Nei giorni scorsi si è tenuto il Convegno promosso da CISL Parma Piacenza e FNP CISL, insieme ad ANTEAS e ISCOS Emilia Romagna ETS, che ha visto la partecipazione di numerosi relatori per approfondire il tema del ruolo dei caregiver familiari.
Chi è il caregiver familiare? Dietro a questa definizone ci sono persone, storie, sacrifici di chi si prende cura dei propri cari nell’ombra, in maniera gratuita e volontaria, senza che la legge preveda alcuna norma particolare. Infatti, ad oggi, non esiste una direttiva che identifichi tutele e agevolazioni dedicate a chi quotidianamente assiste un familiare rinunciando spesso a una parte importante della propria vita.
Oggi prendersi cura di una persona con una malattia o di un soggetto non autosufficiente viene purtroppo ancora considerato un dovere. Senza diritti. Per fare chiarezza sui modelli di welfare e il ruolo del sindacato tra contrattazione, tutela ed orientamento, CISL Parma Piacenza ha organizzato un seminario presso la sala riunioni della sede di via Lanfranco a Parma. Numerosi e dettagliati, oltre che provenienti dalle più differenti esperienze, gli interventi dei relatori che hanno voluto mettere a fuoco le problematiche esistenti, le possibili soluzioni per risolverle e per comprendere la realtà che vivono coloro che si impegnano ogni giorno nel lavoro del “prendersi cura”.Dopo il saluto del segretario generale CISL Parma Piacenza Michele Vaghini, che ha ricordato il “diritto all’assistenza anche a chi non può permettersi di pagare per averlo e per ottenerlo dobbiamo onestamente riflettere sul tipo di società che vogliamo avere.” i lavori sono stati avviati da Elisabetta Oppici, componente di segreteria: “La condizione dei caregiver familiari oggi rappresenta una delle faglie sociali più acute e profonde: per decenni, il nostro sistema di protezione sociale ha retto grazie a una immensa infrastruttura invisibile: il lavoro di cura informale, prestato nel silenzio delle case, per lo più dalle donne, all’interno delle famiglie. Una rete affettiva che ha supplito e supplisce tutt’ora alle carenze strutturali e storiche dello Stato sociale.” Ma oggi , secondo Oppici, questa rete è tesa fino al punto di rottura: “Le transizioni demografiche, l’invecchiamento della popolazione e i mutamenti delle nostre strutture familiari ci dicono che quel modello, basato sul sacrificio privato, non è più sostenibile, sempre che mai lo sia stato.Rendere visibile questo “lavoro invisibile” non è un’operazione teorica, ma un atto di giustizia sociale ed economica e significa passare dalla solitudine della cura alla responsabilità collettiva della cura.”
L’assessore al welfare del Comune Ettore Brianti ha poi descritto le attività e i progetti dell’amministrazione e le misure già in atto a sostegno delle categorie fragili, ed ha ribadito la volontà di “”ascoltare i caregiver, raccogliendo le loro esigenze per definire interventi mirati e promuovere concretamente un modello di welfare più inclusivo, riconoscendo e valorizzando il loro ruolo.”
Particolareggiato l’intervento del dottor Fausto Pagnotta, ricercatore del dipartimento DISTI dell’UNIPR, che ha descritto il ruolo del giovani caregiver tra cura familiare, diritto allo studio e comunità universitaria, per un’etica sociale della cura condivisa, mentre le clausole contrattuali, ferie solidali, flessibilità e misure di sostegno dei caregiver che lavorano nelle aziende e cooperative sociali sono state illustrate dal dipartimento Politiche Sociali di CISL Parma Piacenza.
L’importanza del confronto con chi può portare competenze è stato al centro dell’intervento di Federico Ghillani, segretario generale di FP CISL territoriale, rimarcando che, nonostante sia entrato nel linguaggio comune, il termine “caregiver” è ancora orfano di un vero e proprio riconoscimento istituzionale e manca una definizione chiara che ne delimita compiti e specificità: “Bene la scheda di riconoscimento dell’Emilia Romagna a seguito delle Leggi Regionali 2014 e 2024 – ha sottolineato – anche se i numeri di verifica che riscontriamo sono ancora pochi. Ma la sfida diventa sempre più urgente, tanto che alcuni sociologi e ricercatori parlano di una società modellata dall’Alzheimer.
Dobbiamo essere consapevoli di come le demenze stiano modificando le nostre società, non dobbiamo tenere nascosti i numeri che ben presto diventeranno drammatici.” Da qui, ha spiegato Ghillani, l’urgenza di prevenire e creare continuamente relazioni: “Gli ultimi dati ci dicono che in Italia abbiamo 1,1 ml di persone con demenza che coinvolgono 4 ml di familiari. Sappiamo anche che abbiamo sempre di più nuclei monofamiliari, con la massimo un figlio o neppure quello. CISL ha sempre avuto nel suo DNA la volontà e l’esigenza di confrontarsi su ogni livello politico-istituzionale per tutelare e conquistare nuovi diritti non solo per il lavoro ma anche per la dimensione sociale della persona e della famiglia.”
