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CISL FP Parma Piacenza: prosegue l’impegno per consolidare la presenza sul territorio

CISL FP Parma Piacenza:
prosegue l'impegno per consolidare la presenza sul territorio

Si è tenuto presso la sala meeting della Rondanina di Alseno il Consiglio Generale Funzione Pubblica CISL Parma Piacenza.

“Una giornata, prima di tutto di incontro con i delegati – ha detto il Segretario Generale Giovanni Oliva, introducendo l’argomento principale: il bilancio dell’anno –

Dobbiamo innanzitutto ringraziare l’impegno profuso per la sottoscrizione dei contratti e per la risoluzione della questione relativa agli arretrati. Seguiamo un preciso quadro politico sindacale che comprende argomenti rilevanti che vanno ricondotti alla giusta dimensione.

Abbiamo inoltre inserito nostri referenti all’interno delle amministrazioni, per aumentare la vicinanza ai lavoratori – ha spiegato Oliva – per questo sono stati attivati presidi al Comune di Parma e al Comune di Piacenza: questo ci consente di rafforzare l’impegno per consolidare la presenza sul territorio e per affrontare le questioni contrattuali”.


Ai presenti è stato illustrato il percorso svolto nel corso dell’anno, la riorganizzazione interna e i presidi attivati sul territorio mentre sulla legge di bilancio ha spiegato le posizioni del sindacato il segretario generale territoriale Michele Vaghini.

La situazione sulle politiche regionali e l’indennità di Pronto Soccorso, tanto attesa dai lavoratori, sono stai invece i punti principali dell’intervento di Stefano Franceschelli, reggente regionale CISL FP.

“Lessici familiari”: le radici storiche e l’evoluzione degli stereotipi di genere

"Lessici familiari":
le radici storiche e l'evoluzione degli stereotipi di genere
al seminario organizzato da CISL Parma Piacenza

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, CISL Parma Piacenza ha voluto ribadire il proprio impegno nel contrastare ogni forma di violenza e discriminazione di genere.

Nel corso di “Lessici familiari”, il seminario tenutosi presso la sede di via Lanfranco a Parma, i partecipanti sono stati guidati attraverso un percorso logico di decostruzione e ricostruzione.


“La violenza di genere non è un fatto isolato o recente, ma è un fenomeno che ha radici profonde: è l’espressione più estrema di una cultura andro-patriarcale millenaria che, attraverso la diffusione di stereotipi tossici e squilibri di potere strutturali, alimenta la convinzione del possesso e la disuguaglianza tra i generi – ha detto la componente di segreteria Elisabetta Oppici introducendo i lavori – e come sindacato sentiamo la responsabilità di promuovere una cultura del rispetto e della parità, partendo dal linguaggio, attraverso il dialogo intergenerazionale ed una responsabilizzazione condivisa e collettiva.”

L’analisi ha preso il via con il Prof. Fausto Pagnotta (Università degli Studi di Parma), che ha esplorato le Radici Storiche e l’evoluzione degli stereotipi di genere, tracciando la loro continuità fino alle nuove forme di espressione che assumono nel mondo digitale e della cultura musicale più recente.

Particolarmente evocativa la mostra di immagini allestita in Cisl, che ha magistralmente rappresentato come proverbi e modi di dire della “saggezza popolare” di tutte le latitudini, perpetuino, normalizzandole, la discriminazione di genere e le disuguaglianze.

L’Avv. Samuela Frigeri, Presidente del Centro Antiviolenza (CAV) di Parma, ha condiviso con i presenti un contributo prezioso e altamente qualificato sull’azione dell’ente. Il CAV rappresenta infatti un presidio fondamentale e un punto di riferimento essenziale sul territorio per l’accoglienza e il sostegno alle donne che subiscono violenza.

Il seminario si è chiuso con la testimonianza ispiratrice e l’esempio pratico della cooperativa Lunaria che, tra le varie attività che svolge, pone particolare attenzione ai progetti di rinascita per e insieme alle donne in situazioni di fragilità, attraverso il linguaggio della cura: “La violenza di genere non è un destino inevitabile – hanno sottolineato Veronica Dall’Asta e Angelarosa Pinto – ma una realtà che possiamo e dobbiamo trasformare. ​Il contrasto alla violenza di genere richiede un doppio binario d’azione: da un lato, offrire alle donne ascolto, sostegno e reti di solidarietà immediate, dall’altro, mobilitare l’intera comunità verso un cambiamento culturale profondo che instauri in modo radicale una nuova etica del rispetto.” Cosa che Cisl, sia attraverso la propria azione sindacale che di sensibilizzazione della comunità, vuole rendere sempre più forte e capillare.

