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AI e automazione, proteggere i diritti dei lavoratori è una priorità normativa

AI e automazione:
proteggere i diritti dei lavoratori è una priorità normativa

AI e automazione

Da tempo come CISL stiamo dicendo che l’ingresso degli automi e dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro è una questione complessa che solleva numerosi dilemmi legali, morali e sociali.

 
A fronte della recente sentenza del Tribunale di Roma che ha legittimato il licenziamento di un lavoratore sostituito dall’ AI, diventa ormai improrogabile adattare la normativa vigente per proteggere i lavoratori e garantire che l’automazione non porti a disoccupazione di massa o a condizioni di lavoro inique.
È un fatto di responsabilità, etica e trasparenza.


Va regolamentato come e in che modo, le aziende possano sostituire i lavoratori con macchine, prevedendo periodi di transizione e incentivi per la riqualificazione e va chiarito chi è responsabile nel caso in cui un’automazione causi danni o errori. Questo include la responsabilità legale delle aziende che la sviluppano e la implementano.


Vanno protetti i diritti dei lavoratori rispetto all’occupazione, alla tutela della privacy e alla possibilità di sviluppare nuove competenze attraverso la riqualificazione professionale, incentivando la formazione continua, il riadattamento delle competenze dei lavoratori e la creazione di programmi di supporto per coloro che rischiano di perdere il posto di lavoro a causa dell’automazione. E servono Leggi per monitorare e ridurre l’impatto negativo che la tecnologia potrebbe avere sulle condizioni di lavoro, come la sorveglianza costante o il rischio di alienazione.


È fondamentale poi sviluppare leggi che impediscano che gli algoritmi utilizzati nelle decisioni aziendali creino discriminazioni o pregiudizi nei confronti di categorie protette.


L’aspetto positivo è che l’automazione potrebbe portare alla nascita di nuovi tipi di lavoro che non esistono ancora ma che richiedono nuove normative, come nei casi in cui l’uomo controlla o integra il lavoro delle macchine. Con l’automazione che potrebbe ridurre la necessità di lavoro in presenza, la creazione di maggiori normative per tutelare il lavoro remoto e online diventa cruciale, specialmente in settori in cui l’automazione non può sostituire completamente il lavoro umano.


Va posto poi il problema della tassazione e della redistribuzione della ricchezza. Gli automi infatti, non consumano, non pagano tasse e non pagano contributi, pertanto l’automazione potrebbe aumentare la disparità economica se i benefici restano concentrati nelle mani di poche grandi aziende.


Proprio per questo diventa necessario che le normative si evolvano in modo coordinato a livello internazionale. Ad esempio, la creazione di trattati internazionali che regolano l’automazione potrebbe impedire che alcune nazioni approfittino di regolamenti più permissivi per attrarre investimenti tecnologici a scapito dei diritti dei lavoratori.
Serve infine, un monitoraggio e un adeguamento continuo, perchè le tecnologie evolvono rapidamente.


L’entrata degli automi nel mondo del lavoro non è solo una questione tecnica ma anche una sfida socioeconomica e politica. Le normative dovranno bilanciare l’innovazione tecnologica con la protezione dei diritti dei lavoratori e garantire che l’automazione venga utilizzata in modo tale che i benefici siano distribuiti equamente nella società”.

Michele Vaghini, Segretario Generale Cisl Parma Piacenza

 

FIT CISL, Siglato il rinnovo del contratto integrativo per Just Eat

FIT CISL, Siglato il rinnovo del contratto integrativo
per i lavoratori di Just Eat

Rinnovo Just Eat

Just Eat, siglato il rinnovo del contratto integrativo: novità su turni, premi e tutela legale

La Fit Cisl annuncia il rinnovo del contratto integrativo per i lavoratori di Just Eat Italia, valido fino al 31 dicembre 2027. «Si tratta di un risultato significativo, frutto di un intenso lavoro sindacale», commenta il segretario di Piacenza, Salvatore Buono.

Per quanto riguarda l’organizzazione del lavoro, l’accordo introduce elementi importanti: la pianificazione settimanale dei turni verrà comunicata ai rider entro la mezzanotte di venerdì, con il diritto a un sabato libero al mese. Inoltre, sono state ridotte le tempistiche per l’applicazione completa del Contratto collettivo nazionale della Logistica, Trasporto Merci e Spedizione.

