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Femca Cisl, Accordo sulla Cassa Integrazione Straordinaria alla FLO S.p.a.: un primo passo a tutela dei lavoratori

Femca Cisl, Accordo sulla Cassa Integrazione Straordinaria alla FLO S.p.a.:
un primo passo a tutela dei lavoratori

FEMCA CISL - Accordo FLO - 03092026

Si registra un importante passo in avanti a tutela dei dipendenti della FLO S.p.a. di Fontanellato, l’azienda produttrice di stoviglie monouso che nei mesi scorsi aveva avviato un piano di ristrutturazione annunciando il licenziamento di 15 dipendenti. In data odierna è stato infatti ufficialmente sottoscritto, presso il Ministero del Lavoro, l’accordo per l’attivazione della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria per il reparto del Riconfezionamento.

Nel medesimo documento la società si è inoltre impegnata a valutare percorsi concreti per la ricollocazione del personale interessato dagli esuberi, dimostrando la disponibilità a cercare soluzioni alternative ai licenziamenti unilaterali.

Questo primo e significativo traguardo non è arrivato per caso, ma è il frutto diretto della straordinaria mobilitazione e dello sciopero dei dipendenti, supportati da una fitta serie di incontri con le istituzioni e con il Prefetto di Parma. Di certo la vertenza non si può considerare chiusa e l’obiettivo finale della totale salvaguardia occupazionale resta la priorità assoluta, ma il risultato raggiunto oggi rappresenta una fondamentale rete di sicurezza per il futuro dei lavoratori coinvolti.

A rendere possibile questo sblocco è stata soprattutto la straordinaria determinazione e la compattezza dimostrata da tutto il personale aziendale, che ha saputo fare fronte comune nei momenti più difficili. Accanto ai lavoratori, un ruolo decisivo è stato svolto dalle Rappresentanze Sindacali Unitarie e dall’impegno sinergico e costante delle organizzazioni sindacali, sia di categoria con la FEMCA e la FILCTEM, sia confederali con la CISL e la CGIL. Le loro segreterie hanno saputo dare corpo e sostanza alla vertenza, traducendo la protesta in una pragmatica e solida difesa dell’occupazione e dei soggetti più fragili. Fondamentale è stato infine l’incredibile appoggio ricevuto da tantissimi soggetti esterni all’azienda, a testimonianza di quanto la solidarietà del territorio sia stata determinante per dare forza alla causa.

La vertenza però non è chiusa.

Ora dalle parole dovranno seguire i fatti.

Ospedale di Vaio, CISL FP lancia l’allarme: «Nuove strutture, ma restano i problemi di sempre»

Ospedale di Vaio, CISL FP lancia l’allarme:
«Nuove strutture, ma restano i problemi di sempre»

Cisl FP - Ospedale Di Vaio

È stata inaugurata in via Mazzini 4, a pochi passi dalla piazza centrale di Langhirano, la nuova sede del CAF e della FNP CISL: uno spazio moderno e accessibile che mette a disposizione dei cittadini un’ampia gamma di servizi. Nella struttura trovano posto il CAF (assistenza fiscale), il Patronato Inas (tutela e assistenza sociale), l’ANOLF (servizi per cittadini stranieri), sportelli dedicati a colf e badanti, oltre ai servizi relativi a successioni e locazioni.

All’inaugurazione erano presenti  il sindaco di Langhirano  Giordano Bricoli, il segretario generale CISL Parma Piacenza Michele Vaghini con la segretaria generale aggiunta Angela Calò e la segretaria Elisabetta Oppici, il segretario generale FNP CISL Parma Piacenza Federico Ghillani insieme ad Adelmo Lasagni, segretario generale dei pensionati della FNP Cisl Emilia Centrale.  È intervenuta anche Anna Carini, Amministratore Delegato Servizi CISL Emilia-Romagna.

Ringraziando e augurando buon lavoro a tutti gli operatori CISL, il sindaco Bricoli ha detto: “Si conferma la presenza del sindacato nella nostra realtà a rappresentare un punto di riferimento importante, un luogo di rappresentanza e di accoglienza per dare supporto ai lavoratori e per garantire la massima integrazione nel mondo del lavoro collaborando con il sistema delle imprese e degli enti pubblici del territorio.”