Incontro pubblico “Truffe e Raggiri a danno dei consumatori” a San Secondo

Incontro pubblico
"Truffe e Raggiri a danno dei consumatori"
a San Secondo

“Imparare a riconoscere per imparare a difendersi”. È stato questo il messaggio centrale dell’importante incontro pubblico “Truffe e Raggiri a danno dei consumatori”, tenutosi nei giorni scorsi presso la Sala Ex-Scuderie della Rocca di San Secondo.


L’iniziativa, voluta da Adiconsum Parma Piacenza, Anteas e Fnp Cisl, ha visto la partecipazione del Comando Provinciale dei Carabinieri di Parma, per un’azione congiunta di informazione e prevenzione rivolta a tutta la cittadinanza, con un occhio di riguardo per le persone anziane e più vulnerabili.


Ad aprire i lavori e sottolineare l’impegno delle associazioni sul territorio sono stati i rappresentanti degli enti promotori.

Per Adiconsum è intervenuta Gianna Cassani, che ha illustrato la missione dell’associazione a tutela dei consumatori.

Federico Ghillani per la FNP (Federazione Nazionale Pensionati) Cisl, ha portato la voce dei pensionati.

E’ intervenuta anche la Sindaca di San Secondo, Giulia Zucchi, ribedendo l’impegno dell’amministrazione comunale a sostenere ogni iniziativa capace di informare la cittadinanza al fine di prevenire le truffe che quotidianamente vengono messe in atto.


Il cuore dell’incontro è stato l’intervento formativo del capitano Andrea Nadal, comandante della Compagnia di Fidenza dei Carabineiri, che ha fornito ai presenti una panoramica chiara e dettagliata delle truffe più comuni.

Si è parlato di tutto: dai finti operatori di luce, gas o acqua che chiedono di entrare in casa, alle telefonate di sedicenti avvocati o finti parenti che reclamano denaro per un incidente, fino alle più recenti e insidiose truffe online e via SMS.

Con un linguaggio diretto e ricco di esempi concreti, ha fornito consigli pratici, primo fra tutti quello di non cedere mai alla fretta o alla pressione psicologica usata dai truffatori.

«La regola fondamentale – ha detto – è una sola: nel dubbio, non aprite la porta, non fornite dati personali e chiamate immediatamente il 112. Una nostra pattuglia è sempre pronta a intervenire per verificare». L’incontro si è concluso con un applauso da parte del pubblico, che ha avuto anche modo di porre domande e chiarire dubbi.

Un’iniziativa di successo che rafforza il legame tra istituzioni, associazioni e cittadini, promuovendo quella “vera cultura della legalità” indispensabile per costruire una comunità più sicura e consapevole.

Fai-Cisl: in Mutti a Montechiarugolo siglato accordo su qualità del lavoro e della vita

FAI CISL: in Mutti a Montechiarugolo siglato accordo
su qualità del lavoro e della vita

È stato siglato nella Mutti di Montechiarugolo in provincia di Parma un accordo che prevede interventi importanti sull’organizzazione del lavoro.

A darne notizia è la Fai-Cisl di Parma e Piacenza: “Già una prima intesa era stata raggiunta l’anno scorso – spiega il Segretario generale Massimo Bonfanti – ma riguardava la sola linea produttiva dei tubetti, mentre quest’anno l’accordo è stato migliorato ed esteso a tutte le linee produttive, siamo molto soddisfatti perché si riconosce priorità alla qualità del lavoro e della vita”.


L’accordo prevede un orario a ciclo continuo con turnazione a 6-4 (2 mattine, 2 pomeriggi, 2 notti e 4 giorni di riposo) che si ripete e va a regime in 10 settimane. In quell’arco temporale c’è una media di orario inferiore a 34 ore medie settimanali che vengono compensate per 2/3 dall’azienda e per 1/3 a scelta del lavoratore se utilizzare un riposo o svolgere la giornata.

