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Filca Cisl, RDB: sottoscritto il primo accordo integrativo della gestione giudiziale

Filca Cisl, RDB: sottoscritto il primo accordo
integrativo della gestione giudiziale

Filca Cisl - RDB Alseno 08102026

FILCA CISL Parma Piacenza: «Un risultato importante per i 45 lavoratori dello stabilimento piacentino. Il rilancio industriale deve procedere insieme alla valorizzazione del lavoro e al miglioramento delle condizioni di sicurezza».

Un premio di risultato fino a 1.000 euro lordi annui, nuove misure per rafforzare la salute e la sicurezza e impegni sul miglioramento dell’organizzazione del lavoro. Sono questi i principali contenuti del primo accordo integrativo aziendale del Gruppo RDB Ita S.p.A. e Italprefabbricati dall’avvio della gestione giudiziale, che interessa anche lo stabilimento di Alseno, nel Piacentino, dove sono occupati 45 lavoratori.

L’intesa, sottoscritta prima dell’estate e approvata dai lavoratori di tutti i siti produttivi del gruppo, conclude un percorso di confronto avviato nel 2021. Un passaggio significativo che accompagna le prospettive di rilancio industriale con il riconoscimento del contributo dei dipendenti, il sostegno al potere d’acquisto e una maggiore attenzione alla prevenzione.

Per Roberto Varani, segretario FILCA CISL Parma Piacenza, l’accordo rappresenta un risultato concreto per i lavoratori dello stabilimento piacentino.

«Dopo anni complessi, questa intesa costituisce un passo avanti importante. Il futuro industriale del gruppo deve essere costruito valorizzando le professionalità, tutelando l’occupazione e garantendo condizioni di lavoro sempre più sicure. La contrattazione aziendale è uno strumento fondamentale per raggiungere questi obiettivi».

Premio di risultato fino a 1.000 euro

Sul piano economico, l’accordo introduce un premio di risultato dal valore teorico massimo di 1.000 euro lordi annui per lavoratore, collegato a quattro indicatori:

  • Produttività: 45%

  • Presenza: 25%

  • Qualità: 14%

  • Sicurezza: 16%

Il nuovo premio riconosce il contributo dei lavoratori al raggiungimento degli obiettivi aziendali e rappresenta un elemento aggiuntivo della retribuzione, importante anche per sostenere il potere d’acquisto delle famiglie.

Più attenzione alla salute e alla sicurezza

Tra gli aspetti qualificanti dell’intesa figura l’istituzione di un Coordinamento di Gruppo dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, con incontri annuali in modalità telematica che coinvolgeranno RLS, responsabili del servizio di prevenzione e protezione, direzione aziendale e rappresentanze sindacali.

L’obiettivo è rafforzare il confronto sulle condizioni di lavoro, individuare eventuali criticità e condividere interventi di prevenzione e miglioramento della sicurezza in tutti gli stabilimenti, compreso quello di Alseno.

«La sicurezza deve essere parte integrante di ogni progetto di sviluppo industriale. Avere una sede stabile di confronto significa poter affrontare le problematiche in modo strutturato, coinvolgendo direttamente chi conosce le condizioni operative degli stabilimenti», sottolinea Varani.

Organizzazione del lavoro, investimenti e formazione

L’accordo individua inoltre obiettivi di miglioramento dei processi produttivi e della qualità, internalizzazione delle principali attività operative, investimenti per la modernizzazione e la sicurezza degli impianti e rafforzamento della formazione continua.

Per FILCA CISL Parma Piacenza, si tratta di impegni che dovranno accompagnare il percorso di rilancio del gruppo, con ricadute positive sull’organizzazione del lavoro e sulla valorizzazione delle competenze.

«L’accordo rappresenta un punto di partenza. Sarà importante verificare che gli impegni assunti trovino concreta applicazione e che il rilancio aziendale produca benefici anche per chi lavora. Continueremo a seguire con attenzione l’evoluzione dello stabilimento di Alseno, mettendo al centro occupazione, sicurezza e qualità del lavoro», conclude Varani.

FILCA CISL Parma Piacenza ribadisce così il proprio impegno a sostenere, attraverso la contrattazione e il confronto con l’azienda, un percorso di sviluppo industriale che riconosca il valore delle persone e garantisca tutele concrete ai lavoratori.

