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Adiconsum, voli cancellati per la crisi in Medio Oriente: assistenza e tutele per i viaggiatori

Adiconsum, voli cancellati per la crisi in Medio Oriente:
assistenza e tutele per i viaggiatori

Adiconsum voli cancellati

Voli cancellati per la crisi in Medio Oriente, i consumatori non sono soli: Adiconsum è a disposizione

La chiusura degli spazi aerei, il caro carburante e le prospettive sulle scorte hanno lasciato i viaggiatori senza tutele chiare. Ecco come far valere i propri diritti

La tensione militare in Medio Oriente con l’escalation tra Stati Uniti, Israele e Iran, sta producendo effetti anche sui viaggiatori piacentini.

La creazione di una No Fly Zone hanno costretto diverse compagnie aeree a cancellare o riprogrammare rotte strategiche tra Europa, Asia e Africa, lasciando molti viaggiatori, anche nel nostro territorio, con voli soppressi, pacchetti turistici annullati e rimborsi ancora incerti. Ci sono poi le problematiche relative alla disponibilità di carburante.

In questo scenario Adiconsum ricorda che la normativa europea tutela i consumatori in modo preciso e che nessun viaggiatore deve affrontare da solo questa situazione.

Cosa prevede la legge europea
Per i voli soggetti al Regolamento (CE) n. 261/2004 , ovvero quelli che partono dall’Unione Europea o vi arrivano con vettore europeo, il passeggero ha diritto a scegliere tra il rimborso integrale del biglietto entro sette giorni oppure la riprotezione su un volo alternativo. Anche in caso di cancellazione per circostanze eccezionali come un conflitto armato, la compagnia è comunque tenuta a garantire assistenza. Decade invece, in questi casi, l’obbligo di compensazione pecuniaria aggiuntiva (da 250 a 600 euro).
Chi aveva acquistato un pacchetto turistico, volo più hotel, o altri servizi combinati, può invece avvalersi della Direttiva UE 2015/2302: ha diritto di recedere dal contratto senza penali e di ottenere il rimborso integrale entro 14 giorni, qualora le circostanze nel luogo di destinazione rendano il viaggio impossibile o gravemente compromesso.

“Ogni famiglia piacentina che ha investito i propri risparmi in un viaggio merita risposte chiare e tutele. Adiconsum è qui proprio per questo: per trasformare diritti scritti sulla carta in diritti realmente esigibili: contattateci”, invita Antonio Colosimo, coordinatore Adiconsum a Piacenza.

Adiconsum consiglia inoltre di:

-conservare tutta la documentazione (biglietti, conferme di prenotazione, ricevute di spese extra);

-registrare il proprio viaggio sul portale Viaggiare Sicuri della Farnesina (viaggiaresicuri.it);

-evitare informazioni non verificate sui social network e affidarsi esclusivamente a fonti ufficiali.

Per info e assistenza rivolgiti alla sede Adiconsum più vicina a te!

Piacenza: telefonando al numero 0523/752745 o via mail piacenza@adiconsum.it.

Parma: telefonando al numero 0521/037619 o via mail parma@adiconsum.it

Parma, oltre 700 dimissioni nel 2025: giovani e donne guidano il cambiamento del lavoro

Parma, oltre 700 dimissioni nel 2025:
giovani e donne guidano il cambiamento del lavoro

Parma Dimissioni

“Con la presente, comunico la mia decisione di rassegnare le dimissioni volontarie dal mio incarico”: è questa la formula che viene scritta alle aziende quando si rinuncia al posto di lavoro: ma cosa si nasconde dietro questa scelta? Una decisione strategica? Una scelta libera o un’esigenza forzata da condizioni esterne? Nel 2025 sono state circa 700 le dimissioni volontarie registrate presso il servizio dedicato della Cisl a Parma e provincia. Un dato che conferma come anche a livello territoriale sia in atto una trasformazione profonda nel rapporto tra persone e lavoro.

A lasciare il posto sono soprattutto giovani e donne, due categorie che più di altre stanno mettendo in discussione modelli occupazionali ormai non più sostenibili: “Non siamo di fronte a una fuga dal lavoro, ma una fuga da lavori che non garantiscono dignità, stabilità e prospettive” sottolinea Angela Calò segretaria generale aggiunta Cisl Parma Piacenza.

