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Femca Cisl, firmata l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL Vetro

Femca Cisl, firmata l’ipotesi di accordo
per il rinnovo del CCNL Vetro

CCNL Vetro

Rinnovo CCNL Vetro: riguarda 270 addetti piacentini e numeri ancora maggiori, superiori al migliaio di addetti, nella provincia di Parma. Femca Cisl Parma Piacenza: «Proseguire sulla via della partecipazione»

 

Sottoscritta l’ipotesi di accordo 2026-2028 tra Assovetro e sindacati: (Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil): aumento complessivo di 206 euro. «Risposta concreta per il potere d’acquisto e il welfare».

In un momento storico segnato dall’incertezza economica e dalle sfide della transizione industriale, arriva un segnale forte di continuità e rilancio dal settore del vetro. È stata sottoscritta a Roma l’ipotesi di accordo per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) del settore vetro, lampade e display, che avrà vigenza fino al 31 dicembre 2028. 

I numeri dell’accordo: salario e classificazione

L’intesa prevede un aumento complessivo (TEC) di 206 euro nel triennio. Entrando nel dettaglio del trattamento economico minimo (TEM), l’incremento sarà di 195 euro (riproporzionati sul livello D1), suddiviso in cinque tranche: la prima di 50 euro a partire da gennaio 2026 (retroattiva), seguita da scatti a ottobre 2026, gennaio 2027, giugno 2027 e luglio 2028.
Ma il rinnovo non si ferma alle tabelle retributive. Dopo decenni, è stato rivisto profondamente il sistema classificatorio.

L’aggiornamento delle declaratorie professionali punta a valorizzare la polivalenza e la polifunzionalità, elementi che da sempre caratterizzano l’eccellenza manifatturiera dei lavoratori del vetro nelle due province emiliane.

La centralità della persona e il Welfare

Il nuovo contratto potenzia il welfare contrattuale. Viene infatti aumentato il contributo a carico delle aziende per il fondo sanitario Fasie, con l’aggiunta di un’ora di assemblea retribuita dedicata proprio alla promozione della previdenza complementare e dell’assistenza sanitaria. Novità rilevanti riguardano anche il diritto allo studio, la gestione della malattia e i cosiddetti “accomodamenti ragionevoli”, a conferma di una visione che mette la dignità del lavoratore e la conciliazione vita-lavoro al primo posto.

Verso la ratifica

Il percorso non finisce qui, la parola passa ora alla base.
L’ipotesi di accordo sarà ora sottoposta al vaglio delle assemblee dei lavoratori per la ratifica definitiva e lo scioglimento della riserva. Sarà quello il momento del confronto diretto, dove emergerà il valore di un’intesa che tiene insieme tenuta industriale e giustizia sociale e che può essere ulteriormente migliorata dalla partecipazione in azienda.

First CISL Parma Piacenza, donati 2000 euro all’Hospice di Piacenza

First CISL, Donati 2000 euro
all'Hospice di Piacenza

Hospice di Piacenza

La segreteria di First CISL Parma Piacenza, insieme al referente di zona, ha consegnato alla “Casa di Iris” l’assegno destinato alle finalità dell’Hospice.

 

«È il donatore ad essere grato»
Non è una semplice formula di cortesia. È la riflessione nata all’interno del sindacato quando è stata decisa la donazione: più si pensa a ciò che l’Hospice fa ogni giorno — accompagnare con dignità e cura chi si avvicina alla fine della vita — più ci si convince che il privilegio, in fondo, é del donatore. Quello di poter contribuire, anche solo in parte, a tenere accesa una luce così necessaria.

È con questo spirito che ieri, lunedì 30 marzo, l’intera segreteria (composta dal Segretario Generale Cosimo Vaglio, Emilia Pallavicini e Deciomaria Bentivoglio), insieme al referente di zona Giorgio Camoni, si è presentata all’Hospice di Piacenza. Nelle mani della dottoressa Giovanna Albini è stato consegnato l’assegno da duemila euro: la “charity” annuale del sindacato, scelto quest’anno per onorare un luogo dove la centralità della persona non è uno slogan, ma una pratica quotidiana.

Un sindacato che non si ferma alla busta paga
La First CISL — il sindacato dei lavoratori del credito, delle assicurazioni e della finanza aderente alla CISL — non è nuova a questo tipo di impegno. Ma la visita alla Casa di Iris racconta qualcosa di più profondo di una donazione: riflette un’idea di sindacato che non esaurisce il proprio mandato nella contrattazione, per quanto fondamentale, ma che si interroga sul senso pieno della centralità della persona.