Una sede più centrale, più visibile e facilmente raggiungibile, come ha sottolineato  Federico Ghillani, la cui apertura è stata resa possibile “anche grazie all’impegno di CISL FNP regionale che ci ha aiutato e supportato nell’investimento economico. Ogni volta che inauguriamo una nuova sede, rinnoviamo il patto con i cittadini, con le persone che hanno bisogno di risposte alle proprie necessità e per noi è motivo di orgoglio poter continuare ad aprire i nostri servizi.”

Anna Carini ha evidenziato l’importanza di rafforzare la presenza nei territori :“Apriamo e rinnoviamo le nostre sedi per essere sempre più vicini al territorio e alle persone. Crediamo nel valore della presenza, della prossimità e dell’ascolto, forti di oltre trent’anni di esperienza, formazione continua e attenzione autentica alla persona. Questa nuova sede rappresenta un’occasione di crescita e di incontro tra tante persone, lavoratori e pensionati, in un territorio ricco e variegato che per noi è una vera opportunità di dialogo e sviluppo.” 

Grandinata sul polo logistico a Castel San Giovanni – Fit Cisl chiede misure straordinarie

Grandinata sul polo logistico a Castel San Giovanni:
Fit Cisl chiede misure straordinarie

Grandinata Fit Cisl - 31082026

Castel San Giovanni (PC) – A seguito della violenta grandinata che il 28 agosto ha colpito il territorio di Castel San Giovanni, provocando ingenti danni ai cristalli e alle carrozzerie di decine di automobili dei lavoratori parcheggiate nei piazzali del polo logistico, la FIT CISL Parma Piacenza ha scritto alle direzioni aziendali e ai responsabili delle risorse umane delle aziende interessate chiedendo l’adozione immediata di misure straordinarie a sostegno dei dipendenti.

I danni subiti dalle vetture stanno infatti creando serie difficoltà negli spostamenti casa-lavoro. Una situazione aggravata dalla contemporanea saturazione delle carrozzerie e dei centri specializzati del territorio, che rende impossibile per molti lavoratori procedere in tempi brevi alla riparazione dei propri mezzi.

Per questo motivo, la FIT CISL chiede alle aziende del polo logistico di mettere in campo misure concrete e tempestive, prevedendo:

– la possibilità di utilizzare ferie, ROL e permessi retribuiti anche senza il consueto preavviso, per il tempo necessario alla riparazione delle automobili;

-l’esclusione di contestazioni e provvedimenti disciplinari nei confronti dei lavoratori per ritardi o assenze direttamente riconducibili all’impossibilità di raggiungere il posto di lavoro a causa dei danni subiti;

-l’attivazione di procedure rapide per l’anticipo del TFR o della retribuzione, per sostenere i dipendenti chiamati ad affrontare spese improvvise e rilevanti;

-la stipula di convenzioni con carrozzerie e centri specializzati del territorio, con tariffe agevolate e corsie preferenziali per i lavoratori del polo logistico.

Accanto agli interventi necessari per affrontare l’emergenza, la FIT CISL ritiene indispensabile avviare una riflessione più ampia sulle infrastrutture a servizio dei lavoratori del polo.

Il sindacato propone quindi l’apertura di un tavolo tecnico per valutare la progettazione e realizzazione di carport fotovoltaici nei parcheggi aziendali. Strutture che permetterebbero da un lato di proteggere le automobili dagli eventi atmosferici estremi e, dall’altro, di produrre energia da fonti rinnovabili, contribuendo a rendere più moderne e sostenibili le infrastrutture del polo logistico.

“Non possiamo limitarci a gestire l’emergenza con strumenti passivi. Serve una visione sistemica che trasformi un danno in un’opportunità di modernizzazione delle infrastrutture lavorative e di reale tutela delle persone“, sottolinea Salvatore Buono, Segretario Generale di Fit Cisl Piacenza.

Il sindacato ha infine richiesto la convocazione urgente di un incontro operativo con le aziende, anche in modalità telematica, per affrontare la situazione e individuare rapidamente le misure necessarie a sostegno dei lavoratori coinvolti.

