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Rifiuti, CGIL CISL UIL Piacenza: «No ad aumenti Tari senza confronto. Famiglie e pensionati non possono pagare il conto»

Rifiuti, CGIL CISL UIL Piacenza: «No ad aumenti Tari senza confronto.
Famiglie e pensionati non possono pagare il conto»

Rifiuti Piacenza - 21072026

Rifiuti, CGIL CISL UIL: «I cittadini fanno la loro parte, gli aumenti non possono essere scaricati sulle famiglie»

I segretari generali territoriali intervengono sull’aumento del Piano economico e finanziario approvato da Atersir: «Servono trasparenza sui costi, confronto con le parti sociali e misure concrete per tutelare redditi e pensioni».

L’impegno crescente richiesto nella raccolta differenziata non può tradursi nell’ennesimo aumento delle tariffe. Occorre un confronto con le parti sociali e con le amministrazioni locali. CGIL, CISL e UIL di Piacenza intervengono sul Piano economico e finanziario del servizio rifiuti approvato da Atersir, che prevede un ulteriore incremento dei costi presentato ai territori a ridosso delle scadenze per l’approvazione.

«A pagare gli effetti diretti di queste decisioni saranno ancora una volta le famiglie, i lavoratori e i pensionati», dichiarano i segretari generali territoriali. «Nel Piacentino cittadini, condomini ed esercizi commerciali stanno facendo la propria parte: cresce la raccolta differenziata e aumentano gli adempimenti, le regole di conferimento, le dotazioni obbligatorie e le responsabilità poste in capo agli utenti. A questo maggiore impegno dovrebbero corrispondere un servizio più efficiente, costi più trasparenti e tariffe più eque. Invece assistiamo a nuovi aumenti, senza che sia stato garantito un confronto preventivo e reale con i territori e con le parti sociali».

Per CGIL, CISL e UIL la vigilanza su prezzi e tariffe rappresenta un terreno fondamentale dell’azione sindacale, soprattutto in una fase in cui il costo della vita continua a erodere salari e pensioni.

«L’aumento della Tari si aggiunge alle bollette energetiche, alle spese per la casa, agli alimentari e a tutti gli altri rincari che pesano sui bilanci familiari. Le conseguenze sono particolarmente gravi per i nuclei a reddito medio e basso, che incontriamo quotidianamente nelle nostre sedi e nei luoghi di lavoro. Difendere salari e pensioni significa anche impedire che decisioni assunte senza un adeguato confronto scarichino nuovi costi su chi ha meno possibilità di sostenerli».

I sindacati esprimono preoccupazione anche per la condizione dei Comuni, molti dei quali, a causa di bilanci già fortemente compressi, non dispongono delle risorse necessarie per attenuare gli aumenti a carico dei cittadini.

«Non è accettabile che i Comuni vengano messi davanti a decisioni già definite e che, alla fine, l’unica soluzione sia trasferire i maggiori costi sulle bollette. Occorre conoscere nel dettaglio le ragioni degli aumenti, verificare l’efficienza del servizio e valutare ogni possibilità di contenimento delle tariffe».

CGIL, CISL e UIL chiedono quindi l’apertura immediata di un tavolo di confronto tra Atersir, Iren, Comuni e parti sociali.

«Chiediamo trasparenza sui dati e sulla formazione dei costi, tempi adeguati per esaminare i documenti prima delle scadenze e una partecipazione effettiva dei territori alla costruzione dei prossimi Piani economici e finanziari. Il confronto non può essere convocato quando le decisioni sono già state prese: deve avvenire prima, per tutelare concretamente famiglie, lavoratori, pensionati e imprese».

Unione Bassa Ovest Parmense: risorse regionali perse e rischio paralisi per servizi e lavoratori

Unione Bassa Ovest Parmense, silenzio assordante dalle Amministrazioni:
risorse regionali perse e rischio paralisi per i servizi e per i lavoratori

Unione Bassa Ovest Parmense - 20072026

A due settimane dalla formale richiesta di incontro urgente inviata il 3 luglio scorso da CISL FP e Confederazione CISL, nessuna risposta o convocazione è giunta dal Presidente dell’Unione e dai Sindaci dei Comuni di San Secondo Parmense, Roccabianca e Polesine Zibello. Nel frattempo, emergono riscontri gravissimi sulla tenuta dei conti e sulla gestione dell’Ente.