Le dimissioni non rappresentano un rifiuto al lavoro, ma una richiesta sempre più esplicita di qualità e tra le principali motivazioni ci sono salari insufficienti, precarietà contrattuale, scarse opportunità di crescita ed organizzazione del lavoro poco flessibile: “I giovani non chiedono meno lavoro, chiedono lavoro migliore. Chiedono di essere valorizzati, formati e messi nelle condizioni di costruire un futuro – evidenzia Calò – mentre per le donne le dimissioni volontarie rappresentano spesso un scelta obbligata, legata alla difficoltà di conciliare tempi di vita e di lavoro che diventa incompatibile con la vita familiare. Senza servizi adeguati e senza una vera flessibilità organizzativa, le dimissioni diventano una necessità.”

Il numero delle rinunce al proprio impiego rappresenta un segnale che interroga il territorio, un indicatore forte per il sistema economico e sociale. “Settecento dimissioni non sono un dato, sono un messaggio chiaro alle imprese e alle istituzioni: la qualità del lavoro è oggi la vera priorità – spiega la dirigente CISL – perchè il rischio è quello di un progressivo disallineamento tra domanda e offerte di lavoro, con imprese in difficoltà nel reperire personale e lavoratori sempre più distanti dal mercato.” La sfida da vincere è quindi rendere il lavoro attrattivo e per invertire la tendenza serve un cambio di passo deciso: “Oltre a garantire salari adeguati e stabilità, bisogna impegnarsi sulla formazione continua, attivare modelli organizzativi più inclusivi ed implementare politiche di conciliazione efficaci, soprattutto per giovani e donne. Questo – conclude Calò – significa investire sulla qualità, sulla partecipazione e sul rispetto delle persone”.

Buona Pasqua da Cisl Parma Piacenza

Buona Pasqua da Cisl Parma Piacenza

In questa Pasqua il pensiero va a tutte le lavoratrici e ai lavoratori che ogni giorno tengono in piedi il Paese con impegno e dignità.

Va a chi è in cerca di un lavoro stabile e giustamente retribuito senza essere obbligato a cercarlo all’estero.

Va alle famiglie che hanno a che fare con un bilancio domestico da far quadrare.

Va ai pensionati e ai nonni che supportano con il loro impegno e la loro azione i figli e i nipoti.

Va ai malati, ai disoccupati, a chi ha perso la forza di reagire, arrivando in prossimità del baratro.

La Pasqua è tempo di rinascita.

Una rinascita che porti più equità, più sicurezza sul lavoro, sempre e senza compromessi. Più rispetto per ogni persona, in ogni luogo di lavoro, perché non c’è vera festa senza giustizia sociale e non c’è futuro senza solidarietà.

Dobbiamo partire da un lavoro più giusto.

Con la forza della partecipazione e con la determinazione di chi non smette di rivendicare sempre contrattazione e diritti.
Che questa Pasqua porti  speranza concreta, non solo parole.
Che cessi il fuoco delle armi, perché la vita è il primo bene universale.
Buona Pasqua a tutti voi.

Michele Vaghini – Segretario Generale Cisl Parma Piacenza

CISL FP, siglato il Contratto Integrativo Aziendale Eureka

CISL FP, siglato il Contratto
Integrativo Aziendale Eureka

Eureka

FP CGIL, CISL FP ed Eureka Cooperativa Sociale ETS hanno sottoscritto il 26 marzo scorso un Contratto Integrativo Aziendale (CIA) che introduce alcuni significativi miglioramenti per lavoratrici e lavoratori. Tra i punti più rilevanti figurano la prima contrattualizzazione formale di un’indennità di reperibilità per le figure di coordinamento e la determinazione di ulteriori riconoscimenti economici per la quattordicesima mensilità.

L’accordo di secondo livello stipulato tra la Cooperativa e i sindacati si applica a tutti i lavoratori dipendenti e soci di Eureka introducendo condizioni di miglior favore rispetto al vigente “CCNL Cooperative Sociali” e al “Contratto integrativo provinciale di Piacenza”. In particolare vengono previsti, oltre al giá citato potenziamento della quattordicesima, 5 giorni aggiuntivi di congedo paternità retribuito, una specifica indennità festiva notturna aggiuntiva per chi lavora nelle strutture residenziali h24 nelle notti di Natale e Capodanno, rimborsi e indennità per gli addetti alle sostituzioni, flessibilità oraria per il personale amministrativo e un “premio fedeltà” per i venti anni di servizio. La CIA avrà scadenza al 31 dicembre 2027 e tacito rinnovo annuale.

