

Secondo il sindacato, il nesso è matematico: chi lavora di più ed è più stanco ha, fisiologicamente, una probabilità più alta di incorrere in un incidente. “Punire chi lavora per tappare i buchi dell’organico significa colpire proprio quei lavoratori che, con spirito di sacrificio, permettono ai bus di uscire dal deposito. È un sistema che non premia la produttività, ma sanziona la stanchezza derivante dal troppo lavoro che è divenuto necessario”.

La situazione è aggravata da un contesto operativo giudicato “impossibile” dalla Fit Cisl. I tempi di percorrenza delle tratte urbane ed extraurbane non sono stati adeguati a un traffico aumentato esponenzialmente e al dilagante malcostume della sosta selvaggia.
“A Piacenza pretendiamo che autobus da 12 metri circolino in vicoli del centro storico nati per le carrozze, schivando auto in doppia fila e rispettando tabelle orarie allucinanti. È una missione impossibile.

Se a questo aggiungiamo che i giovani dell’Academy, pur con tutta la buona volontà, sono autisti in formazione che necessitano di tempo per acquisire esperienza, è chiaro che qualche piccolo urto sia inevitabile. Penalizzare economicamente, in questo modo così eccessivo, un neofita o un veterano stanco, significa non avere alcun rispetto per la realtà della strada”.


Il rischio, avverte il sindacato, è la fuga di massa. “Se Seta continuerà con questa politica punitiva, anche i pochi professionisti rimasti si guarderanno intorno e cercheranno lavoro altrove, dove le responsabilità sono minori e la serenità è garantita. Se gli autisti se ne vanno, l’azienda non potrà più garantire il servizio pubblico: Seta, in alte parole, sta segando il ramo su cui è seduta”.


Fit Cisl chiede una revisione totale dei criteri del PDR, l’adeguamento dei tempi di percorrenza e una riflessione seria sulla dimensione dei mezzi nel centro storico e comunque indirà un referendum sulle modifiche alle penalizzazioni introdotte nel PDR per capire cosa ne pensano i lavoratori. “Non accetteremo che si facciano addirittura utili sulla pelle e sulla salute dei lavoratori. La sicurezza si fa con i mezzi adeguati e il riposo, non penalizzando i propri dipendenti”, conclude Salvatore Buono.

 

Cisl Scuola, riforma istituti tecnici: salvaguardata la gestione degli organici dei docenti

Cisl Scuola, Riforma degli istituti tecnici:
salvaguardata la gestione degli organici dei docenti

Riforma Istituti tecnici

Scuola: riforma degli istituti tecnici. Paola Votto (CISL Scuola Parma Piacenza): “Grazie ad un percorso partecipativo è salvaguardata la gestione degli organici dei docenti”

A seguito dello stato di agitazione legato all’avvio della riforma degli istituti tecnici prevista dal PNRR, si è svolto a Roma l’incontro tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e le organizzazioni sindacali della scuola CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS Confsal, Gilda Unams e ANIEF.

Il confronto si è concentrato inizialmente sulla gestione della fase di transizione verso i nuovi percorsi che partiranno dalle classi prime nell’anno scolastico 2026/2027 e le possibili conseguenze sugli organici dei docenti dato che era da evitare subito che la riforma producesse effetti negativi sul piano occupazionale e sulla stabilità dei docenti: “La prima richiesta avanzata – spiega Paola Votto, segretaria generale CISL Scuola Parma Piacenza – . è stata di salvaguardia delle attuali titolarità e cattedre con una gestione degli organici tale da prevenire situazioni di docenti in sovrannumero . La seconda richiesta ha riguardato il quadro normativo e un percorso che conduca alle necessarie modifiche al decreto-legge 144/2022, in particolare all’articolo 26-bis e agli allegati, ritenuti in alcuni passaggi poco coerenti con la realtà delle scuole e potenzialmente penalizzanti per alcune classi di concorso nonché la revisione del decreto ministeriale 29/2026 sui quadri orari, considerato uno degli elementi più critici della riforma.”

