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Piacenza e immigrazione: numeri, lavoro e integrazione di una realtà strutturale

Piacenza e immigrazione:
numeri, lavoro e integrazione di una realtà strutturale

Cisl Parma Piacenza - Piacenza e immigrazione

Intervista a Michele Vaghini, Segretario Generale Cisl Parma Piacenza

L’economia piacentina è sorretta anche dagli stranieri: è una tesi corretta?
Corretta ma riduttiva. Io direi che è una realtà strutturale che non possiamo più permetterci di ignorare, da anni.
Nella provincia di Piacenza gli stranieri residenti sono ora quasi 43 mila, corrispondenti a circa il 15 % della popolazione, un dato decisamente superiore rispetto a quello nazionale e regionale. 
Ma la fotografia demografica è solo il punto di partenza. 
Sul versante del lavoro, oggi gli stranieri costituiscono circa un quinto degli occupati, con un contributo fondamentale soprattutto in settori come la logistica. Sul versante imprenditoriale, il quadro è altrettanto netto: le imprese straniere sono molto cresciute nell’ultimo decennio, compensando il calo continuo delle imprese piacentine, scese del 10% circa dal 2014. Piacenza si colloca al secondo posto regionale per incidenza di queste imprese sul totale delle attività imprenditoriali.
La presenza straniera pertanto, non è un elemento aggiuntivo del sistema economico locale ma ne è una componente portante. Giusto dirlo anche per quanto riguarda il valore degli immobili in città e in provincia: senza la loro domanda il mercato fletterebbe di molto.
 
Se non ci fossero, come potrebbero fare le imprese piacentine?
Senza quell’apporto, le imprese si troverebbero di fronte a una carenza di manodopera che nessuna politica di breve periodo potrebbe colmare.
A livello nazionale, il Ministero del Lavoro stima che sarà necessario immettere nel sistema produttivo centinaia di migliaia di nuovi lavoratori stranieri. Piacenza non è un’eccezione a questa tendenza: la incarna in modo particolarmente forte, proprio per il peso specifico della logistica, dell’edilizia e dell’agroalimentare sul suo tessuto produttivo.
Le imprese piacentine, come quelle italiane, hanno bisogno dei lavoratori stranieri ma è necessario che il lavoro sia equo e sempre dignitoso per tutti, senza dimenticare il divario di genere, ancora più marcato per le lavoratrici straniere.

 

L’occupazione da anni presenta numeri positivi. Forse perché ci sono sempre meno giovani, persone in età da lavoro, immigrati… è così?
Per la prima volta il tasso di occupazione a Piacenza (ora 72%) ha quasi raggiunto livelli analoghi a quelli medi in Europa (76%). È un risultato che fa piacere e non va sminuito. Però, guardando sotto la superficie, emerge una dinamica che dovrebbe farci riflettere. La crescita degli occupati è trainata dalla componente straniera, aumentata del 40%, mentre gli occupati italiani registrano una contrazione.
Questo vuol dire due cose. La prima è che i numeri dell’occupazione reggono anche grazie all’inserimento lavorativo degli stranieri e senza di loro il quadro sarebbe molto più preoccupante. La seconda è che c’è evidentemente qualcosa che non funziona sul versante dell’occupazione italiana, in particolare quella giovanile. I giovani piacentini faticano a trovare sbocchi adeguati alla loro formazione e molti di loro li cercano altrove. Su questo noi come CISL abbiamo una posizione chiara: non basta aprire i cancelli ai lavoratori di fuori se non si crea al contempo un sistema di opportunità che trattenga le risorse umane che formiamo qui.
La mozione approvata al nostro Congresso del 2025, insisteva proprio su questo nesso: occorre affrontare insieme la questione demografica, il lavoro giovanile, la formazione e le politiche attive, costruendo quello che abbiamo chiamato un “Patto della Responsabilità”. Occupazione in crescita non sempre è sinonimo di mercato del lavoro sano: è un punto di partenza, non di arrivo.
 
