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Seta Piacenza, Fit Cisl alza i toni: “Lavoratori sollecitati e poi puniti.

Seta Piacenza, Fit Cisl alza i toni:
“Lavoratori sollecitati e poi puniti.

Fit Cisl alza i toni: “Lavoratori sollecitati e poi puniti. Tra carenza di organico e rischi stradali, il servizio è messo in crisi dalle scelte aziendali”.

 

La Segreteria Territoriale della Fit Cisl di Piacenza lancia un grido d’allarme sulla gestione del personale in Seta.

Le ultime decisioni aziendali, avvallate da tutte le altre sigle sindacali, che modificano il Premio di Risultato (PDR) penalizzando i lavoratori in base ai sinistri stradali, rappresentano l’ennesimo schiaffo a una categoria già stremata.

“Siamo di fronte a un paradosso inaccettabile,” attacca Salvatore Buono Fit-Cisl. “Oggi nessuno vuole più fare l’autista: le responsabilità sono enormi, i turni logoranti e le paghe basse rispetto al costo della vita. Risultato? I pochi autisti rimasti in servizio sono costretti a turni particolarmente duri per garantire il trasporto pubblico e il diritto alla mobilità ai cittadini di Piacenza. Eppure, l’azienda invece di ringraziarli cosa fa? Decide di punirli se fanno un piccolo sinistro”.

Secondo il sindacato, il nesso è matematico: chi lavora di più ed è più stanco ha, fisiologicamente, una probabilità più alta di incorrere in un incidente. “Punire chi lavora per tappare i buchi dell’organico significa colpire proprio quei lavoratori che, con spirito di sacrificio, permettono ai bus di uscire dal deposito. È un sistema che non premia la produttività, ma sanziona la stanchezza derivante dal troppo lavoro che è divenuto necessario”.

La situazione è aggravata da un contesto operativo giudicato “impossibile” dalla Fit Cisl. I tempi di percorrenza delle tratte urbane ed extraurbane non sono stati adeguati a un traffico aumentato esponenzialmente e al dilagante malcostume della sosta selvaggia.
“A Piacenza pretendiamo che autobus da 12 metri circolino in vicoli del centro storico nati per le carrozze, schivando auto in doppia fila e rispettando tabelle orarie allucinanti. È una missione impossibile.

Se a questo aggiungiamo che i giovani dell’Academy, pur con tutta la buona volontà, sono autisti in formazione che necessitano di tempo per acquisire esperienza, è chiaro che qualche piccolo urto sia inevitabile. Penalizzare economicamente, in questo modo così eccessivo, un neofita o un veterano stanco, significa non avere alcun rispetto per la realtà della strada”.


Il rischio, avverte il sindacato, è la fuga di massa. “Se Seta continuerà con questa politica punitiva, anche i pochi professionisti rimasti si guarderanno intorno e cercheranno lavoro altrove, dove le responsabilità sono minori e la serenità è garantita. Se gli autisti se ne vanno, l’azienda non potrà più garantire il servizio pubblico: Seta, in alte parole, sta segando il ramo su cui è seduta”.


Fit Cisl chiede una revisione totale dei criteri del PDR, l’adeguamento dei tempi di percorrenza e una riflessione seria sulla dimensione dei mezzi nel centro storico e comunque indirà un referendum sulle modifiche alle penalizzazioni introdotte nel PDR per capire cosa ne pensano i lavoratori. “Non accetteremo che si facciano addirittura utili sulla pelle e sulla salute dei lavoratori. La sicurezza si fa con i mezzi adeguati e il riposo, non penalizzando i propri dipendenti”, conclude Salvatore Buono.

 

Montale, un lavoratore non torna a casa. FIT CISL: «Avevamo già sollecitato adeguamenti della viabilità per chi opera nella logistica»

Montale, un lavoratore non torna a casa.
FIT CISL: «Avevamo già sollecitato adeguamenti
della viabilità per chi opera nella logistica»

Buono (FIT CISL Piacenza): “Quel problema era noto. Le nostre segnalazioni ad Amministrazione e RFI sono rimaste in standby. Servono subito bus, piste ciclabili e sicurezza vera per chi lavora nel polo”

«Vogliamo esprimere le condoglianze ai familiari di chi non è rientrato dal lavoro».
Inizia così la dichiarazione di Salvatore Buono, Segretario territoriale della FIT CISL di Piacenza, sulla morte dell’uomo travolto ieri mattina da un treno regionale sui binari di Montale mentre si recava in servizio. Alla sua famiglia, ovunque essa si trovi, la FIT CISL esprime cordoglio profondo e vicinanza sincera.
Quello che rende questo incidente insopportabile non è solo il dolore. È il dubbio che fosse evitabile. Che quel problema era conosciuto. Che non si tratta di una scoperta di ieri mattina.
«Come FIT CISL avevamo già segnalato in passato, sia all’Amministrazione Comunale che a RFI-Rete Ferroviaria Italiana, i problemi di sicurezza legati agli attraversamenti impropri in quella zona — afferma Buono —. Avevamo chiesto come impedire che i lavoratori continuassero ad attraversare i binari, perché lì c’è il polo logistico, e alcuni, per non fare tutto il giro, scelgono quella scorciatoia. Si sapeva. Eppure quel punto è rimasto così com’era, fino all’incidente, che comunque va chiarito”.