Foto: Grandine sulla logistica a Castello, Fit Cisl chiede parcheggi coperti – piacenzasera.it

Montagna 2000.  Firmato il primo accordo sul Premio di Risultato con FILCTEM CGIL e FEMCA CISL

Montagna 2000.
Firmato il primo accordo sul Premio di Risultato con FILCTEM CGIL e FEMCA CISL

A Borgo Val di Taro,  Montagna 2000 S.p.A. e le Organizzazioni Sindacali FILCTEM CGIL e FEMCA CISL hanno sottoscritto il primo accordo aziendale sul Premio di Risultato, segnando un importante passo avanti nelle relazioni industriali e nella valorizzazione del contributo delle lavoratrici e dei lavoratori dell’azienda.

 

L’intesa introduce uno strumento finalizzato a riconoscere e premiare il raggiungimento di obiettivi condivisi, collegati alle performance aziendali, alla qualità dei servizi erogati e al miglioramento continuo dell’organizzazione.

La sottoscrizione dell’accordo rappresenta il risultato di un confronto costruttivo tra azienda e organizzazioni sindacali, improntato alla responsabilità, alla partecipazione e alla volontà comune di rafforzare il legame tra risultati aziendali e valorizzazione delle persone.

“Questo accordo costituisce un traguardo significativo per Montagna 2000 e per tutti i dipendenti”, dichiarano congiuntamente le parti firmatarie. “L’introduzione del Premio di Risultato conferma l’importanza del dialogo sociale e della condivisione degli obiettivi, contribuendo a sostenere la crescita dell’azienda e la qualità dei servizi resi al territorio.”

L’accordo si inserisce nel percorso di sviluppo e consolidamento di Montagna 2000, con l’obiettivo di promuovere efficienza, innovazione e partecipazione, riconoscendo concretamente il valore del lavoro svolto quotidianamente da tutto il personale.

Montagna 2000 S.p.A. è una società pubblica che gestisce il Servizio Idrico Integrato (acquedotto, fognatura e depurazione) nelle valli del Taro e del Ceno, in provincia di Parma.

 

 

Legenda foto: da sinistra, Paolo Chiacchio- Segreteria Regionale Filctem Cgil, Ferrando Simona-Direttore Generale Montagna 2000 e Raffaella Amadasi- Segreteria Provinciale Femca Cisl

L’anno scolastico inizia con la riduzione del personale ATA nelle scuole: intervento di Paola Votto segretaria generale CISL Scuola Parma

L'anno scolastico inizia con la riduzione del personale ATA nelle scuole:
intervento di Paola Votto segretaria generale CISL Scuola Parma

Si è tenuto ieri l’incontro di informativa tra l’ufficio scolastico provinciale e le organizzazioni sindacali. 

Il primo focus ha riguardato le assegnazioni dell’organico di fatto (posti aggiuntivi) del personale amministrativo, tecnico e ausiliario, cosiddetto ATA. 

Paola Votto, segretaria generale CISL Scuola Parma Piacenza, spiega che il totale dei posti assegnati è di 272 addetti di cui 52 Assistenti Amministrativi, 28 Assistenti Tecnici, 187 Collaboratori Scolastici, 4 Operatori Agrari e 1 Infermiere: “I numeri,  pubblicati dall’ufficio scolastico, vedono ben 18 posti complessivi in meno rispetto allo scorso anno scolastico sulle scuole di Parma e provincia di cui 10 amministrativi e 8 collaboratori scolastici – dice Votto –  Il taglio del personale su posizioni di organico aggiuntivo si somma al taglio operato sui posti in organico di diritto. La riduzione è “figlia” di parametri mutati rispetto al passato che non tengono assolutamente conto delle reali necessità delle scuole. Il dato complessivo della flessione di iscritti soprattutto alla primaria non giustifica in alcun modo la contrazione di posti visto che il numero di aule che saranno utilizzate non cambia e neppure diminuisce la complessità della gestione amministrativa ordinaria.”