Sul versante economico, il rinnovo prevede l’allineamento automatico agli aumenti retributivi già contemplati dal contratto rinnovato il 6 dicembre 2024. Su richiesta delle organizzazioni sindacali, è stato introdotto un premio di risultato, erogato in quote trimestrali e, a scelta del lavoratore, in forma monetaria o convertibile in welfare.

Il premio si basa su due indicatori principali: presenza e produttività.

In tema di salute e sicurezza, la Fit Cisl evidenzia due aspetti centrali dell’accordo: il Protocollo meteo per i casi di condizioni avverse e, novità di rilievo, l’attivazione della tutela legale a favore dei lavoratori vittime di aggressioni o di altri eventi che possano mettere a rischio la loro incolumità fisica.

«Questo rinnovo rappresenta un passo importante per migliorare le condizioni di lavoro e, di conseguenza, la qualità del servizio», conclude Buono. «Nel settore del food delivery, anche alla luce delle recenti vicende di cronaca, è fondamentale garantire stabilità e protezione reale a questa categoria di lavoratori».

Transizione del lavoro in Italia, Vaghini (Cisl): “Formazione e servizi per gestire il cambiamento”

Transizione del lavoro in Italia, Vaghini (Cisl):
“Formazione e servizi per gestire il cambiamento”

Transizione Lavoro

Addio compiti ripetitivi: entro il 2030 il lavoro sarà “su misura”. Vaghini (Cisl): «Formazione e nuovi servizi per governare la transizione».

Il Future of Jobs Report 2025 del World Economic Forum colloca l’Italia tra le economie avanzate chiamate ad affrontare una trasformazione profonda del lavoro nel quinquennio (2025-2029). Al centro del cambiamento vi è la diffusione dell’intelligenza artificiale, insieme alla digitalizzazione dei processi produttivi e alla transizione ambientale.

Nel periodo considerato, il mercato del lavoro italiano non è descritto come destinato a una riduzione complessiva dell’occupazione. Il report evidenzia, a livello europeo, una dinamica con nuove occupazioni che emergeranno mentre altre si ridurranno. Il cambiamento riguarda una quota rilevante delle mansioni oggi svolte più che il numero totale degli occupati.  Quasi un quarto dei posti di lavoro cambierà natura o sarà sostituito da nuovi ruoli entro la fine del 2029.

L’intelligenza artificiale rappresenta uno dei principali fattori di trasformazione, con le imprese italiane che prevedono un uso crescente di sistemi di AI, con l’industria manifatturiera, servizi, logistica e finanza direttamente coinvolti.

“Il report segnala che molte attività saranno svolte in modo combinato da persone e tecnologie” – commenta Michele Vaghini, Segretario Generale Cisl Parma Piacenza. “Non si tratta solo di sostituzione del lavoro umano ma di una sua ricollocazione, soprattutto in Italia, dove a causa della tendenza demografica negativa, si prevede una diminuzione delle persone in cerca di lavoro. Le mansioni ripetitive e standardizzate risultano più esposte alla riduzione. I ruoli amministrativi di base, alcune funzioni di segreteria e sportello, sono indicati tra quelli in contrazione nel quadro generale. Parallelamente cresce la domanda di profili ad alta qualificazione. Analisti dei dati, esperti di cybersecurity e professionisti capaci d’integrare tecnologie digitali nei processi aziendali, risultano tra le figure in espansione e pertanto sarà sempre più importante l’orientamento scolastico. Personalmente credo che anche le professioni legate alla cura della persona o i lavori artigianali saranno a forte richiesta. Sarà sempre più necessario imparare un “mestiere”. 

Un elemento critico riguarda il disallineamento tra competenze disponibili e competenze richieste. Per il quinquennio 2026-2030, una quota significativa dei lavoratori italiani dovrà essere riqualificata o aggiornata nelle competenze per restare occupabile nei nuovi assetti produttivi. 

“Il concetto di “ridisegno” delle mansioni invece della pura sostituzione dovrà essere un pilastro delle strategie sindacali del futuro – prosegue Vaghini. “Se vogliamo che l’AI sia vista più come uno strumento di  potenziamentodella produttività che come una minaccia di disoccupazione di massa, la formazione deve procedere velocemente già da ora, adottando anche forme di partenariati con le università. Dobbiamo consentire ai lavoratori di operare insieme ai sistemi d’intelligenza artificiale. La sfida non riguarda solo la tecnologia ma l’organizzazione del lavoro e la qualità dell’occupazione”.