La “seconda Piacenza” quasi abbandonata a se stessa

Esiste una Piacenza che si vede: quella dei palazzi, delle piazze, dei servizi urbani. Ed esiste una seconda Piacenza, quella dei capannoni di Montale, della Caorsana, dove ogni giorno migliaia di lavoratrici e lavoratori arrivano con qualsiasi mezzo disponibile, spesso prima dell’alba, spesso senza alternative.
«Il nostro polo logistico è ancora oggi carente di collegamenti con il servizio pubblico locale — denuncia Buono —. Non è accettabile che in un’area dove lavorano migliaia di persone, centinaia di questi lavoratori non abbiano un veicolo proprio e debbano arrangiarsi. Vanno in bici, vanno col monopattino, vanno con la bici elettrica. E dove vanno? Sulla Via Emilia, che è una strada pericolosa, dove le piste ciclopedonali non esistono o sono incomplete. Così finisce che qualcuno, per sbaglio, per fretta, per la disperazione di voler salvare il proprio mezzo, finisce per compiere azioni che potevano essere evitate — come attraversare i binari, a prezzo della vita».

Senza trasporto pubblico, si cammina sui binari.

Il nodo centrale è uno solo: se il trasporto pubblico locale fosse efficace ed efficiente per raggiungere il polo logistico, molti lavoratori lo userebbero. Invece non c’è. E chi non ha l’auto — e sono tanti — deve inventarsi ogni giorno come arrivare al turno.
Ai problemi di viabilità ciclabile si sommano quelli della micromobilità elettrica: bici a pedalata assistita, monopattini, scooter. Mezzi sempre più diffusi tra chi lavora nel polo, economici e veloci, ma che senza infrastrutture dedicate diventano armi a doppio taglio: se manca la ciclabile, si finisce sulla strada statale o peggio, su sentieri non sorvegliati a ridosso dei binari.

«La nostra non è solo una denuncia — precisa Buono —. È una richiesta precisa, che rinnova impegni che ci siamo già presi in passato e che ora devono diventare fatti: vogliamo che il Comune, RFI e le imprese committenti del polo si siedano a un tavolo e trovino soluzioni concrete».


La FIT CISL di Piacenza propone: 

Collegamento bus dedicato. Un servizio di trasporto pubblico locale specificamente pensato per i lavoratori del polo, con corse nelle fasce orarie in base ai vari turni di lavoro.

Rete ciclabile e ciclopedonale sicura. Un percorso protetto, illuminato e continuo che colleghi il centro città e i quartieri residenziali alle porte d’accesso del polo, eliminando la necessità di passare sulla Via Emilia o attraverso punti non sicuri.

Messa in sicurezza immediata degli attraversamenti. RFI e il Comune devono intervenire su tutti i punti critici già segnalati — e in primis su quello di via Martelli — con recinzioni adeguate e, contestualmente, con accessi alternativi sicuri che rispettino i percorsi reali dei lavoratori.

 

First CISL Parma Piacenza, donati 2000 euro all’Hospice di Piacenza

First CISL, Donati 2000 euro
all'Hospice di Piacenza

Hospice di Piacenza

La segreteria di First CISL Parma Piacenza, insieme al referente di zona, ha consegnato alla “Casa di Iris” l’assegno destinato alle finalità dell’Hospice.

 

«È il donatore ad essere grato»
Non è una semplice formula di cortesia. È la riflessione nata all’interno del sindacato quando è stata decisa la donazione: più si pensa a ciò che l’Hospice fa ogni giorno — accompagnare con dignità e cura chi si avvicina alla fine della vita — più ci si convince che il privilegio, in fondo, é del donatore. Quello di poter contribuire, anche solo in parte, a tenere accesa una luce così necessaria.

È con questo spirito che ieri, lunedì 30 marzo, l’intera segreteria (composta dal Segretario Generale Cosimo Vaglio, Emilia Pallavicini e Deciomaria Bentivoglio), insieme al referente di zona Giorgio Camoni, si è presentata all’Hospice di Piacenza. Nelle mani della dottoressa Giovanna Albini è stato consegnato l’assegno da duemila euro: la “charity” annuale del sindacato, scelto quest’anno per onorare un luogo dove la centralità della persona non è uno slogan, ma una pratica quotidiana.