Dall’osservatorio del vostro sindacato, nei confronti degli stranieri, su cosa siete focalizzati? Su cosa lavorate, in particolare, con loro? Quali sono i problemi, i temi da affrontare?
Il nostro osservatorio quotidiano sono i nostri uffici che si occupano delle pratiche per il rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno, dei ricongiungimenti familiari, delle domande per la cittadinanza, della compilazione delle domande di invito per il turismo, delle case popolari oltre che di programmi formativi per acquisire competenze linguistiche, culturali e professionali necessarie per l’integrazione nel lavoro e nella società.
Ma il nostro impegno non si esaurisce nei servizi, noi non dimentichiamo l’aspetto propriamente sindacale. Il primo problema è il lavoro irregolare e il caporalato. Nei magazzini della logistica, nei cantieri, nelle campagne della Bassa, il rischio di sfruttamento è concreto e documentato. Il lavoratore straniero, spesso senza rete familiare e con la pressione del permesso di soggiorno che dipende dal contratto di lavoro, è strutturalmente più esposto a ricatti. Siamo impegnati in ogni luogo di lavoro a contrastare con fermezza il lavoro nero, il caporalato, le cooperative spurie e i contratti pirata anche con tavoli presso la prefettura.
Il secondo tema è la casa. Il disagio abitativo è stato indicato come problema prioritario. Un lavoratore regolare, che paga le tasse e contribuisce all’INPS, non sempre riesce ad accedere al mercato degli affitti perché è straniero, perché non ha garanti, perché il mercato privato lo discrimina. Questo è un problema di giustizia sociale, prima ancora che di politica migratoria.
C’è poi la questione delle seconde generazioni. Giovani nati o cresciuti qui, che vanno a scuola a Piacenza, parlano anche qualche parola di dialetto piacentino, tifano per le squadre locali. Eppure restano in un limbo giuridico. La CISL sostiene l’introduzione dello Ius Scholae per le seconde generazioni, ovvero la cittadinanza per chi compie il percorso scolastico in Italia. È una scelta di civiltà. 
Detto tutto questo, voglio aggiungere una cosa che mi sta a cuore. Spesso il dibattito sull’immigrazione si divide tra chi dipinge il fenomeno come un problema di ordine pubblico e chi lo riduce a una questione di numeri economici. Noi invece dobbiamo porre al centro la persona: l’immigrazione è una realtà complessa che attraversa sicurezza, economia e diritti. Gestirla in modo efficace significa garantire regole chiare e rispetto della legalità ma anche costruire percorsi di integrazione che valorizzino il contributo delle persone e riducano le fragilità, così da rafforzare nel tempo la coesione sociale e il benessere collettivo.

Partecipazione al lavoro: la CISL Parma Piacenza forma i delegati sulla legge 76/25

Partecipazione al lavoro: la CISL Parma Piacenza forma i delegati
sulla legge 76/25

Legge partecipazione

Nella sede CISL di Parma, giornata formativa sul tema della partecipazione.

Un incontro con un duplice obiettivo: fornire una panoramica della legge n. 76/2025 con l’illustrazione dei distintivi e delle finalità della norma, delle diverse forme di partecipazione e offrire spunti pratici e indicazioni operative per favorire l’implementazione concreta della partecipazione nei luoghi di lavoro.

Al termine, i gruppi di lavoro composti dai vari rappresentanti di categoria hanno formalizzato i risultati del workshop. I partecipanti hanno acquisito nel dettaglio i contenuti della legge n.76/2025 e potranno promuovere con autorevolezza la partecipazione dei lavoratori in azienda.

La legge, nata da un’iniziativa popolare promossa dalla Cisl, mira a superare la contrapposizione capitale-lavoro, puntando su relazioni industriali più partecipative e inclusive.

Pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 26 maggio 2025, disciplina la partecipazione dei lavoratori alla gestione, all’organizzazione, al capitale e agli utili delle imprese, dando attuazione all’art. 46 della Costituzione. La normativa incentiva la collaborazione tra datori di lavoro e dipendenti per migliorare produttività, sicurezza e democrazia aziendale

Punti Chiave della Riforma


Attuazione Costituzionale: Rende operativo l’articolo 46 Cost., atteso da ottant’anni, sui diritti dei lavoratori alla cogestione.


Quattro Forme di Partecipazione: La legge definisce modalità organizzative, gestionali, economico-finanziarie e consultive.


Incentivazione: Promuove la partecipazione attraverso la contrattazione collettiva, con meccanismi di supporto per le aziende che adottano tali pratiche.