Fisascat Cisl, Furti e rapine nei negozi di Piacenza: “La sicurezza dei lavoratori deve essere una priorità”

Fisascat Cisl, Furti e rapine nei negozi di Piacenza:
"La sicurezza dei lavoratori deve essere una priorità"

Fisascat Cisl - Furti e rapine sicurezza 08102026

Le organizzazioni sindacali chiedono interventi concreti per rafforzare la prevenzione e la sicurezza negli esercizi commerciali e l’apertura di un confronto con istituzioni, aziende e associazioni di categoria.

I recenti episodi di furti e rapine che hanno interessato diversi esercizi commerciali di Piacenza riportano al centro dell’attenzione il tema della sicurezza di chi lavora nel commercio e nei servizi. Una situazione che preoccupa FISASCAT CISL e UILTuCS, che chiedono risposte tempestive e interventi concreti da parte delle istituzioni e delle aziende.

«Non si tratta soltanto di danni economici alle attività commerciali. Dietro ogni bancone e ogni cassa ci sono lavoratrici e lavoratori che devono poter svolgere il proprio lavoro senza il timore di subire minacce o aggressioni. La loro incolumità deve essere tutelata», sottolineano le organizzazioni sindacali.

La preoccupazione riguarda soprattutto la diffusione di episodi che possono coinvolgere attività molto diverse tra loro, dai supermercati alle farmacie, fino alle sale giochi e ad altri esercizi aperti al pubblico.

«Fortunatamente, negli episodi più recenti non si sono registrate violenze fisiche ai danni del personale, ma questo non può farci abbassare la guardia. Non è accettabile che una lavoratrice o un lavoratore debba iniziare il proprio turno con la paura di trovarsi di fronte a una rapina o a una minaccia. La sicurezza non può dipendere dalla fortuna».

Per FISASCAT CISL e UILTuCS è necessario intervenire prima che si verifichino conseguenze più gravi. Da qui la richiesta rivolta al sindaco, al prefetto di Piacenza e alle aziende della grande distribuzione, affinché ciascuno, nell’ambito delle proprie competenze, contribuisca a rafforzare le misure di prevenzione, vigilanza e controllo, con particolare attenzione alle aree maggiormente interessate dagli episodi.

«Non possiamo lasciare che siano le lavoratrici e i lavoratori a gestire da soli situazioni di pericolo, affrontandone anche le conseguenze psicologiche. La sicurezza deve essere garantita attraverso strumenti adeguati, organizzazione e un impegno condiviso tra tutti i soggetti coinvolti».

Le due organizzazioni sindacali chiedono inoltre l’apertura di un tavolo di confronto con istituzioni, associazioni di categoria e parti sociali, per analizzare la situazione e individuare soluzioni efficaci a tutela del personale e delle attività commerciali.

«Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro sono temi sui quali l’unità sindacale è fondamentale. Per questo riteniamo necessario costruire un percorso comune, capace di tradurre le preoccupazioni in interventi concreti».

«Quanto accaduto nelle ultime settimane deve rappresentare un segnale d’allarme. Non possiamo aspettare che si verifichino episodi ancora più gravi per intervenire. Proteggere chi lavora negli esercizi commerciali significa contribuire alla sicurezza dell’intera comunità».

Nella città che scoppia dal caldo, più verde e meno solitudine

Nella città che scoppia dal caldo, necessari più verde e meno solitudine.
L'intervento di Michele Vaghini, Segretario Generale Cisl Parma Piacenza

Parola al segretario - Caldo in città - 30.09.2026
Un’estate da record: 48 giorni con la massima oltre i 35°

 

Il caldo estremo non è soltanto una questione meteorologica: cambia il modo di vivere gli spazi urbani, mette sotto pressione la salute e accentua le differenze tra chi può difendersi agevolmente, andando in vacanza o accendendo più facilmente i condizionatori e chi ha meno risorse per farlo. I più vulnerabili sono anziani, persone a basso reddito e chi è più solo.

 

L’estate in regione, è stata caratterizzata da temperature eccezionalmente alte, con cinque ondate di calore e valori medi paragonabili a quelli del 2003. Il Comune ha messo a disposizione una mappa dei punti di sollievo dal caldo con fontanelle, erogatori d’acqua, parchi ombreggiati e chiese del centro storico. Per la Cisl sono strumenti utili da far conoscere meglio, soprattutto nei quartieri dove vivono le persone più fragili ma non bastano.

 

Poche piante, troppo cemento

 

Alberi, parchi e giardini non sono semplici elementi ornamentali ma attenuano il surriscaldamento urbano. Secondo Ecosistema Urbano 2025 di Legambiente, Piacenza conta 34 alberi ogni cento abitanti nelle aree pubbliche, contro i 117 di Modena. I documenti urbanistici segnalano criticità nel centro storico per la presenza di superfici impermeabili e la carenza di ombra e nelle aree produttive e logistiche, dove pesano parcheggi asfaltati e deboli connessioni ecologiche.