Un sindacato che non si ferma alla busta paga
La First CISL — il sindacato dei lavoratori del credito, delle assicurazioni e della finanza aderente alla CISL — non è nuova a questo tipo di impegno. Ma la visita alla Casa di Iris racconta qualcosa di più profondo di una donazione: riflette un’idea di sindacato che non esaurisce il proprio mandato nella contrattazione, per quanto fondamentale, ma che si interroga sul senso pieno della centralità della persona.

«Essere qui, tutti insieme, non è un caso», ha spiegato il Segretario Generale Cosimo Vaglio. «La Casa di Iris fa qualcosa che noi sindacalisti conosciamo bene: stare accanto alle persone nei momenti più difficili. È un compito di cura, di dignità. E noi volevamo essere presenti, non solo con un assegno».

“Abbiamo scelto la Casa di Iris perché è un presidio di umanità nel cuore di Piacenza – sottolinea la componente piacentina di segreteria Emilia Pallavicini – L’Hospice piacentino rappresenta uno di quei presidi di welfare territoriale che la CISL difende con convinzione: strutture che non si limitano a curare, ma che accompagnano, costruendo attorno al paziente e alla sua famiglia una rete di relazioni e di significato.”

La dottoressa Giovanna Albini, nel ricevere il contributo, ha saputo raccogliere con grazia il senso più profondo del momento: la consapevolezza che mettersi al servizio è la cosa che più conta.

«Portare qui la donazione del nostro sindacato», ha aggiunto il referente Giorgio Camoni, «è un modo per dire ai nostri iscritti che le quote che versano sono un valore che serve anche a costruire comunità.»

La Contrattazione di Genere di Oggi – Convegno Cisl a Piacenza

La contrattazione di genere oggi:
Convegno Cisl a Piacenza

Convegno Cisl

Parità di genere, non un «gentile omaggio» ma pilastro di una nuova società ed economia

Al convegno presso «La Volta del Vescovo» l’analisi del sindacato: «Dalla conciliazione alla condivisione, il talento femminile vale quasi il 10% del PIL: va liberato con la contrattazione e la partecipazione».

PIACENZA – Non è stato un semplice seminario di studi ma un vero e proprio «incubatore di idee» per incidere sulle regole del mercato del lavoro locale. Si è svolto oggi, nella cornice della sala meeting de “La Volta del Vescovo”, il convegno “Contrattare la parità di genere: oltre la conciliazione, verso una reale equità”, organizzato dalla CISL Parma Piacenza e dal suo Coordinamento femminile e politiche di genere. Un evento che ha segnato un punto di svolta nel dibattito sindacale territoriale, recependo le linee guida del recente XX Congresso Nazionale CISL e traducendole in azioni concrete per il tessuto produttivo piacentino e parmense. Un evento partecipato, con una sala gremita da oltre cento persone.

Il peso del gap: numeri che interrogano il territorio

I lavori, aperti da Michele Vaghini, Segretario generale CISL Parma Piacenza, con l’intervento di Liliana Tessaroli (Agenzia Regionale per il Lavoro), hanno subito evidenziato come l’occupazione femminile a Piacenza e Parma debba ancora fare i conti con asimmetrie profonde. Dati confermati da Nunzio Fabio Scuto (INPS Parma), che ha illustrato il volto amaro del gender pay gap: retribuzioni più basse che si riflettono, inevitabilmente, in futuri trattamenti previdenziali, penalizzanti per le lavoratrici.

Vaghini, nel suo saluto iniziale, ha tracciato il percorso operativo partendo dal miglioramento del welfare (asili aziendali, flessibilità oraria in ingresso ed uscita, smart working, voucher baby sitting, etc), attraverso la contrattazione aziendale e sociale. Per essere vera, la parità deve essere “partecipata”, con le donne che in misura uguale a ciò che avviene per gli uomini, diventino protagoniste dei processi decisionali aziendali, in pieno spirito con l’articolo 46 della Costituzione. L’uomo non può chiamarsi fuori da questa discussione. Serve una rivoluzione culturale».

«Dobbiamo modificare la prospettiva – ha dichiarato a margine Elisabetta Oppici, componente della Segreteria CISL Parma Piacenza – la parità non è una concessione ma un pilastro dell’economia. I dati sono inequivocabili: escludere il talento femminile costa all’Italia una perdita di ricchezza pari a circa il 9% del PIL. Agire su questo fronte significa far crescere l’intero sistema produttivo dei nostri territori, oltre che cambiare la vita famigliare e personale di ciascuna donna».

Dalla “conciliazione” alla “condivisione”

Il cuore della proposta CISL risiede nel superamento del concetto di “conciliazione”, spesso inteso come un problema esclusivamente femminile. Il cambiamento prospettato da Elisabetta Oppici è netto: «Dobbiamo smettere di chiedere alle donne come facciano a gestire tutto. La sfida è riorganizzare il lavoro affinché la cura della famiglia sia una responsabilità di tutti, non un ostacolo alla carriera che grava quasi totalmente sulle spalle delle donne».