La forza della condivisione con l’esperienza dei gruppi AMA è stato invece il tema dell’intervento di Barbara Zallio, vicepresidente di ANMIC Parma, cui è seguita la descrizione della piattaforma digitale “Arianna Parma” che offre servizi, supporto e orientamento per i caregiver di tutto il territorio, curata da CSV Emilia. Importante anche il ruolo di ANTEAS, illustrato dal presidente territoriale Giancarlo Castellani, che ha spiegato le molte attività dell’associazione, inclusi i servizi di prossimità e di trasporto protetto. Inoltre, testimonianze oggettive sono state portate da Matteo Ghillani (Coop. Insieme) e Laura Schianchi (Coop. Molinetto).
“Questo incontro è estremamente importante – ha sottolineato il segretario nazionale CISL Sauro Rossi, al quale sono state affidate le conclusioni – in quanto ci permette di concentrare tutta l’attenzione su figure fondamentali e sulle quali bisogna interrogarsi nei termini dell’aiuto. Chiedono per poter onorare al meglio il loro ruolo di assistenza alle persone e sono soggetti che hanno anche il compito di indirizzare le politiche pubbliche, perchè il sostegno alle persone e alle famiglie ha bisogno anche di un’azione di sistema coordinata. Oggi è emerso un ventaglio di ipotesi che costituisce uno stimolo per il legislatore che aiuteranno ad intervenire su una materia delicata come quella dei caregiver sui quali c’è bisogno di dare organicità di intervento.”
Mese: Maggio 2026
Fisascat CISL firma l’accordo sul cambio appalto IAT Piacenza
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Fisascat CISL firma l’accordo sul cambio appalto IAT:
continuità occupazionale per le lavoratrici di Piacenza
Fisascat CISL, con Filcams CGIL, ha firmato mercoledì il verbale di accordo per garantire la continuità occupazionale delle addette allo IAT sportello turistico del Comune di Piacenza.
L’intesa, che coinvolge sei lavoratrici, è stata raggiunta proprio mentre i camion svuotavano il Barino sotto Palazzo Mercanti.
Mattinata di lavori, quindi, ieri l’altro in piazza Cavalli. Operai e mezzi al lavoro sin dalle prime ore per smantellare gli arredi del Barino, il locale pubblico collocato nella sede storica di Palazzo Mercanti, in vista del subentro del nuovo concessionario.
Contemporaneamente si è chiuso un altro capitolo importante: Fisascat Cisl Parma Piacenza, insieme a Filcams Cgil, hanno firmato il verbale di accordo sindacale per il cambio appalto del servizio Iat, Informazione e Accoglienza Turistica, del Comune con la nuova società aggiudicataria Food Evolution Srl.
Il Comune di Piacenza ha affidato alla rete di imprese guidata da Monteleone Group, con Food Evolution Srl come soggetto gestore, la concessione integrata dei servizi turistici. Sportello Iat, gestione degli ingressi alla parte monumentale di Palazzo Gotico e servizio bar-ristorante in piazza Cavalli.
Una concessione di 18 anni, assegnata dopo gara europea con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, per un valore stimato superiore a 18 milioni di euro.
Il passaggio del servizio Iat è fissato al primo giugno, quello del bar al primo luglio. Il locale resterà quindi chiuso per almeno un mese.
Sei lavoratrici erano coinvolte nel cambio appalto. L’accordo siglato dalle categorie di Cisl e Cgil garantisce l’assunzione di quattro di loro. Una quinta lavoratrice ha scelto volontariamente di non proseguire con il nuovo datore di lavoro. Una sesta si è riservata di valutare un inserimento a luglio.
Il cambio di contratto, da Multiservizi a Terziario
Un nodo delicato dell’accordo riguardava il contratto collettivo applicabile. Il personale in uscita era inquadrato nel Ccnl Multiservizi mentre il capitolato di gara prevedeva l’applicazione del Ccnl Terziario Confcommercio.
“Siamo riusciti a ottenere una soluzione favorevole”, spiegano in Fiscascat, “quando cambiano gli appalti e i contratti, il rischio è che le lavoratrici si trovino in una situazione difficile, con la possibilità di perdere diritti normativi, economici e tutele consolidate. Noi siamo stati al tavolo per evitarlo”.
La nota critica sulle ditte uscenti
L’accordo non è stato raggiunto senza frizioni. Fisascat Cisl e Filcams Cgil hanno ribadito che le ditte cessanti restano obbligate a liquidare tutte le spettanze maturate. Ratei di tredicesima e quattordicesima, ferie non godute, Tfr, una tantum e qualsiasi altra competenza economica o contributiva.