Infatti, secondo il sindacato, l’attuale configurazione oraria altera gli equilibri tra discipline e incide sugli organici, con effetti non uniformi tra le diverse aree di insegnamento. “Il Ministero ha manifestato e concordato importanti aperture, in particolare ha dichiarato la propria disponibilità a inserire nella circolare sugli organici per l’anno scolastico 2026/2027 indicazioni rivolte agli Uffici scolastici regionali, con l’obiettivo esplicito di prevenire e limitare la formazione di soprannumerari nei nuovi percorsi. Si tratta di un impegno concreto – sottolinea Votto – che agisce direttamente nella fase applicativa della riforma.”

Riguardo le modifiche all’impianto normativo, il Ministero ha accolto la richiesta di apertura di un tavolo di confronto che approfondirà le criticità legate all’applicazione della riforma e gli interventi correttivi al DL 14472022 e al DM 29/2026. Alla luce di queste aperture, le organizzazioni sindacali hanno ritenuto che vi fossero le condizioni per dichiarare concluso, con esito positivo, lo stato di agitazione.
Le richieste formulate e accolte dal Ministero rappresentano un importante passo verso il miglioramento di una riforma che è calata sugli istituti tecnici senza un coinvolgimento e senza valutazioni condivise ma con il vincolo normativo legato al PNNR: “Le garanzie espresse riguardo il numero di cattedre e la volontà di rivedere e correggere la norma riportano ad una prassi corretta e possibile il percorso partecipativo che è mancato finora – conclude Paola Votto – e si conferma di nuovo la validità del metodo del “fare sindacato” intervenendo con forza ma anche con proposte possibili e lavoro congiunto.”

 

Paola Votto Cisl Scuola Parma Piacenza

Femca Cisl, firmata l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL Vetro

Femca Cisl, firmata l’ipotesi di accordo
per il rinnovo del CCNL Vetro

CCNL Vetro

Rinnovo CCNL Vetro: riguarda 270 addetti piacentini e numeri ancora maggiori, superiori al migliaio di addetti, nella provincia di Parma. Femca Cisl Parma Piacenza: «Proseguire sulla via della partecipazione»

 

Sottoscritta l’ipotesi di accordo 2026-2028 tra Assovetro e sindacati: (Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil): aumento complessivo di 206 euro. «Risposta concreta per il potere d’acquisto e il welfare».

In un momento storico segnato dall’incertezza economica e dalle sfide della transizione industriale, arriva un segnale forte di continuità e rilancio dal settore del vetro. È stata sottoscritta a Roma l’ipotesi di accordo per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) del settore vetro, lampade e display, che avrà vigenza fino al 31 dicembre 2028. 

I numeri dell’accordo: salario e classificazione

L’intesa prevede un aumento complessivo (TEC) di 206 euro nel triennio. Entrando nel dettaglio del trattamento economico minimo (TEM), l’incremento sarà di 195 euro (riproporzionati sul livello D1), suddiviso in cinque tranche: la prima di 50 euro a partire da gennaio 2026 (retroattiva), seguita da scatti a ottobre 2026, gennaio 2027, giugno 2027 e luglio 2028.
Ma il rinnovo non si ferma alle tabelle retributive. Dopo decenni, è stato rivisto profondamente il sistema classificatorio.

L’aggiornamento delle declaratorie professionali punta a valorizzare la polivalenza e la polifunzionalità, elementi che da sempre caratterizzano l’eccellenza manifatturiera dei lavoratori del vetro nelle due province emiliane.

La centralità della persona e il Welfare

Il nuovo contratto potenzia il welfare contrattuale. Viene infatti aumentato il contributo a carico delle aziende per il fondo sanitario Fasie, con l’aggiunta di un’ora di assemblea retribuita dedicata proprio alla promozione della previdenza complementare e dell’assistenza sanitaria. Novità rilevanti riguardano anche il diritto allo studio, la gestione della malattia e i cosiddetti “accomodamenti ragionevoli”, a conferma di una visione che mette la dignità del lavoratore e la conciliazione vita-lavoro al primo posto.