Monitoraggio: Il CNEL è incaricato di monitorare l’evoluzione della norma

 

Legge partecipazione formazione

Parma, oltre 700 dimissioni nel 2025: giovani e donne guidano il cambiamento del lavoro

Parma, oltre 700 dimissioni nel 2025:
giovani e donne guidano il cambiamento del lavoro

Parma Dimissioni

“Con la presente, comunico la mia decisione di rassegnare le dimissioni volontarie dal mio incarico”: è questa la formula che viene scritta alle aziende quando si rinuncia al posto di lavoro: ma cosa si nasconde dietro questa scelta? Una decisione strategica? Una scelta libera o un’esigenza forzata da condizioni esterne? Nel 2025 sono state circa 700 le dimissioni volontarie registrate presso il servizio dedicato della Cisl a Parma e provincia. Un dato che conferma come anche a livello territoriale sia in atto una trasformazione profonda nel rapporto tra persone e lavoro.

A lasciare il posto sono soprattutto giovani e donne, due categorie che più di altre stanno mettendo in discussione modelli occupazionali ormai non più sostenibili: “Non siamo di fronte a una fuga dal lavoro, ma una fuga da lavori che non garantiscono dignità, stabilità e prospettive” sottolinea Angela Calò segretaria generale aggiunta Cisl Parma Piacenza.

Le dimissioni non rappresentano un rifiuto al lavoro, ma una richiesta sempre più esplicita di qualità e tra le principali motivazioni ci sono salari insufficienti, precarietà contrattuale, scarse opportunità di crescita ed organizzazione del lavoro poco flessibile: “I giovani non chiedono meno lavoro, chiedono lavoro migliore. Chiedono di essere valorizzati, formati e messi nelle condizioni di costruire un futuro – evidenzia Calò – mentre per le donne le dimissioni volontarie rappresentano spesso un scelta obbligata, legata alla difficoltà di conciliare tempi di vita e di lavoro che diventa incompatibile con la vita familiare. Senza servizi adeguati e senza una vera flessibilità organizzativa, le dimissioni diventano una necessità.”

Il numero delle rinunce al proprio impiego rappresenta un segnale che interroga il territorio, un indicatore forte per il sistema economico e sociale. “Settecento dimissioni non sono un dato, sono un messaggio chiaro alle imprese e alle istituzioni: la qualità del lavoro è oggi la vera priorità – spiega la dirigente CISL – perchè il rischio è quello di un progressivo disallineamento tra domanda e offerte di lavoro, con imprese in difficoltà nel reperire personale e lavoratori sempre più distanti dal mercato.” La sfida da vincere è quindi rendere il lavoro attrattivo e per invertire la tendenza serve un cambio di passo deciso: “Oltre a garantire salari adeguati e stabilità, bisogna impegnarsi sulla formazione continua, attivare modelli organizzativi più inclusivi ed implementare politiche di conciliazione efficaci, soprattutto per giovani e donne. Questo – conclude Calò – significa investire sulla qualità, sulla partecipazione e sul rispetto delle persone”.

8 marzo: continuano le iniziative promosse da Cisl Parma Piacenza

8 marzo: continuano le iniziative
promosse da Cisl Parma Piacenza

8 marzo eventi Piacenza

Continuano le iniziative promosse da CISL Parma Piacenza e dal Coordinamento Donne e Politiche di Genere, in occasione dell’8 marzo, Giornata internazionale dei diritti della donna.

Gli appuntamenti, in programma a Piacenza il 18 marzo e il 26 marzo saranno occasione di riflessione e confronto su diritti, inclusione e parità nel lavoro, affrontando il tema dell’8 marzo da prospettive diverse ma complementari.

Da un lato il valore dell’accoglienza, delle storie di vita e della solidarietà tra generazioni; dall’altro l’analisi delle disuguaglianze nel mercato del lavoro e il ruolo della contrattazione per costruire una reale equità di genere.

Due momenti aperti alla cittadinanza e agli attori del territorio che intendono contribuire a una riflessione collettiva su come rendere più inclusiva e giusta la società e il mondo del lavoro.

 

“Radici in Movimento”: storie di vita, accoglienza e diritti

Il primo appuntamento, “Radici in Movimento – Trame di vita, radici di diritti: tessere insieme il futuro tra accoglienza e dignità”, si terrà martedì 18 marzo alle ore 16.30 presso la Sala riunioni CISL Farnesiana (via Farnesiana 106, Piacenza). L’ingresso è libero.