Al centro delle preoccupazioni sindacali vi era un interrogativo preciso: l’Unione ha presentato la domanda per il bando del Programma di Riordino Territoriale (PRT 2026) della Regione Emilia-Romagna? Oggi i fatti confermano lo scenario peggiore: la domanda non è stata presentata, determinando la perdita di vitali risorse regionali destinate a sostenere la gestione associata. Una mancanza grave che rischia di ripercuotersi pesantemente sui bilanci dei tre Comuni aderenti e sull’efficienza dei servizi ai cittadini.

Ci preme chiarire un aspetto essenziale per evitare strumentalizzazioni: la CISL non è pregiudizialmente contraria allo strumento dell’Unione dei Comuni. Riteniamo che l’associazionismo possa rappresentare una reale opportunità di semplificazione ed efficientamento. Siamo però fermamente contrari a Unioni progettate, sviluppate e gestite in questo modo: avviate con troppa fretta, senza una programmazione seria sul personale e finalizzate solo alla rincorsa di contributi pubblici che poi si rivelano persino incapaci di intercettare.

L’immobilismo amministrativo di questi anni investe in modo drammatico la gestione del personale, per il quale manca totale chiarezza su mansioni, carichi di lavoro e responsabilità professionali. Davanti al fallimento degli obiettivi di economicità ed efficienza, gli organi politici dell’Unione e dei Comuni devono urgentemente valutare un ripensamento complessivo.

 
Tra le ipotesi non è più possibile escludere la revoca immediata della funzione del personale per restituirla alla gestione diretta dei singoli Comuni (misura vitale per sbloccare l’operatività degli uffici e garantire la legittimità degli atti) o, qualora non vi siano le condizioni minime di sostenibilità, l’avvio del percorso di scioglimento dell’Unione stessa.

 
I lavoratori non possono continuare a farsi carico della disorganizzazione e della mancanza di programmazione politica di questa Amministrazione. Chiediamo che il Presidente dell’Unione e i Sindaci escano immediatamente dal silenzio e convochino l’incontro urgente richiesto. In assenza di riscontri tempestivi, il sindacato attiverà tutte le forme di tutela e di mobilitazione consentite.

CISL FP PARMA PIACENZA

CISL PARMA PIACENZA

Ospedale di Parma, CISL FP: «Stop ai dinieghi sui part-time, tutelare il diritto alla genitorialità»

Ospedale di Parma, CISL FP: «Stop ai dinieghi sui part-time,
tutelare il diritto alla genitorialità»

tutelare il diritto alla genitorialità»

Da ottobre stop ingiustificato ai tempi parziali per il personale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Parma.

Davide Prebenna – CISL FP Parma Piacenza: «Il personale è stremato, i tetti di legge non sono superati ma l’Azienda sbarra le porte a tutt’oggi, con le scuole chiuse. È un cinismo burocratico inaccettabile».

Una gestione sorda alle necessità biologiche e sociali delle famiglie e priva di una reale visione organizzativa. La CISL FP Parma Piacenza alza drasticamente i toni dello scontro e lancia un duro atto d’accusa contro la Direzione Generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma.

Il motivo? Un blocco sistematico dei contratti part-time che, dall’ottobre dello scorso anno, sta letteralmente mettendo in ginocchio le lavoratrici madri, esposte senza alcuna tutela al caos gestionale della stagione estiva.

«Dietro questa chiusura non c’è una strategia di riorganizzazione efficiente, ma il vuoto totale», afferma il dirigente sindacale Davide Prebenna. «Assistiamo a una completa assenza di programmazione e a una non disponibilità aziendale nel trovare soluzioni alternative che concilino la tenuta dei servizi con la vita dei dipendenti. L’Azienda preferisce la via più facile del diniego automatico anziché investire risorse ed energie in una pianificazione flessibile del personale.»