Il Report mette in luce il calo dei ruoli basati su compiti ripetitivi: le figure amministrative tradizionali vedranno una contrazione stimata tra il -8% e il -40% in determinate aree, a causa di processi automatizzati sempre più efficienti. Allo stesso tempo, ruoli tecnici emergenti evidenziano una traiettoria di crescita che tocca il 50%, superando in certi contesti il 100% di incremento previsto.

“Già da anni abbiamo visto dinamiche simili toccare alcuni settori della nostra economia: penso al commercio al dettaglio, dove le casse self-checkout riducono la necessità di cassieri, mentre il servizio clienti si sposta verso chatbot e interfacce intelligenti. Oppure pensiamo a ciò che è successo con gli sportelli bancari dove nel solo 2025 ne sono stati chiusi 516, con un calo del 2,6% in un anno. Quasi la metà dei comuni italiani (44%) è oggi priva di sportelli e circa 5 milioni di cittadini non hanno accesso fisico ai servizi bancari.  E’ un mondo che sta cambiando velocemente e sta diventando sempre più digitale. D’altro canto, però, la progettazione e la manutenzione di questi sistemi aprono spazi professionali che non esistevano su larga scala fino a pochi anni fa. La stima globale di un ricambio strutturale della forza lavoro, nell’arco di cinque anni, è del 39%, con variazioni che toccano picchi del 47% in alcune regioni e si abbassano al 28% in certi settori meno esposti all’automazione” prosegue Vaghini.

L’AI cambierà anche il modello di sindacato.

“I problemi dei lavoratori, dei pensionati e la loro necessità di essere rappresentati ci accompagnano da sempre. In Italia i cambiamenti sono sempre stati lenti. Poi da 20 anni a questa parte il mercato del lavoro e i suoi metodi di produzione si sono evoluti ed oggi adeguarsi ai tempi è una scommessa su cui giochiamo tutto. Non è più tempo in cui dare molte cose per scontate. Sul territorio dobbiamo dare la percezione giusta di quello che riusciamo a fare, offrendo servizi che avvicinano i cittadini alla nostra attività, creandone anche di nuovi per dare risposte immediate, anche se il luogo di lavoro rimane fondamentale per la nostra azione. E dobbiamo essere più inclusivi con i giovani, investendo su di essi, perché sono il futuro ed hanno esigenze e necessità diverse rispetto al resto della collettività” – conclude Vaghini.

Boom della Cassa Integrazione Straordinaria a Parma e Provincia: CISL lancia l’allarme

Boom della Cassa Integrazione Straordinaria a Parma e Provincia:
CISL lancia l’allarme

Cassa Integrazione

Se l’utilizzo della cassa integrazione ordinaria (CIG) negli ultimi 12 mesi si presenta in calo (1.708.335 ore nel 2024, 1.141.232 nel 2025), nel territorio parmense crescono in maniera preoccupante le ore di Cassa Integrazione Straordinaria (CIGS), misura che indica le ristrutturazioni aziendali.

Infatti, secondo i dati INPS, nel 2025  il numero di ore di CIGS autorizzate a Parma e Provincia è salito esponenzialmente rispetto all’anno precedente: 1.114.844 a fronte delle 155.476 del 2024: 959.368 ore in più.

Attraverso la segretaria generale aggiunta di CISL Parma Piacenza Angela Calò, il sindacato esprime forte preoccupazione sul ricorso sempre più strutturale agli ammortizzatori sociali, segnale evidente di un rallentamento che coinvolge diversi comparti: “L’incremento della cassa integrazione straordinaria non può essere considerato un fenomeno episodico – dice Calò – al contrario rappresenta un campanello d’allarme sullo stato di salute del tessuto industriale del nostro territorio. La CIGS nasce come strumento temporaneo per accompagnare riorganizzazioni e crisi aziendali ma il suo utilizzo crescente rischia di trasformarsi in una lunga fase di precarietà per centinaia di lavoratrici e lavoratori.”

La CISL richiama poi l’attenzione sul fatto che dietro ai numeri ci sono persone e famiglie che vedono ridursi il reddito ed aumentare l’incertezza sul futuro. Anche per questo il sindacato chiederà alle istituzioni locali un confronto immediato e l’attivazione di politiche industriali capaci di sostenere investimenti, innovazione e qualità del lavoro: “Non basta prorogare gli ammortizzatori sociali – evidenzia la segretaria – servono progetti concreti di rilancio produttivo, formazione e riqualificazione professionale. La CIGS deve essere un “ponte” verso la ripresa e non l’anticamera di esuberi e chiusure.”