Un momento di ascolto e condivisione dedicato alle storie di migrazione, accoglienza e solidarietà, mettendo al centro il valore delle relazioni e dei diritti delle persone. Uno spazio di dialogo capace di intrecciare esperienze diverse, istituzionali, associative e personali, per riflettere sul significato dell’inclusione e della dignità.

L’incontro si aprirà con i saluti istituzionali e con l’introduzione a cura della Segreteria CISL Parma Piacenza, del Coordinamento Donne e Politiche di Genere, di ANTEAS Piacenza e di ANOLF Piacenza.

Seguirà un dialogo corale dal titolo “Trame di vita e diritti”, con interventi della Presidente della Protezione della Giovane di Piacenza, delle volontarie dell’associazione e dei rappresentanti delle realtà coinvolte.

Momento simbolico dell’iniziativa sarà “Il cofanetto delle radici”, un gesto condiviso in cui ogni partecipante potrà lasciare un pensiero o un augurio scritto su un cartoncino. I messaggi verranno raccolti e consegnati alla Protezione della Giovane, come segno di vicinanza alle donne ospiti della struttura.

L’incontro si concluderà con la “Tisana dell’incontro”, un momento informale di scambio e convivialità accompagnato da tè e tisane offerte da ANTEAS Piacenza.

Radici In Movimento - 8 marzo

Radici In Movimento - 8 marzo Locandina

 

“Contrattare la parità di genere”: dati, confronto e strategie per l’equità

Il secondo appuntamento sarà il seminario “Contrattare la parità di genere: oltre la conciliazione, verso una reale equità”, in programma mercoledì 26 marzo dalle 9.30 alle 13.30 presso l’Hotel La Volta del Vescovo (via Romolo Moizo 78, Piacenza).

L’obiettivo dell’iniziativa, realizzata in collaborazione con l’Agenzia regionale per il lavoro Emilia-Romagna, è analizzare il tema della parità di genere nel mercato del lavoro a partire dai dati occupazionali e retributivi delle province di Parma e Piacenza, per individuare possibili strategie di contrattazione capaci di ridurre i divari esistenti.

Il seminario si aprirà con i saluti istituzionali, seguiti dagli interventi di Liliana Tessaroli, dirigente del Servizio territoriale Ovest dell’Agenzia regionale per il lavoro, che presenterà un’analisi sull’occupazione maschile e femminile nel territorio. A seguire, Nunzio Fabio Scuto, responsabile pensioni INPS Parma, approfondirà il tema del gender pay gap e delle conseguenze dei divari retributivi sulle future prestazioni pensionistiche.

Il confronto proseguirà con il contributo di Chiara Altilio, ricercatrice della Fondazione ADAPT, che analizzerà il ruolo della contrattazione di secondo livello nel promuovere conciliazione e parità di genere. Livia Ricciardi, responsabile del Dipartimento Lavoro della CISL nazionale, illustrerà le opportunità offerte dalla certificazione di genere come strumento strategico per le imprese.

Il seminario si concluderà con una tavola rotonda con le associazioni datoriali e con le conclusioni affidate a Orietta Ruccolo, segretaria regionale CISL Emilia-Romagna, che affronterà il tema della contrattazione come patto di valore tra imprese e organizzazioni sindacali per rendere l’occupazione femminile un motore di sviluppo e di equità.

La partecipazione al seminario è gratuita, ma è richiesta la prenotazione scrivendo a ust.parma.piacenza@cisl.it.

“Contrattare la parità di genere”: dati, confronto e strategie per l’equità Locandina

 

 

Spazio Lavoro: al Marconi di Piacenza il progetto CISL che unisce orientamento e teatro

Spazio Lavoro, al Marconi di Piacenza il progetto CISL
che unisce orientamento e teatro

Orientamento Spazio Lavoro

Non è stato il solito seminario sull’orientamento, ma un vero e proprio “patto sociale” tra generazioni quello che si è celebrato oggi tra le mura dell’ISII G. Marconi di Piacenza.

Nella cornice di una delle scuole più grandi e vitali del territorio, con i suoi duemila studenti che rappresentano il futuro del tessuto manifatturiero e tecnologico locale, si è concluso il workshop intensivo promosso dalla CISL Emilia Romagna in collaborazione con il Teatro dell’Argine di Bologna.

L’iniziativa, parte del progetto regionale “Spazio Lavoro Scuole 2025-26”, ha trasformato la classe 3^QA in una compagnia teatrale d’eccezione per dare corpo e voce all’esito finale del percorso: la performance “MBA: Modello Base di Adolescente”.