FP CGIL segnala come particolarmente significativo il fatto che, per la prima volta a Piacenza, l’indennità sulla reperibilità del personale di coordinamento venga formalizzata in un contratto aziendale. Altrettanto rilevante sul piano dei diritti di genere è l’estensione del congedo di paternità retribuito a 15 giorni complessivi, fruibili anche in forma frazionata. “I coordinatori dei servizi sociali sono reperibili di fatto h24, spesso senza riconoscimento contrattuale: il burnout è un problema sistemico che in molte realtà ha già prodotto dimissioni – ha sottolineato Antonio De Leo, funzionario della locale federazione di categoria del sindacato. Questo accordo riconosce un onere reale e lo tutela. Ci auguriamo diventi un riferimento per il settore e attivi circoli virtuosi: lavoratori più tutelati significano servizi più stabili per tutta la comunità”

L’importanza strategica dell’impegno assunto dalla Cooperativa nell’integrare la quattordicesima mensilità è stata richiamata con soddisfazione anche dal responsabile terzo settore Piacenza CISL FP, Roberto Roberti: “Attualmente nel comparto delle cooperative sociali tale istituto corrisponde al 50% di una mensilità. L’obiettivo condiviso è ora il raggiungimento della copertura al 100%. Questa posizione – ha chiosato Roberti – accoglie e anticipa una delle principali rivendicazioni sindacali poste al tavolo per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di settore. Con questo accordo Piacenza si conferma pertanto all’avanguardia per la contrattazione aziendale nel terzo settore, un primato trainato dalle realtà storiche del territorio. La speranza e l’impegno della CISL FP sono rivolti ora alle altre cooperative operanti nel placentino: l’auspicio – ha concluso – è che intraprendano percorsi analoghi per valorizzare il lavoro socio-sanitario e assistenziale, rendendolo più attrattivo in un momento di forte carenza di personale”.

“Siamo da sempre attenti a garantire concrete condizioni di favore a chiunque collabori con la nostra realtà ha confermato la presidente della Cooperativa Eureka Carolina Soldati: premure che comprendono il benessere percepito, l’armonizzazione delle attività quotidiane e tangibili soluzioni di welfare e di conciliazione vita-lavoro, oltre naturalmente assicurazioni di riconoscimento e giusto compenso. Se fino ad oggi queste sollecitudini hanno sempre fatto parte del DNA di Eureka, la sigla dell’accordo – ha spiegato Soldati – rappresenta per noi la felice ufficialità di un impegno per il futuro. Perché lo spírito della Cooperativa si mantenga sempre fedele a sé stesso e, al contempo, risulti più attrattiva per quanti ancora non la conoscono”.

Soddisfazione per la sottoscrizione del CIA è stata infine espressa da Paola Gemmi, Presidente di Confcooperative Federsolidarietà Piacenza, cui da tempo Eureka aderisce. La neo-confermata guida dell’organizzazione territoriale ha in particolare espresso vivo apprezzamento per “un’iniziativa volta a valorizzare in modo concreto il lavoro dei soci e dei dipendenti”.

Montale, un lavoratore non torna a casa. FIT CISL: «Avevamo già sollecitato adeguamenti della viabilità per chi opera nella logistica»

Montale, un lavoratore non torna a casa.
FIT CISL: «Avevamo già sollecitato adeguamenti
della viabilità per chi opera nella logistica»

Buono (FIT CISL Piacenza): “Quel problema era noto. Le nostre segnalazioni ad Amministrazione e RFI sono rimaste in standby. Servono subito bus, piste ciclabili e sicurezza vera per chi lavora nel polo”

«Vogliamo esprimere le condoglianze ai familiari di chi non è rientrato dal lavoro».
Inizia così la dichiarazione di Salvatore Buono, Segretario territoriale della FIT CISL di Piacenza, sulla morte dell’uomo travolto ieri mattina da un treno regionale sui binari di Montale mentre si recava in servizio. Alla sua famiglia, ovunque essa si trovi, la FIT CISL esprime cordoglio profondo e vicinanza sincera.
Quello che rende questo incidente insopportabile non è solo il dolore. È il dubbio che fosse evitabile. Che quel problema era conosciuto. Che non si tratta di una scoperta di ieri mattina.
«Come FIT CISL avevamo già segnalato in passato, sia all’Amministrazione Comunale che a RFI-Rete Ferroviaria Italiana, i problemi di sicurezza legati agli attraversamenti impropri in quella zona — afferma Buono —. Avevamo chiesto come impedire che i lavoratori continuassero ad attraversare i binari, perché lì c’è il polo logistico, e alcuni, per non fare tutto il giro, scelgono quella scorciatoia. Si sapeva. Eppure quel punto è rimasto così com’era, fino all’incidente, che comunque va chiarito”.