In questa direzione, la contrattazione di secondo livello – pilastro della visione riformista della CISL – diventa lo strumento principe. Come sottolineato dalla ricercatrice Chiara Altilio (ADAPT), è nei contratti aziendali che si vince la sfida dell’equità, superando la cultura della «presenza fisica costante», a favore di criteri di promozione basati sui risultati e su una formazione vera dopo i congedi. La relatrice ha presentato diversi casi virtuosi già in essere.

Un Patto Sociale per il futuro

L’intervento di Livia Ricciardi (CISL Nazionale) sulla Certificazione di Genere, una procedura non priva di criticità, ha mostrato come l’equità sia anche un’opportunità per la competitività delle imprese, tema ripreso nella tavola rotonda con le associazioni datoriali, a cui hanno partecipato Mariangela Spezia, per Confindustria Piacenza, e Cristiana Crenna per CNA, oltre ad Antonietta Serri (Lega Coop). Una tavola rotonda moderata da due componenti del Coordinamento femminile e politiche di genere della Cisl territoriale, Barbara Troise Rioda e Alessandra Panci.

Le conclusioni di Orietta Ruccolo, Segretaria Regionale CISL Emilia-Romagna, hanno ribadito la necessità di un «Patto di valore» tra aziende e sindacato. Non bastano i “ritagli di tempo”: servono infrastrutture sociali di qualità, come asili e servizi efficienti, che garantiscano lavoro dignitoso e permettano una reale distribuzione dei carichi di cura.

La CISL territoriale esce dal convegno con un mandato chiaro: trasformare le statistiche in diritti reali e buste paga più pesanti. La via è quella di un «umanesimo del lavoro» che non lasci mai indietro le donne, abbattendo quegli stereotipi che rendono ancora oggi il loro percorso professionale inutilmente faticoso.

 

Convegno Cisl

ANTEAS Piacenza si rinnova: Linari confermato presidente, la solidarietà si fa territorio

ANTEAS Piacenza si rinnova:
Linari confermato presidente, la solidarietà si fa territorio

ANTEAS Piacenza

Dall’assemblea dell’associazione più radicamento nel quartiere Farnesiana e la proiezione verso nuovi volontari. Il 5 per mille: uno strumento semplice per sostenere le azioni per gli anziani in difficoltà

 

 

Si è svolta nei giorni scorsi l’Assemblea congressuale di ANTEAS Piacenza — l’Associazione Nazionale Tutte le Età Attive per la Solidarietà, emanazione della CISL — che ha eletto il nuovo Direttivo e confermato Adriano Linari alla presidenza. Un segnale di continuità e fiducia in chi, negli ultimi anni, si è impegnato a trasformare la vicinanza agli anziani e ai fragili da semplice volontariato in un vero e proprio presidio di welfare di prossimità sul territorio piacentino.

L’assemblea ha fatto il punto sulle attività realizzate nel corso del 2025, un anno segnato da impegni concreti su più fronti. ANTEAS Piacenza ha operato sul piano della solidarietà sociale, intervenendo in situazioni di disagio con un approccio diretto e personale. Ma non solo: l’associazione ha promosso iniziative culturali — diverse le visite — convinta che l’attenzione a sè stessi e agli altri passi anche attraverso la stimolazione intellettuale e la partecipazione alla vita della comunità.

Tra i progetti di maggiore impatto, spicca la realizzazione di “La Bolla”, una stanza multisensoriale allestita in occasione del 90° anniversario della Casa di Riposo Giuseppe Gasparini di Pieve Dugliara Rivergaro. Un ambiente pensato per migliorare la vivibilità dei degenti attraverso stimoli visivi, sonori e tattici: un’idea semplice quanto preziosa, che mette al centro la dignità e il benessere della persona, anche quando le parole non bastano più da sole a comunicare.

Sul fronte della presenza nel territorio urbano, l’assemblea ha evidenziato i frutti della collaborazione con “La Giara”, il centro Caritas parrocchiale, che ha consentito ad ANTEAS di radicarsi nel quartiere della Farnesiana, dove ha trovato anche la sua nuova sede sociale, in via Farnesiana 106/a. Un quartiere popoloso dove la presenza di un’associazione che porta ascolto e aiuta nell’accesso ai servizi fa la differenza nella quotidianità delle famiglie.

Tra i temi all’ordine del giorno, il Congresso ha rilanciato con forza l’importanza del Trasporto Sociale: accompagnare anziani e persone non autosufficienti a visite mediche, esami diagnostici o semplicemente a fare la spesa è un atto che riduce l’isolamento e alleggerisce il carico sulle famiglie. Un servizio che, però, ha bisogno di gambe nuove: l’assemblea ha quindi lanciato un appello per il reclutamento di nuovi volontari, un bisogno che si fa ancora più sentito con il progressivo invecchiamento della popolazione piacentina.