Il lavoro come partecipazione

La CISL ha portato al Marconi la sua visione del lavoro fondata sulla centralità della persona e sulla responsabilità.

Gli studenti non hanno solo sentito parlare di come scrivere un curriculum, ma hanno approfondito le basi costituzionali del diritto al lavoro (con un focus sull’Art. 46 e la partecipazione dei lavoratori) e la gestione delle grandi transizioni – digitale ed ecologica – che stanno ridisegnando il volto del polo logistico e industriale di Piacenza.

“Il nostro obiettivo non è solo aiutare a traghettare i ragazzi verso un impiego, ma renderli cittadini consapevoli in possesso degli strumenti per scegliere chi essere e quale posto occupare nella Comunità – ha commentato Elisabetta Oppici (componente della segreteria CISL Parma Piacenza) durante i saluti iniziali – : in un mondo che cambia velocemente, la contrattazione e il dialogo sociale sono le bussole per una giusta transizione che non lasci indietro nessuno.”

Spazio Lavoro Cisl Orientamento

Tre giorni tra competenze e creatività

Il percorso si è snodato attraverso una formula innovativa, con approfondimenti su macrotrend del mercato, politiche attive, educazione finanziaria (previdenza complementare) e contrasto alle molestie di genere, con la guida di esperti come Cecilia Clementi (Ufficio Vertenze CISL a Piacenza) e Paola Votto (Segretaria generale CISL Scuola Parma Piacenza), che ha trattato i rapporti tra Costituzione, sindacato e lavoro, in uno dei primi incontri, e un laboratorio Teatrale, sotto la guida del Teatro dell’Argine, nel corso del quale i ragazzi hanno rielaborato i contenuti appresi, trasformando concetti complessi in monologhi e narrazioni personali.

L’evento finale ha visto gli spazi dell’Istituto Marconi trasformarsi in un palcoscenico itinerante: attraverso il gioco teatrale, gli studenti hanno esorcizzato le paure del “dopo-diploma”, raccontando con ironia e profondità le aspettative di una generazione che chiede tutele attive e un lavoro che rispetti l’equilibrio tra vita e professione. Lorenzo Sartori, Responsabile Innovazione e Sostenibilità di Emil Banca Credito Cooperativo, ha sottolineato l’importanza di questo approccio, augurando agli studenti di trovare un lavoro che piace e perfezionare la loro educazione finanziaria.

Sotto la guida del Teatro dell’Argine, i ragazzi hanno rielaborato i contenuti appresi, trasformando concetti complessi in monologhi e narrazioni personali.

La performance: “MBA – Modello Base di Adolescente”

L’evento finale ha visto gli spazi dell’Istituto Marconi trasformarsi in un palcoscenico itinerante.

Attraverso il gioco teatrale, gli studenti hanno esorcizzato le paure del “dopo-diploma”, raccontando con ironia e profondità le aspettative di una generazione che chiede tutele attive e un lavoro che rispetti l’equilibrio tra vita e professione.

Lorenzo Sartori, Responsabile Innovazione e Sostenibilità di Emil Banca Credito Cooperativo, ha sottolineato l’importanza di questo approccio, augurando agli studenti di trovare un lavoro che piace e di perfezionare la loro educazione finanziaria.

La via basata sul dialogo

La conclusione del progetto “Spazio Lavoro Scuole” al Marconi mostra come si può intendere il sindacato di prossimità: un sindacato che entra nelle scuole per seminare la cultura della sicurezza e della legalità, contrastando alla radice fenomeni come il caporalato o lo sfruttamento, e promuovendo una visione riformista dove il lavoro è, prima di tutto, realizzazione di sé.

Allo spettacolo teatrale hanno voluto presenziare la consigliera comunale Claudia Gnocchi e la presidente del consiglio comunale Paola Gazzolo.

Spazio Lavoro Cisl

 

AI e automazione, proteggere i diritti dei lavoratori è una priorità normativa

AI e automazione:
proteggere i diritti dei lavoratori è una priorità normativa

AI e automazione

Da tempo come CISL stiamo dicendo che l’ingresso degli automi e dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro è una questione complessa che solleva numerosi dilemmi legali, morali e sociali.