La “seconda Piacenza” quasi abbandonata a se stessa

Esiste una Piacenza che si vede: quella dei palazzi, delle piazze, dei servizi urbani. Ed esiste una seconda Piacenza, quella dei capannoni di Montale, della Caorsana, dove ogni giorno migliaia di lavoratrici e lavoratori arrivano con qualsiasi mezzo disponibile, spesso prima dell’alba, spesso senza alternative.
«Il nostro polo logistico è ancora oggi carente di collegamenti con il servizio pubblico locale — denuncia Buono —. Non è accettabile che in un’area dove lavorano migliaia di persone, centinaia di questi lavoratori non abbiano un veicolo proprio e debbano arrangiarsi. Vanno in bici, vanno col monopattino, vanno con la bici elettrica. E dove vanno? Sulla Via Emilia, che è una strada pericolosa, dove le piste ciclopedonali non esistono o sono incomplete. Così finisce che qualcuno, per sbaglio, per fretta, per la disperazione di voler salvare il proprio mezzo, finisce per compiere azioni che potevano essere evitate — come attraversare i binari, a prezzo della vita».

Senza trasporto pubblico, si cammina sui binari.

Il nodo centrale è uno solo: se il trasporto pubblico locale fosse efficace ed efficiente per raggiungere il polo logistico, molti lavoratori lo userebbero. Invece non c’è. E chi non ha l’auto — e sono tanti — deve inventarsi ogni giorno come arrivare al turno.
Ai problemi di viabilità ciclabile si sommano quelli della micromobilità elettrica: bici a pedalata assistita, monopattini, scooter. Mezzi sempre più diffusi tra chi lavora nel polo, economici e veloci, ma che senza infrastrutture dedicate diventano armi a doppio taglio: se manca la ciclabile, si finisce sulla strada statale o peggio, su sentieri non sorvegliati a ridosso dei binari.

«La nostra non è solo una denuncia — precisa Buono —. È una richiesta precisa, che rinnova impegni che ci siamo già presi in passato e che ora devono diventare fatti: vogliamo che il Comune, RFI e le imprese committenti del polo si siedano a un tavolo e trovino soluzioni concrete».


La FIT CISL di Piacenza propone: 

Collegamento bus dedicato. Un servizio di trasporto pubblico locale specificamente pensato per i lavoratori del polo, con corse nelle fasce orarie in base ai vari turni di lavoro.

Rete ciclabile e ciclopedonale sicura. Un percorso protetto, illuminato e continuo che colleghi il centro città e i quartieri residenziali alle porte d’accesso del polo, eliminando la necessità di passare sulla Via Emilia o attraverso punti non sicuri.

Messa in sicurezza immediata degli attraversamenti. RFI e il Comune devono intervenire su tutti i punti critici già segnalati — e in primis su quello di via Martelli — con recinzioni adeguate e, contestualmente, con accessi alternativi sicuri che rispettino i percorsi reali dei lavoratori.

 

First CISL Parma Piacenza, donati 2000 euro all’Hospice di Piacenza

First CISL, Donati 2000 euro
all'Hospice di Piacenza

Hospice di Piacenza

La segreteria di First CISL Parma Piacenza, insieme al referente di zona, ha consegnato alla “Casa di Iris” l’assegno destinato alle finalità dell’Hospice.

 

«È il donatore ad essere grato»
Non è una semplice formula di cortesia. È la riflessione nata all’interno del sindacato quando è stata decisa la donazione: più si pensa a ciò che l’Hospice fa ogni giorno — accompagnare con dignità e cura chi si avvicina alla fine della vita — più ci si convince che il privilegio, in fondo, é del donatore. Quello di poter contribuire, anche solo in parte, a tenere accesa una luce così necessaria.