Paola Votto spiega anche che il personale ATA ha una funzione delicata, necessaria e fondamentale affinché il funzionamento delle scuole sia garantito. “La vigilanza, l’assistenza agli alunni con diversabilità, l’igiene, il contatto con il pubblico diventano difficili da garantire con numeri sempre più esigui. Inoltre il numero crescente di personale con mansioni ridotte per problemi di salute non è ancora preso in considerazione per la determinazione degli organici nonostante siano da tempo state rivolte richieste affinchè vi fosse un incremento di personale laddove le unità hanno operatività diminuita. Siamo alle soglie del nuovo corso scolastico e sembra che quest’anno le operazioni di immissione in ruolo e di conferimento delle supplenze ci saranno in tempo utile alla presa di servizio il 1° settembre sia per i docenti che per gli ATA. Tra oggi e venerdì- conclude – dovrebbero compiersi le scelte delle scuole per i ruoli ATA e la settimana prossima sarebbero calendarizzati gli incontri per le supplenze da prima fascia. Per i docenti dovremmo avere il primo bollettino di supplenze da GPS entro fine agosto.”

Sicurezza sul lavoro e lotta all’illegalità. Firmato un patto tra Comune e Organizzazioni Sindacali

Sicurezza sul lavoro e lotta all'illegalità
Firmato un patto tra Comune e organizzazioni sindacali

Un patto per la legalità che affonda le sue radici nella convinzione che gli appalti e le concessioni pubbliche debbano rappresentare leve strategiche per promuovere uno sviluppo sostenibile del territorio e ribadire al contempo la tutela del lavoro.

 

E’ nato così il “protocollo di intesa sulla sicurezza e legalità nel settore degli appalti e subappalti” sottoscritto dal Comune di Fidenza, dalla CGIL Parma, rappresentata da Paola Bergonzi; CISL Parma Piacenza, rappresentata da Angela Calò e UIL Emilia-Romagna, rappresentata da Laura Pelizzi e dal Segretario Regionale UIL Trasporti Fabio Piccinini. 

Per il Comune di Fidenza erano invece presenti il sindaco Davide Malvisi e il consigliere delegato al Lavoro Claudio Rossi. 

“Questo protocollo – ha commentato il sindaco Davide Malvisi –  nasce dalla volontà di lavorare insieme ai sindacati per fare degli appalti pubblici un ambito nei quali legalità, condizioni di lavoro e sicurezza vengano monitorati costantemente. Come pubblica amministrazione riteniamo di avere una responsabilità in questo senso, considerato che, pur non avendo competenze dirette, i Comuni sono comunque un motore economico dei territori grazie principalmente allo strumento dell’appalto pubblico”.

Per Angela Calò, segretaria generale aggiunta CISL Parma Piacenza, il contrasto all’illegalità passa anche attraverso accordi di questo tipo: “Come già avvenuto con il Comune di Parma, abbiamo firmato questo protocollo in quanto può rappresentare una maggior tutela per lavoratrici e lavoratori  anche a livello di garanzia contrattuale, mentre le aziende possono fare la loro parte favorendo il  flusso di informazioni e controlli  rigorosi lungo tutta la filiera produttiva.”

Ma cosa prevede concretamente il documento? L’ambito di applicazione è quello dei contratti stipulati e degli affidamenti diretti oltre che delle procedure d’appalto condotte dal Comune di Fidenza in osservanza delle norme di sicurezza nei luoghi di lavoro e dei CCNL sottoscritti dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative.

“Tra gli obiettivi principali dell’intesa – ha commentato il consigliere Claudio Rossi –  vi sono l’impegno a garantire la costante presenza di condizioni di legalità, con riferimento all’individuazione e alla prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata, il contrasto al lavoro irregolare in osservanza delle norme di sicurezza nei luoghi di lavoro e in un quadro generale di rispetto delle norme di settore”.

Particolare attenzione è inoltre dedicata alla prevenzione delle infiltrazioni mafiose e dei fenomeni corruttivi, attraverso l’espletamento dei relativi controlli, la promozione della trasparenza e la diffusione di strumenti premianti per le imprese che adottano elevati standard etici, organizzativi e di sostenibilità.

Al fine di garantire una costante osservazione delle attività e gli opportuni interventi, i soggetti sottoscrittori hanno costituito un Tavolo di monitoraggio, dove confluiscono tutte le informazioni necessarie per esaminare eventuali questioni inerenti e criticità riguardanti la regolarità dell’impiego della manodopera.