«Essere qui, tutti insieme, non è un caso», ha spiegato il Segretario Generale Cosimo Vaglio. «La Casa di Iris fa qualcosa che noi sindacalisti conosciamo bene: stare accanto alle persone nei momenti più difficili. È un compito di cura, di dignità. E noi volevamo essere presenti, non solo con un assegno».

“Abbiamo scelto la Casa di Iris perché è un presidio di umanità nel cuore di Piacenza – sottolinea la componente piacentina di segreteria Emilia Pallavicini – L’Hospice piacentino rappresenta uno di quei presidi di welfare territoriale che la CISL difende con convinzione: strutture che non si limitano a curare, ma che accompagnano, costruendo attorno al paziente e alla sua famiglia una rete di relazioni e di significato.”

La dottoressa Giovanna Albini, nel ricevere il contributo, ha saputo raccogliere con grazia il senso più profondo del momento: la consapevolezza che mettersi al servizio è la cosa che più conta.

«Portare qui la donazione del nostro sindacato», ha aggiunto il referente Giorgio Camoni, «è un modo per dire ai nostri iscritti che le quote che versano sono un valore che serve anche a costruire comunità.»

Radici in Movimento – Evento su donne e integrazione a Piacenza

Radici in Movimento,
evento su donne e integrazione a Piacenza

Radici in Movimento

Una partecipazione molto folta ha accompagnato oggi l’evento “Radici in Movimento”, che ha trasformato la sede della CISL Farnesiana in un autentico spazio di incontro, ascolto, dibattito e riflessione condivisa, capace di andare oltre la superficie della cronaca.

Ad aprire i lavori è stata Elisabetta Oppici, della Segreteria CISL Parma Piacenza, che ha illustrato le ragioni profonde del titolo scelto: un richiamo alle radici che non sono elementi statici e fissi, ma organismi vivi capaci di muoversi nel buio della terra, comunicare tra loro e viaggiare per cercare l’acqua, proprio come le persone attraversano confini e fatiche per cercare un orizzonte migliore. Oppici ha inoltre sottolineato come la CISL, attraverso i suoi servizi e le sue associazioni, voglia agire con responsabilità per essere bussola e aiuto concreto, curando le proprie radici e aiutando gli altri con le loro.


​Il pomeriggio è stato arricchito dai saluti istituzionali dell’Assessora Nicoletta Corvi, la quale ha rimarcato l’importanza vitale del lavoro in rete tra istituzioni, parti sociali e tutti gli attori del territorio, non solo per costruire soluzioni concrete ma per fornire una narrazione vera e corretta della migrazione. Il cuore dell’incontro è stato poi affidato a Giuseppina Schiavi, Presidente della Protezione della Giovane di Piacenza, che ha restituito con estrema lucidità la complessità del lavoro quotidiano fatto di accoglienza e costruzione dei percorsi di vita delle ospiti.


​L’evento è così entrato nel vivo di testimonianze autentiche e mai edulcorate, come quelle di Francesca, giovane in servizio civile, e di Suor Margherita, che ogni giorno accompagnano queste donne in un cammino di integrazione spesso ostacolato da un difficile groviglio burocratico. Proprio su questo punto, Anolf ha spiegato il valore del proprio impegno nel fornire strumenti concreti in un labirinto di leggi che spesso penalizza le donne migranti: pur possedendo titoli di studio, molte sono costrette ad accettare lavori meno qualificati a causa del mancato riconoscimento dei loro percorsi formativi. È emerso chiaramente come la partenza sia spesso dettata da una necessità impellente che non lascia alternative, un peso aggravato dai pregiudizi sociali che accompagnano queste donne sin dal paese d’origine, come accade drammaticamente nei casi legati alla tratta degli esseri umani.


​In questo intreccio di solidarietà, un ruolo fondamentale è stato ricoperto da Anteas, che ha ribadito la propria missione di costruire ponti tra le generazioni: un impegno volto a far sì che la memoria e l’esperienza diventino linfa per nutrire i nuovi germogli di una comunità che vuole essere inclusiva e coesa.

In questo clima di profonda condivisione, i partecipanti hanno affidato i propri pensieri al “Cofanetto delle Radici”: non semplici messaggi, ma ponti lanciati verso chi si sente solo, per riaffermare che nessuna storia è estranea.