Inoltre, è stato inserito un gettone in welfare sia sul sabato che sulla domenica come retribuzione aggiuntiva alle normali maggiorazioni.

Da ricordare infine che nel contratto integrativo siglato nel 2023 è previsto l’aumento della quota di versamento dell’azienda in Alifond rispetto a quanto previsto dal contratto nazionale (1,8 anziché 1,5), per favorire ulteriormente l’utilizzo della previdenza complementare.


“Siamo fieri di aver concretizzato diversi obbiettivi della nostra organizzazione – commenta Bonfanti – partendo da una partecipazione consultiva della nostra delegazione di maggioranza. Sono importanti la riduzione della media oraria e la turnazione con turni brevi, perché rispondono esattamente alle indicazioni della medicina del lavoro; inoltre l’orario ridotto favorisce l’utilizzo di più personale e nuove assunzioni; infine, l’utilizzo dei gettoni in welfare danno una risposta economica diretta ai lavoratori che compensa il disagio dell’attività svolta nei giorni festivi e prefestivi. È stato un confronto lungo e complicato ma grazie al decisivo contributo dei nostri Rsu è stato reso possibile l’accordo del 2024 su una linea e quest’anno su tutte le altre grazie al coordinamento del collega Stefano Magistrali”, conclude Bonfanti.


Un commento positivo sull’accordo giunge anche dal Segretario generale della Fai-Cisl nazionale, Onofrio Rota: “Ancora una volta la contrattazione di secondo livello si dimostra determinante per implementare tutele, diritti, produttività e qualità del lavoro. Davanti alle trasformazioni sociali, economiche e tecnologiche in corso – afferma il leader sindacale – è ancora più importante affermare un modello di relazioni sindacali innovativo e partecipativo come quello promosso dalla Fai-Cisl, capace di valorizzare con la buona contrattazione il capitale umano e offrire sempre maggiori opportunità di crescita, di tutela della salute, di conciliazione vita-lavoro”.

FIT Cisl: Solidarietà al lavoratore del settore ambiente coinvolto in incedente a Colorno

Solidarietà al lavoratore del settore ambiente
coinvolto in incedente a Colorno

Fit Cisl Parma esprime solidarietà al lavoratore del settore ambiente coinvolto nell’incidente di questa mattina a Colorno: l’ennesimo, fortunatamente questa volta con conseguenze non gravissime, che ha coinvolto un lavoratore della raccolta dei rifiuti mentre svolgeva il proprio lavoro lungo la strada che conduce a Trecasali.

Rimasto incastrato nella cabina di guida, è stato prontamente liberato dai Vigili del Fuoco, alla presenza dei Carabinieri e dai sanitari del 118 che hanno prestato i primi soccorsi.

Si trova ora ricoverato con ferite di media gravità: “In attesa dei rilievi sull’esatta dinamica dell’accaduto, riteniamo che ogni incidente sul lavoro, specialmente in un settore ad alto rischio come quello ambientale debba richiedere un’attenzione immediata e decisiva di tutti i soggetti coinvolti” dichiara Michele Franco, segretario FIT CISL Parma, che chiede l’interesse di amministratori locali e delle società di gestione dei servizi: “Troppe volte i campanelli di allarme delle OO.SS vengono ignorati; abbiamo chiesto un ripensamento della raccolta “porta a porta” che ha prodotto danni gravissimi alla salute e sicurezza dei lavoratori, turni di lavoro più leggeri, mezzi per effettuare il servizio moderni ed efficaci, ma nonostante i grandi utili che le società fanno al momento nessuna delle nostre richieste è stata accolta. Chiediamo – conclude Michele Franco – che vengano avviate immediatamente indagini approfondite per accertare le cause esatte dell’incidente, per la FIT CISL la sicurezza dei lavoratori deve sempre essere per tutti la massima priorità.”

Carabinieri e Adiconsum Parma contro le truffe

Carabinieri e Adiconsum Parma contro le truffe

All’incontro pubblico presentati i risultati “sei mai stato vittima di truffa?”

Adiconsum Parma Piacenza, in collaborazione con la confederazione CISL Parma Piacenza, FNP (la categoria sindacale dei pensionati) e Anteas (onlus per il volontariato), ha organizzato un incontro pubblico dedicato alla prevenzione delle truffe e dei raggiri.