Con la chiusura estiva delle scuole e dei servizi educativi, il sindacato rileva che il diritto al tempo parziale smette di essere una mera istanza amministrativa e diventa l’unico argine per evitare il collasso familiare. Eppure, all’Ospedale di Parma, le richieste avanzate dal personale continuano a infrangersi contro un muro di dinieghi che si protrae ormai da troppi mesi.

«Ci troviamo di fronte a un esercizio del potere aziendale che rasenta il cinismo», prosegue Prebenna. «Costringere una madre al tempo pieno obbligatorio, mentre i servizi per l’infanzia sono chiusi, significa ignorare i bisogni reali del personale. Il paradosso tecnico è vergognoso: l’Azienda non ha nemmeno sfiorato il limite massimo di legge per i part-time. Questo significa che i rifiuti nascono da scelte puramente discrezionali, arbitrarie e profondamente penalizzanti nei confronti di chi ogni giorno si prende cura del diritto alla salute del cittadino.»

Prebenna conclude evidenziando come questa rigidità interna stia gravemente accelerando il declino attrattivo dell’hub di Parma:

«In un’epoca di drammatica ed evidente carenza di personale sia a livello nazionale che locale, bloccare i turni e negare la flessibilità significa rendere l’ospedale una realtà lavorativa da cui fuggire. Nessun professionista accetta volentieri di lavorare in una struttura che non dimostra la minima lungimiranza o volontà di pianificazione organizzativa.»

Scuole dell’infanzia nel caldo insostenibile. CISL Scuola, “Temperature fuori norma. I Comuni devono agire ora”

Scuole dell’infanzia nel caldo insostenibile.
CISL Scuola, “Temperature fuori norma. I Comuni devono agire ora”

Scuole dell'infanzia caldo

Le ultime settimane di scuola si stanno trasformando, per molte scuole dell’infanzia della provincia di Piacenza, in una prova di resistenza. Temperature nelle aule oltre i 30 gradi, bambini colti da malessere, personale docente e ATA costretto a lavorare in condizioni fuori dalle norme di sicurezza. Una situazione che CISL Scuola Parma Piacenza evidenzia con preoccupazione.


“Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni da parte soprattutto di docenti di scuola dell’infanzia che stanno lavorando in aule con temperature elevatissime e con bambini piccoli”, dichiara Paola Votto, Segretaria Generale CISL Scuola Parma Piacenza. “Le scuole non hanno, nella stragrande maggioranza, impianti che consentono il rispetto delle norme riguardo le temperature massime consentite (27 gradi) ed il personale si trova in condizioni al di fuori di ogni sicurezza. I Dirigenti che hanno deciso la chiusura pomeridiana, vista la situazione hanno assunto la decisione giusta ma sono i Comuni a dover farsi carico della messa in sicurezza ambientale.”

I casi della scuola dell’infanzia di Castel San Giovanni (IC Castel San Giovanni), chiusa anticipatamente alle ore 12:00, e della materna della Besurica a Piacenza (5° Circolo), con temperature sopra la soglia legale e forte disagio tra i bambini, non sono episodi isolati. Sono la manifestazione di un deficit infrastrutturale cronico che si ripresenta ogni estate, scaricando sulle famiglie il peso di carenze imputabili agli enti proprietari degli immobili scolastici.

La scelta dei dirigenti di procedere alle chiusure anticipate è l’unica risposta responsabile di fronte all’obbligo di tutela della salute che non ammette deroghe. Non si può fare didattica in condizioni che collocano il lavoratore al di fuori di qualsiasi soglia di sicurezza prevista dalla legge.

La sicurezza nei luoghi di lavoro è un principio non negoziabile, condizione fondante di qualsiasi rapporto di lavoro. Il personale scolastico non fa eccezione. Docenti e collaboratori che accudiscono bambini di tre anni in aule a 33 gradi meritano condizioni di lavoro conformi alla legge.

Per queste ragioni CISL Scuola Parma Piacenza avanza le proprie richieste.

Ai Comuni di Piacenza e Castel San Giovanni si chiede l’apertura immediata di un tavolo tecnico con le direzioni didattiche per mappare i plessi più critici e definire un piano straordinario: installazione di impianti di raffrescamento o, dove non fosse possibile nell’immediato, di schermature solari efficaci, da completare nei prossimi giorni.