CISL ribadisce infine la necessità di un tavolo permanente con imprese e istituzioni per monitorare l’andamento delle crisi aziendali e costruire soluzioni condivise con un obiettivo chiaro: tutelare l’occupazione e garantire prospettive di sviluppo stabile per tutto il territorio parmense.

In allegato il grafico: fonte INPS https://servizi2.inps.it/servizi/osservatoristatistici/5/74/82/85/o/516

 

Cassa Integrazione INPS

 

Truffe WhatsApp: Adiconsum Cisl lancia l’allarme

Truffe a catena attraverso WhatsApp:
Adiconsum Cisl lancia l'allarme

Truffe WhatsApp

Truffe a catena attraverso Whatsapp,  Adiconsum Cisl lancia l’allarme: “la sicurezza dei nostri dati passa dalla consapevolezza che dietro la foto di un familiare potrebbe nascondersi un algoritmo criminale”

A Piacenza si registrano in questi giorni diversi casi simili che svelano le nuove dinamiche del phishing: le cosiddette “truffe del concorso di danza”. A ricostruire l’accaduto e a fornire un vademecum difensivo interviene l’Adiconsum, attraverso le parole del suo coordinatore territoriale Antonio Colosimo.

La dinamica del raggiro

Il caso piacentino, esemplare per la sua semplicità di esecuzione, ha coinvolto inizialmente una donna contattata apparentemente da un collega di lavoro. Il messaggio, giunto da un numero salvato in rubrica, conteneva la foto di una giovane danzatrice e un invito innocuo: “Vota la migliore ballerina per farle vincere un premio”. La donna, rassicurata dall’identità del mittente, ha aderito alla richiesta votando per una ragazza di nome “Anna” perché la collega la presentava come un’amica di famiglia che voleva un voto a suo favore per frequentare gratuitamente un corso di danza. Si trattava solo di inquadrare un codice Qr cui rimandava il messaggio whatsapp.

Tuttavia, quello che appariva come una banale operazione su un sondaggio, nascondeva un link di phishing o un meccanismo di “account takeover”. In pochi istanti, i cybercriminali hanno preso il controllo del profilo WhatsApp della donna, “clonando” la sua identità digitale.

Il secondo livello: la richiesta di denaro

Una volta impossessatisi dell’account, i truffatori hanno attivato la fase due: l’estorsione a cascata. A tutti i contatti presenti nella rubrica della vittima è stato inviato un messaggio urgente, scritto a nome della donna: «Ciao, non potresti prestarmi urgentemente 300 euro per pagare il dentista? Ho un problema con la carta».

La richiesta, costruita per sembrare un’emergenza plausibile, mirava a sfruttare l’amicizia dei destinatari. Fortunatamente, nel caso specifico, la catena si è spezzata grazie alla diffidenza di alcuni amici. Nessuno ha effettuato il bonifico ma il danno d’immagine e la violazione della privacy sono stati tangibili.

Il punto di vista di Adiconsum Cisl territoriale

Su questo fenomeno, che segna un’evoluzione rispetto ai tentativi di truffa più grossolani, interviene l’associazione dei consumatori della Cisl.

«Siamo di fronte a una tecnica di ingegneria sociale nota come truffa a catena – spiega Antonio Colosimo – coordinatore dell’associazione di consumatori presso la Cisl. 

Abbiamo raccolto la testimonianza della vittima e nei giorni successivi si sono rivolte a noi altre persone vittime della stessa truffa.  La pericolosità di questo metodo risiede nel mittente. La vittima non riceve il link da uno sconosciuto ma da un parente o un amico il cui account è stato precedentemente violato. Questo abbassa drasticamente le difese cognitive: si clicca per fare un favore, senza sospettare il pericolo”. 

Secondo Colosimo, il meccanismo tecnico spesso prevede che, cliccando sul link del voto, l’utente consegni involontariamente il codice di verifica a sei cifre di WhatsApp o conceda autorizzazioni a terzi, permettendo ai criminali di installare l’account su un altro dispositivo.

«È fondamentale comprendere che i contatti che ci scrivono queste richieste non sono complici ma vittime a loro volta – precisa. È un virus digitale che si nutre delle nostre rubriche e poi prova ad intascare».

Come difendersi: i consigli dell’associazione

Adiconsum ribadisce la necessità di prevenzione attiva.

«La regola aurea è la verifica “fuori linea”», conclude Colosimo. «Se ricevete una richiesta insolita (un voto, un prestito, un codice) da un contatto amico, non cliccate. Telefonate direttamente alla persona o scrivetele su un altro canale. Quasi sempre scoprirete che non ne sanno nulla. Inoltre, attivate l’autenticazione a due fattori nelle impostazioni di WhatsApp: è l’unico vero argine contro il furto dell’account».