Sogin Caorso, FLAEI CISL e UILTEC UIL: prosegue la mobilitazione sindacale

Sogin Caorso, FLAEI CISL e UILTEC UIL:
prosegue la mobilitazione sindacale

FLAEI CISL - Sogin Caorso - 24072026

FLAEI CISL e UILTEC UIL a Sogin: “La porta del dialogo è aperta, ma a Caorso ci sono problemi che non possono essere ignorati”

Prosegue la vertenza sindacale presso il sito Sogin di Caorso. Dopo la prima proclamazione dello sciopero delle prestazioni di lavoro straordinario, in vigore dal 16 giugno al 15 luglio scorsi, FLAEI CISL e UILTEC UIL di Piacenza hanno annunciato una nuova astensione da queste prestazioni, che si terrà dal 3 agosto al 2 settembre 2026.


La decisione arriva all’indomani dell’incontro nazionale tra Sogin e le Organizzazioni Sindacali, tenutosi lo scorso 21 luglio, a cui non ha inteso partecipare unitariamente la FILCTEM CGIL, che ha scelto di non proseguire la mobilitazione. FLAEI CISL e UILTEC UIL, invece, hanno deciso di andare avanti, dopo aver atteso, sottolineano, con senso di responsabilità l’esito del confronto nazionale, nella speranza che si aprisse un dialogo fattivo con l’azienda.


“Abbiamo cercato fino all’ultimo la strada del confronto, sospendendo ogni decisione sulla prosecuzione della mobilitazione proprio per attendere l’esito dell’incontro nazionale”, spiega Sergio Cervo, della segreteria FLAEI CISL di Piacenza. “Purtroppo, per quanto riguarda il sito di Caorso, da quel confronto non sono emersi elementi in grado di superare le ragioni che hanno dato origine alla vertenza”.


Al centro della disputa, secondo i sindacati, resta la valutazione che l’azienda dà della situazione dell’impianto piacentino. Durante l’incontro nazionale, infatti, Sogin ha ribadito che a Caorso non sussisterebbero particolari criticità organizzative né problemi legati alla sicurezza. Una posizione che FLAEI CISL e UILTEC UIL giudicano non coerente con la realtà vissuta quotidianamente dai lavoratori. A dimostrarlo, secondo i sindacati, sarebbe un fatto certo: proprio l’apertura della vertenza avrebbe indotto l’azienda a non dare seguito alla modifica di una procedura ritenuta di fondamentale importanza per la gestione della sicurezza dell’impianto, a conferma, sottolineano i rappresentanti sindacali, che le criticità sollevate non sono “semplici percezioni o valutazioni soggettive”.


“Il problema, oggi, non è soltanto l’esistenza di queste criticità, ma l’impossibilità di affrontarle se l’azienda continua a negarne l’esistenza”, aggiunge Cervo. Le motivazioni alla base della mobilitazione restano dunque tutte attuali: il mancato rispetto degli accordi sulle classificazioni, le criticità organizzative, i profili di sicurezza, l’utilizzo strutturale del lavoro straordinario, l’attribuzione di responsabilità non coerenti con gli inquadramenti, la valorizzazione professionale e il progressivo deterioramento delle relazioni industriali nel sito.


Da qui la nuova proclamazione, comunicata anche a Prefettura di Piacenza, Comune di Caorso, Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e Ispettorato territoriale del lavoro, nel rispetto della legge 146/1990 sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali e dell’accordo nazionale del settore elettrico del 2013. “Non si tratta di una scelta pregiudiziale, precisa Cervo, ma della naturale conseguenza del mancato avanzamento del confronto. La nostra disponibilità ad avviare in qualsiasi momento un confronto serio, concreto e rispettoso resta piena: l’obiettivo è raggiungere un accordo, non alimentare il conflitto”.


I sindacati avvertono tuttavia che, qualora l’atteggiamento dell’azienda non dovesse cambiare, valuteranno ulteriori iniziative, compreso il coinvolgimento delle istituzioni competenti, per richiamare l’attenzione sulla situazione del sito della centrale nucleare. Una vertenza, ricordano FLAEI CISL e UILTEC UIL, che non riguarda soltanto aspetti economici, ma temi centrali come la sicurezza, l’organizzazione del lavoro e la qualità delle relazioni industriali, con ricadute dirette sul futuro dell’impianto.