Molti cittadini hanno affollato la Sala di comunità “Io sono Pablo” in via Marchesi 37/A , dove il maggiore Ottavio Tosoni, al comando della Compagnia Carabinieri di Parma, ha illustrato le principali tipologie di truffe e fornito consigli pratici per riconoscerle e difendersi.

Inolte, sono stati presentati i risultati dell’indagine “Sei mai stato vittima di truffa?”, realizzata da Adiconsum nell’ambito del progetto “Consapevolezza e futuro: promuovere uno stile di vita sostenibile e responsabile”, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna ex LR 4/2017 annualità 2025.

Nel dettaglio:
Il campione di coloro che hanno risposto al nostro questionario è costituito per il 59% da donne e il 41% da uomini.
La fascia di età prevalente è quella degli over 65 (56%).
Seguono: la fascia di età tra i 50 e i 65 (26%); tra i 36 e i 50 (10%); tra i 18 e i 35 (8%).
Il titolo di studio assolutamente prevalente è il diploma (94%), indice di un buon livello di istruzione.

Quanto alla composizione del nucleo famigliare, data la prevalenza di persone anziane, abbiamo un 49% di nuclei con un solo componente; un 34% con due componenti; e un 17% da tre componenti in su.
Del totale degli intervistati, il 30% ha risposto di essere stato vittima di truffa o raggiro.
Le tipologie di truffa/raggiro segnalate dai partecipanti al sondaggio sono prevalentemente:
“ho ordinato un bene online e non l’ho mai ricevuto”. Chi ha segnalato questa casistica ha anche risposto di aver tentato di rislvere in autonomia, o di aver lasciato perdere;
“contratto non richiesto stipulato telefonicamente”. Chi ha segnalato questa casistica ha anche risposto di aver risolto in autonomia o di essersi rivolto ad una associazione di consumatori;
“truffa bancaria”. Chi ha segnalato questa casistica ha anche risposto di essersi rivolta alle forze dell’ordine.

A tutti gli intervistati è stato poi chiesto “quale pensi che sia la principale causa che porta le persone a cadere vittima di truffe e raggiri?”
La risposta più selezionata è: “costante pressione (troppe chiamate commerciali, troppi tentativi di truffa in genere)”.
La seconda risposta più selezionata è: “mancanza di conoscenza”.
Seguono “desiderio di guadagnare facilmente” e “scarsa attenzione o distrazione”.
E’ stato poi chiesto agli intervistati se, in linea generale, si sentissero tutelati verso truffe e raggiri. La risposta prevalente è stata “NO” (63%).
L’ultima domanda del questionario, infine, chiedeva agli intervistati di individuare quali fossero gli interventi che dovrebbero essere messi in campo per prevenire truffe e raggiri.
La risposta più selezionata è stata: “campagne di sensibilizzazione più frequenti e mirate”.
Seguono: “maggiore trasparenza delle offerte e dei contratti” e “più controlli e limitazioni sulle telefonate commerciali”: riguardo a quest’ultimo aspetto, ricordiamo che L’AGCOM (Autorità Garante per le Comunicazioni) ha introdotto filtri per bloccare le telefonate commerciali indesiderate che utilizzano la tecnica dello spoofing (falsificazione del numero chiamante) e provengono dall’estero. A partire dal 19 agosto 2025, le chiamate da numeri fissi italiani falsificati sono state bloccate e, dal 19 novembre, il blocco si estende ai falsi numeri mobili.

FIRST CISL: Desertificazione bancaria: Parma territorio vulnerabile

FIRST CISL:
Desertificazione bancaria: Parma territorio vulnerabile

Secondo l’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio sulla desertificazione bancaria della Fondazione Fiba di First Cisl, basato su dati Banca d’Italia e Istat aggiornati al 30 settembre 2025, le province di Parma e Piacenza rappresentano oggi l’area dell’Emilia Romagna più esposta al rischio di contrazione della rete bancaria. A differenza di altri territori italiani già segnati da forme avanzate di desertificazione, qui la minaccia principale non risiede nella scomparsa diffusa degli sportelli, bensì nella combinazione tra riduzione progressiva della presenza fisica e possibile concentrazione societaria, in grado di produrre effetti strutturali sull’accesso al credito e sulla tenuta economica locale. La potenziale integrazione tra Crédit Agricole Italia e Banco Bpm costituisce, infatti, il punto più sensibile di un equilibrio territoriale già fragile: l’Emilia Romagna, insieme a Lombardia e Liguria, è tra le regioni più esposte alle conseguenze di una fusione, data la straordinaria sovrapposizione delle due reti commerciali.