Iran: anche la Cisl Parma Piacenza in piazza a Roma «per i diritti e la libertà»

Iran: anche la Cisl Parma Piacenza in piazza a Roma
«per i diritti e la libertà»

Iran Manifestazione Cisl

Anche la CISL Parma Piacenza presente a Roma alla manifestazione davanti all’Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran, per unire la propria voce al coro di protesta contro la brutale repressione in atto nel Paese mediorientale. La delegazione territoriale ha risposto all’appello nazionale della confederazione, partecipando attivamente al sit-in e alla successiva fiaccolata. L’obiettivo della mobilitazione, come sottolineato dalla Segretaria nazionale Daniela Fumarola, è ribadire la ferma condanna verso le esecuzioni capitali, gli arresti arbitrari e le violenze che il regime sta perpetrando contro giovani, donne e manifestanti pacifici. 

“Non potevamo restare indifferenti di fronte al grido di dolore che arriva dall’Iran” – afferma Michele Vaghini Segretario Generale territoriale – presente al presidio. “Essere qui oggi, insieme ad altri colleghi da tutta Italia, è un atto doveroso per testimoniare la vicinanza alle donne e agli uomini iraniani che, al grido di ‘Donna, Vita, Libertà’, stanno invocando una svolta democratica a costo della loro stessa vita. Il sindacato non è solo difesa del lavoro ma presidio di libertà e diritti umani ovunque questi vengano calpestati”.

La CISL si unisce alla ferma richiesta di cessare immediatamente le condanne a morte e di aprire un varco per il dialogo e il rispetto dei diritti fondamentali, confermando l’impegno del sindacato a mantenere alta l’attenzione mediatica e istituzionale sulla crisi iraniana.

 
“La situazione dei diritti umani e civili in Iran è oggi estremamente grave e complessa e richiede risposte coordinate su più livelli, sia all’interno del Paese che a livello internazionale. Confidiamo – conclude Vaghini – che venga superata una volta per tutte la sanguinaria teocrazia degli ayatollah, con una transizione che coinvolga la comunità internazionale. Per questo motivo, vanno sostenute le missioni internazionali indipendenti che raccolgono prove di abusi, torture, sparizioni forzate, processi ingiusti e le preservino per futuri procedimenti legali. Sarà poi importante la divulgazione continua di testimonianze, video, foto e dati, per incoraggiare la società civile globale, fornendo basi solide per l’azione diplomatico-giuridica. Molti gruppi civili sono al centro delle richieste di cambiamento. Supportare queste forze con risorse, visibilità internazionale e protezione, può sostenere una trasformazione interna profonda e sostenibile. Siamo consapevoli che non esiste una soluzione rapida o semplice, perché il problema è radicato in un sistema autoritario che usa la repressione per mantenere il controllo. Proprio per questo, crediamo che una risposta efficace debba combinare pressione internazionale, documentazione costante dei crimini, giustizia transnazionale, sostegno alle voci interne di cambiamento e protezione attiva dei diritti fondamentali”.

 

Cisl Parma Piacenza a Roma - Manifestazione Cisl

Record di adesioni al tesseramento CISL Parma Piacenza: gli iscritti sono 58.590 con un aumento di 650 persone rispetto al 2024

Record di adesioni al tesseramento CISL Parma Piacenza:
gli iscritti sono 58.590 con un aumento di 650 persone rispetto al 2024

Adesioni CISL

Si chiude con un risultato decisamente positivo la campagna di tesseramento 2025 della Cisl Parma Piacenza. Con 58.590 persone che hanno deciso di aderire alla Cisl territoriale e un incremento di 650 iscritti rispetto all’anno precedente, il sindacato cislino raggiunge il proprio picco assoluto d’iscritti e si conferma punto di riferimento per lavoratori, pensionati e categorie più fragili.