In vista della campagna fiscale di primavera, ANTEAS ricorda ai cittadini una possibilità e a costo zero: destinare il 5 per mille dell’IRPEF all’associazione. Non costa nulla al contribuente — la quota verrebbe comunque trattenuta — ma può fare molto: quelle risorse permettono ad ANTEAS di ampliare i propri servizi, formare nuovi volontari e mantenere attivi i progetti sul territorio.

In un momento in cui il sistema di welfare pubblico mostra le sue fragilità, la realtà di ANTEAS rappresenta una risposta concreta al principio di sussidiarietà che la CISL ha sempre difeso: non lo Stato al posto della persona, ma la comunità che si organizza per prendersi cura dei suoi membri più fragili. Il tutto con uno spirito laico, plurale e aperto a tutti, a prescindere dall’età o dalla provenienza.

Chi volesse avvicinarsi ad ANTEAS Piacenza — come volontario o per richiedere i servizi — può contattare la sede di via Farnesiana 106/a, telefono 0523 590751, email fnpcortesi@libero.it.

Dichiarazione dei redditi 2026 – Cisl Parma Piacenza il tuo punto di riferimento per il 730

Dichiarazione dei redditi 2026 -
Cisl Parma Piacenza il tuo punto di riferimento per il 730

Dichiarazione dei redditi 2026 - Cisl Parma Piacenza il tuo punto di riferimento per il 730

Care cittadine e cari cittadini,

siamo arrivati all’avvio della campagna per le dichiarazioni dei redditi, un momento che rappresenta non solo una tappa importante del nostro lavoro annuale ma anche un’occasione per ribadire il valore del nostro impegno quotidiano al servizio delle persone.

Ogni anno affrontiamo la campagna fiscale con la consapevolezza che non si tratta semplicemente di adempiere a un obbligo normativo ma di svolgere una funzione essenziale di assistenza, tutela e orientamento. 

Dietro ogni dichiarazione c’è una persona, una famiglia, una storia fatta di lavoro, sacrifici, aspettative e talvolta anche difficoltà. Il nostro compito è quello di accogliervi con competenza, rispetto e attenzione, offrendo un servizio che sia non solo corretto dal punto di vista tecnico ma anche umano e accessibile.

In un contesto in continua evoluzione, in cui le normative fiscali cambiano con frequenza e richiedono aggiornamenti costanti, anche quest’anno abbiamo puntato sulla formazione del nostro personale che diventa sempre più centrale. Questo percorso non è stato soltanto un’occasione di apprendimento individuale ma è diventato uno spazio di confronto collettivo perché il nostro lavoro si fonda sulla collaborazione di sostenersi reciprocamente per costruire un gruppo di lavoro sempre più preparato e consapevole del proprio ruolo.

Sappiamo bene che le settimane che ci attendono saranno impegnative. La campagna fiscale porta con sé carichi di lavoro intensi, scadenze serrate e la necessità di gestire con precisione una grande quantità di pratiche ma allo stesso tempo, è importante mantenere uno sguardo attento al significato più profondo del nostro lavoro. Ogni dichiarazione compilata correttamente, rappresenta per noi un diritto garantito, un errore evitato, una tutela concreta per chi si rivolgerà presso i nostri uffici. 

Il nostro ruolo, quindi, va oltre l’aspetto tecnico: siamo un punto di riferimento per molti di voi, spesso l’interfaccia più immediata tra il cittadino e un sistema complesso. 

Vi invito pertanto, come ogni anno, a rivolgervi presso le nostre sedi nel caso abbiate bisogno di supporto per la vostra dichiarazione perché sono certo che rimarrete soddisfatti di ciò che troverete.

 

Il segretario generale Cisl Parma Piacenza



FIT CISL PIACENZA, Il ponte sul Nure torna a vivere

FIT CISL PIACENZA, Il ponte sul Nure torna a vivere:
sei mesi di sacrifici, un lascito da non sprecare

Ponte sul Nure

Il ponte sul Nure è di nuovo aperto. Sta a tutti noi fare in modo che l’eredità di questi sei mesi non vada dispersa


Oggi la riapertura al traffico sulla via Emilia. Fit Cisl rivendica il risultato delle 27 fermate ferroviarie stabilizzate: «Un disagio trasformato in opportunità». Ora vigilare perché gli impegni siano rispettati

Alle 10.30 di questa mattina, sul lato pontenurese della statale 9, si è alzato il sipario su un’infrastruttura che per sei lunghi mesi aveva condizionato la vita di decine di migliaia di piacentini. Il ponte sul Nure, lungo la strada statale 9 “via Emilia”, ha riaperto al traffico oggi, 19 marzo 2026, a conclusione dell’intervento di manutenzione straordinaria avviato da Anas lo scorso 15 settembre. Un cantiere importante, con un investimento di circa 3 milioni di euro, che ha riguardato una delle opere più antiche e strategiche del territorio: realizzata nel 1838, è costituita da quattro pile in alveo e cinque arcate in muratura, cuore pulsante della mobilità tra il capoluogo e la Val Nure.