 
A fronte della recente sentenza del Tribunale di Roma che ha legittimato il licenziamento di un lavoratore sostituito dall’ AI, diventa ormai improrogabile adattare la normativa vigente per proteggere i lavoratori e garantire che l’automazione non porti a disoccupazione di massa o a condizioni di lavoro inique.
È un fatto di responsabilità, etica e trasparenza.


Va regolamentato come e in che modo, le aziende possano sostituire i lavoratori con macchine, prevedendo periodi di transizione e incentivi per la riqualificazione e va chiarito chi è responsabile nel caso in cui un’automazione causi danni o errori. Questo include la responsabilità legale delle aziende che la sviluppano e la implementano.


Vanno protetti i diritti dei lavoratori rispetto all’occupazione, alla tutela della privacy e alla possibilità di sviluppare nuove competenze attraverso la riqualificazione professionale, incentivando la formazione continua, il riadattamento delle competenze dei lavoratori e la creazione di programmi di supporto per coloro che rischiano di perdere il posto di lavoro a causa dell’automazione. E servono Leggi per monitorare e ridurre l’impatto negativo che la tecnologia potrebbe avere sulle condizioni di lavoro, come la sorveglianza costante o il rischio di alienazione.


È fondamentale poi sviluppare leggi che impediscano che gli algoritmi utilizzati nelle decisioni aziendali creino discriminazioni o pregiudizi nei confronti di categorie protette.


L’aspetto positivo è che l’automazione potrebbe portare alla nascita di nuovi tipi di lavoro che non esistono ancora ma che richiedono nuove normative, come nei casi in cui l’uomo controlla o integra il lavoro delle macchine. Con l’automazione che potrebbe ridurre la necessità di lavoro in presenza, la creazione di maggiori normative per tutelare il lavoro remoto e online diventa cruciale, specialmente in settori in cui l’automazione non può sostituire completamente il lavoro umano.


Va posto poi il problema della tassazione e della redistribuzione della ricchezza. Gli automi infatti, non consumano, non pagano tasse e non pagano contributi, pertanto l’automazione potrebbe aumentare la disparità economica se i benefici restano concentrati nelle mani di poche grandi aziende.


Proprio per questo diventa necessario che le normative si evolvano in modo coordinato a livello internazionale. Ad esempio, la creazione di trattati internazionali che regolano l’automazione potrebbe impedire che alcune nazioni approfittino di regolamenti più permissivi per attrarre investimenti tecnologici a scapito dei diritti dei lavoratori.
Serve infine, un monitoraggio e un adeguamento continuo, perchè le tecnologie evolvono rapidamente.


L’entrata degli automi nel mondo del lavoro non è solo una questione tecnica ma anche una sfida socioeconomica e politica. Le normative dovranno bilanciare l’innovazione tecnologica con la protezione dei diritti dei lavoratori e garantire che l’automazione venga utilizzata in modo tale che i benefici siano distribuiti equamente nella società”.

Michele Vaghini, Segretario Generale Cisl Parma Piacenza

 

Transizione del lavoro in Italia, Vaghini (Cisl): “Formazione e servizi per gestire il cambiamento”

Transizione del lavoro in Italia, Vaghini (Cisl):
“Formazione e servizi per gestire il cambiamento”

Transizione Lavoro

Addio compiti ripetitivi: entro il 2030 il lavoro sarà “su misura”. Vaghini (Cisl): «Formazione e nuovi servizi per governare la transizione».

Il Future of Jobs Report 2025 del World Economic Forum colloca l’Italia tra le economie avanzate chiamate ad affrontare una trasformazione profonda del lavoro nel quinquennio (2025-2029). Al centro del cambiamento vi è la diffusione dell’intelligenza artificiale, insieme alla digitalizzazione dei processi produttivi e alla transizione ambientale.

Nel periodo considerato, il mercato del lavoro italiano non è descritto come destinato a una riduzione complessiva dell’occupazione. Il report evidenzia, a livello europeo, una dinamica con nuove occupazioni che emergeranno mentre altre si ridurranno. Il cambiamento riguarda una quota rilevante delle mansioni oggi svolte più che il numero totale degli occupati.  Quasi un quarto dei posti di lavoro cambierà natura o sarà sostituito da nuovi ruoli entro la fine del 2029.

L’intelligenza artificiale rappresenta uno dei principali fattori di trasformazione, con le imprese italiane che prevedono un uso crescente di sistemi di AI, con l’industria manifatturiera, servizi, logistica e finanza direttamente coinvolti.