 

Un bilancio positivo in un contesto difficile

 

“La chiusura con segno + del tesseramento 2025, non è solo un dato numerico ma è un motivo d’orgoglio per tutti quelli che operano a vario titolo in Cisl e la rappresentano nei luoghi di lavoro e nella comunità. Sono loro che ci hanno permesso di ottenere questo risultato e che voglio ringraziare personalmente. E’ il frutto di un’azione costante di ascolto e di vicinanza ai lavoratori e di progetti di proselitismo mirati. In un periodo come quello attuale, caratterizzato da incertezze economiche, sfide occupazionali e da una continua evoluzione del mondo del lavoro – afferma Michele Vaghini Segretario Generale Cisl territoriale – l’adesione alla Cisl rappresenta una risposta  alle esigenze di protezione, informazione e supporto per i lavoratori. L’aumento delle adesioni è un segnale che abbiamo saputo rispondere alle sfide poste dalla società e dal mercato del lavoro, dentro un mondo che cambia rapidamente. Le motivazioni alla base di questa crescita sono molteplici e rispecchiano il modo in cui la Cisl ha deciso di affrontare le sfide politiche ed economiche, avendo sempre alla base il pragmatismo che l’ha contraddistinta fin dalle origini. La crescita è stata omogenea e ha toccato quasi tutti i settori, dal privato al pubblico impiego, con la tenuta dei pensionati”.

 

Un sindacato che sa ascoltare i lavoratori

 

“Una delle ragioni principali dell’aumento delle iscrizioni – prosegue Vaghini – è sicuramente la nostra capacità di porsi come interlocutore vicino alle esigenze quotidiane dei lavoratori. Negli ultimi anni infatti, abbiamo continuato a focalizzarci sulle necessità concrete, cercando di difendere i diritti dei lavoratori non solo a livello contrattuale o legislativo ma anche sul piano pratico, con servizi diretti di consulenza e sostegno, dal Patronato al Caf, dall’ufficio vertenze all’associazione dei consumatori, dall’ufficio stranieri al sindacato inquilini. Le scelte politiche che abbiamo intrapreso, come per esempio l’apertura di nuove sedi sul territorio, anche in città, sono state indirizzate proprio in questa direzione, con un’attenzione costante verso le persone per essere loro sempre più vicino”. 

 

Le scelte politiche del sindacato

 

“La campagna tesseramento 2025 con titolo “Il coraggio della partecipazione”, ha anche orientato la nostra azione verso la promozione di politiche che hanno favorito famiglie, anziani e cittadini in generale. Lo abbiamo fatto attraverso la contrattazione sociale, Comune per Comune. Quando per esempio si amplia la fascia esente da Irpef o si aumentano le ore dei servizi domiciliari o si firmano accordi per ottenere altri servizi, ne beneficia tutta la comunità. Per noi, partecipare significa essere presenti in ogni tavolo istituzionale per cercare di fare valere le nostre istanze”.

 

Lo sguardo al futuro

 

“Guardando al futuro, non intendiamo fermarci – conclude Vaghini – Le prossime sfide riguarderanno la difesa dei diritti dei lavoratori nel contesto della transizione digitale nell’era dell’automazione, senza dimenticare due temi importanti che riguardano tutti, come sanità e tutela ambientale. Questi argomenti sono particolarmente sentiti nel nostro territorio e pertanto il livello di attenzione dovrà sempre essere alto. Vogliamo poi proseguire nell’organizzare eventi e incontri tematici, per sensibilizzare i lavoratori su questioni fondamentali come per esempio la parità salariale o la sicurezza nei luoghi di lavoro. 

Crediamo infine che il lavoro debba tornare ad essere una fonte di sicurezza per le persone e non di ansia e incertezza. Penso alle difficoltà per conciliare vita famigliare e lavorativa, alle delocalizzazioni o ai temi macro politici come le crisi energetiche o le guerre. Spesso li consideriamo temi distanti dal nostro quotidiano ma possono cambiarci la vita in un attimo, creandoci disagi e frustrazioni”. 





Il 23 gennaio presidio Cisl per la libertà del popolo iraniano

Il 23 gennaio presidio Cisl
per la libertà del popolo iraniano

Presidio Cisl Iran

La CISL scende in presidio per la libertà del popolo iraniano.

 Il prossimo 23 gennaio il Consiglio generale della Confederazione, massimo organismo deliberante, sarà davanti all’Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran per esprimere pieno sostegno alla lotta dei giovani, delle donne, delle famiglie e dei lavoratori iraniani che in questi giorni manifestano chiedendo la fine del regime teocratico e un futuro fondato su libertà, diritti e democrazia.

Al presidio parteciperà anche la CISL Parma Piacenza con una propria rappresentanza, rinnovando l’impegno per i diritti umani e la libertà dei popoli.

