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FIT CISL vince le elezioni RSU in TEP Parma

FIT CISL vince le elezioni RSU in TEP Parma

FIT CISL RSU TEP PARMA

FIT Cisl, categoria che organizza e rappresenta i lavoratori dei trasporti dell’ambiente e dei servizi, ottiene un risultato positivo alle elezioni per il rinnovo della Rappresentanza Sindacale Unitaria in Tep, con una percentuale di voti che sfiora il 70% delle schede scrutinate e con la conquista di 6 seggi.

“Oggi si sono concluse le votazioni per il rinnovo della Rsu e Rls aziendale Tep Spa di Parma. – dichiara Michele Vaghini, Segretario Generale Cisl Parma Piacenza – Fit Cisl è risultata la lista più votata ed ha eletto il maggior numero di Rsu. Un grazie di vero cuore per l’impegno a tutti i delegati Tep ed ai lavoratori che hanno premiato la nostra coerenza, trasparenza e capacità dimostrate in questi anni di contrattazione.”

Un risultato che conferma la fiducia delle lavoratrici e dei lavoratori del trasporto pubblico parmense verso una linea sindacale concreta e orientata alla tutela dei diritti, della sicurezza, del salario e delle condizioni di lavoro.

“L’ esito del voto è un segnale di responsabilità e di partecipazione – dichiara il Segretario Generale Fit Cisl Parma Piacenza Michele Franco, che ringrazia i candidati FIT Cisl e i lavoratori della Tep per la fiducia accordata all’organizzazione. “Il trasporto pubblico è un servizio essenziale per Parma e Provincia: lo tuteliamo difendendo chi lo garantisce ogni giorno.”

FIT CISL, firmato accordo con LHS Piacenza per i lavoratori del magazzino Guess

FIT CISL, firmato accordo con LHS Piacenza
per i lavoratori del magazzino Guess

FIT CISL, accordo con LHS Piacenza - 26052026

La FIT CISL ha già firmato il 19 maggio l’accordo sul premio di risultato per i lavoratori del magazzino Guess. Il welfare convertibile con maggiorazione e altri contenuti sostanziali che quell’accordo porta con sé, perché fortemente voluti dall’organizzazione sindacale di via Pietro Cella, meritano di essere conosciuti nel dettaglio.

Il valore reale: fino a 2.700 euro, non solo 1.900

Il dato circolato sui media piacentini in questi giorni fa riferimento a un valore “che può arrivare e superare i 1.900 euro annui”. Una cifra corretta, ma incompleta. L’accordo sottoscritto dalla CISL articola il premio su due componenti distinte e cumulabili. Il primo è l’indice di produttività, calcolato sul rapporto tra ore lavorate e ore obiettivo. Al raggiungimento di soglie comprese tra il 101% e il 105%, il valore annuo oscilla tra 600 e 1.500 euro, erogati trimestralmente. Il secondo è l’indice di presenza, che tiene conto del rapporto tra giorni di assenza e giorni lavorabili. Con zero assenze nel mese il lavoratore matura 100 euro mensili, per un totale annuo di 1.200 euro. Sommando i valori massimi di entrambi i parametri, il premio complessivo può raggiungere i 2.700 euro lordi all’anno.

Il welfare aziendale: una clausola dimenticata

Tra le previsioni dell’accordo che non hanno trovato spazio c’è la possibilità, per ogni lavoratore, di convertire il premio di risultato in prestazioni di welfare aziendale. Chi sceglie la conversione totale riceve un incremento del 15% sul valore maturato. Chi opta per una conversione parziale beneficia di una maggiorazione dell’8%. Si tratta di uno strumento che la CISL ha fortemente voluto, coerente con la propria visione della contrattazione di prossimità come leva non solo economica ma anche di qualità della vita. Educazione, assistenza ai familiari anziani, trasporto collettivo e servizi sociali sono tra le voci che la piattaforma aziendale mette a disposizione.

Le assenze che non penalizzano: una tutela in più

Un altro elemento di rilievo, passato sotto silenzio, riguarda la definizione dell’indice di presenza. L’accordo elenca puntualmente le tipologie di assenza che non incidono negativamente sul premio: congedo matrimoniale, congedo obbligatorio di paternità, ferie, permessi retribuiti, ROL, visite mediche, allattamento, assemblee retribuite, donazione sangue, malattia ospedaliera, permessi legge 104, permessi sindacali, permesso elettorale, permesso lutto, infortuni riconosciuti INAIL e malattia del bambino fino a cinque giorni al mese. Una lista che riflette un’attenzione alla vita reale delle persone e che tutela chi esercita diritti garantiti dalla legge o dal contratto, senza vedersi penalizzare in busta paga.

Trasparenza e partecipazione: gli incontri mensili con le RSA

L’accordo prevede infine che le RSA designate ricevano comunicazioni informative mensili sull’andamento progressivo della produttività, con incontri calendarizzati entro il 15 di ogni mese. Non è una clausola di stile. È un meccanismo di partecipazione che tiene i rappresentanti dei lavoratori dentro il processo, informati in tempo reale e in grado di segnalare anomalie e discrepanze. Uno sviluppo partecipato che non si esaurisce nella firma di un documento, ma prosegue nel tempo.

