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“Quello che le Beatrici non dicono”: alla CISL di Parma un reading tra ironia, libertà e diritti delle donne

“Quello che le Beatrici non dicono”:
alla CISL di Parma un reading tra ironia, libertà e diritti delle donne

8 marzo Reading Cisl Parma

Si è svolto ieri, 12 marzo, nella sala riunioni della CISL di Parma, il reading “Quello che le Beatrici non dicono”, appuntamento promosso nell’ambito delle iniziative dedicate alla Giornata internazionale della donna.

L’evento, costruito attorno ai testi di Stefano Benni, ha proposto un modo originale e non convenzionale di riflettere sul tema della parità. La scelta di un autore uomo non è stata casuale: la parità, infatti, non è un circuito chiuso per sole donne e l’8 marzo non deve trasformarsi in un recinto culturale. Benni non è “un uomo che parla di donne”, ma uno scrittore che da sempre dà voce agli outsider, agli irregolari, a chi non si piega al conformismo.

Attraverso il surrealismo e l’ironia che caratterizzano la sua scrittura, i testi scelti hanno restituito figure femminili ribelli, bizzarre, feroci e profondamente umane, capaci di rovesciare i cliché e smontare con leggerezza i pregiudizi patriarcali. Una leggerezza pensosa, che invita alla riflessione senza rinunciare al sorriso e che trasforma la satira in uno strumento politico potente, capace di parlare a tutte e a tutti.

 

Reading 8 marzo

Nel pomeriggio di ieri, davanti a una sala gremita, il reading si è trasformato in un’esperienza collettiva intensa, quasi un laboratorio emotivo in cui la realtà non viene soltanto raccontata, ma scomposta e riletta per coglierne il significato più profondo.

Gianfranco Tosi, allievo di Benni, ha saputo restituire con grande sensibilità quella scrittura “con il pungiglione” capace di graffiare e commuovere. Con la sua interpretazione ha portato in scena tutta la forza di storie che rivendicano il diritto di esistere contro stereotipi e convenzioni: dalla stanchezza di Beatrice, che rifiuta di essere ridotta a semplice “funzione” nella vita di un uomo, fino al grido di speranza del muratore che, contro ogni cinismo, ricorda che deve esistere un posto migliore, un luogo dove l’umanità venga riconosciuta e rispettata nella sua interezza.

Accanto alla voce narrante, Maurizio Casaluce ha accompagnato la performance con una raffinata tessitura musicale: la sua chitarra e gli effetti elettronici hanno costruito una vera e propria sartoria sonora, cucita sulle parole e sulle atmosfere dei testi, trasformando l’ascolto in una partecipazione viva e coinvolgente.

Il reading si è così rivelato un viaggio tra ironia, emozione e libertà, capace di ricordare quanto l’immaginazione e la cultura possano essere strumenti preziosi per interrogare la realtà e promuovere una società più aperta, inclusiva e consapevole. Un varco di libertà che ci ha ricordato quanto l’immaginazione sia un atto politico necessario.

 

Reading 8 marzo

Spazio Lavoro: al Marconi di Piacenza il progetto CISL che unisce orientamento e teatro

Spazio Lavoro, al Marconi di Piacenza il progetto CISL
che unisce orientamento e teatro

Orientamento Spazio Lavoro

Non è stato il solito seminario sull’orientamento, ma un vero e proprio “patto sociale” tra generazioni quello che si è celebrato oggi tra le mura dell’ISII G. Marconi di Piacenza.

Nella cornice di una delle scuole più grandi e vitali del territorio, con i suoi duemila studenti che rappresentano il futuro del tessuto manifatturiero e tecnologico locale, si è concluso il workshop intensivo promosso dalla CISL Emilia Romagna in collaborazione con il Teatro dell’Argine di Bologna.

L’iniziativa, parte del progetto regionale “Spazio Lavoro Scuole 2025-26”, ha trasformato la classe 3^QA in una compagnia teatrale d’eccezione per dare corpo e voce all’esito finale del percorso: la performance “MBA: Modello Base di Adolescente”.

Il lavoro come partecipazione

La CISL ha portato al Marconi la sua visione del lavoro fondata sulla centralità della persona e sulla responsabilità.

