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Adiconsum, allerta truffa assegno Amazon e Trump

Adiconsum, allerta truffa
assegno Amazon e Trump

Truffa assegno Amazon e Trump

“Un capolavoro falsario che sta circolando in Italia. Occhi aperti: non depositate nulla e denunciate”. Antonio Colosimo, Coordinatore di Adiconsum Emilia Romagna per i territori di Parma e Piacenza, mette in guardia i piacentini su un raggiro internazionale.

 

Una busta che arriva dagli Stati Uniti (o via Repubblica Ceca), un assegno reale di 51 dollari e il nome di Donald Trump a garanzia di un presunto risarcimento Amazon. Sebbene nel piacentino non si siano ancora registrate denunce formali, l’allerta di Adiconsum è massima: il “caso Formigine”, scoppiato a pochi chilometri di distanza, dimostra che la truffa è sofisticata e potrebbe colpire presto anche i cittadini di Piacenza e provincia.

IL MECCANISMO DEL RAGGIRO


La truffa sfrutta una base di verità: negli USA esiste davvero una class action contro Amazon che ha portato l’agenzia governativa FTC a emettere rimborsi. Il problema? I risarcimenti spettano solo agli abbonati Prime americani.

“La lettera che sta circolando è un capolavoro falsario”, spiega Colosimo. “Contiene un assegno della Huntington National Bank dell’Ohio e invita a depositarlo o a cliccare su link per ricevere il pagamento via PayPal. È una trappola pericolosissima che punta a svuotare i conti correnti”.

DUE TRUFFE IN UNA

L’associazione spiega che il pericolo è doppio:

Overpayment scam: La vittima deposita l’assegno. La banca accredita i fondi “salvo buon fine”. I truffatori contattano la vittima parlando di un errore e chiedono di restituire parte della cifra tramite bonifico. Quando la banca scopre che l’assegno è falso, storna i 51 dollari, ma i soldi inviati dalla vittima ai truffatori sono ormai persi.

Phishing e furto dati: La lettera spinge a visitare siti web malevoli per “riscuotere il premio”, dove vengono rubati password, coordinate bancarie e dati sensibili.

 

COME DIFENDERSI

“Non dobbiamo aspettare che accada il primo caso a Piacenza per muoverci”, avverte Adiconsum. “I truffatori spesso conoscono il nome del destinatario e sanno che è abbonato ad Amazon. Se ricevete buste sospette, consegnate a mano da sconosciuti o arrivate per posta estera, non fate nulla: non depositate l’assegno e non cliccate sui link.”


Diffidate di rimborsi inattesi: Amazon non rimborsa tramite assegni americani spediti per posta ordinaria.

Controllate i canali ufficiali: Le comunicazioni legali serie arrivano via PEC o raccomandata con ricevuta di ritorno.

Segnalate subito: In caso di dubbi, rivolgetevi alla Polizia Postale, ai Carabinieri o ai nostri uffici.

CONTATTI UTILI

Per informazioni e assistenza a Piacenza e provincia, Adiconsum è a disposizione dei cittadini presso la sede di Strada Malchioda 1.

Telefono: 0523 752745

Email: piacenza@adiconsum.it

Adiconsum, dipendenza dai social: necessarie regole urgenti e tutela dei minori

Adiconsum, dipendenza dai social:
necessarie regole urgenti e tutela dei minori

Dipendenza dai social

Dipendenza dai social: Meta e Google condannate negli Usa
La notizia del verdetto storico di Los Angeles arriva fino a Piacenza. Adiconsum chiede regole urgenti a tutela dei minori

Una sentenza che sa di svolta epocale è arrivata dal tribunale di Los Angeles: Meta e Google sono state dichiarate responsabili per dipendenza dai social media. La causa era stata avviata da Kaley G.M., una ragazza californiana oggi ventenne, che ha affermato di aver iniziato a usare YouTube a 6 anni e Instagram a 9, e ha dichiarato alla giuria di aver trascorso “tutto il giorno” sui social media durante l’infanzia.


La giuria ha stabilito che Meta e Google sono colpevoli di negligenza nel progettare piattaforme che incentivano l’uso compulsivo, causando danni psicologici gravi.
Il risarcimento stabilito è di 3 milioni di dollari, ma l’effetto più importante è simbolico e sistemico: la decisione potrebbe aprire la strada a nuove cause e spingere a un ripensamento del design di social e app, in particolare sulle funzioni di “scorrimento infinito” e sugli algoritmi di raccomandazione.