Il ponte rappresenta un nodo infrastrutturale fondamentale della via Emilia, con circa 18.000 veicoli al giorno, di cui oltre 1.500 mezzi pesanti. Numeri che raccontano, meglio di qualsiasi dichiarazione, il peso reale di una chiusura su lavoratori, studenti, pendolari e imprese.

 

Una comunità messa alla prova

Per sei mesi il territorio ha pagato un prezzo alto. Code quotidiane sulle viabilità alternative, tempi di percorrenza raddoppiati, stress per chi ogni giorno deve raggiungere il polo logistico di Piacenza o i distretti produttivi della Val d’Arda. Una prova di resilienza collettiva, ma anche la dimostrazione di quanto le infrastrutture siano il vero sistema circolatorio dell’economia locale. In questo senso, il cantiere sul Nure è stato anche uno specchio: ha mostrato le fragilità di un territorio che non può permettersi di dipendere da un’unica arteria stradale, senza alternative di trasporto pubblico all’altezza.

La lezione che resta: dal ferro alla mobilità del futuro

Ed è qui che si misura il valore aggiunto di questa vicenda. È stata proprio la Fit Cisl di Piacenza, già nel mese di agosto, a muoversi per prima e con anticipo per richiedere l’istituzione di fermate straordinarie dei treni regionali, ben prima che il cantiere aprisse i battenti. Una scelta di responsabilità e di visione, coerente con quella cultura sindacale che non si limita a gestire l’emergenza ma la trasforma in occasione di cambiamento strutturale.

Il risultato è oggi sotto gli occhi di tutti: il passaggio da 7 a 27 fermate ferroviarie ordinarie nelle stazioni di Cadeo e Pontenure è un salto di qualità che ridisegna la mappa della mobilità piacentina. Le trenta corse con fermate a Cadeo e Pontenure resteranno in vigore fino al prossimo 13 giugno 2026, per poi stabilizzarsi a 27 in via ordinaria. Non è un dettaglio tecnico: è il segno tangibile di come il sindacato, quando lavora con anticipo e con metodo, può trasformare un disagio temporaneo in un’eredità permanente per i cittadini.

 

Vigilanza perché gli impegni siano mantenuti

Tuttavia la Fit Cisl non abbassa la guardia. Il patto sociale costruito attorno a questo cantiere — tra istituzioni, gestori delle reti e rappresentanze del lavoro — deve ora tradursi in impegni verificabili nel tempo. Accessibilità reale delle stazioni, qualità del servizio per studenti e lavoratori, monitoraggio costante delle frequentazioni: sono queste le misure del “dopo”. I lavori proseguiranno anche dopo la riapertura, con interventi mirati al recupero superficiale delle sottostrutture, che saranno eseguiti senza interferire con la circolazione stradale. Un cantiere che si chiude e un cantiere che continua: la differenza è che da oggi la vita torna a scorrere su quel ponte ottocentesco, ma consolidato e sicuro.

Un modello di governance

C’è infine una lezione di metodo in questa storia, preziosa per il territorio piacentino. L’incontro presieduto dal Prefetto Patrizia Palmisani ha visto la partecipazione della Regione Emilia-Romagna, della Provincia, dei Comuni di Piacenza, Pontenure, Cadeo e Cortemaggiore, di Autostrade per l’Italia, di Seta, Trenitalia Tper, RFI e del 118: un tavolo ampio, inclusivo, capace di produrre decisioni concrete. È il modello del Patto applicato alle infrastrutture: non la somma di veti incrociati, ma la sintesi di responsabilità condivise.

Per la Fit Cisl di Piacenza, questo è il terreno su cui costruire il futuro della mobilità locale, a partire dal nodo logistico di Castel San Giovanni e dalla necessità di connettere meglio il territorio con le reti regionali e nazionali. Perché ogni lavoratore che sale su quel treno per Pontenure, invece di restare incolonnato sulla statale, è una piccola vittoria di quella “Transizione” che non riguarda solo le fabbriche, ma anche il modo in cui ci spostiamo, viviamo e lavoriamo.

Radici in Movimento – Evento su donne e integrazione a Piacenza

Radici in Movimento,
evento su donne e integrazione a Piacenza

Radici in Movimento

Una partecipazione molto folta ha accompagnato oggi l’evento “Radici in Movimento”, che ha trasformato la sede della CISL Farnesiana in un autentico spazio di incontro, ascolto, dibattito e riflessione condivisa, capace di andare oltre la superficie della cronaca.