Gli studenti non hanno solo sentito parlare di come scrivere un curriculum, ma hanno approfondito le basi costituzionali del diritto al lavoro (con un focus sull’Art. 46 e la partecipazione dei lavoratori) e la gestione delle grandi transizioni – digitale ed ecologica – che stanno ridisegnando il volto del polo logistico e industriale di Piacenza.

“Il nostro obiettivo non è solo aiutare a traghettare i ragazzi verso un impiego, ma renderli cittadini consapevoli in possesso degli strumenti per scegliere chi essere e quale posto occupare nella Comunità – ha commentato Elisabetta Oppici (componente della segreteria CISL Parma Piacenza) durante i saluti iniziali – : in un mondo che cambia velocemente, la contrattazione e il dialogo sociale sono le bussole per una giusta transizione che non lasci indietro nessuno.”

Spazio Lavoro Cisl Orientamento

Tre giorni tra competenze e creatività

Il percorso si è snodato attraverso una formula innovativa, con approfondimenti su macrotrend del mercato, politiche attive, educazione finanziaria (previdenza complementare) e contrasto alle molestie di genere, con la guida di esperti come Cecilia Clementi (Ufficio Vertenze CISL a Piacenza) e Paola Votto (Segretaria generale CISL Scuola Parma Piacenza), che ha trattato i rapporti tra Costituzione, sindacato e lavoro, in uno dei primi incontri, e un laboratorio Teatrale, sotto la guida del Teatro dell’Argine, nel corso del quale i ragazzi hanno rielaborato i contenuti appresi, trasformando concetti complessi in monologhi e narrazioni personali.

L’evento finale ha visto gli spazi dell’Istituto Marconi trasformarsi in un palcoscenico itinerante: attraverso il gioco teatrale, gli studenti hanno esorcizzato le paure del “dopo-diploma”, raccontando con ironia e profondità le aspettative di una generazione che chiede tutele attive e un lavoro che rispetti l’equilibrio tra vita e professione. Lorenzo Sartori, Responsabile Innovazione e Sostenibilità di Emil Banca Credito Cooperativo, ha sottolineato l’importanza di questo approccio, augurando agli studenti di trovare un lavoro che piace e perfezionare la loro educazione finanziaria.

Sotto la guida del Teatro dell’Argine, i ragazzi hanno rielaborato i contenuti appresi, trasformando concetti complessi in monologhi e narrazioni personali.

La performance: “MBA – Modello Base di Adolescente”

L’evento finale ha visto gli spazi dell’Istituto Marconi trasformarsi in un palcoscenico itinerante.

Attraverso il gioco teatrale, gli studenti hanno esorcizzato le paure del “dopo-diploma”, raccontando con ironia e profondità le aspettative di una generazione che chiede tutele attive e un lavoro che rispetti l’equilibrio tra vita e professione.

Lorenzo Sartori, Responsabile Innovazione e Sostenibilità di Emil Banca Credito Cooperativo, ha sottolineato l’importanza di questo approccio, augurando agli studenti di trovare un lavoro che piace e di perfezionare la loro educazione finanziaria.

La via basata sul dialogo

La conclusione del progetto “Spazio Lavoro Scuole” al Marconi mostra come si può intendere il sindacato di prossimità: un sindacato che entra nelle scuole per seminare la cultura della sicurezza e della legalità, contrastando alla radice fenomeni come il caporalato o lo sfruttamento, e promuovendo una visione riformista dove il lavoro è, prima di tutto, realizzazione di sé.

Allo spettacolo teatrale hanno voluto presenziare la consigliera comunale Claudia Gnocchi e la presidente del consiglio comunale Paola Gazzolo.

Spazio Lavoro Cisl

 

8 marzo – Le iniziative Cisl Parma Piacenza in occasione della Giornata Internazionale dei diritti della Donna

8 marzo - Le iniziative Cisl Parma Piacenza
in occasione della Giornata Internazionale dei diritti della Donna

8 marzo

In occasione della Giornata internazionale della donna, Cisl Parma Piacenza e il Coordinamento Donne e delle Politiche di genere territoriale promuovono due appuntamenti. L’obiettivo è superare la dimensione rituale dell’8 marzo e proporre un linguaggio capace di parlare alle donne di oggi in modo autentico, plurale e anche ironico. Da qui, la scelta di un binomio che unisce lo sguardo e la parola: la mostra “D come Donna” e il Reading di Stefano Benni.