Verso la ratifica

Il percorso non finisce qui, la parola passa ora alla base.
L’ipotesi di accordo sarà ora sottoposta al vaglio delle assemblee dei lavoratori per la ratifica definitiva e lo scioglimento della riserva. Sarà quello il momento del confronto diretto, dove emergerà il valore di un’intesa che tiene insieme tenuta industriale e giustizia sociale e che può essere ulteriormente migliorata dalla partecipazione in azienda.

Adiconsum, voli cancellati per la crisi in Medio Oriente: assistenza e tutele per i viaggiatori

Adiconsum, voli cancellati per la crisi in Medio Oriente:
assistenza e tutele per i viaggiatori

Adiconsum voli cancellati

Voli cancellati per la crisi in Medio Oriente, i consumatori non sono soli: Adiconsum è a disposizione

La chiusura degli spazi aerei, il caro carburante e le prospettive sulle scorte hanno lasciato i viaggiatori senza tutele chiare. Ecco come far valere i propri diritti

La tensione militare in Medio Oriente con l’escalation tra Stati Uniti, Israele e Iran, sta producendo effetti anche sui viaggiatori piacentini.

La creazione di una No Fly Zone hanno costretto diverse compagnie aeree a cancellare o riprogrammare rotte strategiche tra Europa, Asia e Africa, lasciando molti viaggiatori, anche nel nostro territorio, con voli soppressi, pacchetti turistici annullati e rimborsi ancora incerti. Ci sono poi le problematiche relative alla disponibilità di carburante.

In questo scenario Adiconsum ricorda che la normativa europea tutela i consumatori in modo preciso e che nessun viaggiatore deve affrontare da solo questa situazione.

Cosa prevede la legge europea
Per i voli soggetti al Regolamento (CE) n. 261/2004 , ovvero quelli che partono dall’Unione Europea o vi arrivano con vettore europeo, il passeggero ha diritto a scegliere tra il rimborso integrale del biglietto entro sette giorni oppure la riprotezione su un volo alternativo. Anche in caso di cancellazione per circostanze eccezionali come un conflitto armato, la compagnia è comunque tenuta a garantire assistenza. Decade invece, in questi casi, l’obbligo di compensazione pecuniaria aggiuntiva (da 250 a 600 euro).
Chi aveva acquistato un pacchetto turistico, volo più hotel, o altri servizi combinati, può invece avvalersi della Direttiva UE 2015/2302: ha diritto di recedere dal contratto senza penali e di ottenere il rimborso integrale entro 14 giorni, qualora le circostanze nel luogo di destinazione rendano il viaggio impossibile o gravemente compromesso.

“Ogni famiglia piacentina che ha investito i propri risparmi in un viaggio merita risposte chiare e tutele. Adiconsum è qui proprio per questo: per trasformare diritti scritti sulla carta in diritti realmente esigibili: contattateci”, invita Antonio Colosimo, coordinatore Adiconsum a Piacenza.

Adiconsum consiglia inoltre di:

-conservare tutta la documentazione (biglietti, conferme di prenotazione, ricevute di spese extra);

-registrare il proprio viaggio sul portale Viaggiare Sicuri della Farnesina (viaggiaresicuri.it);

-evitare informazioni non verificate sui social network e affidarsi esclusivamente a fonti ufficiali.

Per info e assistenza rivolgiti alla sede Adiconsum più vicina a te!

Piacenza: telefonando al numero 0523/752745 o via mail piacenza@adiconsum.it.

Parma: telefonando al numero 0521/037619 o via mail parma@adiconsum.it

Parma, oltre 700 dimissioni nel 2025: giovani e donne guidano il cambiamento del lavoro

Parma, oltre 700 dimissioni nel 2025:
giovani e donne guidano il cambiamento del lavoro

Parma Dimissioni

“Con la presente, comunico la mia decisione di rassegnare le dimissioni volontarie dal mio incarico”: è questa la formula che viene scritta alle aziende quando si rinuncia al posto di lavoro: ma cosa si nasconde dietro questa scelta? Una decisione strategica? Una scelta libera o un’esigenza forzata da condizioni esterne? Nel 2025 sono state circa 700 le dimissioni volontarie registrate presso il servizio dedicato della Cisl a Parma e provincia. Un dato che conferma come anche a livello territoriale sia in atto una trasformazione profonda nel rapporto tra persone e lavoro.