Radici in Movimento Piacenza

8 marzo: continuano le iniziative promosse da Cisl Parma Piacenza

8 marzo: continuano le iniziative
promosse da Cisl Parma Piacenza

8 marzo eventi Piacenza

Continuano le iniziative promosse da CISL Parma Piacenza e dal Coordinamento Donne e Politiche di Genere, in occasione dell’8 marzo, Giornata internazionale dei diritti della donna.

Gli appuntamenti, in programma a Piacenza il 18 marzo e il 26 marzo saranno occasione di riflessione e confronto su diritti, inclusione e parità nel lavoro, affrontando il tema dell’8 marzo da prospettive diverse ma complementari.

Da un lato il valore dell’accoglienza, delle storie di vita e della solidarietà tra generazioni; dall’altro l’analisi delle disuguaglianze nel mercato del lavoro e il ruolo della contrattazione per costruire una reale equità di genere.

Due momenti aperti alla cittadinanza e agli attori del territorio che intendono contribuire a una riflessione collettiva su come rendere più inclusiva e giusta la società e il mondo del lavoro.

 

“Radici in Movimento”: storie di vita, accoglienza e diritti

Il primo appuntamento, “Radici in Movimento – Trame di vita, radici di diritti: tessere insieme il futuro tra accoglienza e dignità”, si terrà martedì 18 marzo alle ore 16.30 presso la Sala riunioni CISL Farnesiana (via Farnesiana 106, Piacenza). L’ingresso è libero.

Un momento di ascolto e condivisione dedicato alle storie di migrazione, accoglienza e solidarietà, mettendo al centro il valore delle relazioni e dei diritti delle persone. Uno spazio di dialogo capace di intrecciare esperienze diverse, istituzionali, associative e personali, per riflettere sul significato dell’inclusione e della dignità.

L’incontro si aprirà con i saluti istituzionali e con l’introduzione a cura della Segreteria CISL Parma Piacenza, del Coordinamento Donne e Politiche di Genere, di ANTEAS Piacenza e di ANOLF Piacenza.

Seguirà un dialogo corale dal titolo “Trame di vita e diritti”, con interventi della Presidente della Protezione della Giovane di Piacenza, delle volontarie dell’associazione e dei rappresentanti delle realtà coinvolte.

Momento simbolico dell’iniziativa sarà “Il cofanetto delle radici”, un gesto condiviso in cui ogni partecipante potrà lasciare un pensiero o un augurio scritto su un cartoncino. I messaggi verranno raccolti e consegnati alla Protezione della Giovane, come segno di vicinanza alle donne ospiti della struttura.

L’incontro si concluderà con la “Tisana dell’incontro”, un momento informale di scambio e convivialità accompagnato da tè e tisane offerte da ANTEAS Piacenza.

Radici In Movimento - 8 marzo

Radici In Movimento - 8 marzo Locandina

 

“Contrattare la parità di genere”: dati, confronto e strategie per l’equità

Il secondo appuntamento sarà il seminario “Contrattare la parità di genere: oltre la conciliazione, verso una reale equità”, in programma mercoledì 26 marzo dalle 9.30 alle 13.30 presso l’Hotel La Volta del Vescovo (via Romolo Moizo 78, Piacenza).

L’obiettivo dell’iniziativa, realizzata in collaborazione con l’Agenzia regionale per il lavoro Emilia-Romagna, è analizzare il tema della parità di genere nel mercato del lavoro a partire dai dati occupazionali e retributivi delle province di Parma e Piacenza, per individuare possibili strategie di contrattazione capaci di ridurre i divari esistenti.

Il seminario si aprirà con i saluti istituzionali, seguiti dagli interventi di Liliana Tessaroli, dirigente del Servizio territoriale Ovest dell’Agenzia regionale per il lavoro, che presenterà un’analisi sull’occupazione maschile e femminile nel territorio. A seguire, Nunzio Fabio Scuto, responsabile pensioni INPS Parma, approfondirà il tema del gender pay gap e delle conseguenze dei divari retributivi sulle future prestazioni pensionistiche.

Il confronto proseguirà con il contributo di Chiara Altilio, ricercatrice della Fondazione ADAPT, che analizzerà il ruolo della contrattazione di secondo livello nel promuovere conciliazione e parità di genere. Livia Ricciardi, responsabile del Dipartimento Lavoro della CISL nazionale, illustrerà le opportunità offerte dalla certificazione di genere come strumento strategico per le imprese.