Mostra “D come Donna” – 7 e 8 marzo, Borgo Val di Taro

Il 7 e 8 marzo, presso la Sala dell’Unione dei Comuni di Borgo Val di Taro, si terrà la mostra “D come Donna”, realizzata da ANMIC Parma.

Scegliere di accogliere questa esposizione significa assumersi una sfida culturale necessaria: restituire visibilità e voce a un’identità troppo spesso resa invisibile. Le donne con disabilità affrontano infatti una doppia barriera, quella legata al genere e quella alimentata dai pregiudizi sociali sulla disabilità.

Il progetto scardina l’idea di un corpo “standard” o “perfetto” e celebra esistenze piene, fatte di studio, lavoro, maternità e impegno civile. Non è un invito alla compassione, ma un atto di affermazione politica: l’inclusione reale passa dal riconoscimento della disabilità come una delle tante sfaccettature dell’essere donna.

Portare questa mostra in un’area montana non è una scelta casuale. La geografia non è neutra: essere donna con disabilità in montagna può essere infinitamente più complesso che in città. Questo appuntamento vuole lanciare un messaggio chiaro: l’inclusione non deve avere confini e la montagna deve diventare luogo di opportunità, non di rinuncia.

Il progetto è di Emma Manghi e Laura Boscaini, l’allestimento a cura di Matilde Manghi, fotografie di Matilde Fantuzzi e Francesco Vultaggio, incentrate sulla valorizzazione delle donne con disabilità e sulla normalizzazione del canone di bellezza, a cui si aggiunge un video con le interviste delle protagoniste: Laura Boscaini, Emma Manghi, Giulia Bottarelli, Laura Lentini, Silvia Calcavecchia, Gaia Conti, tutte associate di Anmic Parma.

 La mostra verrà inaugurata sabato 7 marzo alle ore 16.00 alla presenza dei sindaci del territorio e dei rappresentanti delle associazioni di volontariato.

Sarà visibile sabato 7 dalle 16.30 alle 18.00 e domenica 8 dalle 10.00 alle 12.30 ad ingresso libero.

 

8 marzo Mostra D come Donna

 

D come Donna – Locandina

 

 

Reading “Quello che le Beatrici non dicono” – 12 marzo, Parma

Il secondo appuntamento sarà il reading “Quello che le Beatrici non dicono”, in programma il 12 marzo 2026 alle ore 17 presso la Sala Riunioni CISL di Parma, con testi di Stefano Benni.

La scelta di un autore uomo per l’8 marzo è tutt’altro che casuale. La parità non è un circuito chiuso per sole donne e questa ricorrenza non deve trasformarsi in un recinto culturale. Benni non è “un uomo che parla di donne”, ma un autore che ha sempre dato voce agli outsider, agli irregolari, a chi non si piega al conformismo.

Attraverso il surrealismo e l’ironia, Benni utilizza:

– l’ironia come arma, restituendo figure femminili ribelli, bizzarre, feroci e profondamente umane;

-il rovesciamento dei cliché, smontando con leggerezza i pregiudizi patriarcali;

-una leggerezza pensosa, capace di offrire riflessione senza rinunciare al sorriso.

La satira diventa così uno strumento politico potente, capace di parlare a tutte e a tutti.

 

8 marzo - Reading Benni

 

Reading Stefano Benni – Locandina

FIT CISL, vittoria per i lavoratori Amazon a Castel San Giovanni

FIT CISL, Vittoria in tribunale
per i lavoratori Amazon di Castel San Giovanni

FIT Cisl Amazon

Vittoria eclatante per i lavoratori in Amazon a Castel San Giovanni: il Tribunale di Milano dà ragione a Fit-Cisl Piacenza nella sentenza pilota in merito all’assorbimento del superminimo in occasione della applicazione degli aumenti previsti dal Ccnl Logistica

 

Una vittoria netta, che restituisce dignità, chiarezza e diritti alle lavoratrici e ai lavoratori del polo logistico Amazon di Castel San Giovanni. Il 26 gennaio il Tribunale di Milano si è espresso in primo grado accogliendo integralmente le ragioni di Fit-Cisl nella vertenza pilota promossa contro l’azienda. Si tratta di un traguardo di rilievo: è a tutti gli effetti la prima sentenza ad essere pronunciata che stabilisce l’illegittimità dell’assorbimento del superminimo operato dall’azienda nel gennaio 2025, in occasione degli aumenti previsti dal CCNL Logistica.