Parma, un territorio vulnerabile

In questo quadro, Parma emerge come il territorio maggiormente vulnerabile. Se l’operazione si concretizzasse, il nuovo gruppo giungerebbe a controllare 78 sportelli: una quota senza precedenti, che aprirebbe la strada a ulteriori tagli sotto la giustificazione delle sinergie industriali e delle razionalizzazioni di rete. A questa dimensione commerciale si affianca un fattore di valenza istituzionale: la presenza in città della sede legale di Crédit Agricole Italia.

Situazione del territorio di Piacenza

Pur presentando una rete più frammentata, anche Piacenza risulta esposta. L’aggregazione delle due banche determinerebbe il controllo di 47 sportelli: una concentrazione così elevata implica la possibilità concreta che una parte significativa del sistema bancario locale finisca sotto la regia di un unico soggetto, con conseguenze dirette sia sulle imprese che sui cittadini e, soprattutto, sui piccoli centri rurali già segnati da fragilità demografica e infrastrutturale. È proprio l’incrocio tra concentrazione societaria e aree interne a rendere anche questa provincia un laboratorio anticipatore dei rischi futuri.


Il Segretario generale di First Cisl, Riccardo Colombani, ha richiamato l’attenzione sugli effetti che un ridimensionamento o uno spostamento potrebbero generare, ricordando come gli studi della Fondazione Fiba documentino un nesso causale tra perdita di presidi direzionali, impoverimento dell’economia territoriale e indebolimento del tessuto produttivo circostante. La minaccia non riguarda quindi soltanto il numero delle filiali, ma l’architettura economica che ruota attorno al presidio strategico di una banca.

I dati aggiornati al 30 settembre 2025, inoltre, confermano un progressivo deterioramento del quadro generale. Parma conserva la 14a posizione nella graduatoria nazionale delle province meno desertificate, segno di una stabilità apparente che non si traduce in miglioramenti. Piacenza, invece, scende alla 27a, peggiorando la propria condizione rispetto all’anno precedente. Il fenomeno si riflette in maniera evidente nei piccoli comuni. Gazzola nel piacentino, e Terenzo e Compiano nel parmense, risultano totalmente privi di sportelli. Si tratta di realtà montane, a bassa densità abitativa e con elevata incidenza di popolazione anziana: la loro esclusione dal sistema bancario produce non soltanto disservizi finanziari, ma anche isolamento sociale e territoriale.

Ancora più delicata è la condizione dei centri che dispongono di un’unica filiale. Torrile, Fontevivo e Lesignano de’ Bagni nel parmense, così come Alseno, Vigolzone e Sarmato nel piacentino, dipendono da un ultimo presidio. In molti di essi tale ruolo è svolto proprio da Crédit Agricole Italia o Banco Bpm, il che significa che la fusione potrebbe trasformare in poche settimane un’area critica in una zona completamente desertificata. Il destino dei comuni con un solo sportello, dunque, è strettamente connesso alle scelte industriali dei due istituti coinvolti. Per Piacenza, la presenza della Banca di Piacenza come unico presidio in alcuni territori mitiga in parte la vulnerabilità, ma non è sufficiente a compensare l’esposizione generale al risiko.


La desertificazione nell’Emilia Romagna occidentale non è quindi l’esito di un impoverimento spontaneo, bensì la conseguenza di scelte strategiche che privilegiano l’efficienza industriale rispetto alla coesione territoriale. Una concentrazione superiore a un terzo della rete sotto un solo gruppo bancario minaccia non soltanto la tenuta dei servizi, ma anche la capacità di erogare credito, l’occupazione qualificata, la permanenza delle funzioni direzionali e la struttura economica di intere comunità. In assenza di contromisure, il rischio è quello di trasformare un fenomeno finora circoscritto in un elemento strutturale dello sviluppo locale: un passaggio dalla desertificazione marginale a quella permanente, con effetti sociali, finanziari e produttivi difficilmente reversibili.