Il seminario si concluderà con una tavola rotonda con le associazioni datoriali e con le conclusioni affidate a Orietta Ruccolo, segretaria regionale CISL Emilia-Romagna, che affronterà il tema della contrattazione come patto di valore tra imprese e organizzazioni sindacali per rendere l’occupazione femminile un motore di sviluppo e di equità.

La partecipazione al seminario è gratuita, ma è richiesta la prenotazione scrivendo a ust.parma.piacenza@cisl.it.

“Contrattare la parità di genere”: dati, confronto e strategie per l’equità Locandina

 

 

AI e automazione, proteggere i diritti dei lavoratori è una priorità normativa

AI e automazione:
proteggere i diritti dei lavoratori è una priorità normativa

AI e automazione

Da tempo come CISL stiamo dicendo che l’ingresso degli automi e dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro è una questione complessa che solleva numerosi dilemmi legali, morali e sociali.

 
A fronte della recente sentenza del Tribunale di Roma che ha legittimato il licenziamento di un lavoratore sostituito dall’ AI, diventa ormai improrogabile adattare la normativa vigente per proteggere i lavoratori e garantire che l’automazione non porti a disoccupazione di massa o a condizioni di lavoro inique.
È un fatto di responsabilità, etica e trasparenza.


Va regolamentato come e in che modo, le aziende possano sostituire i lavoratori con macchine, prevedendo periodi di transizione e incentivi per la riqualificazione e va chiarito chi è responsabile nel caso in cui un’automazione causi danni o errori. Questo include la responsabilità legale delle aziende che la sviluppano e la implementano.


Vanno protetti i diritti dei lavoratori rispetto all’occupazione, alla tutela della privacy e alla possibilità di sviluppare nuove competenze attraverso la riqualificazione professionale, incentivando la formazione continua, il riadattamento delle competenze dei lavoratori e la creazione di programmi di supporto per coloro che rischiano di perdere il posto di lavoro a causa dell’automazione. E servono Leggi per monitorare e ridurre l’impatto negativo che la tecnologia potrebbe avere sulle condizioni di lavoro, come la sorveglianza costante o il rischio di alienazione.


È fondamentale poi sviluppare leggi che impediscano che gli algoritmi utilizzati nelle decisioni aziendali creino discriminazioni o pregiudizi nei confronti di categorie protette.


L’aspetto positivo è che l’automazione potrebbe portare alla nascita di nuovi tipi di lavoro che non esistono ancora ma che richiedono nuove normative, come nei casi in cui l’uomo controlla o integra il lavoro delle macchine. Con l’automazione che potrebbe ridurre la necessità di lavoro in presenza, la creazione di maggiori normative per tutelare il lavoro remoto e online diventa cruciale, specialmente in settori in cui l’automazione non può sostituire completamente il lavoro umano.


Va posto poi il problema della tassazione e della redistribuzione della ricchezza. Gli automi infatti, non consumano, non pagano tasse e non pagano contributi, pertanto l’automazione potrebbe aumentare la disparità economica se i benefici restano concentrati nelle mani di poche grandi aziende.


Proprio per questo diventa necessario che le normative si evolvano in modo coordinato a livello internazionale. Ad esempio, la creazione di trattati internazionali che regolano l’automazione potrebbe impedire che alcune nazioni approfittino di regolamenti più permissivi per attrarre investimenti tecnologici a scapito dei diritti dei lavoratori.
Serve infine, un monitoraggio e un adeguamento continuo, perchè le tecnologie evolvono rapidamente.


L’entrata degli automi nel mondo del lavoro non è solo una questione tecnica ma anche una sfida socioeconomica e politica. Le normative dovranno bilanciare l’innovazione tecnologica con la protezione dei diritti dei lavoratori e garantire che l’automazione venga utilizzata in modo tale che i benefici siano distribuiti equamente nella società”.

Michele Vaghini, Segretario Generale Cisl Parma Piacenza

 

FIT CISL, Siglato il rinnovo del contratto integrativo per Just Eat

FIT CISL, Siglato il rinnovo del contratto integrativo
per i lavoratori di Just Eat

Rinnovo Just Eat

Just Eat, siglato il rinnovo del contratto integrativo: novità su turni, premi e tutela legale

La Fit Cisl annuncia il rinnovo del contratto integrativo per i lavoratori di Just Eat Italia, valido fino al 31 dicembre 2027. «Si tratta di un risultato significativo, frutto di un intenso lavoro sindacale», commenta il segretario di Piacenza, Salvatore Buono.

