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Dallo IAL di Piacenza a Miami: la formazione che costruisce opportunità

Dallo IAL di Piacenza a Miami:
la formazione che costruisce opportunità

IAL Piacenza Formazione
La storia di Kevin e Alessandro Baraero testimonia il valore della formazione professionale come ponte concreto tra giovani e lavoro

Dalle aule dello IAL di Piacenza a un’esperienza professionale nella ristorazione a Miami. È il percorso di Kevin Baraero, 22 anni, che negli Stati Uniti ha ritrovato il suo ex docente Mattia Cicognani, oggi imprenditore nel settore della ristorazione.

Kevin ha frequentato il biennio per operatore della ristorazione allo IAL di Piacenza, proseguendo poi la propria specializzazione nella scuola alberghiera IAL di Serramazzoni. Dopo diverse esperienze professionali, oggi Cicognani gli ha affidato la gestione di Sì Papà, temporary restaurant dedicato alla lasagna italiana fatta in casa e al tiramisù.

“Ho origini filippine ma, essendo nato e cresciuto in Italia, mi hanno insegnato fin da piccolo il valore dell’incontro tra culture diverse. – racconta Kevin – Grazie allo Ial di Piacenza sono entrato nel mondo dell’ospitalità molto presto. A sedici anni ho iniziato a lavorare con Mattia Cicognani, che oggi considero uno dei miei mentori. Venire negli Stati Uniti ha cambiato la mia prospettiva. Non stiamo semplicemente imparando un mestiere: stiamo costruendo il nostro futuro.”

Un percorso che potrebbe presto coinvolgere anche il fratello Alessandro Baraero, 19 anni, anche lui ex allievo dello IAL di Piacenza e attualmente in attesa del visto per raggiungere Miami.

Quella dei fratelli Baraero è una testimonianza concreta del valore della formazione professionale nel fornire ai giovani competenze, autonomia e strumenti per entrare nel mondo del lavoro, anche oltre i confini nazionali.

“Lavorare all’estero rappresenta uno straordinario strumento di crescita personale e professionale, permette ai giovani di confrontarsi con culture diverse, sviluppare autonomia, imparare le lingue straniere e acquisire quella capacità di adattamento che oggi il mercato del lavoro richiede sempre di più”, sottolinea Ciro Donnarumma, presidente IAL Emilia-Romagna.

Proprio partendo da esperienze come questa, IAL Emilia-Romagna sta valutando la possibilità di offrire, dal 2027, periodi di stage a Miami ad alcuni allievi del quarto anno di specializzazione.

“Il nostro obiettivo – conclude Donnarumma – è formare cittadini e professionisti capaci di lavorare in un contesto sempre più globale, mantenendo al tempo stesso la qualità, cultura dell’ospitalità e i valori che contraddistinguono il Made in Italy.”

Parma, oltre 700 dimissioni nel 2025: giovani e donne guidano il cambiamento del lavoro

Parma, oltre 700 dimissioni nel 2025:
giovani e donne guidano il cambiamento del lavoro

Parma Dimissioni

“Con la presente, comunico la mia decisione di rassegnare le dimissioni volontarie dal mio incarico”: è questa la formula che viene scritta alle aziende quando si rinuncia al posto di lavoro: ma cosa si nasconde dietro questa scelta? Una decisione strategica? Una scelta libera o un’esigenza forzata da condizioni esterne? Nel 2025 sono state circa 700 le dimissioni volontarie registrate presso il servizio dedicato della Cisl a Parma e provincia. Un dato che conferma come anche a livello territoriale sia in atto una trasformazione profonda nel rapporto tra persone e lavoro.

A lasciare il posto sono soprattutto giovani e donne, due categorie che più di altre stanno mettendo in discussione modelli occupazionali ormai non più sostenibili: “Non siamo di fronte a una fuga dal lavoro, ma una fuga da lavori che non garantiscono dignità, stabilità e prospettive” sottolinea Angela Calò segretaria generale aggiunta Cisl Parma Piacenza.

Le dimissioni non rappresentano un rifiuto al lavoro, ma una richiesta sempre più esplicita di qualità e tra le principali motivazioni ci sono salari insufficienti, precarietà contrattuale, scarse opportunità di crescita ed organizzazione del lavoro poco flessibile: “I giovani non chiedono meno lavoro, chiedono lavoro migliore. Chiedono di essere valorizzati, formati e messi nelle condizioni di costruire un futuro – evidenzia Calò – mentre per le donne le dimissioni volontarie rappresentano spesso un scelta obbligata, legata alla difficoltà di conciliare tempi di vita e di lavoro che diventa incompatibile con la vita familiare. Senza servizi adeguati e senza una vera flessibilità organizzativa, le dimissioni diventano una necessità.”

Il numero delle rinunce al proprio impiego rappresenta un segnale che interroga il territorio, un indicatore forte per il sistema economico e sociale. “Settecento dimissioni non sono un dato, sono un messaggio chiaro alle imprese e alle istituzioni: la qualità del lavoro è oggi la vera priorità – spiega la dirigente CISL – perchè il rischio è quello di un progressivo disallineamento tra domanda e offerte di lavoro, con imprese in difficoltà nel reperire personale e lavoratori sempre più distanti dal mercato.” La sfida da vincere è quindi rendere il lavoro attrattivo e per invertire la tendenza serve un cambio di passo deciso: “Oltre a garantire salari adeguati e stabilità, bisogna impegnarsi sulla formazione continua, attivare modelli organizzativi più inclusivi ed implementare politiche di conciliazione efficaci, soprattutto per giovani e donne. Questo – conclude Calò – significa investire sulla qualità, sulla partecipazione e sul rispetto delle persone”.