CISL FP Parma Piacenza: via libera alla firma del CCNL Funzioni Locali 2022-2024

CISL FP Parma Piacenza:
via libera alla firma del CCNL Funzioni Locali 2022-2024.

Un risultato concreto per le lavoratrici e i lavoratori degli enti locali.

 

La CISL Funzione Pubblica di Parma Piacenza esprime grande soddisfazione per il raggiungimento della Pre-Intesa del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) Funzioni Locali per il triennio
2022-2024. Un risultato atteso, frutto di una lunga e tenace trattativa che assicura finalmente risposte economiche e normative concrete per centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori di Comuni, Province, Regioni e Città Metropolitane, inclusi gli enti locali dei nostri territori di Parma e Piacenza.

Un Impegno Costante e i Benefici del Rinnovo


La CISL FP ha guidato con determinazione il tavolo negoziale, superando mesi di stallo, per garantire che il rinnovo contrattuale fosse un passaggio di valorizzazione e giustizia per il personale
degli enti locali. “La firma della pre-intesa è una vittoria per il lavoro pubblico e un riconoscimento del ruolo essenziale che queste donne e questi uomini svolgono ogni giorno per i cittadini di Parma e Piacenza,” dichiara Giovanni Oliva, Segretario generale della CISL FP Parma Piacenza. “Abbiamo ottenuto risultati significativi su più fronti, che vanno a impattare direttamente sulla vita e sulla dignità dei nostri iscritti e di tutti i dipendenti.”

Le Principali Conquiste del Contratto:


Il nuovo CCNL introduce importanti novità che la CISL FP ha fortemente sostenuto:
• Aumenti Economici Significativi: Previsto un incremento medio mensile di circa 160 euro a regime e l’erogazione di arretrati fino a circa 2.000 euro per il triennio 2022-2024, una boccata d’ossigeno fondamentale per sostenere il potere d’acquisto delle retribuzioni.
• Progressioni Verticali: Prorogate le progressioni verticali in deroga fino al 31 dicembre 2026, una misura cruciale per dare prospettive di carriera e valorizzare le professionalità interne.
• Nuovi Diritti e Benessere: Riconosciuto il buono pasto anche per il personale in lavoro agile e introdotta la possibilità della settimana corta (36 ore su 4 giorni), che migliora la conciliazione tra tempi di vita e lavoro.
• Rafforzamento Relazioni Sindacali: Viene potenziato il confronto con i sindacati su temi cruciali come organizzazione del lavoro, fabbisogni, valutazione e formazione.


La Prospettiva per il Futuro

Con la chiusura di questa tornata contrattuale, la CISL FP Parma Piacenza guarda già avanti, ponendo le basi per aprire immediatamente la trattativa per il triennio 2025-2027.
“Il nostro impegno non si ferma qui. L’obiettivo è chiudere il prossimo rinnovo in vigenza, superare i tetti al salario accessorio e colmare definitivamente il divario retributivo con gli altri comparti –
conclude il Segretario Oliva – Auspichiamo ora una rapida e definitiva sottoscrizione del testo per garantire che gli aumenti e gli arretrati arrivino nelle buste paga dei lavoratori quanto
prima.”
La CISL FP Parma Piacenza continua ad essere in prima linea per la tutela e la valorizzazione del Lavoro Pubblico

Maratona della pace da Piacenza a Parma

Maratona della Pace da Piacenza a Parma

La CISL ha lanciato la sua “Maratona per la Pace”, una mobilitazione capillare che coinvolge tutti i territori dell’Emilia Romagna, a partire da Piacenza, precisamente dalla sede provinciale di via Pietro Cella, in un percorso di riflessione e azione. L’arrivo a Parma, presso la sede di via Lanfranco. Le staffette hanno attraversato le principali località delle due provincie, quali Fiorenzuola e Fidenza, passando per Pontenure, Roveleto di Cade, Alseno e Pontetaro.