FIT CISL, Aumento del biglietto urbano: bene la tutela degli abbonati, ma non basta

FIT CISL, Aumento del biglietto urbano:
bene la tutela degli abbonati, ma non basta

Fit Cisl - Aumento Biglietto Urbano - 24072026

FIT CISL Piacenza prende atto della decisione delle Amministrazioni comunali di adeguare da agosto le tariffe del biglietto urbano SETA, portandolo da 1,50 a 2 euro, salvaguardando al contempo gli abbonamenti grazie a un impegno economico diretto dei Comuni.

Se da un lato apprezziamo la scelta di non gravare su studenti, lavoratori pendolari e famiglie che utilizzano quotidianamente il servizio, dall’altro non possiamo ignorare che l’aumento ricade interamente su chi il mezzo pubblico lo usa in modo occasionale: anziani senza abbonamento, cittadini con redditi bassi che non riescono a programmare spostamenti regolari, turisti e utenti saltuari. Anche questi cittadini contribuiscono, con le imposte locali e regionali, al bilancio degli enti che oggi finanziano la sterilizzazione delle tariffe degli abbonamenti. In questo modo l’onere del riequilibrio economico del contratto di servizio, ricade comunque, anche se solo in parte, su chi sceglie il trasporto pubblico.

Se serve un piano di riequilibrio dei conti legato all’aumento dei costi di carburante, energia, manutenzione e assicurazioni, si utilizzino fino in fondo le risorse fiscali già in bilancio, prima di chiedere un contributo aggiuntivo a chi sale su un autobus. Scoraggiare con i prezzi anche l’utenza occasionale è in controtendenza con le stesse politiche di incentivo alla mobilità sostenibile portate avanti dai Comuni.

Considerata la decisione chiediamo con fermezza che parte dei maggiori ricavi generati dall’aumento del biglietto venga destinata concretamente al miglioramento del servizio e alle condizioni di lavoro del personale viaggiante, autisti e controllori sempre più esposti a carichi di lavoro e, purtroppo, ad aggressioni, e non semplicemente assorbita nei bilanci societari.

Come già proposto in altri territori, la strada maestra resta un servizio più veloce, sicuro e capace di attrarre nuovi passeggeri: questo, e non l’aumento dei biglietti, è il primo passo per abbassare i costi di esercizio nel medio periodo.
Infine riteniamo necessario un confronto con i Comuni e con SETA per discutere queste proposte prima dell’entrata in vigore delle nuove tariffe.

Salvatore Buono
Segretario FIT CISL Piacenza

Firmato il protocollo d’Intesa in materia di legalità, appalti, concessioni e responsabilità sociale

Firmato il protocollo d’Intesa in materia di
legalità, appalti, concessioni e responsabilità sociale

Protocollo d'Intesa appalti - 230726

È stato firmato questo pomeriggio, in Municipio, il Protocollo d’Intesa in materia di legalità, appalti, concessioni e responsabilità sociale tra il Comune di Parma, gli organismi partecipati appartenenti al Gruppo Comune di Parma, CGIL Camera del Lavoro di Parma, CISL Parma e UIL Emilia-Romagna Parma.

Il documento è stato sottoscritto dal sindaco Michele Guerra, da Paola Bergonzi per CGIL, Angela Calò per CISL e Mariolina Tarasconi per UIL. Al momento della firma era presente anche l’assessore ai Lavori pubblici e alla Legalità Francesco De Vanna.

L’accordo rappresenta un importante aggiornamento del precedente Protocollo sottoscritto nel dicembre 2015 e nasce dalla volontà condivisa di rafforzare ulteriormente gli strumenti di prevenzione e controllo in un contesto normativo, economico e sociale profondamente mutato. La nuova intesa conferma l’impianto valoriale e gli obiettivi del documento originario, adeguandoli alle più recenti evoluzioni legislative e alle nuove sfide poste dal contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata nei circuiti economici e produttivi.

Il Sindaco Michele Guerra ha commentato: “Ciò che ha ispirato questo protocollo è la volontà di fare degli appalti pubblici un ambito in cui si possa garantire non soltanto la legalità, ma anche l’equità delle condizioni di lavoro. È importante che l’esempio venga proprio dalle pubbliche amministrazioni che, insieme ai sindacati, andranno a costruire anche dei momenti di incontro regolari: questo consentirà di mantenere un confronto costante sui temi di politica del lavoro che non rientrano direttamente nelle competenze dei Comuni, ma sui quali possiamo fare tanto proprio grazie anche allo strumento dell’appalto pubblico. Siamo contenti di poter rinnovare, dopo tutti questi anni, il protocollo sapendo che rimarrà uno strumento duttile e che, in base alle condizioni che ci troveremo ad affrontare, potrà essere modificato e migliorato attraverso il confronto costante con i sindacati”.