L’accordo prevede anche una clausola di salvaguardia per le ferie già programmate.
Si tratta di un esempio concreto di tutela attiva. Non solo la firma del contratto, ma anche la gestione del periodo transitorio con attenzione alle persone, senza scaricare sulle lavoratrici il peso del passaggio.
Una nuova stagione per i servizi turistici piacentini
Il cambio di gestione si inserisce in un percorso più ampio di riorganizzazione dell’offerta turistica cittadina. La nuova concessione integrata punta a rendere più accessibili Palazzo Gotico e gli spazi del centro storico, con visite guidate e una presenza stabile allo sportello Iat.
“Si dice che Piacenza voglia investire sulla propria attrattività, – rilevano gli operatori sindacali – abbiamo voluto e preteso che questo non iniziasse sulle spalle di chi lavora”.
FIT CISL vince le elezioni RSU in TEP Parma
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FIT Cisl, categoria che organizza e rappresenta i lavoratori dei trasporti dell’ambiente e dei servizi, ottiene un risultato positivo alle elezioni per il rinnovo della Rappresentanza Sindacale Unitaria in Tep, con una percentuale di voti che sfiora il 70% delle schede scrutinate e con la conquista di 6 seggi.
“Oggi si sono concluse le votazioni per il rinnovo della Rsu e Rls aziendale Tep Spa di Parma. – dichiara Michele Vaghini, Segretario Generale Cisl Parma Piacenza – Fit Cisl è risultata la lista più votata ed ha eletto il maggior numero di Rsu. Un grazie di vero cuore per l’impegno a tutti i delegati Tep ed ai lavoratori che hanno premiato la nostra coerenza, trasparenza e capacità dimostrate in questi anni di contrattazione.”
Un risultato che conferma la fiducia delle lavoratrici e dei lavoratori del trasporto pubblico parmense verso una linea sindacale concreta e orientata alla tutela dei diritti, della sicurezza, del salario e delle condizioni di lavoro.
“L’ esito del voto è un segnale di responsabilità e di partecipazione – dichiara il Segretario Generale Fit Cisl Parma Piacenza Michele Franco, che ringrazia i candidati FIT Cisl e i lavoratori della Tep per la fiducia accordata all’organizzazione. “Il trasporto pubblico è un servizio essenziale per Parma e Provincia: lo tuteliamo difendendo chi lo garantisce ogni giorno.”
Filca Cisl, rischio caldo: serve ordinanza regionale
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Già oggi, in molti territori dell’Emilia-Romagna, per effetto di temperature già molto alte, lavorare in condizioni di esposizione prolungata al sole, comporta un alto rischio per la salute e sicurezza dei lavoratori e le previsioni ci consegnano il fatto che anche nei prossimi giorni il rischio sarà alto, come certificato dal sito Worklimate 2.0.
Visto che anche quest’anno tarda ad arrivare un provvedimento nazionale che tuteli tutti i lavoratori e le lavoratrici del Paese dal rischio proveniente dallo stress termico, come richiesto con forza da CGIL, CISL e UIL nazionali, è necessario che, fin da subito, la regione Emilia-Romagna emani, senza alcuna incertezza, un’ordinanza che vieti il lavoro negli orari di maggior rischio, a tutela del bene primario della salute dei lavoratori e delle lavoratrici.
Non si può replicare quanto accaduto l’anno scorso, nel quale l’ordinanza è entrata in vigore a partire dal 2 luglio, e i lavoratori sono stati esposti all’alto rischio termico per l’intero mese di giugno, che è risultato essere il mese con più giornate da “bollino rosso”.
Oltre all’ordinanza regionale è necessario che tutti i Comuni diano le autorizzazioni ad effettuare le lavorazioni rumorose, alle prime ore del mattino e negli orari notturni, per permettere alle aziende, mediante accordi con il sindacato, di articolare gli orari di lavoro nei momenti nei quali il caldo è minore.
La sicurezza e la salute dei lavoratori sono una priorità e un bene supremo per tutte le comunità e, con il necessario coraggio, le amministrazioni comunali possono trovare i giusti compromessi con le popolazioni residenti, al fine di salvaguardare più vite possibile.
Per queste ragioni, chiediamo con forza alla regione Emilia-Romagna che emani, immediatamente, un’ordinanza che preveda, per i lavoratori impegnati nell’edilizia all’aperto, estendendola anche ai lavoratori delle cave, il divieto di lavorare nelle ore centrali della giornata.