“Questa idea non è stata un gesto isolato, dice il Segretario generale territoriale Michele Vaghini ma la naturale prosecuzione di un impegno costante e delle ferme prese di posizione espresse negli ultimi due mesi dalla Cisl sui diversi conflitti in corso. Ringrazio a nome della Cisl tutti i partecipanti e le istituzioni presenti che hanno capito il valore simbolico di questa iniziativa”

La Pace è un dovere da costruire con atti concreti

“Di fronte all’escalation dei conflitti internazionali, che abbiamo visto in particolare in Medio Oriente e in Ucraina, prosegue Vaghini, la CISL ha scelto di non rimanere indifferente: abbiamo condannato fin dai primi giorni senza riserve, ogni atto di terrorismo e aggressione, ribadendo un principio fondamentale: “fermare le armi subito con una tregua umanitaria”. Sui conflitti la posizione presa dalla CISL è sempre stata chiara: “Non si può rimanere equidistanti e neppure inerti” di fronte a chi difende la propria terra e invece chi massacra civili. Per questo, la CISL ha sostenuto risoluzioni internazionali che condannano l’aggressione russa all’Ucraina, definendole “un atto di grande valore politico e morale”. Analogamente, sulla crisi tra Israele e Palestina, abbiamo chiesto un cessate il fuoco immediato per salvaguardare la popolazione, auspicando che il processo di pace conducesse finalmente alla “convivenza di due liberi Stati, Israele e Palestina”.

L’impegno Cisl non si limita alle parole.

La pace è un dovere da costruire anche con atti concreti, continua Vaghini. Per questo, la CISL ha avviato una sottoscrizione e promosso una raccolta fondi per sostenere interventi umanitari tramite la Croce Rossa, chiedendo l’apertura immediata di corridoi sicuri per i civili a Gaza. Siamo stati l’unico sindacato a manifestare a Roma presso l’ambasciata israeliana, per denunciare il continuo massacro della popolazione civile in quella striscia. Prosegue, parallelamente, l’impegno Cisl per sostenere il popolo invaso dell’Ucraina, anche a livello territoriale, che ha visto sin dall’inizio del conflitto, iniziative di sensibilizzazione di ciò che stava accadendo in quel territorio e anche una raccolta fondi a sostegno della popolazione civile colpita dalla guerra”.

La maratona per non rassegnarsi alla logica della Guerra.

“Il percorso regionale, partito dalla sede CISL di Piacenza, è la risposta organizzata del sindacato a questa drammatica congiuntura. È un cammino diffuso, fatto d’incontri e testimonianze che mira a tradurre il desiderio di pace in una spinta popolare e politica.
L’iniziativa ha inteso rafforzare il dialogo, promuovere solidarietà e convivenza, unendo energie e coscienze”. Per questo i partecipanti si scambiano un testimone ‘speciale’, diverso per ogni direttrice della maratona: da Rimini a Bologna viaggerà un manifesto della Costituzione italiana, da Ferrara partirà una copia della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, mentre sulla direttrice emiliana, a partire da Piacenza verso Parma è passata di mano in mano la Dichiarazione universale dei diritti umani. A Fidenza è stata consegnata al sindaco Davide Malvisi, a Parma a Don Augusto Fontana, responsabile dell’Ufficio per la pastorale sociale e del lavoro (Diocesi di Parma).

Dalla marcia alla giustizia sociale.

“La pace, per la CISL, non è solo assenza di guerra ma è profondamente legata alla giustizia sociale.
Come ribadito anche nelle riflessioni sulla Legge di Bilancio, la CISL lavora per un patto sociale nazionale che abbia come principio basilare anche la lotta alle diseguaglianze. La marcia, in questo senso, rappresenta un passaggio simbolico per unire la battaglia contro le guerre internazionali alla lotta per un sistema più equo”.

Obiettivo Finale: l’assemblea nazionale a Roma

“La marcia per la Pace vedrà l’evento conclusivo in questa regione, il 7 novembre con l’ arrivo a Bologna delle staffette e la camminata alla Basilica di San Luca e culminerà il 15 novembre a Roma con una grande Assemblea Nazionale. Sarà l’occasione non solo per raccogliere le voci dei territori ma anche per consegnare ufficialmente alla Croce Rossa Italiana i fondi raccolti.
La partecipazione della CISL alla recente Marcia Perugia-Assisi, insieme ad altre mobilitazioni regionali, come questa che é stata progettata in Emilia Romagna è solo l’inizio. Con la sua maratona, la CISL vuole fare propria e diffondere la cultura della pace, del dialogo, della giustizia e della fraternità, convinta che siano solo la cooperazione, la giustizia e la solidarietà a poter costruire un futuro di libertà e speranza per tutti”.

 

Marcia per la pace 2025 (video)