Le origini della vertenza

La vicenda affonda le sue radici nell’ottobre del 2024, quando, attraverso un accordo di armonizzazione, il sito piacentino è passato dall’applicazione del CCNL Commercio al CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizioni. Con il rinnovo di quest’ultimo e lo scatto del primo aumento contrattuale a gennaio 2025, l’azienda ha proceduto unilateralmente, e per il solo polo di Castel San Giovanni, al riassorbimento di circa 45 euro mensili dal superminimo dei dipendenti, di fatto pagando meno rispetto alle attese dei lavoratori.

Se per altri magazzini sul territorio nazionale l’azienda è tornata sui suoi passi, per il solo polo di Castel San Giovanni, Amazon ha mantenuto una posizione di netta chiusura.

Lungimiranza strategica e responsabilità sindacale

Di fronte al mancato riconoscimento degli aumenti dovuti, l’azione sindacale territoriale aveva inizialmente percorso la via della protesta, con la proclamazione dello stato di agitazione. Tuttavia, Fit-Cisl Piacenza ha preferito una linea pragmatica: in un contesto di totale chiusura, il perdurare degli scioperi rischiava unicamente di impoverire le buste paga dei lavoratori, senza sbloccare la vertenza.

Con senso di responsabilità, Fit-Cisl ha quindi scelto di cambiare strategia. Andando in assemblea, ha comunicato alle lavoratrici e ai lavoratori la decisione di ritirare lo stato di agitazione per intraprendere una via più concreta: affidare la questione a un giudice del lavoro tramite una “causa pilota”, per tutelare i salari nel presente e difendere i diritti nel futuro.

Il coraggio della RSU e l’impegno per le future cause dei lavoratori

Questa scelta, espressione di un sindacato che bada ai risultati e rifugge azioni unicamente performative, si è rivelata vincente. Grazie all’impegno in prima linea di una persona, rappresentante nella RSU Fit-Cisl di sito – che si è esposta con coraggio per il bene di tutti i colleghi – e all’assistenza competente dell’avvocato Nicola Coccia, legale da anni del sindacato, il Tribunale di Milano ha sancito una vittoria totale per i ricorrenti stabilendo “senza se e senza ma” l’illegittimità dell’operato della Società.

“Questa sentenza ci riempie di orgoglio e conferma la lungimiranza della nostra strategia,” dichiara Salvatore Buono, Segretario Fit-Cisl Piacenza. “Di fronte a un muro, abbiamo scelto con senso di responsabilità di evitare un percorso di scioperi affidandoci alla competenza giuridica. Il coraggio della nostra RSU ha tracciato la via. Ora, forti di questa prima storica sentenza, siamo pronti al passo successivo, porteremo avanti tutte le vertenze legali che i lavoratori vorranno affidarci, intraprendendo ogni causa necessaria affinché a ciascuno venga restituito il maltolto”.

La sentenza conferma che la via dell’azione sindacale affiancata alla competenza giuridica è in grado di produrre risultati duraturi per la tutela reale delle persone.

 

AI e automazione, proteggere i diritti dei lavoratori è una priorità normativa

AI e automazione:
proteggere i diritti dei lavoratori è una priorità normativa

AI e automazione

Da tempo come CISL stiamo dicendo che l’ingresso degli automi e dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro è una questione complessa che solleva numerosi dilemmi legali, morali e sociali.

 
A fronte della recente sentenza del Tribunale di Roma che ha legittimato il licenziamento di un lavoratore sostituito dall’ AI, diventa ormai improrogabile adattare la normativa vigente per proteggere i lavoratori e garantire che l’automazione non porti a disoccupazione di massa o a condizioni di lavoro inique.
È un fatto di responsabilità, etica e trasparenza.


Va regolamentato come e in che modo, le aziende possano sostituire i lavoratori con macchine, prevedendo periodi di transizione e incentivi per la riqualificazione e va chiarito chi è responsabile nel caso in cui un’automazione causi danni o errori. Questo include la responsabilità legale delle aziende che la sviluppano e la implementano.