All’Ufficio Scolastico Territoriale si chiede un monitoraggio attivo delle condizioni di sicurezza in tutti i plessi ancora aperti per la scuola dell’infanzia, con supporto concreto ai dirigenti nelle decisioni a tutela di personale e bambini.

CISL Scuola esprime piena solidarietà alle famiglie costrette a riorganizzare di urgenza i propri tempi di vita e di lavoro. Se non perverranno impegni chiari da parte delle amministrazioni, il sindacato valuterà l’attivazione di tutte le forme di tutela previste, incluso il ricorso agli organi di vigilanza preposti.

La salute a scuola non è un optional.

Aggressione su bus Piacenza-Borgonovo: FIT CISL, “emergenza sicurezza per lavoratori e passeggeri”

Aggressione su bus Piacenza-Borgonovo:
FIT CISL, “emergenza sicurezza per lavoratori e passeggeri”

Aggressione bus Fit Cisl

 

Non è più questione di evasione tariffaria, ma si tratta di un’emergenza di ordine pubblico, in cui é a rischio la sicurezza dei lavoratori del trasporto pubblico locale e dei passeggeri.

L’ultimo grave episodio, avvenuto ieri sulla linea Piacenza-Borgonovo, dimostra che il personale di SETA opera quotidianamente rischiando l’incolumià

I FATTI: AGGRESSIONE E ARMI BIANCHE A BORDO

Durante i controlli di routine nella tratta San Nicolò-Castel San Giovanni, tre verificatori (una donna e due uomini) hanno notato due giovani in evidente stato di agitazione nella parte posteriore del mezzo. Grazie alla prontezza della verificatrice, che ha immediatamente allertato i Carabinieri, e alla collaborazione dell’autista – il quale, giunto alla fermata della piscina di Castel San Giovanni, ha segnalato visivamente il pericolo a una pattuglia della Polizia Locale Provinciale in transito – si è evitato il peggio.

Nel tentativo di guadagnare la fuga alla vista degli agenti, uno dei due malviventi ha aggredito fisicamente la verificatrice, spingendola con violenza, procurandole traumi per i quali si è reso necessario l’accesso in ospedale da cui è stata dimessa con una prognosi di 7 giorni, per poi dileguarsi, lanciando un oggetto nel giardino di una villa adiacente. Solo il successivo e coordinato intervento della Polizia Locale e dei Carabinieri, ha permesso di bloccare l’aggressore. L’epilogo delle ricerche ha chiarito la responsabilità dei soggetti: l’ispezione mirata del giardino ha portato al rinvenimento e al sequestro di un coltello a serramanico. Il secondo complice è riuscito a fuggire alla fermata successiva di Piazzale Gramsci.

La FIT CISL di Piacenza denuncia l’esistenza di vere e proprie “zone franche” su alcune linee provinciali, oggi chiaramente identificate:

Linea Piacenza-Borgonovo: presenza sistematica di una “gang” di ragazzi, presumibilmente minorenni, che agiscono con logiche intimidatorie, provocando continui disordini e minacciando passeggeri e personale.


Linea Piacenza-Cremona: tratta ad altissimo rischio, teatro di frequenti episodi di microcriminalità e costanti tensioni a bordo.

LE RICHIESTE DELLA FIT CISL PIACENZA

Il Segretario Provinciale della FIT CISL, Salvatore Buono, lancia un appello ufficiale alle istituzioni e ai vertici aziendali:

Tavolo di urgenza in Prefettura e Questura: si chiede l’immediata convocazione di un comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Le istituzioni devono prendere atto che i lavoratori dei trasporti sono rimasti l’ultimo avamposto di legalità sul territorio, non protetto.


Protocollo di Pronto Intervento Rapido: è necessaria una linea prioritaria e una procedura celere di intervento delle Forze dell’Ordine in caso di chiamata d’emergenza da parte dei lavoratori dei bus.


Controlli “Ad Hoc” e Presidio del Territorio: servono pattugliamenti mirati, anche in modalità undercover (in borghese), e posti di blocco frequenti sulle tratte critiche sopra elencate.