Voci, Diritto, Futuro – A Bedonia l’incontro sulla cittadinanza femminile
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Voci, Diritto, Futuro: a Bedonia l'incontro
per costruire percorsi di cittadinanza femminile
Presso la Sala Consiliare del Comune di Bedonia ha avuto luogo l’incontro “Voci, Diritti, Futuro: costruire percorsi di cittadinanza femminile nell’Appennino Parmense”. L’evento è stato caratterizzato da una significativa partecipazione a testimonianza di un impegno che tutta la comunità deve rinnovare nei confronti del principale strumento di partecipazione ed inclusione: la lingua italiana.
Promosso da CISL Parma Piacenza, ANOLF, IAL Emilia Romagna e ISCOS Emilia Romagna ETS, il dibattito ha preso spunto dal territorio della montagna, che sfida ogni giorno il silenzio dello spopolamento, definendo l’integrazione come “cantiere sempre in evoluzione”, uno spazio dove la parola diventa il grimaldello per scardinare l’isolamento e tradursi in autonomia concreta: l’autonomia di tutte le donne è il vero motore di sviluppo di ogni comunità, compresa quella montana.
“Lingua e lavoro sono un binomio inscindibile – ha esordito Elisabetta Oppici, della segretaria CISL Parma Piacenza, aprendo i lavori – grazie alla conoscenza del territorio ed al lavoro di Sonia Cardinali, nostra referente di zona, abbiamo pensato che fosse necessario come sindacato assumersi la responsabilità di mettere a disposizione corsi di italiano riservato a donne straniere della montagna in modo da fornire il mezzo principale per conoscere la realtà in cui si vive e si vuole lavorare, partecipando attivamente alla vita di comunità. Una donna che è nelle condizioni di poter pensare ed esprimere i propri diritti facendosi capire in una lingua nuova, che è in grado di comprendere un contratto di lavoro , un referto medico e denunciare la violenza nel caso la veda o ne sia vittima, può affermare la propria dignità.”

Oppici ha spiegato di aver riscontrato un bisogno molto ampio da parte delle donne straniere che hanno scelto di frequentare i corsi e una forte volontà di partecipazione attiva ai processi di cittadinanza: “Il fatto di trovarsi in aeree interne può costituire una sfida importante che vale la pena raccogliere mettendo a sistema, attraverso un lavoro di rete, con tutti gli attori del territorio. Ecco perchè abbiamo pensato all’incontro di oggi come riflessione condivisa: sindacato, istituzioni, i cittadini, il mondo del volontariato: facendo comunità. E le sfide della comunità si vincono se la comunità si sente ingaggiata.”
Per Maurizio Bove, referente per le politiche migratorie di CISL Lombardia, tra le principali difficoltà che incontrano le donne migranti, c’è una doppia discriminazione: “La prima è legata all’accesso al lavoro: secondo i dati che abbiamo presentato, sono concentrate i 4 o 5 professioni che riguardano gli ambiti di caregiver che spesso non corrispondono alle effettive competenze di queste donne che hanno titoli di studio anche importanti. Se in generale i cittadini stranieri faticano ad integrarsi nel mercato del lavoro, questo aspetto è ancora più accentuato nella componente femminile. Rispetto a quelle che sono le nostre azioni progettuali – ha spiegato – stiamo ottenendo risultati concreti: nel momento in cui abbiamo inverno demografico da un lato e la difficoltà da parte delle imprese nel trovare mano d’opera dall’altro, ecco che l’alleanza tra terzo settore e sindacati porta allo sviluppo di azioni pilota che guardano alla formazione e all’inserimento lavorativo: specialmente la componente femminile è svantaggiata e noi vogliamo intervenire proprio qui. Sono persone che se aiutate dal punto di vista della conciliazione del lavoro e della famiglia diventano una risorsa valida.”
Oltre ai sindaci di Compiano e Tornolo, presente anche il sindaco di Bedonia Gianpaolo Serpagli, che ha definito l’integrazione come fattore che genera valore per le comunità che abitano la Montagna, mentre per Serena Brandini – Consigliera Provincia di Parma, la formazione costituisce uno dei pilastri di integrazione nel territorio. Sono seguiti gli interventi di Davide Astori – Linguista Università di Parma, sulla la lingua italiana come strumento di cittadinanza e chiave per libertà ed autodeterminazione, Angela Pani – IAL Emilia Romagna sede di Parma, che ha descritto la formazione come “un cantiere sempre in evoluzione per favorire l’autonomia delle donne” e Nabila Mhaidra – Presidente Anolf Parma O.d.v., che ha raccontato la sua esperienza di migrante: “Oggi ho un ruolo istituzionale, ma quando sono arrivata a Ramiola dal Marocco ero sola e il percorso affrontato non è stato facile: dall’isolamento di può arrivare alla partecipazione, grazie ad ANOLF, che rappresenta una sorta di “bussola dei diritti”.