Adiconsum Parma Piacenza accoglie con favore questo verdetto e chiede che la risposta europea e italiana non tardi. “Non siamo di fronte a una disputa tecnica tra avvocati americani, spiega Antonio Colosimo, Coordinatore Adiconsum a Piacenza. Siamo di fronte alla conferma di ciò che migliaia di famiglie nel nostro territorio avvertono ogni giorno. Ragazze e ragazzi di ogni città italiana, cresciuti a pane e scroll infinito, con algoritmi progettati — è ora provato in un’aula di tribunale — per creare dipendenza, non connessione”.


“Da tempo, prosegue Colosimo, come CISL e come Adiconsum chiediamo un “Piano nazionale per l’istruzione e la formazione di qualità” capace di intervenire anche sulla povertà educativa e sul disagio minorile. Ebbene, probabilmente non c’è disagio minorile più diffuso e più sottovalutato, oggi, di quello generato da piattaforme progettate per catturare l’attenzione e non lasciarla più andare. A Piacenza come a Los Angeles”.

Quindi cosa proponete? “Come Adiconsum sollecitiamo le istituzioni europee ad introdurre il divieto di algoritmi di raccomandazione sulle piattaforme digitali per gli under 16 e rendere obbligatoria la verifica dell’età con strumenti efficaci — non le autocertificazioni già dimostratesi inutili. Infine chiediamo sia istituito un Osservatorio nazionale sulla salute digitale dei minori, con il coinvolgimento delle associazioni dei consumatori e delle organizzazioni sindacali”.

La Contrattazione di Genere di Oggi – Convegno Cisl a Piacenza

La contrattazione di genere oggi:
Convegno Cisl a Piacenza

Convegno Cisl

Parità di genere, non un «gentile omaggio» ma pilastro di una nuova società ed economia

Al convegno presso «La Volta del Vescovo» l’analisi del sindacato: «Dalla conciliazione alla condivisione, il talento femminile vale quasi il 10% del PIL: va liberato con la contrattazione e la partecipazione».

PIACENZA – Non è stato un semplice seminario di studi ma un vero e proprio «incubatore di idee» per incidere sulle regole del mercato del lavoro locale. Si è svolto oggi, nella cornice della sala meeting de “La Volta del Vescovo”, il convegno “Contrattare la parità di genere: oltre la conciliazione, verso una reale equità”, organizzato dalla CISL Parma Piacenza e dal suo Coordinamento femminile e politiche di genere. Un evento che ha segnato un punto di svolta nel dibattito sindacale territoriale, recependo le linee guida del recente XX Congresso Nazionale CISL e traducendole in azioni concrete per il tessuto produttivo piacentino e parmense. Un evento partecipato, con una sala gremita da oltre cento persone.

Il peso del gap: numeri che interrogano il territorio

I lavori, aperti da Michele Vaghini, Segretario generale CISL Parma Piacenza, con l’intervento di Liliana Tessaroli (Agenzia Regionale per il Lavoro), hanno subito evidenziato come l’occupazione femminile a Piacenza e Parma debba ancora fare i conti con asimmetrie profonde. Dati confermati da Nunzio Fabio Scuto (INPS Parma), che ha illustrato il volto amaro del gender pay gap: retribuzioni più basse che si riflettono, inevitabilmente, in futuri trattamenti previdenziali, penalizzanti per le lavoratrici.

Vaghini, nel suo saluto iniziale, ha tracciato il percorso operativo partendo dal miglioramento del welfare (asili aziendali, flessibilità oraria in ingresso ed uscita, smart working, voucher baby sitting, etc), attraverso la contrattazione aziendale e sociale. Per essere vera, la parità deve essere “partecipata”, con le donne che in misura uguale a ciò che avviene per gli uomini, diventino protagoniste dei processi decisionali aziendali, in pieno spirito con l’articolo 46 della Costituzione. L’uomo non può chiamarsi fuori da questa discussione. Serve una rivoluzione culturale».

«Dobbiamo modificare la prospettiva – ha dichiarato a margine Elisabetta Oppici, componente della Segreteria CISL Parma Piacenza – la parità non è una concessione ma un pilastro dell’economia. I dati sono inequivocabili: escludere il talento femminile costa all’Italia una perdita di ricchezza pari a circa il 9% del PIL. Agire su questo fronte significa far crescere l’intero sistema produttivo dei nostri territori, oltre che cambiare la vita famigliare e personale di ciascuna donna».