Vanno protetti i diritti dei lavoratori rispetto all’occupazione, alla tutela della privacy e alla possibilità di sviluppare nuove competenze attraverso la riqualificazione professionale, incentivando la formazione continua, il riadattamento delle competenze dei lavoratori e la creazione di programmi di supporto per coloro che rischiano di perdere il posto di lavoro a causa dell’automazione. E servono Leggi per monitorare e ridurre l’impatto negativo che la tecnologia potrebbe avere sulle condizioni di lavoro, come la sorveglianza costante o il rischio di alienazione.


È fondamentale poi sviluppare leggi che impediscano che gli algoritmi utilizzati nelle decisioni aziendali creino discriminazioni o pregiudizi nei confronti di categorie protette.


L’aspetto positivo è che l’automazione potrebbe portare alla nascita di nuovi tipi di lavoro che non esistono ancora ma che richiedono nuove normative, come nei casi in cui l’uomo controlla o integra il lavoro delle macchine. Con l’automazione che potrebbe ridurre la necessità di lavoro in presenza, la creazione di maggiori normative per tutelare il lavoro remoto e online diventa cruciale, specialmente in settori in cui l’automazione non può sostituire completamente il lavoro umano.


Va posto poi il problema della tassazione e della redistribuzione della ricchezza. Gli automi infatti, non consumano, non pagano tasse e non pagano contributi, pertanto l’automazione potrebbe aumentare la disparità economica se i benefici restano concentrati nelle mani di poche grandi aziende.


Proprio per questo diventa necessario che le normative si evolvano in modo coordinato a livello internazionale. Ad esempio, la creazione di trattati internazionali che regolano l’automazione potrebbe impedire che alcune nazioni approfittino di regolamenti più permissivi per attrarre investimenti tecnologici a scapito dei diritti dei lavoratori.
Serve infine, un monitoraggio e un adeguamento continuo, perchè le tecnologie evolvono rapidamente.


L’entrata degli automi nel mondo del lavoro non è solo una questione tecnica ma anche una sfida socioeconomica e politica. Le normative dovranno bilanciare l’innovazione tecnologica con la protezione dei diritti dei lavoratori e garantire che l’automazione venga utilizzata in modo tale che i benefici siano distribuiti equamente nella società”.

Michele Vaghini, Segretario Generale Cisl Parma Piacenza

 

Adiconsum Parma, rottamazione quater: problemi nell’emissione dei bollettini

Adiconsum Parma, rottamazione quater:
problemi all'emissione dei bollettini

Rottamazione quater

Adiconsum (Associazione Difesa Consumatori e Ambiente), promossa dalla Cisl, invita alla prudenza: “Scaricate il modulo F35 e non saltate, assolutamente, la scadenza del 28 febbraio: come associazione dei consumatori è nostro dovere aiutare i cittadini che hanno aderito alla rottamazione quater: c’è un problema reale con l’emissione dell’undicesimo bollettino e occorre essere pronti, saltare la scadenza di pagamento del 28 febbraio 2026 avrebbe conseguenze pesanti”.

 
Così Antonio Colosimo, Coordinatore per Adiconsum Emilia-Romagna delle province di Parma e Piacenza, informa tutti i contribuenti che hanno aderito alla definizione agevolata dei debiti fiscali avviata a gennaio 2023: “Fino ad oggi – spiega Colosmo – tutto aveva funzionato regolarmente. Chi era stato ammesso alla rottamazione quater aveva ricevuto la comunicazione ufficiale e i primi dieci bollettini di pagamento senza alcun intoppo. Ora, però, ci troviamo di fronte a un malfunzionamento informatico che potrebbe bloccare il recapito del bollettino relativo all’11ª rata.”


L’arrivo del bollettino dell’11ª rata era previsto nei giorni scorsi, con scadenza di pagamento al 28 febbraio 2026, estendibile al 9 marzo calcolando i giorni extra che l’Agenzia concede per provvedere. L’errore da non fare è restare fermi a causa della mancanza del bollettino, bucando i termini e ritrovandosi in mora: si perderebbero tutti i benefici della rottamazione, e sull’importo residuo tornerebbero ad applicarsi sanzioni e interessi calcolati sull’intero debito originario, esattamente come se non si fosse mai aderito alla definizione agevolata.


“La soluzione esiste ed è alla portata di tutti – rassicura l’associazione – occorre scaricare il modello F35 dal sito dell’Agenzia delle Entrate, inserire i propri dati e procedere al pagamento, entro il 28 febbraio, presso gli uffici postali o le banche abilitate. Adiconsum è a disposizione per supportare chiunque abbia difficoltà nella compilazione.” 