Svolta Tecnologica – “Red Button” collegato al 112: chiediamo a SETA l’immediata implementazione del sistema d’allarme di bordo. Il pulsante d’emergenza (Red Button) in dotazione al conducente non deve limitarsi a dialogare con la sala operativa aziendale, ma deve essere interfacciato direttamente con le centrali operative di Carabinieri e Polizia.

“Esprimo la totale solidarietà e la vicinanza della FIT CISL alla lavoratrice e ai colleghi coinvolti, di cui vado fiero per la professionalità e il coraggio dimostrati. Ieri è andata bene perché l’arma è stata lanciata prima che potesse essere usata contro di loro. Ma non aspetteremo il dramma irreparabile per vedere applicate le norme sulla sicurezza sul lavoro. Se l’azienda e le istituzioni non risponderanno immediatamente alla richiesta di questo tavolo e alle nostre proposte operative, la FIT CISL metterà in campo ogni azione sindacale consentita dalla legge per tutelare la vita dei lavoratori e dei cittadini piacentini. Un ringraziamento va alle forze dell’ordine ma chiediamo a Prefetto e Questore di aiutarci”.

Elezioni RSU Casalasco Gariga: FAI CISL conquista la totalità dei seggi

Elezioni RSU Casalasco Gariga:
FAI CISL conquista la totalità dei seggi

Elezioni RSU Casalasco Gariga
Tra il 12 e 15 giugno si sono svolte le elezioni per il rinnovo della Rappresentanza Sindacale Unitaria (RSU) in Casalasco nel sito di Gariga (Pc) che conta più di 200 lavoratori. Un appuntamento democratico importante, che ha visto una grande partecipazione da parte delle lavoratrici e dei lavoratori dell’azienda.

I risultati emersi dalle urne hanno decretato la FAI CISL come la lista più votata in assoluto all’interno dello stabilimento, ottenendo la maggioranza assoluta dei seggi disponibili: 6 delegati su 6 entreranno a far parte del nuovo comitato sindacale.
 
A rappresentare la CISL saranno Hamdija Popara, Hasic Hadvija, Labadini Massimo, Mazzolini Pietro, Aspesi Carla e Vasil Gieorgiev. Tutte persone molto stimate tra i colleghi per la loro vicinanza quotidiana ai problemi presenti nelle varie aree e per la grande energia che mettono nel lavoro.
 
“Essere il delegato più votato in questa lista di maggioranza totale è una grande soddisfazione ma anche una responsabilità che accogliamo tutti con entusiasmo e umiltà” commenta Hamdija Popara, delegato Fai Cisl più votato.
 
“Un grande risultato che premia il valore della nostra squadra e il lavoro svolto negli ultimi anni, sempre al fianco dei lavoratori e ottenendo con impegno e sacrificio risultati contrattuali significativi importanti con l’aumento di retribuzioni e welfare nel contratto aziendale” sottolinea Roberto Frigatti, da anni referente della Fai Cisl nel sito di Gariga.
 
“Siamo orgogliosi di questo storico risultato che conferma l’ottima attività svolta negli ultimi anni da Roberto e il suo gruppo. Quando le persone sono unite e collaborano con lealtà e determinazione per il bene dei lavoratori, vengono premiate. Per noi contano i valori e il coraggio di chi cerca di costruire insieme un futuro positivo per tutti.” Così conclude Massimo Bonfanti, Segretario Fai Cisl di Parma Piacenza.

Pilastro di Langhirano: Fai Cisl Parma primo sindacato presso la Gualerzi Spa

Pilastro di Langhirano:
Fai Cisl Parma primo sindacato presso la Gualerzi Spa

Il 16 giugno si sono svolte per la prima volta le elezioni Rsu presso l’azienda Gualerzi Spa di Pilastro di Langhirano: l’affluenza ha superato l’85% degli aventi diritto ed il conto dei voti ha eletto 2 delegati su 3 della Fai Cisl. “Un risultato di squadra che mira a costruire un futuro positivo per tutti basato sulla collaborazione, impegno, confronto e soprattutto fiducia reciproca. In passato non avevamo iscritti e nel 2026 siamo stati capaci di farci conoscere e di diventare l’organizzazione di maggioranza.”