“L’appello che il nostro sindacato rivolge alle istituzioni nazionali e a quelle europee – dichiara la Segretaria generale della CISL, Daniela Fumarola – è di sostenere la lotta di chi, al costo della propria vita, invoca una svolta democratica. Donne, uomini, tantissimi studenti, a cui il mondo libero e il sindacato internazionale devono rispondere mobilitandosi. Bisogna esercitare ogni pressione perché finisca il massacro di questi giorni e venga superata una volta per tutte la sanguinaria teocrazia degli ayatollah, con una transizione non violenta e il coinvolgimento della comunità internazionale”.

Il sit-in prenderà il via alle ore 15.30 e si concluderà in serata con una fiaccolata in memoria di tutte le vittime della repressione messa in atto dai Pasdaran contro i manifestanti.

Scatole Sospese: CISL, ANTEAS e Cooperativa Dolce uniti per la dignità delle persone più fragili

Scatole Sospese: CISL, ANTEAS e Cooperativa Dolce
uniti per la dignità delle persone più fragili

L’iniziativa delle “Scatole Sospese”, che contengono oggetti utili da donare alle persone che non possono permettersi un regalo di Natale, deriva da una visione sociale profonda e coerente di CISL Parma Piacenza e ANTEAS Parma: l’idea che essere sindacato oggi significhi, prima di tutto, prendersi cura delle persone, rivolgendo uno sguardo attento e rispettoso verso i più vulnerabili, che corrono il rischio di restare sempre indietro: “Questa scelta nasce dalla ferma convinzione che la dignità umana debba essere difesa non solo nei luoghi di lavoro attraverso la contrattazione e la tutela sindacale individuale e collettiva, ma in ogni spazio in cui essa rischi di essere calpestata o dimenticata. Per questo motivo – ha spiega Elisabetta Oppici della segreteria di CISL Parma Piacenzaabbiamo scelto con convinzione di aderire al progetto promosso dalla Cooperativa Dolce mettendo a disposizione la nostra rete capillare di iscritti e volontari anche a Parma, permettendo così di estendere la missione del sindacato e del volontariato oltre i confini tradizionali, arrivando a toccare, attraverso una sinergia operativa, le marginalità più estreme della nostra comunità.”

La Cooperativa Dolce è stata il partner naturale di questo percorso in quanto gestisce, per conto del Comune di Parma, il servizio “Sulla Soglia”, un pilastro fondamentale nel contrasto alla povertà estrema: si occupa quotidianamente di monitorare chi vive ai margini attraverso le Unità di Strada, che offrono supporto notturno a chi dorme all’aperto, e gestisce i centri di accoglienza e i dormitori comunali. Gli operatori di “Sulla Soglia” non si limitano all’assistenza materiale, ma svolgono un delicato lavoro di mediazione e orientamento, aiutando le persone senza dimora a riallacciare i contatti con i servizi sociali e sanitari nel tentativo di costruire percorsi di riscatto: “Grazie a questa adesione, la generosità di molti ha preso una forma concreta – aggiunge Oppici – Un impulso fondamentale è arrivato da ANTEAS Parma, che ha sostenuto l’iniziativa con un’importante donazione, alla quale si è aggiunta la risposta di altre persone. I dirigenti e gli operatori della CISL e dei suoi servizi, i pensionati della FNP, i delegati e diversi cittadini hanno scelto di partecipare a questa rete di solidarietà, riempendo la loro scatola. Ogni pacco è stato confezionato con cura, inserendo cinque elementi simbolici e utili: un indumento caldo, qualcosa di goloso, una cosa utile, un prodotto per l’igiene e, soprattutto, un biglietto gentile scritto a mano. In questo modo, la scatola non racchiude solo beni materiali, ma tempo, pensiero e rispetto. Ogni scatola preparata è un messaggio semplice e forte rivolto a chi la riceve: “Ti vedo, so che esisti, non sei invisibile””.

Apprezzando sinceramente il supporto e ringraziando CISL e ANTEAS, la coordinatrice del servizio Giulia Bandini ha sottolineato che: “la distribuzione di questi doni, destinati alle persone senza fissa dimora e agli ospiti dei dormitori, non è un semplice gesto di consegna, ma un momento di valore sociale. Affidando le scatole agli educatori e ai mediatori della Cooperativa Dolce, il regalo si trasforma in un potente “ponte relazionale. Durante i contatti quotidiani in strada o nelle strutture, il dono diventa un’occasione per rompere il muro dell’isolamento e della diffidenza, rendendo ogni scatola un gesto di riconoscimento e di vicinanza verso chi spesso si sente invisibile agli occhi della società.”

Scatole sospese

Sindacati e Consorzio Bonifica Parmense: presentato il regolamento dell’Ente Bilaterale Nazionale Consorzi Irrigui.