Adiconsum, offre il proprio sostegno e consulenza per chi volesse chiarimenti e assistenza. Per appuntamenti, contatta Adiconsum Parma al numero 0521037611 o invia una mail a parma@adiconsum.it.

Spazio Lavoro: all’IPSIA Primo Levi di Parma l’evento conclusivo del progetto Cisl

Il progetto “Spazio Lavoro” è un percorso di orientamento creativo, avviato da Cisl Emilia Romagna in collaborazione con il Teatro dell’Argine: “L’obiettivo – spiega Angela Calò, segretaria generale aggiunta di CISL Parma Piacenza, che coordina il progetto a livello locale – è quello di fornire qualche strumento in più per capire il mondo del lavoro ed essere pronti quando sarà il momento di inserirsi. Vogliamo che i giovani non restino indifferenti e che siano informati sulla complessità della vità lavorativa in modo da essere più “forti” e affrontare tutte la fasi della carriera che sceglieranno con consapevolezza.”

Per il territorio, sono stati coinvolti gli istituti “Zappa Fermi” di Bedonia e Borgotaro e, in città, l’IPSIA “Primo Levi”. Molteplici gli incontri organizzati nelle diverse scuole: laboratori, interventi di esperti del settore lavoro e narrazione di esperienze culminati nell’evento conclusivo di questa mattina dove studentesse e studenti si sono impegnati per affrontare un vero e proprio colloquio di lavoro “simulato”, rispondendo a domande di carattere personale, elencando le proprie aspirazioni e descrivendo le aspettative relative al mondo del lavoro che li impegnerà in futuro. Un primo passo per confrontarsi con ciò che interessa maggiormente alle nuove generazioni alla ricerca di determinazione e giusta collocazione lavorativa, civile e sociale. 

Nelle varie fasi del progetto, giunto quest’anno alla quarta edizione e che ha coinvolto in totale circa 80 studenti, sono stati affrontati argomenti quali: Costituzione e lavoro, i cambiamenti del mercato delle professioni, orientamento e formazione, educazione finanziaria.

 

 

 

FIT CISL, Siglato il rinnovo del contratto integrativo per Just Eat

FIT CISL, Siglato il rinnovo del contratto integrativo
per i lavoratori di Just Eat

Rinnovo Just Eat

Just Eat, siglato il rinnovo del contratto integrativo: novità su turni, premi e tutela legale

La Fit Cisl annuncia il rinnovo del contratto integrativo per i lavoratori di Just Eat Italia, valido fino al 31 dicembre 2027. «Si tratta di un risultato significativo, frutto di un intenso lavoro sindacale», commenta il segretario di Piacenza, Salvatore Buono.

Per quanto riguarda l’organizzazione del lavoro, l’accordo introduce elementi importanti: la pianificazione settimanale dei turni verrà comunicata ai rider entro la mezzanotte di venerdì, con il diritto a un sabato libero al mese. Inoltre, sono state ridotte le tempistiche per l’applicazione completa del Contratto collettivo nazionale della Logistica, Trasporto Merci e Spedizione.

Sul versante economico, il rinnovo prevede l’allineamento automatico agli aumenti retributivi già contemplati dal contratto rinnovato il 6 dicembre 2024. Su richiesta delle organizzazioni sindacali, è stato introdotto un premio di risultato, erogato in quote trimestrali e, a scelta del lavoratore, in forma monetaria o convertibile in welfare.

Il premio si basa su due indicatori principali: presenza e produttività.

In tema di salute e sicurezza, la Fit Cisl evidenzia due aspetti centrali dell’accordo: il Protocollo meteo per i casi di condizioni avverse e, novità di rilievo, l’attivazione della tutela legale a favore dei lavoratori vittime di aggressioni o di altri eventi che possano mettere a rischio la loro incolumità fisica.

«Questo rinnovo rappresenta un passo importante per migliorare le condizioni di lavoro e, di conseguenza, la qualità del servizio», conclude Buono. «Nel settore del food delivery, anche alla luce delle recenti vicende di cronaca, è fondamentale garantire stabilità e protezione reale a questa categoria di lavoratori».