Queste le parole di Massimo Bonfanti, segretario generale FAI CISL Parma Piacenza, che oltre ad esprimere soddisfazione parla di un risulato inatteso: “Siamo orgogliosi della fiducia e del senso di responsabilità e cambiamento trasmesso dai lavoratori e dalle lavoratrici. I nostri complimenti a Francesca e Federico e un ringraziamento particolare verso chi ha sostenuto la nostra lista. Augurio di buon lavoro per tutti i delegati eletti”. 

Francesca Dolci e Federico Lusuardi, due giovani molto stimati tra i colleghi per la loro operosità, vicinanza quotidiana ai problemi del reparto e la grande energia che mettono nel lavoro, oltre a rappresentare la sigla sindacale metteranno al primo posto il futuro delle relazioni industriali in azienda: “Vogliamo esprimere un profondo ringraziamento a tutti i colleghi che sono andati a votare e che hanno scelto di darci fiducia – commentano i neo-eletti – Essere la lista di maggioranza in questa RSU è una responsabilità che accogliamo con entusiasmo e umiltà. Il nostro obiettivo sarà quello di ascoltare tutti, nessuno escluso, e lavorare ogni giorno con impegno e trasparenza per la tutela dei diritti e la valorizzazione del lavoro di ognuno di noi.”

CRA di Farini: CISL Funzione Pubblica stigmatizza i licenziamenti

CRA di Farini: CISL Funzione Pubblica stigmatizza i licenziamenti

CRA di Farini: CISL Funzione Pubblica stigmatizza la vicenda del recente licenziamento di due OSS. “Provvedimento ingiustificato, a nostro avviso, istituzioni intervengano”.

FARINI (PC) – La CISL FP esprime una ferma condanna nei confronti della cooperativa Coopselios per il recente licenziamento di alcuni Operatori Socio-Sanitari (OSS) impiegati presso la CRA Alta Valnure di Farini. Si tratta di un provvedimento basato su accuse dubbie, che il sindacato ritiene del tutto ingiustificato e comunque sproporzionato.

Al di là delle questioni squisitamente legali che potranno, se necessario, essere accertate nelle relative sedi, questo atto rischia di esacerbare il clima aziendale e non potrà che gravare sui carichi di lavoro del personale rimasto, eventualmente anche a discapito della qualità del servizio per gli anziani non autosufficienti ospitati nella struttura.

A testimoniare l’arbitrarietà della situazione vi è il caso specifico di una delle lavoratrici, associata alla CISL FP: un’operatrice con ben 27 anni di servizio esemplare alle spalle, durante i quali non ha mai subito alcun procedimento disciplinare.

In suo favore, le colleghe della struttura hanno finanche formulato un sentito attestato di stima e solidarietà, a dimostrazione della sua condotta specchiata e del valore del suo operato. Da oltre tre anni le organizzazioni sindacali confederali denunciano la drammatica carenza di personale OSS, un problema cronico che colpisce duramente le strutture residenziali per anziani affetti da gravi patologie degenerative.

CISL FP ha più volte sollecitato le aziende a introdurre misure incentivanti per trattenere i lavoratori, specialmente nei territori montani dove il reperimento di figure professionali esterne è più difficile. Era stato inoltre chiesto di contingentare i nuovi ingressi di ospiti per garantire la sicurezza del lavoro e la dignità delle cure. Nonostante i ripetuti appelli, ad oggi poco sembra essere stato fatto. 

Questi licenziamenti al contrario, sembrerebbero voler risolvere i problemi connessi ai carichi di lavoro e alla mancanza di personale con un inasprimento del clima aziendale.” Quello che oggi servirebbe invece è ritrovare dei carichi e ritmi di lavoro più sostenibili, e ricostruire la fiducia con le operatrici , invece di usare in modo estemporaneo il “pugno di ferro”, a scopo punitivo.

Coopselios potrebbe ad esempio  siglare un accordo sindacale  sull’utilizzo della banca delle ore – oggi gestita in modo unilaterale a Piacenza  – ed  erogare con puntualità il Premio Territoriale di Risultato, oltre che ascoltare le lavoratrici rispetto alle richieste inerenti l’organizzazione del lavoro”, rilancia la CISL FP.