Dalla “conciliazione” alla “condivisione”

Il cuore della proposta CISL risiede nel superamento del concetto di “conciliazione”, spesso inteso come un problema esclusivamente femminile. Il cambiamento prospettato da Elisabetta Oppici è netto: «Dobbiamo smettere di chiedere alle donne come facciano a gestire tutto. La sfida è riorganizzare il lavoro affinché la cura della famiglia sia una responsabilità di tutti, non un ostacolo alla carriera che grava quasi totalmente sulle spalle delle donne».

In questa direzione, la contrattazione di secondo livello – pilastro della visione riformista della CISL – diventa lo strumento principe. Come sottolineato dalla ricercatrice Chiara Altilio (ADAPT), è nei contratti aziendali che si vince la sfida dell’equità, superando la cultura della «presenza fisica costante», a favore di criteri di promozione basati sui risultati e su una formazione vera dopo i congedi. La relatrice ha presentato diversi casi virtuosi già in essere.

Un Patto Sociale per il futuro

L’intervento di Livia Ricciardi (CISL Nazionale) sulla Certificazione di Genere, una procedura non priva di criticità, ha mostrato come l’equità sia anche un’opportunità per la competitività delle imprese, tema ripreso nella tavola rotonda con le associazioni datoriali, a cui hanno partecipato Mariangela Spezia, per Confindustria Piacenza, e Cristiana Crenna per CNA, oltre ad Antonietta Serri (Lega Coop). Una tavola rotonda moderata da due componenti del Coordinamento femminile e politiche di genere della Cisl territoriale, Barbara Troise Rioda e Alessandra Panci.

Le conclusioni di Orietta Ruccolo, Segretaria Regionale CISL Emilia-Romagna, hanno ribadito la necessità di un «Patto di valore» tra aziende e sindacato. Non bastano i “ritagli di tempo”: servono infrastrutture sociali di qualità, come asili e servizi efficienti, che garantiscano lavoro dignitoso e permettano una reale distribuzione dei carichi di cura.

La CISL territoriale esce dal convegno con un mandato chiaro: trasformare le statistiche in diritti reali e buste paga più pesanti. La via è quella di un «umanesimo del lavoro» che non lasci mai indietro le donne, abbattendo quegli stereotipi che rendono ancora oggi il loro percorso professionale inutilmente faticoso.

 

Convegno Cisl

ANTEAS Piacenza si rinnova: Linari confermato presidente, la solidarietà si fa territorio

ANTEAS Piacenza si rinnova:
Linari confermato presidente, la solidarietà si fa territorio

ANTEAS Piacenza

Dall’assemblea dell’associazione più radicamento nel quartiere Farnesiana e la proiezione verso nuovi volontari. Il 5 per mille: uno strumento semplice per sostenere le azioni per gli anziani in difficoltà

 

 

Si è svolta nei giorni scorsi l’Assemblea congressuale di ANTEAS Piacenza — l’Associazione Nazionale Tutte le Età Attive per la Solidarietà, emanazione della CISL — che ha eletto il nuovo Direttivo e confermato Adriano Linari alla presidenza. Un segnale di continuità e fiducia in chi, negli ultimi anni, si è impegnato a trasformare la vicinanza agli anziani e ai fragili da semplice volontariato in un vero e proprio presidio di welfare di prossimità sul territorio piacentino.

L’assemblea ha fatto il punto sulle attività realizzate nel corso del 2025, un anno segnato da impegni concreti su più fronti. ANTEAS Piacenza ha operato sul piano della solidarietà sociale, intervenendo in situazioni di disagio con un approccio diretto e personale. Ma non solo: l’associazione ha promosso iniziative culturali — diverse le visite — convinta che l’attenzione a sè stessi e agli altri passi anche attraverso la stimolazione intellettuale e la partecipazione alla vita della comunità.

Tra i progetti di maggiore impatto, spicca la realizzazione di “La Bolla”, una stanza multisensoriale allestita in occasione del 90° anniversario della Casa di Riposo Giuseppe Gasparini di Pieve Dugliara Rivergaro. Un ambiente pensato per migliorare la vivibilità dei degenti attraverso stimoli visivi, sonori e tattici: un’idea semplice quanto preziosa, che mette al centro la dignità e il benessere della persona, anche quando le parole non bastano più da sole a comunicare.

Sul fronte della presenza nel territorio urbano, l’assemblea ha evidenziato i frutti della collaborazione con “La Giara”, il centro Caritas parrocchiale, che ha consentito ad ANTEAS di radicarsi nel quartiere della Farnesiana, dove ha trovato anche la sua nuova sede sociale, in via Farnesiana 106/a. Un quartiere popoloso dove la presenza di un’associazione che porta ascolto e aiuta nell’accesso ai servizi fa la differenza nella quotidianità delle famiglie.