Dopo Tamara Cvetkovic – Coord. Area Balcani e Italia ISCOS Emilia Romagna ETS (La Sfida Globale è locale: l’autonomia della donna motore di sviluppo di ogni Comunità) le conclusioni sono state affidate a Cati Didi Boboc – Vide Presidente Anolf Nazionale: “Fare spazio alle voci delle donne straniere dell’Appennino significa, oggi, impugnare insieme la penna per scrivere il futuro più giusto delle nostre valli. Queste donne la voce ce l’hanno già: il nostro compito è mettere a disposizione gli strumenti e i luoghi affinché quella voce possa finalmente essere ascoltata e incidere sulla realtà. Vivere e abitare una comunità significa prima di tutto possedere le parole per dirlo.

FIT CISL, firmato accordo con LHS Piacenza per i lavoratori del magazzino Guess
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La FIT CISL ha già firmato il 19 maggio l’accordo sul premio di risultato per i lavoratori del magazzino Guess. Il welfare convertibile con maggiorazione e altri contenuti sostanziali che quell’accordo porta con sé, perché fortemente voluti dall’organizzazione sindacale di via Pietro Cella, meritano di essere conosciuti nel dettaglio.
Il valore reale: fino a 2.700 euro, non solo 1.900
Il dato circolato sui media piacentini in questi giorni fa riferimento a un valore “che può arrivare e superare i 1.900 euro annui”. Una cifra corretta, ma incompleta. L’accordo sottoscritto dalla CISL articola il premio su due componenti distinte e cumulabili. Il primo è l’indice di produttività, calcolato sul rapporto tra ore lavorate e ore obiettivo. Al raggiungimento di soglie comprese tra il 101% e il 105%, il valore annuo oscilla tra 600 e 1.500 euro, erogati trimestralmente. Il secondo è l’indice di presenza, che tiene conto del rapporto tra giorni di assenza e giorni lavorabili. Con zero assenze nel mese il lavoratore matura 100 euro mensili, per un totale annuo di 1.200 euro. Sommando i valori massimi di entrambi i parametri, il premio complessivo può raggiungere i 2.700 euro lordi all’anno.
Il welfare aziendale: una clausola dimenticata
Tra le previsioni dell’accordo che non hanno trovato spazio c’è la possibilità, per ogni lavoratore, di convertire il premio di risultato in prestazioni di welfare aziendale. Chi sceglie la conversione totale riceve un incremento del 15% sul valore maturato. Chi opta per una conversione parziale beneficia di una maggiorazione dell’8%. Si tratta di uno strumento che la CISL ha fortemente voluto, coerente con la propria visione della contrattazione di prossimità come leva non solo economica ma anche di qualità della vita. Educazione, assistenza ai familiari anziani, trasporto collettivo e servizi sociali sono tra le voci che la piattaforma aziendale mette a disposizione.
Le assenze che non penalizzano: una tutela in più
Un altro elemento di rilievo, passato sotto silenzio, riguarda la definizione dell’indice di presenza. L’accordo elenca puntualmente le tipologie di assenza che non incidono negativamente sul premio: congedo matrimoniale, congedo obbligatorio di paternità, ferie, permessi retribuiti, ROL, visite mediche, allattamento, assemblee retribuite, donazione sangue, malattia ospedaliera, permessi legge 104, permessi sindacali, permesso elettorale, permesso lutto, infortuni riconosciuti INAIL e malattia del bambino fino a cinque giorni al mese. Una lista che riflette un’attenzione alla vita reale delle persone e che tutela chi esercita diritti garantiti dalla legge o dal contratto, senza vedersi penalizzare in busta paga.
Trasparenza e partecipazione: gli incontri mensili con le RSA
L’accordo prevede infine che le RSA designate ricevano comunicazioni informative mensili sull’andamento progressivo della produttività, con incontri calendarizzati entro il 15 di ogni mese. Non è una clausola di stile. È un meccanismo di partecipazione che tiene i rappresentanti dei lavoratori dentro il processo, informati in tempo reale e in grado di segnalare anomalie e discrepanze. Uno sviluppo partecipato che non si esaurisce nella firma di un documento, ma prosegue nel tempo.
“Abbiamo scelto di firmare il 19 maggio perché i lavoratori non potevano aspettare”, spiega Salvatore Buono della FIT CISL, che ha condotto la trattativa per la CISL insieme alle RSA aziendali. “Quello che abbiamo costruito è un accordo che vale anche nella vita quotidiana, non solo sulla busta paga. Il welfare convertibile, le tutele sulle assenze e il monitoraggio mensile sono tutte cose che fanno la differenza per chi lavora ogni giorno in quel magazzino”.
L’intesa avrà validità fino al 30 giugno 2028, con possibilità di rinnovo tacito. I ticket restaurant, attualmente a 8 euro, saliranno a 9 euro da ottobre 2026 e a 10 euro da luglio 2027, alle stesse condizioni già concordate in precedenza.