Ad aprire i lavori è stata Elisabetta Oppici, della Segreteria CISL Parma Piacenza, che ha illustrato le ragioni profonde del titolo scelto: un richiamo alle radici che non sono elementi statici e fissi, ma organismi vivi capaci di muoversi nel buio della terra, comunicare tra loro e viaggiare per cercare l’acqua, proprio come le persone attraversano confini e fatiche per cercare un orizzonte migliore. Oppici ha inoltre sottolineato come la CISL, attraverso i suoi servizi e le sue associazioni, voglia agire con responsabilità per essere bussola e aiuto concreto, curando le proprie radici e aiutando gli altri con le loro.


​Il pomeriggio è stato arricchito dai saluti istituzionali dell’Assessora Nicoletta Corvi, la quale ha rimarcato l’importanza vitale del lavoro in rete tra istituzioni, parti sociali e tutti gli attori del territorio, non solo per costruire soluzioni concrete ma per fornire una narrazione vera e corretta della migrazione. Il cuore dell’incontro è stato poi affidato a Giuseppina Schiavi, Presidente della Protezione della Giovane di Piacenza, che ha restituito con estrema lucidità la complessità del lavoro quotidiano fatto di accoglienza e costruzione dei percorsi di vita delle ospiti.


​L’evento è così entrato nel vivo di testimonianze autentiche e mai edulcorate, come quelle di Francesca, giovane in servizio civile, e di Suor Margherita, che ogni giorno accompagnano queste donne in un cammino di integrazione spesso ostacolato da un difficile groviglio burocratico. Proprio su questo punto, Anolf ha spiegato il valore del proprio impegno nel fornire strumenti concreti in un labirinto di leggi che spesso penalizza le donne migranti: pur possedendo titoli di studio, molte sono costrette ad accettare lavori meno qualificati a causa del mancato riconoscimento dei loro percorsi formativi. È emerso chiaramente come la partenza sia spesso dettata da una necessità impellente che non lascia alternative, un peso aggravato dai pregiudizi sociali che accompagnano queste donne sin dal paese d’origine, come accade drammaticamente nei casi legati alla tratta degli esseri umani.


​In questo intreccio di solidarietà, un ruolo fondamentale è stato ricoperto da Anteas, che ha ribadito la propria missione di costruire ponti tra le generazioni: un impegno volto a far sì che la memoria e l’esperienza diventino linfa per nutrire i nuovi germogli di una comunità che vuole essere inclusiva e coesa.

In questo clima di profonda condivisione, i partecipanti hanno affidato i propri pensieri al “Cofanetto delle Radici”: non semplici messaggi, ma ponti lanciati verso chi si sente solo, per riaffermare che nessuna storia è estranea.

Radici in Movimento Piacenza

8 marzo: continuano le iniziative promosse da Cisl Parma Piacenza

8 marzo: continuano le iniziative
promosse da Cisl Parma Piacenza

8 marzo eventi Piacenza

Continuano le iniziative promosse da CISL Parma Piacenza e dal Coordinamento Donne e Politiche di Genere, in occasione dell’8 marzo, Giornata internazionale dei diritti della donna.

Gli appuntamenti, in programma a Piacenza il 18 marzo e il 26 marzo saranno occasione di riflessione e confronto su diritti, inclusione e parità nel lavoro, affrontando il tema dell’8 marzo da prospettive diverse ma complementari.

Da un lato il valore dell’accoglienza, delle storie di vita e della solidarietà tra generazioni; dall’altro l’analisi delle disuguaglianze nel mercato del lavoro e il ruolo della contrattazione per costruire una reale equità di genere.

Due momenti aperti alla cittadinanza e agli attori del territorio che intendono contribuire a una riflessione collettiva su come rendere più inclusiva e giusta la società e il mondo del lavoro.

 

“Radici in Movimento”: storie di vita, accoglienza e diritti

Il primo appuntamento, “Radici in Movimento – Trame di vita, radici di diritti: tessere insieme il futuro tra accoglienza e dignità”, si terrà martedì 18 marzo alle ore 16.30 presso la Sala riunioni CISL Farnesiana (via Farnesiana 106, Piacenza). L’ingresso è libero.

Un momento di ascolto e condivisione dedicato alle storie di migrazione, accoglienza e solidarietà, mettendo al centro il valore delle relazioni e dei diritti delle persone. Uno spazio di dialogo capace di intrecciare esperienze diverse, istituzionali, associative e personali, per riflettere sul significato dell’inclusione e della dignità.

L’incontro si aprirà con i saluti istituzionali e con l’introduzione a cura della Segreteria CISL Parma Piacenza, del Coordinamento Donne e Politiche di Genere, di ANTEAS Piacenza e di ANOLF Piacenza.

Seguirà un dialogo corale dal titolo “Trame di vita e diritti”, con interventi della Presidente della Protezione della Giovane di Piacenza, delle volontarie dell’associazione e dei rappresentanti delle realtà coinvolte.