È con questo spirito che ieri, lunedì 30 marzo, l’intera segreteria (composta dal Segretario Generale Cosimo Vaglio, Emilia Pallavicini e Deciomaria Bentivoglio), insieme al referente di zona Giorgio Camoni, si è presentata all’Hospice di Piacenza. Nelle mani della dottoressa Giovanna Albini è stato consegnato l’assegno da duemila euro: la “charity” annuale del sindacato, scelto quest’anno per onorare un luogo dove la centralità della persona non è uno slogan, ma una pratica quotidiana.

Un sindacato che non si ferma alla busta paga
La First CISL — il sindacato dei lavoratori del credito, delle assicurazioni e della finanza aderente alla CISL — non è nuova a questo tipo di impegno. Ma la visita alla Casa di Iris racconta qualcosa di più profondo di una donazione: riflette un’idea di sindacato che non esaurisce il proprio mandato nella contrattazione, per quanto fondamentale, ma che si interroga sul senso pieno della centralità della persona.

«Essere qui, tutti insieme, non è un caso», ha spiegato il Segretario Generale Cosimo Vaglio. «La Casa di Iris fa qualcosa che noi sindacalisti conosciamo bene: stare accanto alle persone nei momenti più difficili. È un compito di cura, di dignità. E noi volevamo essere presenti, non solo con un assegno».

“Abbiamo scelto la Casa di Iris perché è un presidio di umanità nel cuore di Piacenza – sottolinea la componente piacentina di segreteria Emilia Pallavicini – L’Hospice piacentino rappresenta uno di quei presidi di welfare territoriale che la CISL difende con convinzione: strutture che non si limitano a curare, ma che accompagnano, costruendo attorno al paziente e alla sua famiglia una rete di relazioni e di significato.”

La dottoressa Giovanna Albini, nel ricevere il contributo, ha saputo raccogliere con grazia il senso più profondo del momento: la consapevolezza che mettersi al servizio è la cosa che più conta.

«Portare qui la donazione del nostro sindacato», ha aggiunto il referente Giorgio Camoni, «è un modo per dire ai nostri iscritti che le quote che versano sono un valore che serve anche a costruire comunità.»

Adiconsum, allerta truffa assegno Amazon e Trump

Adiconsum, allerta truffa
assegno Amazon e Trump

Truffa assegno Amazon e Trump

“Un capolavoro falsario che sta circolando in Italia. Occhi aperti: non depositate nulla e denunciate”. Antonio Colosimo, Coordinatore di Adiconsum Emilia Romagna per i territori di Parma e Piacenza, mette in guardia i piacentini su un raggiro internazionale.

 

Una busta che arriva dagli Stati Uniti (o via Repubblica Ceca), un assegno reale di 51 dollari e il nome di Donald Trump a garanzia di un presunto risarcimento Amazon. Sebbene nel piacentino non si siano ancora registrate denunce formali, l’allerta di Adiconsum è massima: il “caso Formigine”, scoppiato a pochi chilometri di distanza, dimostra che la truffa è sofisticata e potrebbe colpire presto anche i cittadini di Piacenza e provincia.

IL MECCANISMO DEL RAGGIRO


La truffa sfrutta una base di verità: negli USA esiste davvero una class action contro Amazon che ha portato l’agenzia governativa FTC a emettere rimborsi. Il problema? I risarcimenti spettano solo agli abbonati Prime americani.

“La lettera che sta circolando è un capolavoro falsario”, spiega Colosimo. “Contiene un assegno della Huntington National Bank dell’Ohio e invita a depositarlo o a cliccare su link per ricevere il pagamento via PayPal. È una trappola pericolosissima che punta a svuotare i conti correnti”.

DUE TRUFFE IN UNA

L’associazione spiega che il pericolo è doppio:

Overpayment scam: La vittima deposita l’assegno. La banca accredita i fondi “salvo buon fine”. I truffatori contattano la vittima parlando di un errore e chiedono di restituire parte della cifra tramite bonifico. Quando la banca scopre che l’assegno è falso, storna i 51 dollari, ma i soldi inviati dalla vittima ai truffatori sono ormai persi.

Phishing e furto dati: La lettera spinge a visitare siti web malevoli per “riscuotere il premio”, dove vengono rubati password, coordinate bancarie e dati sensibili.