 

L’estate della Cisl

 

Durante l’estate, la Cisl è intervenuta sulle condizioni di alcune categorie esposte alle temperature elevate. A Piacenza, Cisl Scuola ha denunciato temperature superiori ai 30 gradi in diverse scuole dell’infanzia della provincia, mentre Cisl Funzione Pubblica ha chiesto una rimodulazione degli orari della raccolta differenziata per ridurre l’esposizione degli operatori ecologici nelle ore più calde. In ambito regionale, la Cisl ha espresso soddisfazione per l’ordinanza che ha vietato il lavoro all’aperto negli orari a maggior rischio e per il nuovo Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia sociale, chiedendo anche una rapida fase attuativa orientata allo sviluppo sostenibile ed alla riduzione delle fratture territoriali.

 

Il costo nascosto della solitudine

 

“In questo contesto, tra le categorie più esposte agli effetti del caldo, ci sono le persone anziane – afferma Michele Vaghini Segretario Generale Cisl Parma Piacenza. – Non soltanto per le conseguenze sanitarie delle temperature elevate ma anche perché il caldo può favorire un altro nemico silenzioso: l’isolamento. Restare chiusi in casa per giorni, soprattutto se si vive soli, significa infatti rinunciare alle relazioni sociali, con ripercussioni sul benessere psicologico oltre che fisico. Ed è proprio per questa ragione che si dovrebbero investire sempre più risorse in centri di aggregazione sociale, che non siano considerati solo semplici luoghi ricreativi ma che rappresentino autentici presìdi di comunità, dove gli anziani possono trascorrere alcune ore al fresco, incontrare altre persone e partecipare ad attività che favoriscono un invecchiamento attivo. Oltre a questo, l’accesso a spazi verdi sempre più numerosi, crediamo possano dare benefici fisici, mentali e sociali, compresa una riduzione della solitudine. Specie per chi è a basso reddito poi, aumenta la vulnerabilità durante le ondate di calore: chi è più solo o più povero, può avere maggiori difficoltà ad utilizzare sistemi domestici di raffrescamento. Raffrescare un appartamento, nelle settimane più torride, può diventare una necessità sanitaria prima ancora che una scelta di comfort”.

 

Esistono strumenti di sostegno, come per esempio la Carta Acquisti, i bonus sociali e gli interventi a sostegno delle famiglie in difficoltà con il pagamento delle bollette. Ma di fronte a un caldo sempre più torrido, la risposta non può limitarsi alla sola emergenza economica. Occorre una programmazione che tenga insieme il sostegno alle persone più fragili e la qualità dell’ambiente in cui vivono, perché poter affrontare le alte temperature senza dover scegliere tra il benessere e una bolletta troppo elevata è una questione di equità, prevenzione e tutela della salute. 

 

Una sollecitazione urgente

 

“Il nostro territorio ha bisogno di un patto locale sul clima – continua Vaghini – che unisca amministratori e parti sociali. La qualità ambientale dei quartieri deve diventare parte delle politiche sociali: in una fase storica in cui il super caldo diventerà sempre più strutturale con una popolazione anziana che aumenterà, bisognerà ripensare le città con più alberi, parchi, tetti verdi ed edifici lavorativi e residenziali progettati per rimanere freschi, senza consumare enormi quantità di energia. Ed occorrerà proteggere i lavoratori modificando, quando necessario, gli orari di lavoro nelle giornate più calde”.

 

Il caldo, insomma, non è più soltanto un problema estivo ma è, particolarmente per le città, una sfida socio economica. Prepararsi oggi potrebbe significare evitare domani di pagare un conto molto più oneroso. “Questi sono investimenti, non spese – conclude Vaghini – e la qualità ambientale deve entrare finalmente nelle politiche sociali”. 

Fisascat Cisl, Vertenza Realco: ricollocati tutti i lavoratori dei punti vendita del piacentino

Fisascat Cisl, Vertenza Realco:
ricollocati tutti i lavoratori dei punti vendita del piacentino

Vertenza Realco - 300926

Realco, ricollocati tutti i lavoratori: anche gli over 50 ripartono grazie all’impegno delle strutture regionali e territoriali di Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs

La vertenza dei punti vendita piacentini si chiude con un risultato apprezzabile: tre negozi su quattro saranno rilevati, per quelli coinvolti nessun lavoratore è rimasto indietro, nemmeno le fasce anagrafiche più esposte al rischio di espulsione dal mercato del lavoro. Per le poche unità del discount cittadino l’azienda ha dichiarato che, se avrà necessità di forza lavoro, ne valuterà i curricula.