Transizione del lavoro in Italia, Vaghini (Cisl): “Formazione e servizi per gestire il cambiamento”

Transizione del lavoro in Italia, Vaghini (Cisl):
“Formazione e servizi per gestire il cambiamento”

Transizione Lavoro

Addio compiti ripetitivi: entro il 2030 il lavoro sarà “su misura”. Vaghini (Cisl): «Formazione e nuovi servizi per governare la transizione».

Il Future of Jobs Report 2025 del World Economic Forum colloca l’Italia tra le economie avanzate chiamate ad affrontare una trasformazione profonda del lavoro nel quinquennio (2025-2029). Al centro del cambiamento vi è la diffusione dell’intelligenza artificiale, insieme alla digitalizzazione dei processi produttivi e alla transizione ambientale.

Nel periodo considerato, il mercato del lavoro italiano non è descritto come destinato a una riduzione complessiva dell’occupazione. Il report evidenzia, a livello europeo, una dinamica con nuove occupazioni che emergeranno mentre altre si ridurranno. Il cambiamento riguarda una quota rilevante delle mansioni oggi svolte più che il numero totale degli occupati.  Quasi un quarto dei posti di lavoro cambierà natura o sarà sostituito da nuovi ruoli entro la fine del 2029.

L’intelligenza artificiale rappresenta uno dei principali fattori di trasformazione, con le imprese italiane che prevedono un uso crescente di sistemi di AI, con l’industria manifatturiera, servizi, logistica e finanza direttamente coinvolti.

“Il report segnala che molte attività saranno svolte in modo combinato da persone e tecnologie” – commenta Michele Vaghini, Segretario Generale Cisl Parma Piacenza. “Non si tratta solo di sostituzione del lavoro umano ma di una sua ricollocazione, soprattutto in Italia, dove a causa della tendenza demografica negativa, si prevede una diminuzione delle persone in cerca di lavoro. Le mansioni ripetitive e standardizzate risultano più esposte alla riduzione. I ruoli amministrativi di base, alcune funzioni di segreteria e sportello, sono indicati tra quelli in contrazione nel quadro generale. Parallelamente cresce la domanda di profili ad alta qualificazione. Analisti dei dati, esperti di cybersecurity e professionisti capaci d’integrare tecnologie digitali nei processi aziendali, risultano tra le figure in espansione e pertanto sarà sempre più importante l’orientamento scolastico. Personalmente credo che anche le professioni legate alla cura della persona o i lavori artigianali saranno a forte richiesta. Sarà sempre più necessario imparare un “mestiere”. 

Un elemento critico riguarda il disallineamento tra competenze disponibili e competenze richieste. Per il quinquennio 2026-2030, una quota significativa dei lavoratori italiani dovrà essere riqualificata o aggiornata nelle competenze per restare occupabile nei nuovi assetti produttivi. 

“Il concetto di “ridisegno” delle mansioni invece della pura sostituzione dovrà essere un pilastro delle strategie sindacali del futuro – prosegue Vaghini. “Se vogliamo che l’AI sia vista più come uno strumento di  potenziamentodella produttività che come una minaccia di disoccupazione di massa, la formazione deve procedere velocemente già da ora, adottando anche forme di partenariati con le università. Dobbiamo consentire ai lavoratori di operare insieme ai sistemi d’intelligenza artificiale. La sfida non riguarda solo la tecnologia ma l’organizzazione del lavoro e la qualità dell’occupazione”.

Il Report mette in luce il calo dei ruoli basati su compiti ripetitivi: le figure amministrative tradizionali vedranno una contrazione stimata tra il -8% e il -40% in determinate aree, a causa di processi automatizzati sempre più efficienti. Allo stesso tempo, ruoli tecnici emergenti evidenziano una traiettoria di crescita che tocca il 50%, superando in certi contesti il 100% di incremento previsto.

“Già da anni abbiamo visto dinamiche simili toccare alcuni settori della nostra economia: penso al commercio al dettaglio, dove le casse self-checkout riducono la necessità di cassieri, mentre il servizio clienti si sposta verso chatbot e interfacce intelligenti. Oppure pensiamo a ciò che è successo con gli sportelli bancari dove nel solo 2025 ne sono stati chiusi 516, con un calo del 2,6% in un anno. Quasi la metà dei comuni italiani (44%) è oggi priva di sportelli e circa 5 milioni di cittadini non hanno accesso fisico ai servizi bancari.  E’ un mondo che sta cambiando velocemente e sta diventando sempre più digitale. D’altro canto, però, la progettazione e la manutenzione di questi sistemi aprono spazi professionali che non esistevano su larga scala fino a pochi anni fa. La stima globale di un ricambio strutturale della forza lavoro, nell’arco di cinque anni, è del 39%, con variazioni che toccano picchi del 47% in alcune regioni e si abbassano al 28% in certi settori meno esposti all’automazione” prosegue Vaghini.