 

COME DIFENDERSI

“Non dobbiamo aspettare che accada il primo caso a Piacenza per muoverci”, avverte Adiconsum. “I truffatori spesso conoscono il nome del destinatario e sanno che è abbonato ad Amazon. Se ricevete buste sospette, consegnate a mano da sconosciuti o arrivate per posta estera, non fate nulla: non depositate l’assegno e non cliccate sui link.”


Diffidate di rimborsi inattesi: Amazon non rimborsa tramite assegni americani spediti per posta ordinaria.

Controllate i canali ufficiali: Le comunicazioni legali serie arrivano via PEC o raccomandata con ricevuta di ritorno.

Segnalate subito: In caso di dubbi, rivolgetevi alla Polizia Postale, ai Carabinieri o ai nostri uffici.

CONTATTI UTILI

Per informazioni e assistenza a Piacenza e provincia, Adiconsum è a disposizione dei cittadini presso la sede di Strada Malchioda 1.

Telefono: 0523 752745

Email: piacenza@adiconsum.it

Adiconsum, dipendenza dai social: necessarie regole urgenti e tutela dei minori

Adiconsum, dipendenza dai social:
necessarie regole urgenti e tutela dei minori

Dipendenza dai social

Dipendenza dai social: Meta e Google condannate negli Usa
La notizia del verdetto storico di Los Angeles arriva fino a Piacenza. Adiconsum chiede regole urgenti a tutela dei minori

Una sentenza che sa di svolta epocale è arrivata dal tribunale di Los Angeles: Meta e Google sono state dichiarate responsabili per dipendenza dai social media. La causa era stata avviata da Kaley G.M., una ragazza californiana oggi ventenne, che ha affermato di aver iniziato a usare YouTube a 6 anni e Instagram a 9, e ha dichiarato alla giuria di aver trascorso “tutto il giorno” sui social media durante l’infanzia.


La giuria ha stabilito che Meta e Google sono colpevoli di negligenza nel progettare piattaforme che incentivano l’uso compulsivo, causando danni psicologici gravi.
Il risarcimento stabilito è di 3 milioni di dollari, ma l’effetto più importante è simbolico e sistemico: la decisione potrebbe aprire la strada a nuove cause e spingere a un ripensamento del design di social e app, in particolare sulle funzioni di “scorrimento infinito” e sugli algoritmi di raccomandazione.


Adiconsum Parma Piacenza accoglie con favore questo verdetto e chiede che la risposta europea e italiana non tardi. “Non siamo di fronte a una disputa tecnica tra avvocati americani, spiega Antonio Colosimo, Coordinatore Adiconsum a Piacenza. Siamo di fronte alla conferma di ciò che migliaia di famiglie nel nostro territorio avvertono ogni giorno. Ragazze e ragazzi di ogni città italiana, cresciuti a pane e scroll infinito, con algoritmi progettati — è ora provato in un’aula di tribunale — per creare dipendenza, non connessione”.


“Da tempo, prosegue Colosimo, come CISL e come Adiconsum chiediamo un “Piano nazionale per l’istruzione e la formazione di qualità” capace di intervenire anche sulla povertà educativa e sul disagio minorile. Ebbene, probabilmente non c’è disagio minorile più diffuso e più sottovalutato, oggi, di quello generato da piattaforme progettate per catturare l’attenzione e non lasciarla più andare. A Piacenza come a Los Angeles”.

Quindi cosa proponete? “Come Adiconsum sollecitiamo le istituzioni europee ad introdurre il divieto di algoritmi di raccomandazione sulle piattaforme digitali per gli under 16 e rendere obbligatoria la verifica dell’età con strumenti efficaci — non le autocertificazioni già dimostratesi inutili. Infine chiediamo sia istituito un Osservatorio nazionale sulla salute digitale dei minori, con il coinvolgimento delle associazioni dei consumatori e delle organizzazioni sindacali”.

La Contrattazione di Genere di Oggi – Convegno Cisl a Piacenza

La contrattazione di genere oggi:
Convegno Cisl a Piacenza

Convegno Cisl

Parità di genere, non un «gentile omaggio» ma pilastro di una nuova società ed economia

Al convegno presso «La Volta del Vescovo» l’analisi del sindacato: «Dalla conciliazione alla condivisione, il talento femminile vale quasi il 10% del PIL: va liberato con la contrattazione e la partecipazione».