Tra i temi all’ordine del giorno, il Congresso ha rilanciato con forza l’importanza del Trasporto Sociale: accompagnare anziani e persone non autosufficienti a visite mediche, esami diagnostici o semplicemente a fare la spesa è un atto che riduce l’isolamento e alleggerisce il carico sulle famiglie. Un servizio che, però, ha bisogno di gambe nuove: l’assemblea ha quindi lanciato un appello per il reclutamento di nuovi volontari, un bisogno che si fa ancora più sentito con il progressivo invecchiamento della popolazione piacentina.

In vista della campagna fiscale di primavera, ANTEAS ricorda ai cittadini una possibilità e a costo zero: destinare il 5 per mille dell’IRPEF all’associazione. Non costa nulla al contribuente — la quota verrebbe comunque trattenuta — ma può fare molto: quelle risorse permettono ad ANTEAS di ampliare i propri servizi, formare nuovi volontari e mantenere attivi i progetti sul territorio.

In un momento in cui il sistema di welfare pubblico mostra le sue fragilità, la realtà di ANTEAS rappresenta una risposta concreta al principio di sussidiarietà che la CISL ha sempre difeso: non lo Stato al posto della persona, ma la comunità che si organizza per prendersi cura dei suoi membri più fragili. Il tutto con uno spirito laico, plurale e aperto a tutti, a prescindere dall’età o dalla provenienza.

Chi volesse avvicinarsi ad ANTEAS Piacenza — come volontario o per richiedere i servizi — può contattare la sede di via Farnesiana 106/a, telefono 0523 590751, email fnpcortesi@libero.it.

Dichiarazione dei redditi 2026 – Cisl Parma Piacenza il tuo punto di riferimento per il 730

Dichiarazione dei redditi 2026 -
Cisl Parma Piacenza il tuo punto di riferimento per il 730

Dichiarazione dei redditi 2026 - Cisl Parma Piacenza il tuo punto di riferimento per il 730

Care cittadine e cari cittadini,

siamo arrivati all’avvio della campagna per le dichiarazioni dei redditi, un momento che rappresenta non solo una tappa importante del nostro lavoro annuale ma anche un’occasione per ribadire il valore del nostro impegno quotidiano al servizio delle persone.

Ogni anno affrontiamo la campagna fiscale con la consapevolezza che non si tratta semplicemente di adempiere a un obbligo normativo ma di svolgere una funzione essenziale di assistenza, tutela e orientamento. 

Dietro ogni dichiarazione c’è una persona, una famiglia, una storia fatta di lavoro, sacrifici, aspettative e talvolta anche difficoltà. Il nostro compito è quello di accogliervi con competenza, rispetto e attenzione, offrendo un servizio che sia non solo corretto dal punto di vista tecnico ma anche umano e accessibile.

In un contesto in continua evoluzione, in cui le normative fiscali cambiano con frequenza e richiedono aggiornamenti costanti, anche quest’anno abbiamo puntato sulla formazione del nostro personale che diventa sempre più centrale. Questo percorso non è stato soltanto un’occasione di apprendimento individuale ma è diventato uno spazio di confronto collettivo perché il nostro lavoro si fonda sulla collaborazione di sostenersi reciprocamente per costruire un gruppo di lavoro sempre più preparato e consapevole del proprio ruolo.

Sappiamo bene che le settimane che ci attendono saranno impegnative. La campagna fiscale porta con sé carichi di lavoro intensi, scadenze serrate e la necessità di gestire con precisione una grande quantità di pratiche ma allo stesso tempo, è importante mantenere uno sguardo attento al significato più profondo del nostro lavoro. Ogni dichiarazione compilata correttamente, rappresenta per noi un diritto garantito, un errore evitato, una tutela concreta per chi si rivolgerà presso i nostri uffici. 

Il nostro ruolo, quindi, va oltre l’aspetto tecnico: siamo un punto di riferimento per molti di voi, spesso l’interfaccia più immediata tra il cittadino e un sistema complesso. 

Vi invito pertanto, come ogni anno, a rivolgervi presso le nostre sedi nel caso abbiate bisogno di supporto per la vostra dichiarazione perché sono certo che rimarrete soddisfatti di ciò che troverete.

 

Il segretario generale Cisl Parma Piacenza



ANTEAS Parma: Giancarlo Castellani rieletto Presidente

ANTEAS Parma:
Giancarlo Castellani rieletto Presidente

ANTEAS Parma Presidente

Giancarlo Castellani è stato riconfermato all’unanimità presidente di Anteas Parma, l’associazione promossa da FNP CISL che ha come obiettivo quello di contrastare ogni forma di emarginazione sociale per migliorarne la qualità della vita, diffondere la cultura e la pratica della solidarietà.