“Il report segnala che molte attività saranno svolte in modo combinato da persone e tecnologie” – commenta Michele Vaghini, Segretario Generale Cisl Parma Piacenza. “Non si tratta solo di sostituzione del lavoro umano ma di una sua ricollocazione, soprattutto in Italia, dove a causa della tendenza demografica negativa, si prevede una diminuzione delle persone in cerca di lavoro. Le mansioni ripetitive e standardizzate risultano più esposte alla riduzione. I ruoli amministrativi di base, alcune funzioni di segreteria e sportello, sono indicati tra quelli in contrazione nel quadro generale. Parallelamente cresce la domanda di profili ad alta qualificazione. Analisti dei dati, esperti di cybersecurity e professionisti capaci d’integrare tecnologie digitali nei processi aziendali, risultano tra le figure in espansione e pertanto sarà sempre più importante l’orientamento scolastico. Personalmente credo che anche le professioni legate alla cura della persona o i lavori artigianali saranno a forte richiesta. Sarà sempre più necessario imparare un “mestiere”. 

Un elemento critico riguarda il disallineamento tra competenze disponibili e competenze richieste. Per il quinquennio 2026-2030, una quota significativa dei lavoratori italiani dovrà essere riqualificata o aggiornata nelle competenze per restare occupabile nei nuovi assetti produttivi. 

“Il concetto di “ridisegno” delle mansioni invece della pura sostituzione dovrà essere un pilastro delle strategie sindacali del futuro – prosegue Vaghini. “Se vogliamo che l’AI sia vista più come uno strumento di  potenziamentodella produttività che come una minaccia di disoccupazione di massa, la formazione deve procedere velocemente già da ora, adottando anche forme di partenariati con le università. Dobbiamo consentire ai lavoratori di operare insieme ai sistemi d’intelligenza artificiale. La sfida non riguarda solo la tecnologia ma l’organizzazione del lavoro e la qualità dell’occupazione”.

Il Report mette in luce il calo dei ruoli basati su compiti ripetitivi: le figure amministrative tradizionali vedranno una contrazione stimata tra il -8% e il -40% in determinate aree, a causa di processi automatizzati sempre più efficienti. Allo stesso tempo, ruoli tecnici emergenti evidenziano una traiettoria di crescita che tocca il 50%, superando in certi contesti il 100% di incremento previsto.

“Già da anni abbiamo visto dinamiche simili toccare alcuni settori della nostra economia: penso al commercio al dettaglio, dove le casse self-checkout riducono la necessità di cassieri, mentre il servizio clienti si sposta verso chatbot e interfacce intelligenti. Oppure pensiamo a ciò che è successo con gli sportelli bancari dove nel solo 2025 ne sono stati chiusi 516, con un calo del 2,6% in un anno. Quasi la metà dei comuni italiani (44%) è oggi priva di sportelli e circa 5 milioni di cittadini non hanno accesso fisico ai servizi bancari.  E’ un mondo che sta cambiando velocemente e sta diventando sempre più digitale. D’altro canto, però, la progettazione e la manutenzione di questi sistemi aprono spazi professionali che non esistevano su larga scala fino a pochi anni fa. La stima globale di un ricambio strutturale della forza lavoro, nell’arco di cinque anni, è del 39%, con variazioni che toccano picchi del 47% in alcune regioni e si abbassano al 28% in certi settori meno esposti all’automazione” prosegue Vaghini.

L’AI cambierà anche il modello di sindacato.

“I problemi dei lavoratori, dei pensionati e la loro necessità di essere rappresentati ci accompagnano da sempre. In Italia i cambiamenti sono sempre stati lenti. Poi da 20 anni a questa parte il mercato del lavoro e i suoi metodi di produzione si sono evoluti ed oggi adeguarsi ai tempi è una scommessa su cui giochiamo tutto. Non è più tempo in cui dare molte cose per scontate. Sul territorio dobbiamo dare la percezione giusta di quello che riusciamo a fare, offrendo servizi che avvicinano i cittadini alla nostra attività, creandone anche di nuovi per dare risposte immediate, anche se il luogo di lavoro rimane fondamentale per la nostra azione. E dobbiamo essere più inclusivi con i giovani, investendo su di essi, perché sono il futuro ed hanno esigenze e necessità diverse rispetto al resto della collettività” – conclude Vaghini.