Il polo logistico piacentino si conferma uno dei terreni più vivi della contrattazione di secondo livello in Emilia-Romagna. Anche questo nuovo accordo potrà ispirare ulteriori intese basate sul riformismo e sul dialogo sindacale.
FIRST CISL: “La desertificazione bancaria non risparmia il nostro territorio”.
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Sette miliardi di profitti nel primo trimestre 2026, ma quasi cinquemila lavoratori in meno e 375 sportelli chiusi in dodici mesi. Il segretario generale First Cisl Cosimo Vaglio Parma Piacenza interviene spiegando che la trasformazione tecnologica non può diventare l’alibi per allontanarsi dall’economia reale delle comunità: “I conti parlano chiaro: le cinque grandi banche italiane, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm, Mps e Bper, hanno archiviato il primo trimestre del 2026 con un utile netto aggregato superiore a 7 miliardi di euro, in crescita del 3,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Eppure, dietro queste cifre luccicanti, si nasconde una storia meno celebrata: quella di quasi 4.800 lavoratrici e lavoratori che in un anno hanno lasciato il posto di lavoro, per prepensionamento, e di 375 sportelli che hanno abbassato la serranda per sempre. È l’analisi della Fondazione Fiba di First CISL a fotografare con precisione questa contraddizione, e il territorio di Parma, cuore produttivo dell’Emilia, non ne è immune. Le banche devono investire sul lavoro, evitando che la trasformazione tecnologica diventi la scusa per allontanarsi dall’economia reale delle comunità e dei territori, e per aumentare la remunerazione degli azionisti.”
La desertificazione bancaria non risparmia l’Emilia
Sul fronte della rete fisica, First CISL certifica una “desertificazione bancaria” ormai strutturale. Nel 2025 in tutta Italia sono stati chiusi 516 sportelli, portando il totale nazionale a 19.140. L’Emilia-Romagna rimane tra le regioni meno colpite del Paese, con appena l’8,2% dei comuni privi di uno sportello bancario, una delle percentuali più basse d’Italia. Ma questo dato di relativa tenuta non deve indurre in errore: la tendenza al ribasso prosegue anche qui, e nel 2026 ulteriori chiusure sono già state annunciate da alcuni grandi gruppi.
“Che l’Emilia-Romagna reggesse meglio di altre regioni, era già noto”, osserva Vaglio, che però ricorda che nel corso del 2025, due comuni hanno perso l’ultimo sportello bancario, entrando nella condizione di desertificazione totale: Terenzo (1.162 abitanti) e Compiano (1.067 abitanti). “Si tratta di centri di dimensioni contenute e collocati prevalentemente in aree montane o collinari, dove la chiusura dell’unico presidio bancario accentua le difficoltà di accesso ai servizi essenziali per residenti e attività economiche locali. Accanto ai comuni già desertificati, la provincia presenta un’area di rischio particolarmente ampia. A fine 2025 sono infatti 12 i comuni che dispongono di un solo sportello bancario, configurandosi come territori “in via di desertificazione”. Tra questi figurano centri demograficamente rilevanti come Torrile, Fontevivo e Lesignano de’ Bagni, oltre a numerosi comuni delle valli e dell’Appennino parmense. Anche in questi contesti, la perdita dell’unico presidio avrebbe ricadute immediate sul tessuto sociale e produttivo.“
I dati sono stati resi resi pubblici dalla Fondazione Fiba. Una posizione nella linea tracciata dal XX Congresso Confederale della CISL. I numeri del rapporto First CISL sono impietosi nel loro accostamento: la produttività per dipendente cresce del 9,7% in termini di risultato di gestione pro capite, e del 7% per le commissioni nette. Tradotto: chi è rimasto a lavorare in banca produce di più, guadagna proporzionalmente meno rispetto alla ricchezza generata, e vede sempre meno colleghi accanto a sé.
“Ancora una volta i risultati delle principali banche italiane dimostrano come il contributo delle lavoratrici e dei lavoratori sia stato determinante nel conseguimento di utili record, grazie in particolare alle commissioni, pur con la riduzione dei livelli occupazionali”, ha dichiarato, alcuni giorni fa, Riccardo Colombani, segretario generale nazionale di First CISL :”È quindi indispensabile la redistribuzione del valore creato a chi lo ha prodotto.”
Il quadro si fa ancora più preoccupante se si allarga lo sguardo agli ultimi quattro anni. Nel 2022 il costo del lavoro delle cinque big equivaleva a oltre il 150% della remunerazione degli azionisti attraverso dividendi e buyback. Nel 2025 quel rapporto è sceso a circa il 75%: il capitale ha divorziato progressivamente dal lavoro che lo genera.