L’assemblea dei 250 soci ha rinnovato così la fiducia a Castellani che, oltre ad esprimere soddisfazione per la crescita delle attività dell’associazione, pensa già ad aumentare iniziative e presenza sul territorio: “Il numero dei volontari è notevolmente cresciuto e questo ci permette di svolgere molti interventi per aiutare le persone che ne hanno bisogno – spiega – potenzieremo i servizi già in essere rivolti principalmente alla persona.”

I dati forniti sulle attività di Anteas testimoniano l’impegno sul territorio: la crescita riguarda soprattutto la vicinanza agli anziani soli, il trasporto sociale e le iniziative per contrastare la solitudine, le consegne a domicilio che possono riguardare la spesa giornaliera o il ritiro di medicine in farmacia, le gite sociali e la presenza in alcuni “punti di comunità”: “Sono luoghi o uffici di quartiere – dice Castellani – presso i quali si può chiedere un aiuto rispetto alle più svariate esigenze, anche per sbrigare pratiche burocratiche e capire come rapportarsi con gli uffici amministrativi. Collaboriamo infatti con Parma welFARE, che mette in rete tutte le realtà del territorio.”

Oltre ai servizi già elencati, che comprendono anche attività culturali, c’è l'”adozione famiglia”: “Quest’anno uno dei nostri volontari ha effettuato quasi 150 servizi presso una famiglia di 4 persone, il cui padre ha avuto un grave incidente sul lavoro che gli è costato la perdita della vista. Si è preso carico di ogni necessità, dalle pratiche di Patronato alla documentazione per ottenere il sussidio di invalidità ma anche alle più comuni esigenze della vita di tutti i giorni. E continua ad essere vicino a questa famiglia, che comprende 2 bambini piccoli.”

Anteas Parma, presente da diverso tempo in città e provincia, presta servizio anche presso il punto di comunità dell’Ospedale di Vaio, lavora continuamente per aumentare il proprio impegno, fa parte della rete di associazioni del progetto “Non più Soli- Parma Welfare” e, come annuncia il Presidente Castellani: “abbiamo in programma l’apertura di una nuova sede di Anteas a Fidenza, prevista entro la fine di maggio, che sarà ospitata presso la sede CISL in via XXV Aprile.”

FIT CISL PIACENZA, Il ponte sul Nure torna a vivere

FIT CISL PIACENZA, Il ponte sul Nure torna a vivere:
sei mesi di sacrifici, un lascito da non sprecare

Ponte sul Nure

Il ponte sul Nure è di nuovo aperto. Sta a tutti noi fare in modo che l’eredità di questi sei mesi non vada dispersa


Oggi la riapertura al traffico sulla via Emilia. Fit Cisl rivendica il risultato delle 27 fermate ferroviarie stabilizzate: «Un disagio trasformato in opportunità». Ora vigilare perché gli impegni siano rispettati

Alle 10.30 di questa mattina, sul lato pontenurese della statale 9, si è alzato il sipario su un’infrastruttura che per sei lunghi mesi aveva condizionato la vita di decine di migliaia di piacentini. Il ponte sul Nure, lungo la strada statale 9 “via Emilia”, ha riaperto al traffico oggi, 19 marzo 2026, a conclusione dell’intervento di manutenzione straordinaria avviato da Anas lo scorso 15 settembre. Un cantiere importante, con un investimento di circa 3 milioni di euro, che ha riguardato una delle opere più antiche e strategiche del territorio: realizzata nel 1838, è costituita da quattro pile in alveo e cinque arcate in muratura, cuore pulsante della mobilità tra il capoluogo e la Val Nure.

Il ponte rappresenta un nodo infrastrutturale fondamentale della via Emilia, con circa 18.000 veicoli al giorno, di cui oltre 1.500 mezzi pesanti. Numeri che raccontano, meglio di qualsiasi dichiarazione, il peso reale di una chiusura su lavoratori, studenti, pendolari e imprese.

 

Una comunità messa alla prova

Per sei mesi il territorio ha pagato un prezzo alto. Code quotidiane sulle viabilità alternative, tempi di percorrenza raddoppiati, stress per chi ogni giorno deve raggiungere il polo logistico di Piacenza o i distretti produttivi della Val d’Arda. Una prova di resilienza collettiva, ma anche la dimostrazione di quanto le infrastrutture siano il vero sistema circolatorio dell’economia locale. In questo senso, il cantiere sul Nure è stato anche uno specchio: ha mostrato le fragilità di un territorio che non può permettersi di dipendere da un’unica arteria stradale, senza alternative di trasporto pubblico all’altezza.