Data l’importanza vitale della CRA Alta Valnure per l’intera comunità montana, il sindacato rivolge un appello alle istituzioni locali affinché intervengano per fare chiarezza sulla gestione del cantiere e tutelare lavoratori e utenti.

 

Ennesima aggressione al Personale Seta a Piacenza. Fit Cisl: “La misura è colma, servono azioni immediate per garantire sicurezza”

Ennesima aggressione al Personale Seta a Piacenza.
Fit Cisl: "La misura è colma, servono azioni immediate per garantire sicurezza"

Il Segretario della Fit Cisl Piacenza, Salvatore Buono: “I nostri lavoratori non possono essere lasciati soli in trincea. Esprimiamo totale solidarietà al lavoratore ferito e alla squadra in servizio sulla Linea 16 e chiediamo interventi immediati.”

Ancora violenza, ancora un lavoratore del trasporto pubblico locale aggredito mentre compiva il proprio dovere. La Fit Cisl di Piacenza condanna con fermezza la vile aggressione avvenuta nella tarda mattinata di oggi a bordo di un mezzo Seta della Linea 16, nei pressi di via Taverna.

Durante il regolare servizio, alla legittima richiesta di esibire il titolo di viaggio, un passeggero di circa 40 anni è andato escandescenza, rifiutandosi di fornire le proprie generalità, l’individuo ha urlato “Fammi scendere, io non ti do il biglietto!”, per poi aggredire fisicamente il controllore con spinte e calci nel tentativo di aprirsi un varco e fuggire forzatamente dal mezzo pubblico.

L’episodio ha causato disordini all’interno dell’autobus, in quel momento affollato. La violenza dell’aggressione ha scatenato il panico tra i passeggeri presenti, tra cui diversi anziani, che hanno iniziato a gridare spaventati. Per garantire la sicurezza di tutti e impedire la fuga del soggetto, il mezzo è rimasto bloccato sul posto fino all’arrivo dei Carabinieri, che hanno raccolto le testimonianze per avviare le indagini.

“La misura è ormai colma, questo non è purtroppo un episodio isolato ma l’ennesimo di un’ inaccettabile escalation di violenza quotidiana a danno del personale di Seta, dichiara Salvatore Buono, Segretario della Fit Cisl di Piacenza. A nome di tutta la segreteria esprimo la massima vicinanza al lavoratore ferito, cui auguriamo una pronta guarigione, e solidarietà a tutta la squadra di verifica presente. Un pensiero particolare va a una collega del gruppo, rimasta fortemente turbata e intimorita dall’accaduto. Auspichiamo che le indagini in corso portino a stretto giro all’identificazione del responsabile”.

Per la Fit Cisl, il tema della sicurezza a bordo dei mezzi pubblici nella città di Piacenza è oramai sul livello di guardia. Lavorare a contatto con il pubblico si sta sempre più trasformando in un impiego “in trincea”. Come evidenziato anche dai recenti rapporti, autisti e verificatori di titoli di viaggio sono esposti a situazioni che si verificano con frequenza quotidiana, compromettendo seriamente non solo l’incolumità psicofisica dei lavoratori, ma anche la sicurezza della stessa utenza.

“È impensabile e inaccettabile che un lavoratore esca di casa per guadagnarsi da vivere e debba temere di finire al pronto soccorso, o di operare nel terrore, prosegue Salvatore Buono. Da tempo come sindacato chiediamo che la sicurezza venga messa al primo posto. Rivolgiamo un appello pressante a Seta, alle Istituzioni locali e alla Prefettura affinché venga convocato al più presto un tavolo istituzionale sull’emergenza sicurezza. Servono misure di deterrenza e protezione più incisive: da una maggiore presenza e sinergia con le forze dell’ordine nei tratti e negli orari più a rischio, fino a strumenti tecnologici di tutela per il personale in prima linea”.

La Fit Cisl Piacenza dichiara fin da ora che non è disposta a recedere dalle richieste e si riserva di valutare, di concerto con il livello regionale e la propria base, tutte le iniziative sindacali necessarie per garantire il diritto fondamentale a un ambiente di lavoro sicuro.