L’osservatorio First CISL ha peraltro già documentato come la digitalizzazione non sia di per sé la causa delle chiusure: in Francia, dove l’utilizzo dell’internet banking è superiore a quello italiano, ci sono 48 sportelli ogni 100 mila abitanti contro i 33 dell’Italia. Un dato che smonta la narrazione secondo cui la chiusura degli sportelli sarebbe una conseguenza inevitabile del progresso tecnologico.La risposta di First CISL non è di chiusura ideologica verso la tecnologia né di nostalgia per modelli superati. È invece un invito alla coerenza. “L’innovazione digitale è una risorsa preziosa – conclude Vaglio- ma deve accompagnarsi a investimenti sul capitale umano e alla salvaguardia dei presidi territoriali, non sostituirli. Chiediamo rinnovi contrattuali all’altezza dei risultati conseguiti, la riduzione dell’orario di lavoro a parità di retribuzione come risposta all’aumento della produttività, e una contrattazione di prossimità che valorizzi le specificità del nostro tessuto economico.”
Aggressione ai docenti a Parma: piena condanna da CISL Scuola e CISL Parma Piacenza.
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Aggressione ai docenti a Parma:
piena condanna da CISL Scuola e CISL Parma Piacenza.
È Parma al centro dell’ennesimo episodio di violenza che scuote il mondo della scuola. Due professori sono stati dapprima accerchiati e successivamente aggrediti da un gruppo di giovani nei pressi del parco Falcone e Borsellino.
“La nostra solidarietà va innanzi tutto ai docenti aggrediti da alcuni membri di una presunta baby gang. Ormai non si contano più episodi di questo genere – e non solo in città ma anche in provincia – che denotano un progressivo aumento della violenza da parte di giovani spesso minorenni, per nulla spaventati o preoccupati delle conseguenze che comportamenti del genere possono portare.” Così Angela Calò, segretaria generale CISL Parma Piacenza dopo la notizia dell’aggressione nei pressi del Parco Falcone e Borsellino. “Siamo molto determinati a condannare queste situazioni e soprattutto ad interrogarci come intervenire sul questo degrado generazionale che sembra non conoscere limite.”
Paola Votto, segretaria generale CISL Scuola Parma Piacenza, definisce allarmanti e inaccettabili i crescenti episodi di violenza contro il personale scolastico e sostiene che le sole sanzioni punitive non bastino a risolvere il problema: “Per fronteggiare l’emergenza degli studenti violenti, è necessaria un’azione mirata su più fronti: serve un patto educativo che coinvolga scuola e famiglie, puntando sulla prevenzione e sul dialogo piuttosto che sulla sola deterrenza repressiva. La Cisl – sottolinea Votto – promuove iniziative territoriali e tavole rotonde per sensibilizzare i giovani, puntando a una formazione attiva che renda gli studenti consapevoli delle conseguenze sociali e legali dei propri comportamenti.”
Femca Cisl, Nuovo CCNL Lavanderie Industriali: più salario, welfare e tutele per i lavoratori del settore
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Femca Cisl, Nuovo CCNL Lavanderie Industriali:
più salario, welfare e tutele per i lavoratori del settore
CONTRATTO LAVANDERIE INDUSTRIALI Accordo 2026-2028: più salario, welfare e tutele per i lavoratori piacentini e parmensi del settore
L’accordo di rinnovo del CCNL delle lavanderie industriali prevede un aumento medio complessivo di 188 euro e nuovi diritti. Femca Cisl guarda con attenzione all’applicazione nelle realtà di Piacenza e Parma.
Il 19 maggio 2026 è stata sottoscritta a Roma l’ipotesi di rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro delle lavanderie industriali e delle centrali di sterilizzazione per il triennio 2026-2028.
L’accordo, sottoscritto da Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil insieme ad Assosistema Confindustria, interessa a livello circa 25.000 addetti e oltre 1.200 imprese attive nei comparti turistico e sanitario. L’intesa è ora sottoposta all’approvazione dei lavoratori nelle assemblee di categoria.
Il rinnovo riguarda direttamente anche numerosi lavoratori delle province di Piacenza e Parma impiegati nelle aziende strutturate del settore.
Si tratta di un comparto distinto da quello artigiano: le lavanderie industriali operano con impianti automatizzati e offrono servizi integrati di noleggio, lavaggio, sanificazione e logistica tessile rivolti principalmente a imprese, strutture sanitarie e attività del settore Horeca, alberghi, ristoranti, ristorazione collettiva.
Il quadro piacentino. Nel territorio di Piacenza operano diverse realtà aziendali, di non grandi dimensioni, come Service & Wash Srl, attiva nei servizi di lavaggio industriale, noleggio e sanificazione di biancheria per hotel, ristoranti, bed and breakfast e centri benessere, che occupa una ventina di lavoratrici e lavoratori.