La lezione che resta: dal ferro alla mobilità del futuro

Ed è qui che si misura il valore aggiunto di questa vicenda. È stata proprio la Fit Cisl di Piacenza, già nel mese di agosto, a muoversi per prima e con anticipo per richiedere l’istituzione di fermate straordinarie dei treni regionali, ben prima che il cantiere aprisse i battenti. Una scelta di responsabilità e di visione, coerente con quella cultura sindacale che non si limita a gestire l’emergenza ma la trasforma in occasione di cambiamento strutturale.

Il risultato è oggi sotto gli occhi di tutti: il passaggio da 7 a 27 fermate ferroviarie ordinarie nelle stazioni di Cadeo e Pontenure è un salto di qualità che ridisegna la mappa della mobilità piacentina. Le trenta corse con fermate a Cadeo e Pontenure resteranno in vigore fino al prossimo 13 giugno 2026, per poi stabilizzarsi a 27 in via ordinaria. Non è un dettaglio tecnico: è il segno tangibile di come il sindacato, quando lavora con anticipo e con metodo, può trasformare un disagio temporaneo in un’eredità permanente per i cittadini.

 

Vigilanza perché gli impegni siano mantenuti

Tuttavia la Fit Cisl non abbassa la guardia. Il patto sociale costruito attorno a questo cantiere — tra istituzioni, gestori delle reti e rappresentanze del lavoro — deve ora tradursi in impegni verificabili nel tempo. Accessibilità reale delle stazioni, qualità del servizio per studenti e lavoratori, monitoraggio costante delle frequentazioni: sono queste le misure del “dopo”. I lavori proseguiranno anche dopo la riapertura, con interventi mirati al recupero superficiale delle sottostrutture, che saranno eseguiti senza interferire con la circolazione stradale. Un cantiere che si chiude e un cantiere che continua: la differenza è che da oggi la vita torna a scorrere su quel ponte ottocentesco, ma consolidato e sicuro.

Un modello di governance

C’è infine una lezione di metodo in questa storia, preziosa per il territorio piacentino. L’incontro presieduto dal Prefetto Patrizia Palmisani ha visto la partecipazione della Regione Emilia-Romagna, della Provincia, dei Comuni di Piacenza, Pontenure, Cadeo e Cortemaggiore, di Autostrade per l’Italia, di Seta, Trenitalia Tper, RFI e del 118: un tavolo ampio, inclusivo, capace di produrre decisioni concrete. È il modello del Patto applicato alle infrastrutture: non la somma di veti incrociati, ma la sintesi di responsabilità condivise.

Per la Fit Cisl di Piacenza, questo è il terreno su cui costruire il futuro della mobilità locale, a partire dal nodo logistico di Castel San Giovanni e dalla necessità di connettere meglio il territorio con le reti regionali e nazionali. Perché ogni lavoratore che sale su quel treno per Pontenure, invece di restare incolonnato sulla statale, è una piccola vittoria di quella “Transizione” che non riguarda solo le fabbriche, ma anche il modo in cui ci spostiamo, viviamo e lavoriamo.

FIT CISL PARMA, il 27 marzo sciopero del settore igiene ambientale

FIT CISL PARMA, il 27 marzo sciopero del settore igiene ambientale
per mezzi obsoleti e insicuri

Fit Cisl Sciopero

Le segreterie Territoriali di FB CGIL, FIT CISL e UILTrasporti hanno formalmente proclamato la prima azione di sciopero di tutto il personale della Società San Germano S.p.A., l’azienda che gestisce l’appalto della raccolta rifiuti per conto di IREN Ambiente.
In una lettera inviata ai vertici di IREN, alla Prefettura e al Comune di Parma, i rappresentanti sindacali denunciano una situazione ormai insostenibile, che metterebbe a rischio non solo la qualità del servizio pubblico, ma soprattutto l’incolumità dei lavoratori.


Al centro della protesta c’è lo stato di flotta dei mezzi aziendali: secondo i sindacati, i mezzi utilizzati per la raccolta sono obsoleti, logori e fuori norma ed i lavoratori sarebbero esposti a sollecitazioni biomeccaniche e rischi di infortunio che violano le norme del D.Lgs 81/08, dato che la carenza di manutenzione costringerebbe il personale a operare in costante emergenza.


Viene segnalata la guida dei camion a sinistra con conseguente pericolo per gli autisti e l’assenza di pedane per la raccolta porta a porta che costringe gli operatori a svolgere la propria attività per tutto il turno di lavoro a piedi.