A lasciare il posto sono soprattutto giovani e donne, due categorie che più di altre stanno mettendo in discussione modelli occupazionali ormai non più sostenibili: “Non siamo di fronte a una fuga dal lavoro, ma una fuga da lavori che non garantiscono dignità, stabilità e prospettive” sottolinea Angela Calò segretaria generale aggiunta Cisl Parma Piacenza.

Le dimissioni non rappresentano un rifiuto al lavoro, ma una richiesta sempre più esplicita di qualità e tra le principali motivazioni ci sono salari insufficienti, precarietà contrattuale, scarse opportunità di crescita ed organizzazione del lavoro poco flessibile: “I giovani non chiedono meno lavoro, chiedono lavoro migliore. Chiedono di essere valorizzati, formati e messi nelle condizioni di costruire un futuro – evidenzia Calò – mentre per le donne le dimissioni volontarie rappresentano spesso un scelta obbligata, legata alla difficoltà di conciliare tempi di vita e di lavoro che diventa incompatibile con la vita familiare. Senza servizi adeguati e senza una vera flessibilità organizzativa, le dimissioni diventano una necessità.”

Il numero delle rinunce al proprio impiego rappresenta un segnale che interroga il territorio, un indicatore forte per il sistema economico e sociale. “Settecento dimissioni non sono un dato, sono un messaggio chiaro alle imprese e alle istituzioni: la qualità del lavoro è oggi la vera priorità – spiega la dirigente CISL – perchè il rischio è quello di un progressivo disallineamento tra domanda e offerte di lavoro, con imprese in difficoltà nel reperire personale e lavoratori sempre più distanti dal mercato.” La sfida da vincere è quindi rendere il lavoro attrattivo e per invertire la tendenza serve un cambio di passo deciso: “Oltre a garantire salari adeguati e stabilità, bisogna impegnarsi sulla formazione continua, attivare modelli organizzativi più inclusivi ed implementare politiche di conciliazione efficaci, soprattutto per giovani e donne. Questo – conclude Calò – significa investire sulla qualità, sulla partecipazione e sul rispetto delle persone”.

Buona Pasqua da Cisl Parma Piacenza

Buona Pasqua da Cisl Parma Piacenza

In questa Pasqua il pensiero va a tutte le lavoratrici e ai lavoratori che ogni giorno tengono in piedi il Paese con impegno e dignità.

Va a chi è in cerca di un lavoro stabile e giustamente retribuito senza essere obbligato a cercarlo all’estero.

Va alle famiglie che hanno a che fare con un bilancio domestico da far quadrare.

Va ai pensionati e ai nonni che supportano con il loro impegno e la loro azione i figli e i nipoti.

Va ai malati, ai disoccupati, a chi ha perso la forza di reagire, arrivando in prossimità del baratro.

La Pasqua è tempo di rinascita.

Una rinascita che porti più equità, più sicurezza sul lavoro, sempre e senza compromessi. Più rispetto per ogni persona, in ogni luogo di lavoro, perché non c’è vera festa senza giustizia sociale e non c’è futuro senza solidarietà.

Dobbiamo partire da un lavoro più giusto.

Con la forza della partecipazione e con la determinazione di chi non smette di rivendicare sempre contrattazione e diritti.
Che questa Pasqua porti  speranza concreta, non solo parole.
Che cessi il fuoco delle armi, perché la vita è il primo bene universale.
Buona Pasqua a tutti voi.