Per quanto riguarda l’organizzazione del lavoro, l’accordo introduce elementi importanti: la pianificazione settimanale dei turni verrà comunicata ai rider entro la mezzanotte di venerdì, con il diritto a un sabato libero al mese. Inoltre, sono state ridotte le tempistiche per l’applicazione completa del Contratto collettivo nazionale della Logistica, Trasporto Merci e Spedizione.

Sul versante economico, il rinnovo prevede l’allineamento automatico agli aumenti retributivi già contemplati dal contratto rinnovato il 6 dicembre 2024. Su richiesta delle organizzazioni sindacali, è stato introdotto un premio di risultato, erogato in quote trimestrali e, a scelta del lavoratore, in forma monetaria o convertibile in welfare.

Il premio si basa su due indicatori principali: presenza e produttività.

In tema di salute e sicurezza, la Fit Cisl evidenzia due aspetti centrali dell’accordo: il Protocollo meteo per i casi di condizioni avverse e, novità di rilievo, l’attivazione della tutela legale a favore dei lavoratori vittime di aggressioni o di altri eventi che possano mettere a rischio la loro incolumità fisica.

«Questo rinnovo rappresenta un passo importante per migliorare le condizioni di lavoro e, di conseguenza, la qualità del servizio», conclude Buono. «Nel settore del food delivery, anche alla luce delle recenti vicende di cronaca, è fondamentale garantire stabilità e protezione reale a questa categoria di lavoratori».

Transizione del lavoro in Italia, Vaghini (Cisl): “Formazione e servizi per gestire il cambiamento”

Transizione del lavoro in Italia, Vaghini (Cisl):
“Formazione e servizi per gestire il cambiamento”

Transizione Lavoro

Addio compiti ripetitivi: entro il 2030 il lavoro sarà “su misura”. Vaghini (Cisl): «Formazione e nuovi servizi per governare la transizione».

Il Future of Jobs Report 2025 del World Economic Forum colloca l’Italia tra le economie avanzate chiamate ad affrontare una trasformazione profonda del lavoro nel quinquennio (2025-2029). Al centro del cambiamento vi è la diffusione dell’intelligenza artificiale, insieme alla digitalizzazione dei processi produttivi e alla transizione ambientale.

Nel periodo considerato, il mercato del lavoro italiano non è descritto come destinato a una riduzione complessiva dell’occupazione. Il report evidenzia, a livello europeo, una dinamica con nuove occupazioni che emergeranno mentre altre si ridurranno. Il cambiamento riguarda una quota rilevante delle mansioni oggi svolte più che il numero totale degli occupati.  Quasi un quarto dei posti di lavoro cambierà natura o sarà sostituito da nuovi ruoli entro la fine del 2029.

L’intelligenza artificiale rappresenta uno dei principali fattori di trasformazione, con le imprese italiane che prevedono un uso crescente di sistemi di AI, con l’industria manifatturiera, servizi, logistica e finanza direttamente coinvolti.

“Il report segnala che molte attività saranno svolte in modo combinato da persone e tecnologie” – commenta Michele Vaghini, Segretario Generale Cisl Parma Piacenza. “Non si tratta solo di sostituzione del lavoro umano ma di una sua ricollocazione, soprattutto in Italia, dove a causa della tendenza demografica negativa, si prevede una diminuzione delle persone in cerca di lavoro. Le mansioni ripetitive e standardizzate risultano più esposte alla riduzione. I ruoli amministrativi di base, alcune funzioni di segreteria e sportello, sono indicati tra quelli in contrazione nel quadro generale. Parallelamente cresce la domanda di profili ad alta qualificazione. Analisti dei dati, esperti di cybersecurity e professionisti capaci d’integrare tecnologie digitali nei processi aziendali, risultano tra le figure in espansione e pertanto sarà sempre più importante l’orientamento scolastico. Personalmente credo che anche le professioni legate alla cura della persona o i lavori artigianali saranno a forte richiesta. Sarà sempre più necessario imparare un “mestiere”. 