Oltre alle condizioni tecniche dei veicoli, i sindacati puntano il dito contro la gestione del personale: la cronica carenza organica si traduce in carichi di lavoro eccessivi, aggravati dalla mancanza di una programmazione seria dei tempi di raccolta, spesso calcolati senza tenere conto dell’inefficienza della attrezzature attuali.


“Le sigle sindacali, unitariamente – spiega il Coordinatore Regionale FIT CISL Francesco Palma – dopo gli incontri che si sono svolti con la società San Germano S.p.A. al fine di trovare soluzioni condivise, in assenza di risposte concrete e impegni tangibili, sono state costrette a proclamare la prima azione di sciopero. Tra le ipotesi sul tavolo c’è anche la richiesta di verifiche tecniche da parte delle autorità competenti sulla circolazione dei mezzi attualmente in forza.


Ora IREN Ambiente ed il Comune di Parma sono chiamati a mediare una crisi che rischia di avere pesanti ripercussioni sulla pulizia della città e della provincia nelle prossime settimane.

Radici in Movimento – Evento su donne e integrazione a Piacenza

Radici in Movimento,
evento su donne e integrazione a Piacenza

Radici in Movimento

Una partecipazione molto folta ha accompagnato oggi l’evento “Radici in Movimento”, che ha trasformato la sede della CISL Farnesiana in un autentico spazio di incontro, ascolto, dibattito e riflessione condivisa, capace di andare oltre la superficie della cronaca.

Ad aprire i lavori è stata Elisabetta Oppici, della Segreteria CISL Parma Piacenza, che ha illustrato le ragioni profonde del titolo scelto: un richiamo alle radici che non sono elementi statici e fissi, ma organismi vivi capaci di muoversi nel buio della terra, comunicare tra loro e viaggiare per cercare l’acqua, proprio come le persone attraversano confini e fatiche per cercare un orizzonte migliore. Oppici ha inoltre sottolineato come la CISL, attraverso i suoi servizi e le sue associazioni, voglia agire con responsabilità per essere bussola e aiuto concreto, curando le proprie radici e aiutando gli altri con le loro.


​Il pomeriggio è stato arricchito dai saluti istituzionali dell’Assessora Nicoletta Corvi, la quale ha rimarcato l’importanza vitale del lavoro in rete tra istituzioni, parti sociali e tutti gli attori del territorio, non solo per costruire soluzioni concrete ma per fornire una narrazione vera e corretta della migrazione. Il cuore dell’incontro è stato poi affidato a Giuseppina Schiavi, Presidente della Protezione della Giovane di Piacenza, che ha restituito con estrema lucidità la complessità del lavoro quotidiano fatto di accoglienza e costruzione dei percorsi di vita delle ospiti.


​L’evento è così entrato nel vivo di testimonianze autentiche e mai edulcorate, come quelle di Francesca, giovane in servizio civile, e di Suor Margherita, che ogni giorno accompagnano queste donne in un cammino di integrazione spesso ostacolato da un difficile groviglio burocratico. Proprio su questo punto, Anolf ha spiegato il valore del proprio impegno nel fornire strumenti concreti in un labirinto di leggi che spesso penalizza le donne migranti: pur possedendo titoli di studio, molte sono costrette ad accettare lavori meno qualificati a causa del mancato riconoscimento dei loro percorsi formativi. È emerso chiaramente come la partenza sia spesso dettata da una necessità impellente che non lascia alternative, un peso aggravato dai pregiudizi sociali che accompagnano queste donne sin dal paese d’origine, come accade drammaticamente nei casi legati alla tratta degli esseri umani.


​In questo intreccio di solidarietà, un ruolo fondamentale è stato ricoperto da Anteas, che ha ribadito la propria missione di costruire ponti tra le generazioni: un impegno volto a far sì che la memoria e l’esperienza diventino linfa per nutrire i nuovi germogli di una comunità che vuole essere inclusiva e coesa.

In questo clima di profonda condivisione, i partecipanti hanno affidato i propri pensieri al “Cofanetto delle Radici”: non semplici messaggi, ma ponti lanciati verso chi si sente solo, per riaffermare che nessuna storia è estranea.

Radici in Movimento Piacenza

Curarsi in montagna: la sfida della sanità nelle valli piacentine

Curarsi in montagna:
la sfida della sanità nelle valli piacentine

Sanità Piacenza

Il diritto alla salute dovrebbe riguardare l’intera comunità ma per chi vive nelle zone più estreme dei Colli Piacentini, la distanza dai centri di cura è diventata una barriera fisica, rendendo così l’accesso alla sanità una sfida.