Michele Vaghini – Segretario Generale Cisl Parma Piacenza

CISL FP, siglato il Contratto Integrativo Aziendale Eureka

CISL FP, siglato il Contratto
Integrativo Aziendale Eureka

Eureka

FP CGIL, CISL FP ed Eureka Cooperativa Sociale ETS hanno sottoscritto il 26 marzo scorso un Contratto Integrativo Aziendale (CIA) che introduce alcuni significativi miglioramenti per lavoratrici e lavoratori. Tra i punti più rilevanti figurano la prima contrattualizzazione formale di un’indennità di reperibilità per le figure di coordinamento e la determinazione di ulteriori riconoscimenti economici per la quattordicesima mensilità.

L’accordo di secondo livello stipulato tra la Cooperativa e i sindacati si applica a tutti i lavoratori dipendenti e soci di Eureka introducendo condizioni di miglior favore rispetto al vigente “CCNL Cooperative Sociali” e al “Contratto integrativo provinciale di Piacenza”. In particolare vengono previsti, oltre al giá citato potenziamento della quattordicesima, 5 giorni aggiuntivi di congedo paternità retribuito, una specifica indennità festiva notturna aggiuntiva per chi lavora nelle strutture residenziali h24 nelle notti di Natale e Capodanno, rimborsi e indennità per gli addetti alle sostituzioni, flessibilità oraria per il personale amministrativo e un “premio fedeltà” per i venti anni di servizio. La CIA avrà scadenza al 31 dicembre 2027 e tacito rinnovo annuale.

FP CGIL segnala come particolarmente significativo il fatto che, per la prima volta a Piacenza, l’indennità sulla reperibilità del personale di coordinamento venga formalizzata in un contratto aziendale. Altrettanto rilevante sul piano dei diritti di genere è l’estensione del congedo di paternità retribuito a 15 giorni complessivi, fruibili anche in forma frazionata. “I coordinatori dei servizi sociali sono reperibili di fatto h24, spesso senza riconoscimento contrattuale: il burnout è un problema sistemico che in molte realtà ha già prodotto dimissioni – ha sottolineato Antonio De Leo, funzionario della locale federazione di categoria del sindacato. Questo accordo riconosce un onere reale e lo tutela. Ci auguriamo diventi un riferimento per il settore e attivi circoli virtuosi: lavoratori più tutelati significano servizi più stabili per tutta la comunità”

L’importanza strategica dell’impegno assunto dalla Cooperativa nell’integrare la quattordicesima mensilità è stata richiamata con soddisfazione anche dal responsabile terzo settore Piacenza CISL FP, Roberto Roberti: “Attualmente nel comparto delle cooperative sociali tale istituto corrisponde al 50% di una mensilità. L’obiettivo condiviso è ora il raggiungimento della copertura al 100%. Questa posizione – ha chiosato Roberti – accoglie e anticipa una delle principali rivendicazioni sindacali poste al tavolo per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di settore. Con questo accordo Piacenza si conferma pertanto all’avanguardia per la contrattazione aziendale nel terzo settore, un primato trainato dalle realtà storiche del territorio. La speranza e l’impegno della CISL FP sono rivolti ora alle altre cooperative operanti nel placentino: l’auspicio – ha concluso – è che intraprendano percorsi analoghi per valorizzare il lavoro socio-sanitario e assistenziale, rendendolo più attrattivo in un momento di forte carenza di personale”.

“Siamo da sempre attenti a garantire concrete condizioni di favore a chiunque collabori con la nostra realtà ha confermato la presidente della Cooperativa Eureka Carolina Soldati: premure che comprendono il benessere percepito, l’armonizzazione delle attività quotidiane e tangibili soluzioni di welfare e di conciliazione vita-lavoro, oltre naturalmente assicurazioni di riconoscimento e giusto compenso. Se fino ad oggi queste sollecitudini hanno sempre fatto parte del DNA di Eureka, la sigla dell’accordo – ha spiegato Soldati – rappresenta per noi la felice ufficialità di un impegno per il futuro. Perché lo spírito della Cooperativa si mantenga sempre fedele a sé stesso e, al contempo, risulti più attrattiva per quanti ancora non la conoscono”.