Le Organizzazioni sindacali esprimono soddisfazione per la sottoscrizione di questo Protocollo, frutto di un confronto lungo e articolato: “È un percorso condiviso che ha avuto l’obiettivo comune di dare continuità al precedente Protocollo del 2015, il cui rinnovo era stato bloccato dal Covid. Inoltre si è rivelato necessario un adeguamento alle modifiche apportate dalla recente legislazione in materia di appalti pubblici.

L’aspetto per noi più sfidante e qualificante è l’introduzione della programmazione di incontri periodici, sia nelle fasi preventive alla predisposizione dei bandi sia durante l’esecuzione dell’appalto.

Positivo è anche il coinvolgimento, esplicitato con la sottoscrizione del Protocollo da parte degli organismi partecipati del Comune, ad ulteriore testimonianza della centralità che il tema appalti ricopre. L’obiettivo comune è stato quello di lavorare insieme per garantire l’esecuzione di appalti nei quali ai lavoratori e alle lavoratrici siano applicati i contratti collettivi nazionali firmati dalle Organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a difesa del salario, della salute e della sicurezza, della buona occupazione e a contrasto delle irregolarità, precarietà ed abuso del subappalto”.

Un patto per la legalità, la qualità del lavoro e lo sviluppo del territorio

Il Protocollo si fonda sulla convinzione condivisa che gli appalti e le concessioni pubbliche debbano rappresentare leve strategiche per promuovere legalità, coesione sociale, tutela del lavoro e sviluppo sostenibile del territorio.

È confermata la necessità di un confronto costante e strutturato finalizzato a qualificare il sistema degli affidamenti pubblici, valorizzando la qualità delle prestazioni, la trasparenza delle procedure, la tutela dei lavoratori e delle lavoratrici, il contrasto a fenomeni quali il lavoro povero, l’irregolarità contributiva e le forme di dumping contrattuale.

Tra gli obiettivi principali dell’intesa vi sono la piena applicazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro, la salvaguardia dei livelli occupazionali, la valorizzazione della clausola sociale nei cambi di gestione, il sostegno alla qualità tecnica delle opere e dei servizi, la riduzione dell’impatto ambientale e la promozione di modelli imprenditoriali orientati alla responsabilità sociale e alla legalità.

Particolare attenzione è inoltre dedicata alla prevenzione delle infiltrazioni mafiose e dei fenomeni corruttivi, attraverso l’espletamento dei relativi controlli, la promozione della trasparenza e la diffusione di strumenti premianti per le imprese che adottano elevati standard etici, organizzativi e di sostenibilità.

Misure concrete: controlli, sicurezza e contrasto al massimo ribasso

Verranno programmati incontri periodici tra Amministrazione e organizzazioni sindacali per monitorare gli affidamenti ed eventuali criticità.

Viene inoltre confermato il principio della non ribassabilità dei costi della manodopera e della sicurezza aziendali, che dovranno essere indicati separatamente nell’offerta economica. L’Amministrazione privilegerà l’utilizzo del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, valorizzando la qualità tecnica, l’innovazione, la sostenibilità ambientale e sociale e la tutela dell’occupazione rispetto alla sola componente economica.

L’intesa punta anche a contenere il ricorso al subappalto e a limitare fortemente quello a cascata, considerato un fattore di rischio sotto il profilo della sicurezza, della regolarità contributiva e della trasparenza.

Grande rilievo assume il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro. Il Protocollo prevede il rafforzamento della formazione obbligatoria, il coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, l’attivazione di tavoli permanenti di monitoraggio nei cantieri più rilevanti e l’adozione della “Stop Work Authority”, principio che riconosce a ogni lavoratore il diritto di interrompere un’attività ritenuta non sicura, senza conseguenze o penalizzazioni.