Servizi sociali, protocollo tra Fiorenzuola e sindacati dei pensionati

Servizi sociali, protocollo tra Fiorenzuola e sindacati dei pensionati

«Attenzione alle fragilità e confronto costante sul welfare locale»

ll Comune di Fiorenzuola d’Arda comunica che è stato sottoscritto il protocollo d’intesa sui servizi sociali tra l’Amministrazione comunale e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil.

L’accordo conferma la volontà condivisa di consolidare il confronto sui temi del welfare locale, della tutela delle fragilità e del sostegno alle persone e alle famiglie del territorio.

Il protocollo si inserisce in un percorso di confronto che ha portato le parti a definire un quadro di impegni comuni, fondato su informazione, consultazione e aggiornamento periodico.

I rappresentanti dei sindacati dei pensionati hanno espresso soddisfazione per la ripresa della contrattazione con il Comune di Fiorenzuola d’Arda e per l’attenzione riservata alle politiche sociali.

I dati richiamati nel documento confermano la centralità di questo impegno. Nel 2024 gli accessi ai servizi sociali erano stati 14.907, mentre nel 2025, con aggiornamento al 31 gennaio 2026, sono diventati 15.046, a testimonianza di una domanda sociale crescente e della necessità di mantenere alta l’attenzione sui bisogni della comunità.

Anche sul versante economico il protocollo evidenzia la continuità dell’investimento comunale nel sociale. La spesa sociale del Comune di Fiorenzuola d’Arda si attesta sopra i 2.500.000 euro, leggermente inferiore ai picchi degli anni Covid che avevano visto la messa in campo di risorse straordinarie, ma comunque superiore al 2019.

Tra i servizi più rilevanti viene richiamato il sostegno alla domiciliarità. Nel 2025 il Comune ha erogato per il servizio di assistenza domiciliare, 9.539,82 ore complessive, di cui 8.811,34 a carico del Fondo Regionale per la non autosufficienza , confermando così un presidio importante per le persone anziane e fragili.

Alla fine del 2025 è partita una ulteriore misura distrettuale che andrà a dare ulteriore respiro a questo servizio. Importanti anche le misure di sostegno economico diretto.

Per il 2026 è stata concessa la riduzione della Tari nella misura del 90% a 17 persone o nuclei familiari nullatenenti e in condizioni di accertata indigenza, con Isee pari o inferiore a 5.000 euro annui, assistiti in modo costante dal Servizio sociale comunale, oltre all’erogazione di più di 60.000 euro di aiuti economici.

Il protocollo richiama inoltre altri interventi concreti messi in campo dall’Amministrazione. Tra questi figurano i 10.000 euro stanziati dal Comune per il progetto “Energia in Comune”, promosso dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano e destinato al pagamento delle bollette per residenti in temporanea difficoltà economica, e le azioni a sostegno della mobilità sociale e del trasporto per persone fragili.

Nel settore dei servizi per anziani, il protocollo evidenzia inoltre la presenza sul territorio comunale di strutture accreditate di rilievo, tra cui la CRA Verani con 66 posti accreditati, il Centro Diurno Anziani con 20 posti accreditati e il Centro dedicato alle demenze Verani con altri 20 posti accreditati.

Per il Centro Diurno Anziani accreditato, comprensivo del servizio di trasporto, la spesa sostenuta nel 2025 dal bilancio comunale è stata pari a 41.741,73 euro. La nota allegata al protocollo sottolinea la soddisfazione delle organizzazioni sindacali anche per il rafforzamento delle ore di assistenza domiciliare e per le misure di sostegno rivolte alle persone in difficoltà.

Nello stesso tempo, i sindacati confermano la volontà di proseguire il confronto con l’Amministrazione su temi come integrazione rette, disagio sociale, servizi per giovani e anziani, inclusione e contrasto alle nuove fragilità.

Per il Comune di Fiorenzuola d’Arda hanno sottoscritto il protocollo il sindaco Romeo Gandolfi, la vicesindaco Paola Pizzelli e l’assessore Marcello Minari con la responsabile del servizio Dott.ssa Sabina Dordoni.