Il quadro parmense. Anche il territorio di Parma esprime una domanda significativa di servizi: le lavanderie industriali che operano nell’area parmense sono parte integrante della filiera di approvvigionamento di alberghi, strutture ospedaliere e ristorazione professionale, garantendo continuità ai servizi anche nelle fasi di maggiore pressione stagionale.
Sul piano economico, il rinnovo prevede un aumento complessivo medio — il cosiddetto TEC — di 188 euro per il livello B1. L’incremento salariale sui minimi tabellari (TEM) sarà di 180 euro, distribuito in quattro tranche: 50 euro da maggio 2026, 20 euro da dicembre 2026, 50 euro da ottobre 2027, 60 euro da ottobre 2028. Il montante economico complessivo raggiunge i 3.500 euro, di cui 100 euro destinati al welfare aziendale da erogare entro marzo 2027.
Significativo l’intervento sull’elemento perequativo destinato alle aziende prive di contrattazione di secondo livello: la quota sale da 350 a 380 euro nel corso della vigenza contrattuale — un segnale che incentiva la contrattazione di prossimità anche nelle realtà più piccole.
Welfare e diritti, un contratto che guarda avanti. Sul fronte della previdenza complementare, il contributo aziendale al fondo Previmoda aumenterà dello 0,1 per cento durante il triennio.
Cresce anche il sostegno alla sanità integrativa: per il fondo Fasiil la contribuzione a carico delle imprese passa da 12 a 15 euro mensili.
L’accordo introduce tutele specifiche per le vittime di violenza di genere: durante i periodi di aspettativa sarà garantita la copertura della quota Fasiil. Entrano inoltre linee guida su diversità, equità e inclusione, banco ore solidale, accomodamenti ragionevoli, invecchiamento attivo e inclusione nei luoghi di lavoro. Sul piano del diritto allo studio, le 150 ore vengono estese ai percorsi universitari. Le parti hanno condiviso anche un impegno comune per chiedere alle istituzioni il riconoscimento delle mansioni del settore tra i lavori usuranti.
Sul versante normativo vengono rafforzati gli strumenti di relazioni industriali e gli organismi dedicati alla transizione digitale, alla salute e sicurezza e all’osservatorio nazionale di settore. I contratti a termine, infine, potranno essere ridotti — attraverso la contrattazione — dall’attuale 35 al 30 per cento.
Le voci dal territorio. «Questo rinnovo dimostra che il dialogo paga», dichiara Germano Giraud, segretario generale Femca Cisl Parma Piacenza «Per le lavoratrici e i lavoratori del settore nel parmense è un passo avanti concreto: più salario, più welfare, più diritti. Ora il nostro impegno è garantire che l’intesa venga applicata pienamente in ogni realtà produttiva del territorio, a partire da Servizi Italia, che gestisce a Soragna una complessa rete logistica e industriale. L’azienda si occupa di lavaggio e di sterilizzazione con una forza lavoro notevole».
«Piacenza ha una filiera di servizi industriali più minuta ma che è essenziale per alberghi e imprese», sottolinea Alessandra Panci, operatrice sindacale Femca Cisl a Piacenza. «Questo accordo rafforza le basi per relazioni industriali più partecipate. Chiediamo piena applicazione dell’intesa nel territorio, con attenzione alla sicurezza sul lavoro e alla valorizzazione delle professionalità».
CISL e FP CISL Parma Piacenza esprimono solidarietà agli operatori del Polo Sociale Montanara-Vigatto-Molinetto
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CISL e FP CISL Parma Piacenza esprimono solidarietà
agli operatori del Polo Sociale Montanara-Vigatto-Molinetto
Nella mattinata di oggi sui muri esterni della sede del polo sociale Montanara Vigatto Molinetto di via Carmignani, a Parma, sono comparse scritte ingiuriose e deliranti che hanno deturpato la struttura e colpito direttamente il lavoro delle operatrici e degli operatori sociali. Le frasi, dai contenuti violenti e diffamatori, richiamano in modo strumentale anche recenti vicende di cronaca e rappresentano un attacco esplicito ai servizi di tutela e assistenza rivolti alle persone più fragili.
“La Segreteria CISL FP e la Segreteria CISL Parma Piacenza esprimono ferma condanna per il vile atto vandalico ai danni del polo sociale di via Carmignani. Le scritte ingiuriose comparse sui muri rappresentano un attacco violento al lavoro quotidiano di operatrici e operatori impegnati nella tutela di minori, anziani e disabili. Tali gesti, che strumentalizzano vicende di cronaca per denigrare i servizi di protezione e cura, sono inaccettabili. Non possiamo tollerare intimidazioni contro chi svolge un servizio pubblico fondamentale per la nostra comunità. Esprimiamo piena solidarietà ai lavoratori colpiti e chiediamo una risposta ferma da parte delle istituzioni e della società civile a difesa di chi ogni giorno si spende per le fragilità del territorio.”