“Sono soddisfatto di poter tornare a lavorare, anche se nessuno di noi meritava questo travaglio”. Si chiude con un sospiro di sollievo, atteso da mesi, la vicenda dei punti vendita del Gruppo Realco colpiti dalla crisi aziendale che, tra la fine dell’inverno e l’estate, aveva messo in cassa integrazione decine di lavoratrici e lavoratori tra Piacenza e Castel San Giovanni. Grazie al lavoro costante della Fisascat Cisl, affiancata dalle altre categorie del commercio e dal confronto con Regione Emilia-Romagna  le persone coinvolte ricominceranno a recarsi al lavoro.

Un risultato che assume un valore particolare perché riguarda anche la fascia anagrafica over 50, quella che fin dalle prime battute della vertenza era stata segnalata come la più a rischio: i lavoratori più maturi, spesso con anni di esperienza alle spalle ma con maggiori difficoltà di ricollocamento sul mercato, rischiavano di pagare il prezzo più alto di una crisi di cui non avevano responsabilità.

Un lavoro di squadra, non uno scontro

La vertenza Realco ha attraversato fasi complesse: dalla richiesta di cassa integrazione, al pagamento effettivo dello stesso ammortizzatore sociale, nonché la chiusura temporanea dei punti vendita, fino al concordato preventivo e alle aste che hanno progressivamente ridisegnato la rete commerciale del gruppo. In questo percorso, la scelta sindacale è stata quella di privilegiare sempre il tavolo di confronto con istituzioni, tribunale e imprese della distribuzione, piuttosto che la logica dello scontro fine a sé stesso. Una linea che ha permesso di costruire, passo dopo passo, le condizioni per l’assorbimento del personale da parte di nuovi operatori del settore, almeno nella provincia di Piacenza.

Non, quindi, un caso isolato di buona sorte, ma il frutto di una contrattazione di prossimità che ha saputo valorizzare le competenze professionali maturate da anni di lavoro nella grande distribuzione, mettendole a disposizione delle aziende disponibili ad assumersi la responsabilità della continuità occupazionale. I dipendenti esprimono apprezzamento per aver trovato la disponibilità di un’azienda che si è fatta carico di una situazione sicuramente complessa.

La persona al centro, non solo i numeri


“Un ringraziamento doveroso deve andare anche alle R.S.A. che hanno aiutato le Organizzazioni Sindacali da subito, anche nella gestione psicologica dei colleghi che da un giorno all’altro si sono ritrovati a casa col negozio chiuso, sottolinea il funzionario Marco Alquati della Fisascat Cisl, facendo notare che dietro ogni ricollocamento c’è una famiglia che ha potuto tornare a guardare al futuro con maggiore serenità. È questo, in fondo, il senso più autentico dell’azione sindacale che la Cisl porta avanti anche sul territorio piacentino: non limitarsi a contare i posti di lavoro salvati, ma restituire dignità e prospettiva a chi rischiava di restare escluso: quando le persone sono unite, possono fare molto”.

Il caso degli over 50 merita un’attenzione particolare anche in chiave più ampia. Sono lavoratrici e lavoratori che, una volta usciti da un percorso occupazionale consolidato, incontrano statisticamente più ostacoli a rientrare nel mercato del lavoro. Che siano stati ricollocati con successo dimostra come un impegno sindacale mirato, unito alla disponibilità delle imprese e delle istituzioni locali, possa davvero fare la differenza per le fasce più fragili del mondo del lavoro. E si capisce quindi la “soddisfazione”, pur nell’amarezza, espressa nella dichiarazione iniziale di un addetto del punto vendita presso BorgoFaxall.

Una strada da continuare a percorrere

Il buon esito della vertenza Realco a Piacenza conferma quanto il dialogo sociale, la contrattazione e la presenza costante ai tavoli istituzionali restino gli strumenti più efficaci per affrontare le crisi aziendali senza lasciare indietro nessuno. Un modello che la Fisascat Cisl intende continuare a proporre anche per le prossime vertenze che dovessero interessare il commercio piacentino, in un settore, quello della grande distribuzione, sempre più esposto a trasformazioni rapide e a tensioni occupazionali. La strada indicata resta quella della responsabilità condivisa tra sindacato, imprese e istituzioni.