Un elemento critico riguarda il disallineamento tra competenze disponibili e competenze richieste. Per il quinquennio 2026-2030, una quota significativa dei lavoratori italiani dovrà essere riqualificata o aggiornata nelle competenze per restare occupabile nei nuovi assetti produttivi. 

“Il concetto di “ridisegno” delle mansioni invece della pura sostituzione dovrà essere un pilastro delle strategie sindacali del futuro – prosegue Vaghini. “Se vogliamo che l’AI sia vista più come uno strumento di  potenziamentodella produttività che come una minaccia di disoccupazione di massa, la formazione deve procedere velocemente già da ora, adottando anche forme di partenariati con le università. Dobbiamo consentire ai lavoratori di operare insieme ai sistemi d’intelligenza artificiale. La sfida non riguarda solo la tecnologia ma l’organizzazione del lavoro e la qualità dell’occupazione”.

Il Report mette in luce il calo dei ruoli basati su compiti ripetitivi: le figure amministrative tradizionali vedranno una contrazione stimata tra il -8% e il -40% in determinate aree, a causa di processi automatizzati sempre più efficienti. Allo stesso tempo, ruoli tecnici emergenti evidenziano una traiettoria di crescita che tocca il 50%, superando in certi contesti il 100% di incremento previsto.

“Già da anni abbiamo visto dinamiche simili toccare alcuni settori della nostra economia: penso al commercio al dettaglio, dove le casse self-checkout riducono la necessità di cassieri, mentre il servizio clienti si sposta verso chatbot e interfacce intelligenti. Oppure pensiamo a ciò che è successo con gli sportelli bancari dove nel solo 2025 ne sono stati chiusi 516, con un calo del 2,6% in un anno. Quasi la metà dei comuni italiani (44%) è oggi priva di sportelli e circa 5 milioni di cittadini non hanno accesso fisico ai servizi bancari.  E’ un mondo che sta cambiando velocemente e sta diventando sempre più digitale. D’altro canto, però, la progettazione e la manutenzione di questi sistemi aprono spazi professionali che non esistevano su larga scala fino a pochi anni fa. La stima globale di un ricambio strutturale della forza lavoro, nell’arco di cinque anni, è del 39%, con variazioni che toccano picchi del 47% in alcune regioni e si abbassano al 28% in certi settori meno esposti all’automazione” prosegue Vaghini.

L’AI cambierà anche il modello di sindacato.

“I problemi dei lavoratori, dei pensionati e la loro necessità di essere rappresentati ci accompagnano da sempre. In Italia i cambiamenti sono sempre stati lenti. Poi da 20 anni a questa parte il mercato del lavoro e i suoi metodi di produzione si sono evoluti ed oggi adeguarsi ai tempi è una scommessa su cui giochiamo tutto. Non è più tempo in cui dare molte cose per scontate. Sul territorio dobbiamo dare la percezione giusta di quello che riusciamo a fare, offrendo servizi che avvicinano i cittadini alla nostra attività, creandone anche di nuovi per dare risposte immediate, anche se il luogo di lavoro rimane fondamentale per la nostra azione. E dobbiamo essere più inclusivi con i giovani, investendo su di essi, perché sono il futuro ed hanno esigenze e necessità diverse rispetto al resto della collettività” – conclude Vaghini.

Boom della Cassa Integrazione Straordinaria a Parma e Provincia: CISL lancia l’allarme

Boom della Cassa Integrazione Straordinaria a Parma e Provincia:
CISL lancia l’allarme

Cassa Integrazione

Se l’utilizzo della cassa integrazione ordinaria (CIG) negli ultimi 12 mesi si presenta in calo (1.708.335 ore nel 2024, 1.141.232 nel 2025), nel territorio parmense crescono in maniera preoccupante le ore di Cassa Integrazione Straordinaria (CIGS), misura che indica le ristrutturazioni aziendali.

Infatti, secondo i dati INPS, nel 2025  il numero di ore di CIGS autorizzate a Parma e Provincia è salito esponenzialmente rispetto all’anno precedente: 1.114.844 a fronte delle 155.476 del 2024: 959.368 ore in più.