PIACENZA – Non è stato un semplice seminario di studi ma un vero e proprio «incubatore di idee» per incidere sulle regole del mercato del lavoro locale. Si è svolto oggi, nella cornice della sala meeting de “La Volta del Vescovo”, il convegno “Contrattare la parità di genere: oltre la conciliazione, verso una reale equità”, organizzato dalla CISL Parma Piacenza e dal suo Coordinamento femminile e politiche di genere. Un evento che ha segnato un punto di svolta nel dibattito sindacale territoriale, recependo le linee guida del recente XX Congresso Nazionale CISL e traducendole in azioni concrete per il tessuto produttivo piacentino e parmense. Un evento partecipato, con una sala gremita da oltre cento persone.

Il peso del gap: numeri che interrogano il territorio

I lavori, aperti da Michele Vaghini, Segretario generale CISL Parma Piacenza, con l’intervento di Liliana Tessaroli (Agenzia Regionale per il Lavoro), hanno subito evidenziato come l’occupazione femminile a Piacenza e Parma debba ancora fare i conti con asimmetrie profonde. Dati confermati da Nunzio Fabio Scuto (INPS Parma), che ha illustrato il volto amaro del gender pay gap: retribuzioni più basse che si riflettono, inevitabilmente, in futuri trattamenti previdenziali, penalizzanti per le lavoratrici.

Vaghini, nel suo saluto iniziale, ha tracciato il percorso operativo partendo dal miglioramento del welfare (asili aziendali, flessibilità oraria in ingresso ed uscita, smart working, voucher baby sitting, etc), attraverso la contrattazione aziendale e sociale. Per essere vera, la parità deve essere “partecipata”, con le donne che in misura uguale a ciò che avviene per gli uomini, diventino protagoniste dei processi decisionali aziendali, in pieno spirito con l’articolo 46 della Costituzione. L’uomo non può chiamarsi fuori da questa discussione. Serve una rivoluzione culturale».

«Dobbiamo modificare la prospettiva – ha dichiarato a margine Elisabetta Oppici, componente della Segreteria CISL Parma Piacenza – la parità non è una concessione ma un pilastro dell’economia. I dati sono inequivocabili: escludere il talento femminile costa all’Italia una perdita di ricchezza pari a circa il 9% del PIL. Agire su questo fronte significa far crescere l’intero sistema produttivo dei nostri territori, oltre che cambiare la vita famigliare e personale di ciascuna donna».

Dalla “conciliazione” alla “condivisione”

Il cuore della proposta CISL risiede nel superamento del concetto di “conciliazione”, spesso inteso come un problema esclusivamente femminile. Il cambiamento prospettato da Elisabetta Oppici è netto: «Dobbiamo smettere di chiedere alle donne come facciano a gestire tutto. La sfida è riorganizzare il lavoro affinché la cura della famiglia sia una responsabilità di tutti, non un ostacolo alla carriera che grava quasi totalmente sulle spalle delle donne».

In questa direzione, la contrattazione di secondo livello – pilastro della visione riformista della CISL – diventa lo strumento principe. Come sottolineato dalla ricercatrice Chiara Altilio (ADAPT), è nei contratti aziendali che si vince la sfida dell’equità, superando la cultura della «presenza fisica costante», a favore di criteri di promozione basati sui risultati e su una formazione vera dopo i congedi. La relatrice ha presentato diversi casi virtuosi già in essere.

Un Patto Sociale per il futuro

L’intervento di Livia Ricciardi (CISL Nazionale) sulla Certificazione di Genere, una procedura non priva di criticità, ha mostrato come l’equità sia anche un’opportunità per la competitività delle imprese, tema ripreso nella tavola rotonda con le associazioni datoriali, a cui hanno partecipato Mariangela Spezia, per Confindustria Piacenza, e Cristiana Crenna per CNA, oltre ad Antonietta Serri (Lega Coop). Una tavola rotonda moderata da due componenti del Coordinamento femminile e politiche di genere della Cisl territoriale, Barbara Troise Rioda e Alessandra Panci.

Le conclusioni di Orietta Ruccolo, Segretaria Regionale CISL Emilia-Romagna, hanno ribadito la necessità di un «Patto di valore» tra aziende e sindacato. Non bastano i “ritagli di tempo”: servono infrastrutture sociali di qualità, come asili e servizi efficienti, che garantiscano lavoro dignitoso e permettano una reale distribuzione dei carichi di cura.