Fit Cisl, Caos per i bus necessari agli studenti: un disservizio annunciato

Fit Cisl, Caos per i bus necessari agli studenti:
un disservizio annunciato

Caos Bus Scolastici - Fit Cisl - 25092026

Caos bus al Cheope. Fit Cisl chiama in causa Comune e Provincia e Agenzia della Mobilità: “Cronaca di un disastro annunciato da noi giorni fa. Seta ha ignorato i nostri allarmi, ora le Istituzioni intervengano per tutelare studenti e autisti”.

 

Il caos registrato in questi giorni alle fermate degli autobus piacentini, con centinaia di studenti lasciati a terra o ammassati sui mezzi all’uscita delle scuole, non è un’emergenza imprevedibile, ma il risultato di una gestione logistica fallimentare che la Fit Cisl aveva denunciato in tempi non sospetti.

​A intervenire duramente è Salvatore Buono, segretario della Fit Cisl di Piacenza, che unisce i puntini tra i disservizi di queste ore e le denunce sindacali mosse pochissimi giorni prima:

​”Solo pochi giorni fa avevamo lanciato un allarme chiarissimo: a Piacenza mancano all’appello circa 20 autisti. Avevamo inoltre denunciato pubblicamente che l’azienda ha avviato il turno scolastico senza incontrare la ‘Commissione turni’, l’organo contrattuale preposto proprio a verificare la fattibilità del servizio e a proporre migliorie a tutela di passeggeri e lavoratori. L’azienda ha preferito il silenzio. Oggi, le scene di ragazzi stipati all’inverosimile o costretti ad aspettare ore per tornare a Bettola, Bobbio o Agazzano, sono l’esito matematico di quell’arroganza gestionale.”  

​Il sindacato chiama in causa direttamente i vertici politici e amministrativi del territorio:

​”Non possiamo accettare che le istituzioni restino a guardare. Chiediamo l’intervento immediato del Sindaco di Piacenza, oltre che della Provincia e dell’Agenzia per la Mobilità. Quello che accade ogni giorno al polo Cheope non è solo un disservizio, ma un problema di ordine pubblico e sicurezza urbana che si consuma nel cuore della città. Il Comune non può voltarsi dall’altra parte mentre le strade diventano teatro di assalti ai bus da parte di minorenni”.

​La Fit Cisl sottolinea come il problema del sovraffollamento si scontri con il tema, ormai cronico, dell’attrattività della professione:

​”Ci troviamo di fronte a un paradosso amaro: c’è chi prende la patente e il CQC tramite l’Academy aziendale e poi preferisce andare a lavorare nella logistica o da McDonald’s. Il motivo? Le condizioni lavorative di un conducente di bus oggi sono insostenibili.”  

​Il sindacato accende infine i riflettori sul tema della tutela dei lavoratori, veri e propri capri espiatori di questa situazione:

​”Siamo totalmente solidali con i docenti, gli studenti e le loro famiglie, giustamente esasperati. Ma vogliamo essere chiari: gli autisti sono vittime esattamente come i ragazzi. Sono loro che, guidando mezzi sovraccarichi oltre ogni limite, rischiano in prima persona. Sono loro che devono assumersi l’onere psicologico di chiudere le porte in faccia a minorenni, per colpa di un’azienda che non programma autobus aggiuntivi negli orari di punta. Esigiamo l’attivazione immediata delle corse bis e la convocazione urgente di un tavolo istituzionale. Il diritto alla mobilità e la sicurezza dei lavoratori non sono voci su cui fare cassa con risparmi ingiusti.”

 
 

Morte di un operaio in una cava di Polesine

Morte di un operaio in una cava di Polesine

FILLEA CGIL, FILCA CISL e FENEAL UIL tornano a chiedere che la sicurezza diventi una priorità.

 

“Apprendiamo con grande rammarico dell’ennesimo infortunio mortale avvenuto stamattina in una cava nella nostra provincia, a Polesine. Come organizzazioni unitarie di categoria esprimiamo il nostro cordoglio alla famiglia del lavoratore e vicinanza ai colleghi dello stesso.

Saranno le autorità competenti ad effettuare le dovute verifiche sull’accaduto, purtroppo ci troviamo ancora una volta a dover richiamare l’attenzione su una terribile dinamica. Il settore delle cave, come quello dell’edilizia, è un ambito lavorativo in cui il rischio di infortuni è tre i più elevati per le criticità intrinseche al tipo di attività, ciò non giustifica che, in un’epoca in cui i supporti tecnologici sono sempre più avanzati, il numero degli infortuni non diminuisca. I dati statistici ci dimostrano che non si fa abbastanza affinché eventi tragici come quello di oggi avvengano.