Attraverso la segretaria generale aggiunta di CISL Parma Piacenza Angela Calò, il sindacato esprime forte preoccupazione sul ricorso sempre più strutturale agli ammortizzatori sociali, segnale evidente di un rallentamento che coinvolge diversi comparti: “L’incremento della cassa integrazione straordinaria non può essere considerato un fenomeno episodico – dice Calò – al contrario rappresenta un campanello d’allarme sullo stato di salute del tessuto industriale del nostro territorio. La CIGS nasce come strumento temporaneo per accompagnare riorganizzazioni e crisi aziendali ma il suo utilizzo crescente rischia di trasformarsi in una lunga fase di precarietà per centinaia di lavoratrici e lavoratori.”

La CISL richiama poi l’attenzione sul fatto che dietro ai numeri ci sono persone e famiglie che vedono ridursi il reddito ed aumentare l’incertezza sul futuro. Anche per questo il sindacato chiederà alle istituzioni locali un confronto immediato e l’attivazione di politiche industriali capaci di sostenere investimenti, innovazione e qualità del lavoro: “Non basta prorogare gli ammortizzatori sociali – evidenzia la segretaria – servono progetti concreti di rilancio produttivo, formazione e riqualificazione professionale. La CIGS deve essere un “ponte” verso la ripresa e non l’anticamera di esuberi e chiusure.”

CISL ribadisce infine la necessità di un tavolo permanente con imprese e istituzioni per monitorare l’andamento delle crisi aziendali e costruire soluzioni condivise con un obiettivo chiaro: tutelare l’occupazione e garantire prospettive di sviluppo stabile per tutto il territorio parmense.

In allegato il grafico: fonte INPS https://servizi2.inps.it/servizi/osservatoristatistici/5/74/82/85/o/516

 

Cassa Integrazione INPS

 

Truffe WhatsApp: Adiconsum Cisl lancia l’allarme

Truffe a catena attraverso WhatsApp:
Adiconsum Cisl lancia l'allarme

Truffe WhatsApp

Truffe a catena attraverso Whatsapp,  Adiconsum Cisl lancia l’allarme: “la sicurezza dei nostri dati passa dalla consapevolezza che dietro la foto di un familiare potrebbe nascondersi un algoritmo criminale”

A Piacenza si registrano in questi giorni diversi casi simili che svelano le nuove dinamiche del phishing: le cosiddette “truffe del concorso di danza”. A ricostruire l’accaduto e a fornire un vademecum difensivo interviene l’Adiconsum, attraverso le parole del suo coordinatore territoriale Antonio Colosimo.

La dinamica del raggiro

Il caso piacentino, esemplare per la sua semplicità di esecuzione, ha coinvolto inizialmente una donna contattata apparentemente da un collega di lavoro. Il messaggio, giunto da un numero salvato in rubrica, conteneva la foto di una giovane danzatrice e un invito innocuo: “Vota la migliore ballerina per farle vincere un premio”. La donna, rassicurata dall’identità del mittente, ha aderito alla richiesta votando per una ragazza di nome “Anna” perché la collega la presentava come un’amica di famiglia che voleva un voto a suo favore per frequentare gratuitamente un corso di danza. Si trattava solo di inquadrare un codice Qr cui rimandava il messaggio whatsapp.

Tuttavia, quello che appariva come una banale operazione su un sondaggio, nascondeva un link di phishing o un meccanismo di “account takeover”. In pochi istanti, i cybercriminali hanno preso il controllo del profilo WhatsApp della donna, “clonando” la sua identità digitale.

Il secondo livello: la richiesta di denaro

Una volta impossessatisi dell’account, i truffatori hanno attivato la fase due: l’estorsione a cascata. A tutti i contatti presenti nella rubrica della vittima è stato inviato un messaggio urgente, scritto a nome della donna: «Ciao, non potresti prestarmi urgentemente 300 euro per pagare il dentista? Ho un problema con la carta».

La richiesta, costruita per sembrare un’emergenza plausibile, mirava a sfruttare l’amicizia dei destinatari. Fortunatamente, nel caso specifico, la catena si è spezzata grazie alla diffidenza di alcuni amici. Nessuno ha effettuato il bonifico ma il danno d’immagine e la violazione della privacy sono stati tangibili.

Il punto di vista di Adiconsum Cisl territoriale

Su questo fenomeno, che segna un’evoluzione rispetto ai tentativi di truffa più grossolani, interviene l’associazione dei consumatori della Cisl.

«Siamo di fronte a una tecnica di ingegneria sociale nota come truffa a catena – spiega Antonio Colosimo – coordinatore dell’associazione di consumatori presso la Cisl. 