 
“Carenza di personale, sua scarsa valorizzazione e retribuzioni spesso non proporzionate alle responsabilità, sono solo alcuni dei grandi problemi da affrontare che tocca tutto il sistema sanitario. Aver sottoscritto a livello regionale l’Agenda Sanità è l’inizio di un percorso per migliorare la qualità del lavoro e garantire l’accesso alle cure in modo omogeneo in tutta la regione. Riguardo poi al tema di chi vive nei territori montani, invertire la rotta è possibile – afferma Michele Vaghini Segretario Generale Cisl territoriale – se si guarda anche a modelli che in Europa hanno trasformato le difficoltà della conformazione geografica in un laboratorio d’ innovazione sociale sociosanitaria. In Spagna, per esempio, in diverse regioni rurali, sono presenti reti regionali di telemedicina che prevedono punti di “telediagnosi”, dove i cittadini possono effettuare esami come elettrocardiogrammi, spirometrie o retinografie direttamente nel centro sanitario locale. I dati vengono inviati in tempo reale agli ospedali centrali, dove gli specialisti refertano a distanza. Questo approccio, vicino al cittadino, riduce sensibilmente i trasferimenti verso i grandi ospedali, facilita la diagnosi precoce e migliora la gestione delle cronicità, un aspetto vitale per una popolazione come quella piacentina, caratterizzata da un alto numero di anziani specie nelle zone collinari. Inoltre, ridurre i viaggi verso il capoluogo migliora l’adesione terapeutica dei pazienti fragili e abbatte i costi ambientali”.


Il territorio piacentino non parte da zero. Le Case della Comunità devono diventare veri hub, dove l’infermiere di comunità – figura per esempio già sperimentata dalla AUSL a Morfasso e Vernasca – oltre a recarsi al domicilio, per effettuare una valutazione dei bisogni sanitari e sociali, crea collegamento nella rete sociosanitaria, in modo che i bisogni vengano presi in carico attraverso azioni proattive di sanità preventiva e anticipatoria.


“La sfida sta nel rendere strutturali queste esperienze. Nei piani strategici locali – prosegue Vaghini – oltre alla necessità d’individuare misure contro lo spopolamento, come categoria dei pensionati avevamo presentato Progetto Appennino e come sindacato avevamo promosso il documento “Verso la Piacenza del futuro” dove già suggerimmo come ipotesi, l’idea di punti di telemedicina nei piccoli esercizi commerciali o in centri di aggregazione per consulti a distanza e monitoraggio di parametri vitali, collegati con i servizi AUSL. Potrebbero funzionare su appuntamento in orari fissi settimanali, con l’assistenza di un operatore per aiutare le persone a poco agio col digitale. Ovviamente formazione del personale e incentivi sono aspetti cruciali di questa progettualità”.


Per attuare un’innovazione così strutturale, la Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria dovrebbe riuscire ad esercitare un ruolo sempre più incisivo e politico, diventando un vero motore della pianificazione strategica per garantire una maggior equità territoriale.

 
“È attraverso la CTSS che i sindaci delle aree montane, possono pretendere che siano affrontati i peculiari bisogni sanitari dei propri cittadini, stimolando il dibattito con l’ AUSL per ottenere investimenti basilari in telemedicina e tamponando nel mentre la situazione con soluzioni flessibili, come per esempio le unità mobili mediche per screening itineranti nei paesi più lontani. Per la tipologia di cittadinanza che abbiamo – conclude Vaghini – l’offerta sanitaria nelle aree interne, richiede una progettualità riferita alle “Terre Alte” condivisa da stakeholder, parti sociali e Istituzioni. Serve pensare in modo condiviso a una programmazione attenta dei servizi per rendere i territori montani attrattivi, a delle leve incentivanti per tutti i professionisti coinvolti nella rete d’erogazione dei servizi sociosanitari e valutare piani per la digitalizzazione e la capillarità d’una rete internet performante che permetta alla telemedicina di funzionare in modo efficiente. Solo integrando assistenza sanitaria, supporto sociale e tecnologie digitali potremo garantire che vivere in territori montani sia una scelta di qualità e non una rinuncia ai diritti fondamentali. Risulta infine necessario coinvolgere le comunità locali con modelli di welfare innovativi e partecipativi, in cui contribuiscano a organizzare servizi di assistenza di base, promuovano attività preventive e sviluppino reti di mutuo aiuto, costituendo laboratori locali d’innovazione sociale e sanitaria anche per orientare le persone all’accessibilità dei servizi del territorio e contrastare il loro isolamento”.