Sindacati e Consorzio Bonifica Parmense:
presentato il regolamento dell'Ente
Bilaterale Nazionale Consorzi Irrigui.

Nell’ambito dell’Accordo per il rinnovo del biennio economico per i dipendenti dei Consorzi di Bonifica, è stato presentato il regolamento Ente Bilaterale Nazionale Consorzi Irrigui, che si propone di disciplinare tutte le attività attraverso la specificazione delle norme statutarie alla luce delle norme contrattuali. Le modalità per accedere alle prestazioni sono state illustrate durante l’assemblea sindacale che si è tenuta presso la sede del Consorzio Bonifica Parmense.
Alessandro Anselmi, dirigente nazionale FAI CISL, affiancato da Barbara Troise Rioda, segretaria organizzativa FAI CISL Parma Piacenza, ha illustrato nel dettaglio tutti gli aspetti dell’accordo con l’Ente Bilaterale: “Lo consideriamo uno strumento di solidarietà inclusivo su vari aspetti che, oltre ai miglioramenti economici, riguardano anche il welfare: i dipendenti dei Consorzi di Bonifica iscritti all’Ente disporranno di accordi di ricambio generazionale e/o ristrutturazione aziendale, integrazione indennità di malattia, congedi parentali ed anche ulteriori protezioni relative alla violenza di genere.” E sul rinnovo contrattuale ha specificato che: “è suddiviso su due bienni in quanto ci siamo trovati in una dinamica inflattiva fuori controllo sul 2022/2023. L’elemento qualificante di questo contratto, oltre alla parte economica e normativa è proprio la costituzione dell’ente bilaterale del Consorzio di Bonifica che tra le varie prestazioni che offre ai lavoratori e lavoratrici, consente al Consorzio e ai lavoratori di accedere a prestazioni di quiescenza in anticipo grazie a un contributo del Consorzio stesso che l’ente bilaterale eroga ai lavoratori”.

All’assemblea era presente Daniele Zini per la FLAI CGIL Parma che ha così commentato: “L’ente bilaterale di settore nasce con uno scopo mutualistico e solidaristico, sostenendo economicamente i momenti di maggior fragilità che possono colpire le lavoratrici e lavoratori del comparto ma non solo. Un concreto aiuto che aumenta le tutele dei dipendete del Consorzio, intervenendo a sostegno della genitorialità, della formazione scolastica dei figli e di un ricambio generazionale proattivo. Quanto sancito dall’accordo sottoscritto con il Consorzio di Bonifica Parmense migliora ulteriormente quanto stabilito a livello nazionale, ponendo l’accordo di Parma come innovativo, attenzionando molti aspetti della vita delle lavoratrici e dei lavoratori. Riteniamo che le sensibilità dimostrate nella contrattazione territoriale colgano aspetti di tutela importanti, come nei casi di sostegno per le vittime di violenze di genere o in caso di patologie oncologiche, dove un concreto sostegno anche di tipo economico, può aiutare le persone in difficoltà”.

Il direttore del Consorzio di Bonifica Parmense Fabrizio Useri ha evidenziato la positività dell’accordo: “Sulla base del documento-quadro su scala nazionale il Consorzio di Bonifica Parmense ha chiuso questo accordo di intesa con la componente sindacale del territorio puntando proprio sul valore rappresentato dal ricambio-generazionale; un accordo che è stato approvato dal Consiglio nel nostro ultimo Cda del 28 novembre e che salutiamo con soddisfazione , contenti di aver condiviso questo traguardo comune.”

Il Contratto Collettivo Nazionale (CCNL) per i Consorzi di Bonifica è stato rinnovato nel maggio 2025 per il biennio economico 2025-2026, con aumenti retributivi totali del 5,2% (3% da luglio 2025 e 2,2% da gennaio 2026) oltre ai rinnovi precedenti, portando l’incremento complessivo al 10,4% per il periodo 2023-2026, introducendo anche novità su classificazione, tutela per avventizi e l’istituzione di un ente bilaterale. L’Ente Bilaterale Nazionale della Bonifica (EBNCI) è l’organismo paritetico (datori di lavoro e sindacati) nato nel 2023 per i dipendenti dei Consorzi di Bonifica e Irrigazione, che gestisce welfare, formazione e servizi assistenziali in parallelo all’attività istituzionale dei Consorzi di Bonifica, che sono enti con funzione pubblica per la gestione del territorio e la difesa idraulica.