Abbiamo raccolto la testimonianza della vittima e nei giorni successivi si sono rivolte a noi altre persone vittime della stessa truffa.  La pericolosità di questo metodo risiede nel mittente. La vittima non riceve il link da uno sconosciuto ma da un parente o un amico il cui account è stato precedentemente violato. Questo abbassa drasticamente le difese cognitive: si clicca per fare un favore, senza sospettare il pericolo”. 

Secondo Colosimo, il meccanismo tecnico spesso prevede che, cliccando sul link del voto, l’utente consegni involontariamente il codice di verifica a sei cifre di WhatsApp o conceda autorizzazioni a terzi, permettendo ai criminali di installare l’account su un altro dispositivo.

«È fondamentale comprendere che i contatti che ci scrivono queste richieste non sono complici ma vittime a loro volta – precisa. È un virus digitale che si nutre delle nostre rubriche e poi prova ad intascare».

Come difendersi: i consigli dell’associazione

Adiconsum ribadisce la necessità di prevenzione attiva.

«La regola aurea è la verifica “fuori linea”», conclude Colosimo. «Se ricevete una richiesta insolita (un voto, un prestito, un codice) da un contatto amico, non cliccate. Telefonate direttamente alla persona o scrivetele su un altro canale. Quasi sempre scoprirete che non ne sanno nulla. Inoltre, attivate l’autenticazione a due fattori nelle impostazioni di WhatsApp: è l’unico vero argine contro il furto dell’account».

Iran: anche la Cisl Parma Piacenza in piazza a Roma «per i diritti e la libertà»

Iran: anche la Cisl Parma Piacenza in piazza a Roma
«per i diritti e la libertà»

Iran Manifestazione Cisl

Anche la CISL Parma Piacenza presente a Roma alla manifestazione davanti all’Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran, per unire la propria voce al coro di protesta contro la brutale repressione in atto nel Paese mediorientale. La delegazione territoriale ha risposto all’appello nazionale della confederazione, partecipando attivamente al sit-in e alla successiva fiaccolata. L’obiettivo della mobilitazione, come sottolineato dalla Segretaria nazionale Daniela Fumarola, è ribadire la ferma condanna verso le esecuzioni capitali, gli arresti arbitrari e le violenze che il regime sta perpetrando contro giovani, donne e manifestanti pacifici. 

“Non potevamo restare indifferenti di fronte al grido di dolore che arriva dall’Iran” – afferma Michele Vaghini Segretario Generale territoriale – presente al presidio. “Essere qui oggi, insieme ad altri colleghi da tutta Italia, è un atto doveroso per testimoniare la vicinanza alle donne e agli uomini iraniani che, al grido di ‘Donna, Vita, Libertà’, stanno invocando una svolta democratica a costo della loro stessa vita. Il sindacato non è solo difesa del lavoro ma presidio di libertà e diritti umani ovunque questi vengano calpestati”.

La CISL si unisce alla ferma richiesta di cessare immediatamente le condanne a morte e di aprire un varco per il dialogo e il rispetto dei diritti fondamentali, confermando l’impegno del sindacato a mantenere alta l’attenzione mediatica e istituzionale sulla crisi iraniana.

 
“La situazione dei diritti umani e civili in Iran è oggi estremamente grave e complessa e richiede risposte coordinate su più livelli, sia all’interno del Paese che a livello internazionale. Confidiamo – conclude Vaghini – che venga superata una volta per tutte la sanguinaria teocrazia degli ayatollah, con una transizione che coinvolga la comunità internazionale. Per questo motivo, vanno sostenute le missioni internazionali indipendenti che raccolgono prove di abusi, torture, sparizioni forzate, processi ingiusti e le preservino per futuri procedimenti legali. Sarà poi importante la divulgazione continua di testimonianze, video, foto e dati, per incoraggiare la società civile globale, fornendo basi solide per l’azione diplomatico-giuridica. Molti gruppi civili sono al centro delle richieste di cambiamento. Supportare queste forze con risorse, visibilità internazionale e protezione, può sostenere una trasformazione interna profonda e sostenibile. Siamo consapevoli che non esiste una soluzione rapida o semplice, perché il problema è radicato in un sistema autoritario che usa la repressione per mantenere il controllo. Proprio per questo, crediamo che una risposta efficace debba combinare pressione internazionale, documentazione costante dei crimini, giustizia transnazionale, sostegno alle voci interne di cambiamento e protezione attiva dei diritti fondamentali”.

 

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