La CISL territoriale esce dal convegno con un mandato chiaro: trasformare le statistiche in diritti reali e buste paga più pesanti. La via è quella di un «umanesimo del lavoro» che non lasci mai indietro le donne, abbattendo quegli stereotipi che rendono ancora oggi il loro percorso professionale inutilmente faticoso.

 

Convegno Cisl

ANTEAS Piacenza si rinnova: Linari confermato presidente, la solidarietà si fa territorio

ANTEAS Piacenza si rinnova:
Linari confermato presidente, la solidarietà si fa territorio

ANTEAS Piacenza

Dall’assemblea dell’associazione più radicamento nel quartiere Farnesiana e la proiezione verso nuovi volontari. Il 5 per mille: uno strumento semplice per sostenere le azioni per gli anziani in difficoltà

 

 

Si è svolta nei giorni scorsi l’Assemblea congressuale di ANTEAS Piacenza — l’Associazione Nazionale Tutte le Età Attive per la Solidarietà, emanazione della CISL — che ha eletto il nuovo Direttivo e confermato Adriano Linari alla presidenza. Un segnale di continuità e fiducia in chi, negli ultimi anni, si è impegnato a trasformare la vicinanza agli anziani e ai fragili da semplice volontariato in un vero e proprio presidio di welfare di prossimità sul territorio piacentino.

L’assemblea ha fatto il punto sulle attività realizzate nel corso del 2025, un anno segnato da impegni concreti su più fronti. ANTEAS Piacenza ha operato sul piano della solidarietà sociale, intervenendo in situazioni di disagio con un approccio diretto e personale. Ma non solo: l’associazione ha promosso iniziative culturali — diverse le visite — convinta che l’attenzione a sè stessi e agli altri passi anche attraverso la stimolazione intellettuale e la partecipazione alla vita della comunità.

Tra i progetti di maggiore impatto, spicca la realizzazione di “La Bolla”, una stanza multisensoriale allestita in occasione del 90° anniversario della Casa di Riposo Giuseppe Gasparini di Pieve Dugliara Rivergaro. Un ambiente pensato per migliorare la vivibilità dei degenti attraverso stimoli visivi, sonori e tattici: un’idea semplice quanto preziosa, che mette al centro la dignità e il benessere della persona, anche quando le parole non bastano più da sole a comunicare.

Sul fronte della presenza nel territorio urbano, l’assemblea ha evidenziato i frutti della collaborazione con “La Giara”, il centro Caritas parrocchiale, che ha consentito ad ANTEAS di radicarsi nel quartiere della Farnesiana, dove ha trovato anche la sua nuova sede sociale, in via Farnesiana 106/a. Un quartiere popoloso dove la presenza di un’associazione che porta ascolto e aiuta nell’accesso ai servizi fa la differenza nella quotidianità delle famiglie.

Tra i temi all’ordine del giorno, il Congresso ha rilanciato con forza l’importanza del Trasporto Sociale: accompagnare anziani e persone non autosufficienti a visite mediche, esami diagnostici o semplicemente a fare la spesa è un atto che riduce l’isolamento e alleggerisce il carico sulle famiglie. Un servizio che, però, ha bisogno di gambe nuove: l’assemblea ha quindi lanciato un appello per il reclutamento di nuovi volontari, un bisogno che si fa ancora più sentito con il progressivo invecchiamento della popolazione piacentina.

In vista della campagna fiscale di primavera, ANTEAS ricorda ai cittadini una possibilità e a costo zero: destinare il 5 per mille dell’IRPEF all’associazione. Non costa nulla al contribuente — la quota verrebbe comunque trattenuta — ma può fare molto: quelle risorse permettono ad ANTEAS di ampliare i propri servizi, formare nuovi volontari e mantenere attivi i progetti sul territorio.

In un momento in cui il sistema di welfare pubblico mostra le sue fragilità, la realtà di ANTEAS rappresenta una risposta concreta al principio di sussidiarietà che la CISL ha sempre difeso: non lo Stato al posto della persona, ma la comunità che si organizza per prendersi cura dei suoi membri più fragili. Il tutto con uno spirito laico, plurale e aperto a tutti, a prescindere dall’età o dalla provenienza.

Chi volesse avvicinarsi ad ANTEAS Piacenza — come volontario o per richiedere i servizi — può contattare la sede di via Farnesiana 106/a, telefono 0523 590751, email fnpcortesi@libero.it.