L’AI cambierà anche il modello di sindacato.

“I problemi dei lavoratori, dei pensionati e la loro necessità di essere rappresentati ci accompagnano da sempre. In Italia i cambiamenti sono sempre stati lenti. Poi da 20 anni a questa parte il mercato del lavoro e i suoi metodi di produzione si sono evoluti ed oggi adeguarsi ai tempi è una scommessa su cui giochiamo tutto. Non è più tempo in cui dare molte cose per scontate. Sul territorio dobbiamo dare la percezione giusta di quello che riusciamo a fare, offrendo servizi che avvicinano i cittadini alla nostra attività, creandone anche di nuovi per dare risposte immediate, anche se il luogo di lavoro rimane fondamentale per la nostra azione. E dobbiamo essere più inclusivi con i giovani, investendo su di essi, perché sono il futuro ed hanno esigenze e necessità diverse rispetto al resto della collettività” – conclude Vaghini.

Aggressione Polizia Locale – Cisl e Cisl FP Parma Piacenza denunciano l’emergenza sicurezza

Aggressione Polizia Locale:
Cisl e Cisl FP Parma Piacenza denunciano l'emergenza sicurezza

Aggressione Polizia locale

Le Segreterie di Cisl Funzione Pubblica Parma Piacenza e Cisl territoriale ritengono che quanto accaduto ieri a Barriera Roma sia un episodio che non può essere archiviato come un semplice fatto di cronaca nera o di cronaca politica locale, ma che rappresenta un segnale emblematico di un’emergenza sicurezza ormai quotidiana.

Esprimiamo la nostra più profonda e sentita solidarietà all’ispettore e all’assistente scelto della Polizia Locale, finiti in ospedale con lesioni non di poco conto, tra cui la forte contusione al naso per una testata e la frattura di alcune costole, solo per aver cercato di far rispettare le regole su un mezzo pubblico.

Questa violenza, analoga a quanto purtroppo accade sui treni, esplosa per il rifiuto di mostrare un biglietto e i documenti da parte di una persona senza titolo di viaggio, ha messo a rischio non solo gli agenti, ma anche i passeggeri, portando a travolgere un bambino durante le fasi più concitate della fuga del responsabile.

Proprio per questo, la nostra vicinanza si estende con uguale convinzione ai lavoratori del trasporto pubblico di Seta, che pure sono stati coinvolti, i quali si trovano ogni giorno in prima linea, costretti a operare in un clima di crescente tensione e a confrontarsi con un’utenza spesso irrispettosa delle norme più elementari della convivenza civile.

Non possiamo più accettare che chi svolge servizi essenziali, come il trasporto e la sicurezza, debba temere per la propria incolumità fisica. Come sindacato, riteniamo che la solidarietà delle istituzioni, pur doverosa e apprezzata, debba ora tradursi in scelte concrete e non più rimandabili.

Da un lato, è indispensabile investire in una formazione specifica e continua che fornisca a lavoratori e agenti gli strumenti tecnici e psicologici necessari per gestire situazioni di alta criticità e prevenire l’escalation dei conflitti, tutelando così sia chi lavora sia i cittadini trasportati. Servono corsi di autodifesa personale e dispositivi adeguati.

Dall’altro lato, i fatti di ieri dimostrano che la sicurezza urbana richiede un salto di qualità nel coordinamento tra le forze dell’ordine. Sebbene l’intervento risolutivo sia avvenuto grazie alla sinergia tra più pattuglie della Polizia Locale e della Polizia di Stato, è evidente che serva un sistema di controllo del territorio sempre più integrato e costante, capace di agire preventivamente nelle zone e sulle linee più sensibili.

La sicurezza di chi lavora per la collettività è un diritto che va garantito con risorse, organici adeguati e una protezione reale, affinché il senso del dovere non debba mai più trasformarsi in un bollettino medico.