Ribadiamo ancora una volta che si rendono doverosi e inevitabili interventi anche legislativi per rendere la prevenzione e la sicurezza sui luoghi di lavoro materia realmente efficace. É prioritario impedire che una lavoratrice o un lavoratore escano al mattino per guadagnarsi di che vivere per non rientrare più a casa alla sera”.

 

Le segreterie provinciali di FILLEA CGIL, FILCA CISL e FENEAL UIL

FIT CISL Parma: San Polo di Torrile, grave incidente sul lavoro alla ditta Furlotti: operaio di 34 anni incastrato in un macchinario

FIT CISL Parma: San Polo di Torrile, grave incidente sul lavoro alla ditta Furlotti:
operaio di 34 anni incastrato in un macchinario

Un altro grave incidente sul lavoro scuote la provincia di Parma, a breve distanza dal drammatico evento mortale avvenuto in una cava a Polesine. 

L’allarme è scattato nella tarda mattinata di oggi all’interno dello stabilimento della ditta Furlotti, realtà attiva da anni sul territorio nel settore della gestione dei rifiuti e specializzata in particolare nella raccolta e nel trattamento del vetro. Secondo quanto ricostruito finora, un operaio di 34 anni è rimasto con l’avambraccio incastrato all’interno di un macchinario in funzione. Per liberare il lavoratore si è reso necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco, giunti sul posto unitamente ai sanitari del 118. Le operazioni di soccorso si sono rivelate complesse e delicate; una volta estratto, il giovane è stato trasportato d’urgenza in codice rosso all’Ospedale Maggiore di Parma, dove si trova attualmente ricoverato nell’area ad alta intensità di cura del Pronto Soccorso con traumi giudicati gravi. 

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i Carabinieri e i tecnici della Medicina del Lavoro dell’Ausl, impegnati nei rilievi normativi per accertare la dinamica esatta dei fatti e verificare il rispetto delle misure di protezione standard. 

Cresce la tensione tra i lavoratori: «Servono meno carichi di lavoro e più sicurezza»

L’episodio riaccende inevitabilmente il dibattito sulle condizioni operative nel comparto della gestione e del riciclo dei rifiuti. Il settore dell’ambiente e della raccolta del vetro comporta ritmi serrati e l’impiego costante di macchinari complessi, contesti in cui la pressione sui tempi e la stanchezza possono trasformarsi in fattori di elevato rischio.

A seguito dell’accaduto, dal fronte dei lavoratori e delle rappresentanze sindacali si solleva una richiesta chiara e perentoria: ridurre i carichi di lavoro e garantire interventi concreti per la sicurezza nei luoghi di lavoro. Viene sottolineata la necessità improrogabile di rivedere le turnazioni e le quote di carico quotidiane, affinché la prevenzione e la salute degli operatori restino sempre al centro delle dinamiche produttive, evitando che simili tragici eventi continuino a ripetersi.

Fnp Cisl Parma Piacenza, cambio in segreteria: Antonio Colosimo eletto nuovo segretario

Fnp Cisl Parma Piacenza, cambio in segreteria:
Antonio Colosimo eletto nuovo segretario

FNP Cisl - Cambio Segreteria (1)

Avvicendamento nella categoria delle pensionate e dei pensionati delle province di Parma e Piacenza. Il Consiglio Generale della federazione FNP, svoltosi il 15 settembre a Piacenza presso la Coop Il Germoglio, ha segnato il passaggio tra Aldo Baldini, cui i delegati e le segreterie FNP e CISL hanno rivolto il ringraziamento per il lavoro svolto in questi anni, e Antonio Colosimo, che attualmente presiede l’associazione dei consumatori Adiconsum territoriale. 

Ai lavori, presieduti dal segretario generale CISL Parma Piacenza Michele Vaghini, erano presenti anche la segreteria CISL territoriale, con Angela Calò ed Elisabetta Oppici, e la segretaria generale FNP regionale, Gina Risi. Hanno portato i loro saluti Mario Spezia e Mariano Cobianchi, presidente della coop sociale Il Germoglio.Aldo Baldini conclude la propria funzione di segretario generale aggiunto avendo raggiunto il limite anagrafico fissato dallo statuto per l’incarico.

