Si sta andando a dire in giro tra il personale e non solo, che CO.NA.PO. e FNS CISL di Parma starebbero ostacolando la realizzazione del distaccamento “Val di Taro” attraverso le loro iniziative sindacali messe in campo. Vogliamo quindi fare estrema chiarezza e trasparenza rispetto a quanto si sta dicendo a vanvera, tra l’altro riteniamo anche in modo poco corretto, probabilmente nell’intento di delegittimare certe posizioni non gradite.
Addirittura si direbbe che non vogliamo la realizzazione del distaccamento, evidentemente un debole tentativo attraverso un chiacchiericcio strumentale e mistificatore che riteniamo intenda, volutamente, raccontare cose non vere e screditare di conseguenza chi ha manifestato un parere diverso.
Si tratta infatti di voci infondate, tese probabilmente a mistificare la realtà rispetto ad una vicenda che definiamo, astrattamente, opaca e che sicuramente non appartiene alla nostra linea di condotta che abbiamo sempre tenuto coerentemente, con estrema chiarezza e trasparenza, in ogni ambito, in un contraddittorio circostanziato e legittimo, ma sempre rispettoso dei ruoli e delle parti.
Noi siamo fermamente favorevoli alla realizzazione del distaccamento fin dai tempi più remoti, risalenti al 2019, ritenendo che questo obiettivo sia importante e strategico nonché essenziale per la popolazione e il territorio ancora privi del servizio essenziale dei VVF, ed anche per far crescere e valorizzare il comando nella sua articolazione organizzativa e organica.
Quello che più ci importa, ribadendo che il distaccamento “Val di Taro” è per noi un obiettivo primario da raggiungere nel breve, è il fatto di poter ubicare possibilmente la sede in una zona che corrisponda oggettivamente e con ponderatezza, almeno per quanto ci riguarda, a certe caratteristiche che da una parte possano rispondere alle necessità del servizio e dall’altra, a quelle che riguardano il benessere del personale in termini di condizioni di lavoro, di igiene, di salubrità e di tutto quanto debba riguardare chi dovrà prestarvi servizio stabilmente negli anni a venire.
Del resto, non può essere ascritta come una pregiudiziale colpa preferire per il personale una zona residenziale, dotata di diversi servizi, come del resto si trovano già la Sede centrale, Fidenza e Langhirano piuttosto che una tipicamente industriale, quindi più isolata, dove ubicare il nuovo distaccamento.
Si tratta di un parere espresso nel pieno rispetto con atti, secondo il corretto gioco delle parti, e come tale crediamo vada rispettato così come rispettiamo entrambe le ipotesi che sono state formulate dai due comuni interessati nella vicenda.
Questo è quello che realmente vogliamo per il personale e per il Comando di Parma, lontani da interessi di parte e da logiche settarie come qualcuno invece sta insinuando gratuitamente, mantenendo il pieno rispetto per chi sostiene invece tesi diverse dalla nostra, a prescindere da chiunque esso sia; questa è probabilmente la differenza sostanziale che nuoce.
La nostra posizione è quindi ampiamente circostanziata, documentata, chiara e trasparente ed è tranquillamente disponibile, qualora qualcuno volesse ulteriormente documentarsi per comprendere meglio la vicenda.
Non siamo sicuramente noi a far perdere del tempo: questo riteniamo lo si debba infatti ricercare evidentemente altrove, considerate le legittime competenze che riguardano i relativi livelli decisionali sull’argomento che non possono, come del resto è facilmente immaginabile, essere ascritti a CO.NA.PO e FNS CISL.
Del resto, il sindacato svolge il suo ruolo legittimamente e scevro da condizionamenti con le corrette forme di rivendicazione previste, così come l’amministrazione esercita altrettanto legittimamente il suo ruolo su un piano di confronto possibilmente costruttivo, rispettoso delle parti e finalizzato al comune miglioramento delle condizioni lavorative del personale e dello svolgimento del servizio.
Tanto dovevamo quindi per estrema chiarezza e trasparenza nei confronti di coloro che, in maniera più che comprensibile, abbiano avuto o possano avere dei dubbi sulle nostre posizioni, rispetto alla diffusione di voci strumentali e tendenziose che stigmatizziamo e respingiamo al mittente.