Soddisfazione per la sottoscrizione del CIA è stata infine espressa da Paola Gemmi, Presidente di Confcooperative Federsolidarietà Piacenza, cui da tempo Eureka aderisce. La neo-confermata guida dell’organizzazione territoriale ha in particolare espresso vivo apprezzamento per “un’iniziativa volta a valorizzare in modo concreto il lavoro dei soci e dei dipendenti”.

Montale, un lavoratore non torna a casa. FIT CISL: «Avevamo già sollecitato adeguamenti della viabilità per chi opera nella logistica»

Montale, un lavoratore non torna a casa.
FIT CISL: «Avevamo già sollecitato adeguamenti
della viabilità per chi opera nella logistica»

Buono (FIT CISL Piacenza): “Quel problema era noto. Le nostre segnalazioni ad Amministrazione e RFI sono rimaste in standby. Servono subito bus, piste ciclabili e sicurezza vera per chi lavora nel polo”

«Vogliamo esprimere le condoglianze ai familiari di chi non è rientrato dal lavoro».
Inizia così la dichiarazione di Salvatore Buono, Segretario territoriale della FIT CISL di Piacenza, sulla morte dell’uomo travolto ieri mattina da un treno regionale sui binari di Montale mentre si recava in servizio. Alla sua famiglia, ovunque essa si trovi, la FIT CISL esprime cordoglio profondo e vicinanza sincera.
Quello che rende questo incidente insopportabile non è solo il dolore. È il dubbio che fosse evitabile. Che quel problema era conosciuto. Che non si tratta di una scoperta di ieri mattina.
«Come FIT CISL avevamo già segnalato in passato, sia all’Amministrazione Comunale che a RFI-Rete Ferroviaria Italiana, i problemi di sicurezza legati agli attraversamenti impropri in quella zona — afferma Buono —. Avevamo chiesto come impedire che i lavoratori continuassero ad attraversare i binari, perché lì c’è il polo logistico, e alcuni, per non fare tutto il giro, scelgono quella scorciatoia. Si sapeva. Eppure quel punto è rimasto così com’era, fino all’incidente, che comunque va chiarito”.

La “seconda Piacenza” quasi abbandonata a se stessa

Esiste una Piacenza che si vede: quella dei palazzi, delle piazze, dei servizi urbani. Ed esiste una seconda Piacenza, quella dei capannoni di Montale, della Caorsana, dove ogni giorno migliaia di lavoratrici e lavoratori arrivano con qualsiasi mezzo disponibile, spesso prima dell’alba, spesso senza alternative.
«Il nostro polo logistico è ancora oggi carente di collegamenti con il servizio pubblico locale — denuncia Buono —. Non è accettabile che in un’area dove lavorano migliaia di persone, centinaia di questi lavoratori non abbiano un veicolo proprio e debbano arrangiarsi. Vanno in bici, vanno col monopattino, vanno con la bici elettrica. E dove vanno? Sulla Via Emilia, che è una strada pericolosa, dove le piste ciclopedonali non esistono o sono incomplete. Così finisce che qualcuno, per sbaglio, per fretta, per la disperazione di voler salvare il proprio mezzo, finisce per compiere azioni che potevano essere evitate — come attraversare i binari, a prezzo della vita».

Senza trasporto pubblico, si cammina sui binari.

Il nodo centrale è uno solo: se il trasporto pubblico locale fosse efficace ed efficiente per raggiungere il polo logistico, molti lavoratori lo userebbero. Invece non c’è. E chi non ha l’auto — e sono tanti — deve inventarsi ogni giorno come arrivare al turno.
Ai problemi di viabilità ciclabile si sommano quelli della micromobilità elettrica: bici a pedalata assistita, monopattini, scooter. Mezzi sempre più diffusi tra chi lavora nel polo, economici e veloci, ma che senza infrastrutture dedicate diventano armi a doppio taglio: se manca la ciclabile, si finisce sulla strada statale o peggio, su sentieri non sorvegliati a ridosso dei binari.