 

“Lascia una FNP forte e in salute in termini di iscritti.– scrive il sindacato – Con l’ingresso di Colosimo si apre una nuova fase nell’attività della struttura sindacale. Il cambiamento  si colloca in un quadro di rivendicazioni che investono direttamente la vita quotidiana dei pensionati. La FNP CISL ribadisce la richiesta di pensioni più adeguate ed eque, del rafforzamento delle politiche per la non autosufficienza e di una sanità pubblica di qualità. Tra le priorità figurano la riduzione dei tempi delle liste d’attesa e la revisione delle soglie e dei meccanismi dei ticket sanitari, per rendere più equo l’accesso alle cure. Alla tutela economica si affianca quella sociale: investire nella medicina territoriale e nella prevenzione, rafforzare i servizi di prossimità e sostenere i familiari che assistono persone non autosufficienti. A Piacenza e a Parma servono servizi coordinati, attenzione alle fragilità e valorizzazione della partecipazione degli anziani alla vita delle comunità. Particolare rilievo assume la condizione delle donne anziane, talvolta più esposte a vulnerabilità economica e sociale. È su questi temi che si misurerà anche il lavoro della segreteria FNP di Parma Piacenza dopo l’avvicendamento: portare nel confronto con le istituzioni i bisogni dei pensionati e contribuire a trasformare le rivendicazioni in risposte accessibili sul territorio attraverso il grande lavoro svolto nella contrattazione sociale”. 

In questo contesto, la difesa del potere d’acquisto delle pensioni rappresenta una priorità per la FNP CISL: “Tutelare i trattamenti pensionistici per le fasce di reddito medio-basse dall’impatto dell’inflazione è necessario, particolarmente alla luce delle ultime notizie in ambito economico. Da qui l’impegno del sindacato nel richiedere un’importante riduzione del carico fiscale sulle pensioni, oggi tra i più alti d’Europa, e l’ampliamento della quattordicesima per i redditi più bassi, affinché l’assegno mensile garantisca una vita autonoma e dignitosa. Oltre che una detassazione maggiore per i farmaci necessari per gli over 70 della popolazione e alla  detassazione della tredicesima e quattordicesima, per chi la percepisce”. 

CAU Parma, l’allarme Cisl FP: 9 pazienti su 10 se ne vanno senza essere visitati e chi resta attende anche 28 ore

CAU Parma, l’allarme Cisl FP: 9 pazienti su 10 se ne vanno senza essere
visitati e chi resta attende anche 28 ore

Cisl FP - Allarme CAU Parma

Arrivano segnalazioni molto allarmanti in merito alla gestione del CAU di Parma: nove pazienti su dieci con codice verde abbandonerebbero la struttura senza essere visitati e per i codici bianchi viene segnalata un’attesa che arriverebbe anche a 28 ore.

“Se questi dati saranno confermati, non siamo di fronte a una semplice criticità organizzativa, siamo di fronte a una situazione che merita risposte immediate e precise da parte della direzione aziendale.”

 A lanciare l’allarme è Giovanni Oliva, Segretario Generale della CISL FP Parma Piacenza.

 

“Ci stanno arrivando segnalazioni gravissime. Stiamo parlando di circa il 90% dei pazienti con codice verde che, dopo 10-12 ore di attesa, decide di andarsene senza essere visitato.  E il quadro, secondo quanto segnalato al sindacato, sarebbe ancora più preoccupante per i codici bianchi. “Ci viene riferito che alcuni codici bianchi non vengono nemmeno visitati e che, nei casi in cui la visita avviene, l’attesa può arrivare a 28 ore. È un tempo che non può essere considerato normale per un servizio che dovrebbe garantire una risposta sanitaria appropriata e tempestiva” dice Oliva.

 

“VOGLIAMO SAPERE COSA STA SUCCEDENDO”.

La domanda è semplice: come è possibile che un cittadino possa arrivare ad aspettare 10, 12 o addirittura 28 ore per ricevere una prestazione sanitaria?

 

“Se un paziente arriva in una struttura sanitaria e dopo ore di attesa decide di andarsene, il problema non è del paziente. Il problema è del sistema che deve interrogarsi sul perché quel cittadino non sia stato messo nelle condizioni di ricevere una risposta”, sottolinea Oliva. E continua “ siamo certi che la direzione aziendale sia al corrente di questa grave criticità, ma ad oggi non ha messo in campo nessun correttivo, la cittadinanza ha il diritto di avere risposte per questa inefficienza ad oggi sottaciuta”. 

 

“NON SI DEVONO SCARICARE LE INEFFICIENZE SUI LAVORATORI”


La CISL FP mette inoltre in guardia dal rischio di scaricare le inefficienze organizzative sugli operatori sanitari.