Sul fronte della trasparenza e della legalità, viene assicurata l’applicazione delle verifiche antimafia previste dalla normativa, i controlli sulla congruità della manodopera, l’utilizzo di strumenti di tracciabilità nei cantieri e specifiche clausole risolutive nei confronti delle imprese che non rispettino gli obblighi retributivi, contributivi o di sicurezza.

Il Protocollo, di validità triennale, si propone dunque come uno strumento avanzato di governance degli appalti pubblici, capace di coniugare efficienza amministrativa, tutela del lavoro, sicurezza, legalità e sviluppo economico sostenibile, rafforzando il ruolo degli affidamenti pubblici quali strumenti di crescita e coesione per l’intera comunità.

Rifiuti, CGIL CISL UIL Piacenza: «No ad aumenti Tari senza confronto. Famiglie e pensionati non possono pagare il conto»

Rifiuti, CGIL CISL UIL Piacenza: «No ad aumenti Tari senza confronto.
Famiglie e pensionati non possono pagare il conto»

Rifiuti Piacenza - 21072026

Rifiuti, CGIL CISL UIL: «I cittadini fanno la loro parte, gli aumenti non possono essere scaricati sulle famiglie»

I segretari generali territoriali intervengono sull’aumento del Piano economico e finanziario approvato da Atersir: «Servono trasparenza sui costi, confronto con le parti sociali e misure concrete per tutelare redditi e pensioni».

L’impegno crescente richiesto nella raccolta differenziata non può tradursi nell’ennesimo aumento delle tariffe. Occorre un confronto con le parti sociali e con le amministrazioni locali. CGIL, CISL e UIL di Piacenza intervengono sul Piano economico e finanziario del servizio rifiuti approvato da Atersir, che prevede un ulteriore incremento dei costi presentato ai territori a ridosso delle scadenze per l’approvazione.

«A pagare gli effetti diretti di queste decisioni saranno ancora una volta le famiglie, i lavoratori e i pensionati», dichiarano i segretari generali territoriali. «Nel Piacentino cittadini, condomini ed esercizi commerciali stanno facendo la propria parte: cresce la raccolta differenziata e aumentano gli adempimenti, le regole di conferimento, le dotazioni obbligatorie e le responsabilità poste in capo agli utenti. A questo maggiore impegno dovrebbero corrispondere un servizio più efficiente, costi più trasparenti e tariffe più eque. Invece assistiamo a nuovi aumenti, senza che sia stato garantito un confronto preventivo e reale con i territori e con le parti sociali».

Per CGIL, CISL e UIL la vigilanza su prezzi e tariffe rappresenta un terreno fondamentale dell’azione sindacale, soprattutto in una fase in cui il costo della vita continua a erodere salari e pensioni.

«L’aumento della Tari si aggiunge alle bollette energetiche, alle spese per la casa, agli alimentari e a tutti gli altri rincari che pesano sui bilanci familiari. Le conseguenze sono particolarmente gravi per i nuclei a reddito medio e basso, che incontriamo quotidianamente nelle nostre sedi e nei luoghi di lavoro. Difendere salari e pensioni significa anche impedire che decisioni assunte senza un adeguato confronto scarichino nuovi costi su chi ha meno possibilità di sostenerli».

I sindacati esprimono preoccupazione anche per la condizione dei Comuni, molti dei quali, a causa di bilanci già fortemente compressi, non dispongono delle risorse necessarie per attenuare gli aumenti a carico dei cittadini.

«Non è accettabile che i Comuni vengano messi davanti a decisioni già definite e che, alla fine, l’unica soluzione sia trasferire i maggiori costi sulle bollette. Occorre conoscere nel dettaglio le ragioni degli aumenti, verificare l’efficienza del servizio e valutare ogni possibilità di contenimento delle tariffe».

CGIL, CISL e UIL chiedono quindi l’apertura immediata di un tavolo di confronto tra Atersir, Iren, Comuni e parti sociali.

«Chiediamo trasparenza sui dati e sulla formazione dei costi, tempi adeguati per esaminare i documenti prima delle scadenze e una partecipazione effettiva dei territori alla costruzione dei prossimi Piani economici e finanziari. Il confronto non può essere convocato quando le decisioni sono già state prese: deve avvenire prima, per tutelare concretamente famiglie, lavoratori, pensionati e imprese».