«La nostra non è solo una denuncia — precisa Buono —. È una richiesta precisa, che rinnova impegni che ci siamo già presi in passato e che ora devono diventare fatti: vogliamo che il Comune, RFI e le imprese committenti del polo si siedano a un tavolo e trovino soluzioni concrete».


La FIT CISL di Piacenza propone: 

Collegamento bus dedicato. Un servizio di trasporto pubblico locale specificamente pensato per i lavoratori del polo, con corse nelle fasce orarie in base ai vari turni di lavoro.

Rete ciclabile e ciclopedonale sicura. Un percorso protetto, illuminato e continuo che colleghi il centro città e i quartieri residenziali alle porte d’accesso del polo, eliminando la necessità di passare sulla Via Emilia o attraverso punti non sicuri.

Messa in sicurezza immediata degli attraversamenti. RFI e il Comune devono intervenire su tutti i punti critici già segnalati — e in primis su quello di via Martelli — con recinzioni adeguate e, contestualmente, con accessi alternativi sicuri che rispettino i percorsi reali dei lavoratori.

 

First CISL Parma Piacenza, donati 2000 euro all’Hospice di Piacenza

First CISL, Donati 2000 euro
all'Hospice di Piacenza

Hospice di Piacenza

La segreteria di First CISL Parma Piacenza, insieme al referente di zona, ha consegnato alla “Casa di Iris” l’assegno destinato alle finalità dell’Hospice.

 

«È il donatore ad essere grato»
Non è una semplice formula di cortesia. È la riflessione nata all’interno del sindacato quando è stata decisa la donazione: più si pensa a ciò che l’Hospice fa ogni giorno — accompagnare con dignità e cura chi si avvicina alla fine della vita — più ci si convince che il privilegio, in fondo, é del donatore. Quello di poter contribuire, anche solo in parte, a tenere accesa una luce così necessaria.

È con questo spirito che ieri, lunedì 30 marzo, l’intera segreteria (composta dal Segretario Generale Cosimo Vaglio, Emilia Pallavicini e Deciomaria Bentivoglio), insieme al referente di zona Giorgio Camoni, si è presentata all’Hospice di Piacenza. Nelle mani della dottoressa Giovanna Albini è stato consegnato l’assegno da duemila euro: la “charity” annuale del sindacato, scelto quest’anno per onorare un luogo dove la centralità della persona non è uno slogan, ma una pratica quotidiana.

Un sindacato che non si ferma alla busta paga
La First CISL — il sindacato dei lavoratori del credito, delle assicurazioni e della finanza aderente alla CISL — non è nuova a questo tipo di impegno. Ma la visita alla Casa di Iris racconta qualcosa di più profondo di una donazione: riflette un’idea di sindacato che non esaurisce il proprio mandato nella contrattazione, per quanto fondamentale, ma che si interroga sul senso pieno della centralità della persona.

«Essere qui, tutti insieme, non è un caso», ha spiegato il Segretario Generale Cosimo Vaglio. «La Casa di Iris fa qualcosa che noi sindacalisti conosciamo bene: stare accanto alle persone nei momenti più difficili. È un compito di cura, di dignità. E noi volevamo essere presenti, non solo con un assegno».

“Abbiamo scelto la Casa di Iris perché è un presidio di umanità nel cuore di Piacenza – sottolinea la componente piacentina di segreteria Emilia Pallavicini – L’Hospice piacentino rappresenta uno di quei presidi di welfare territoriale che la CISL difende con convinzione: strutture che non si limitano a curare, ma che accompagnano, costruendo attorno al paziente e alla sua famiglia una rete di relazioni e di significato.”

La dottoressa Giovanna Albini, nel ricevere il contributo, ha saputo raccogliere con grazia il senso più profondo del momento: la consapevolezza che mettersi al servizio è la cosa che più conta.

«Portare qui la donazione del nostro sindacato», ha aggiunto il referente Giorgio Camoni, «è un modo per dire ai nostri iscritti che le quote che versano sono un valore che serve anche a costruire comunità.»