“Il problema non è certo creato da chi effettua il triage, che con competenza e professionalità valuta i pazienti in base agli elementi che al momento emergono, ma se nel frattempo, nelle ore infinite di attesa, il quadro clinico dovesse peggiorare, chi ne risponde legalmente?

“Gli operatori stanno facendo il loro lavoro in modo responsabile e non devono diventare il parafulmine di problemi organizzativi noti a tutti gli addetti ai lavori. Non accetteremo che le responsabilità vengano scaricate sui professionisti che ogni giorno lavorano in condizioni difficili per garantire assistenza ai cittadini”.


L’analisi è una sola e molto grave, i pazienti non vengono visitati e sfiniti abbandonano volontariamente la struttura sanitaria che dovrebbe garantire loro una risposta che potrebbe essere importante.

 

“CON LA SALUTE DEI CITTADINI NON SI SCHERZA”

 

“Con la salute dei cittadini non si scherza. Non possiamo accettare che una persona rinunci a farsi curare perché è costretta ad aspettare per ore. E non possiamo accettare che gli operatori siano lasciati soli a gestire una situazione che rischia di diventare insostenibile”.

“Chiediamo chiarezza. Chiediamo dati. Chiediamo responsabilità. E soprattutto chiediamo interventi immediati. Se il CAU di Parma è in difficoltà, chi lo gestisce deve dirlo chiaramente e deve spiegare ai cittadini e ai lavoratori come intende risolvere il problema. La CISL FP non resterà a guardare”, conclude Oliva.

 

La salute dei cittadini viene prima di tutto. E davanti a tempi di attesa di queste dimensioni, nessuno può permettersi di voltarsi dall’altra parte.

 

Dallo IAL di Piacenza a Miami: la formazione che costruisce opportunità

Dallo IAL di Piacenza a Miami:
la formazione che costruisce opportunità

IAL Piacenza Formazione
La storia di Kevin e Alessandro Baraero testimonia il valore della formazione professionale come ponte concreto tra giovani e lavoro

Dalle aule dello IAL di Piacenza a un’esperienza professionale nella ristorazione a Miami. È il percorso di Kevin Baraero, 22 anni, che negli Stati Uniti ha ritrovato il suo ex docente Mattia Cicognani, oggi imprenditore nel settore della ristorazione.

Kevin ha frequentato il biennio per operatore della ristorazione allo IAL di Piacenza, proseguendo poi la propria specializzazione nella scuola alberghiera IAL di Serramazzoni. Dopo diverse esperienze professionali, oggi Cicognani gli ha affidato la gestione di Sì Papà, temporary restaurant dedicato alla lasagna italiana fatta in casa e al tiramisù.

“Ho origini filippine ma, essendo nato e cresciuto in Italia, mi hanno insegnato fin da piccolo il valore dell’incontro tra culture diverse. – racconta Kevin – Grazie allo Ial di Piacenza sono entrato nel mondo dell’ospitalità molto presto. A sedici anni ho iniziato a lavorare con Mattia Cicognani, che oggi considero uno dei miei mentori. Venire negli Stati Uniti ha cambiato la mia prospettiva. Non stiamo semplicemente imparando un mestiere: stiamo costruendo il nostro futuro.”

Un percorso che potrebbe presto coinvolgere anche il fratello Alessandro Baraero, 19 anni, anche lui ex allievo dello IAL di Piacenza e attualmente in attesa del visto per raggiungere Miami.

Quella dei fratelli Baraero è una testimonianza concreta del valore della formazione professionale nel fornire ai giovani competenze, autonomia e strumenti per entrare nel mondo del lavoro, anche oltre i confini nazionali.

“Lavorare all’estero rappresenta uno straordinario strumento di crescita personale e professionale, permette ai giovani di confrontarsi con culture diverse, sviluppare autonomia, imparare le lingue straniere e acquisire quella capacità di adattamento che oggi il mercato del lavoro richiede sempre di più”, sottolinea Ciro Donnarumma, presidente IAL Emilia-Romagna.

Proprio partendo da esperienze come questa, IAL Emilia-Romagna sta valutando la possibilità di offrire, dal 2027, periodi di stage a Miami ad alcuni allievi del quarto anno di specializzazione.

“Il nostro obiettivo – conclude Donnarumma – è formare cittadini e professionisti capaci di lavorare in un contesto sempre più globale, mantenendo al tempo stesso la qualità, cultura dell’ospitalità e i valori che contraddistinguono il Made in Italy.”