Momento simbolico dell’iniziativa sarà “Il cofanetto delle radici”, un gesto condiviso in cui ogni partecipante potrà lasciare un pensiero o un augurio scritto su un cartoncino. I messaggi verranno raccolti e consegnati alla Protezione della Giovane, come segno di vicinanza alle donne ospiti della struttura.

L’incontro si concluderà con la “Tisana dell’incontro”, un momento informale di scambio e convivialità accompagnato da tè e tisane offerte da ANTEAS Piacenza.

Radici In Movimento - 8 marzo

Radici In Movimento - 8 marzo Locandina

 

“Contrattare la parità di genere”: dati, confronto e strategie per l’equità

Il secondo appuntamento sarà il seminario “Contrattare la parità di genere: oltre la conciliazione, verso una reale equità”, in programma mercoledì 26 marzo dalle 9.30 alle 13.30 presso l’Hotel La Volta del Vescovo (via Romolo Moizo 78, Piacenza).

L’obiettivo dell’iniziativa, realizzata in collaborazione con l’Agenzia regionale per il lavoro Emilia-Romagna, è analizzare il tema della parità di genere nel mercato del lavoro a partire dai dati occupazionali e retributivi delle province di Parma e Piacenza, per individuare possibili strategie di contrattazione capaci di ridurre i divari esistenti.

Il seminario si aprirà con i saluti istituzionali, seguiti dagli interventi di Liliana Tessaroli, dirigente del Servizio territoriale Ovest dell’Agenzia regionale per il lavoro, che presenterà un’analisi sull’occupazione maschile e femminile nel territorio. A seguire, Nunzio Fabio Scuto, responsabile pensioni INPS Parma, approfondirà il tema del gender pay gap e delle conseguenze dei divari retributivi sulle future prestazioni pensionistiche.

Il confronto proseguirà con il contributo di Chiara Altilio, ricercatrice della Fondazione ADAPT, che analizzerà il ruolo della contrattazione di secondo livello nel promuovere conciliazione e parità di genere. Livia Ricciardi, responsabile del Dipartimento Lavoro della CISL nazionale, illustrerà le opportunità offerte dalla certificazione di genere come strumento strategico per le imprese.

Il seminario si concluderà con una tavola rotonda con le associazioni datoriali e con le conclusioni affidate a Orietta Ruccolo, segretaria regionale CISL Emilia-Romagna, che affronterà il tema della contrattazione come patto di valore tra imprese e organizzazioni sindacali per rendere l’occupazione femminile un motore di sviluppo e di equità.

La partecipazione al seminario è gratuita, ma è richiesta la prenotazione scrivendo a ust.parma.piacenza@cisl.it.

“Contrattare la parità di genere”: dati, confronto e strategie per l’equità Locandina

 

 

Adiconsum, ad Alta Val Tidone arriva il punto di ascolto per la tutela dei consumatori

Adiconsum, ad Alta Val Tidone arriva il punto di ascolto
per la tutela dei consumatori

Adiconsum Alta Val Tidone

Arriva anche nel comune di Alta Val Tidone il Punto di Ascolto Adiconsum, uno sportello dedicato alla tutela dei consumatori dove i cittadini potranno ricevere informazioni, consulenza e assistenza sui propri diritti.

Il servizio partirà mercoledì 18 marzo e sarà attivo ogni mercoledì dalle 10 alle 12 presso il Comune di Alta Val Tidone – sede di Nibbiano (via Roma 28). Qui i cittadini potranno trovare supporto su temi come energia, comunicazioni, trasporti, acquisti e tutela del risparmio, con l’obiettivo di aiutare le persone a orientarsi tra contratti, offerte e possibili controversie.

Per informazioni è possibile contattare il numero verde 800.952.902 oppure scrivere a areeinterne@adiconsum.it.

“Portare Adiconsum nei comuni dell’Appennino piacentino non è solo un servizio in più: è un atto di giustizia verso territori che non possiamo lasciare indietro”, spiega Antonio Colosimo, coordinatore Adiconsum Emilia-Romagna per le province di Parma e Piacenza. “I cittadini di Alta Val Tidone e delle aree interne meritano la stessa qualità di tutela di chi vive nelle città”.

Soddisfazione anche da parte dell’amministrazione comunale di Alta Val Tidone.

“Questo sportello rappresenta un servizio utile e concreto per la nostra comunità”, commenta il sindaco Franco Albertini. “Offrire ai cittadini strumenti di informazione e assistenza significa aiutarli a difendere i propri diritti e a muoversi con maggiore consapevolezza tra contratti e servizi sempre più complessi”.

L’iniziativa rientra in un progetto finanziato dalla Regione Emilia-Romagna, realizzato dalle associazioni dei consumatori aderenti al Comitato regionale consultivo utenti.

In totale sono 44 i comuni coinvolti in tutta la regione, con l’obiettivo di rafforzare la tutela dei consumatori nelle aree interne, territori montani e appenninici, dove l’accesso ai servizi è spesso più difficile.