“Abbiamo scelto di firmare il 19 maggio perché i lavoratori non potevano aspettare”, spiega Salvatore Buono della FIT CISL, che ha condotto la trattativa per la CISL insieme alle RSA aziendali. “Quello che abbiamo costruito è un accordo che vale anche nella vita quotidiana, non solo sulla busta paga. Il welfare convertibile, le tutele sulle assenze e il monitoraggio mensile sono tutte cose che fanno la differenza per chi lavora ogni giorno in quel magazzino”.

L’intesa avrà validità fino al 30 giugno 2028, con possibilità di rinnovo tacito. I ticket restaurant, attualmente a 8 euro, saliranno a 9 euro da ottobre 2026 e a 10 euro da luglio 2027, alle stesse condizioni già concordate in precedenza.

Il polo logistico piacentino si conferma uno dei terreni più vivi della contrattazione di secondo livello in Emilia-Romagna. Anche questo nuovo accordo potrà ispirare ulteriori intese basate sul riformismo e sul dialogo sindacale.

FIT CISL, SETA: il 96% dei lavoratori boccia i tagli al premio di risultato

FIT CISL, SETA: il 96% dei lavoratori
boccia i tagli al premio di risultato

Fit Cisl, Seta

SETA S.P.A., I LAVORATORI BOCCIANO I TAGLI AL PREMIO DI RISULTATO: 96% DI “NO” ALLA CONSULTAZIONE FIT-CISL.


IL SINDACATO DIFFIDA L’AZIENDA PER CONDOTTA ANTISINDACALE: “DUE PESI E DUE MISURE SUI REFERENDUM ED ESCLUSIONE DAI TAVOLI”.

 

La voce dei lavoratori di Seta S.p.A. è arrivata forte e chiara, smentendo le manovre aziendali e le firme delle altre sigle sindacali. Alla consultazione promossa il 21 aprile dalla FIT-CISL Emilia Romagna per sondare l’opinione degli autisti sulle modifiche peggiorative al Premio di Risultato (PdR), hanno partecipato quasi 400 lavoratori.


Il risultato non lascia spazio a interpretazioni:
Il 96% dei votanti ha espresso preferenza per il NO.
Solo il 4% ha votato SI.


Le lavoratrici e i lavoratori confermano così la linea della FIT-CISL: la maggioranza degli autisti rifiuta categoricamente l’eliminazione delle franchigie e i tagli al salario legati ai sinistri.

L’attacco ai diritti democratici e la diffida legale

A fronte di questa massiccia mobilitazione democratica, la direzione di Seta S.p.A. sta mettendo in atto comportamenti gravissimi e discriminatori. Dopo aver negato alla FIT CISL le liste dei lavoratori e gli spazi per lo svolgimento di un referendum ufficiale trincerandosi dietro cavilli normativi, la Società ha convocato un incontro segreto il 16 aprile con le altre Organizzazioni Sindacali.


Da questo tavolo la FIT CISL è stata “scientemente” esclusa, senza alcuna convocazione né informativa. In tale sede è stato sottoscritto un verbale che le altre oo.ss vorrebbero ora sottoporre a una ratifica referendaria.


Si tratta di un palese paradosso giuridico e di un inaccettabile “due pesi e due misure”: l’Azienda blocca le consultazioni di chi si oppone ai tagli, ma agevola referendum su accordi peraltro già chiusi dalle altre sigle (quando per legge un referendum confermativo dovrebbe avvenire solo su ipotesi di accordo).


Per questi motivi, la Segreteria Regionale FIT CISL ha formalmente notificato a Seta S.p.A. una diffida legale per condotta antisindacale (ex Art. 28 Legge 300/1970). L’azienda è intimata a interrompere immediatamente la condotta discriminatoria e a convocare il sindacato entro 3 giorni. In caso contrario, la FIT CISL procederà nelle aule di tribunale.

“Ringraziamo i lavoratori per il coraggio e la massiccia partecipazione, dichiara Salvatore Buono, Segretario FIT CISL Piacenza, continueremo con senso di responsabilità le nostre azioni: non permetteremo che le regole democratiche vengano piegate per mettere le mani nelle tasche degli autisti”.

FIT CISL avverte SETA: il 21 aprile va garantito ai lavoratori il diritto di esprimersi.

FIT CISL avverte SETA: il 21 aprile va garantito
ai lavoratori il diritto di esprimersi

Seta Fit Cisl

Il sindacato del trasporto e della logistica contesta le nuove penalizzazioni per i sinistri stradali introdotte nel Premio di Risultato. Dopo il no dell’azienda al referendum consultivo, scatta la diffida legale: “È diritto inalienabile dei lavoratori esprimersi su accordi che impattano sulla loro vita e dignità”

In SETA l’azienda di trasporto pubblico locale, le belle parole sul dialogo sociale sembrano aver lasciato il posto a un muro contro muro che preoccupa i lavoratori . Al centro della disputa c’è la modifica unilaterale dell’articolo 6 dell’accordo sul Premio di Risultato (PDR) 2024-2026, che introduce un sistema di decurtazioni economiche per gli autisti coinvolti in sinistri stradali, giudicato dalla FIT CISL punitivo e scollegato dalla realtà operativa.

Le ragioni della protesta

FIT CISL Emilia Romagna, supportata dallo studio legale dell’avvocato Giuseppe Fortino, ha inviato una formale diffida alla società. Il sindacato contesta la legittimità della modifica siglata il 12 febbraio scorso, ravvisando una violazione del C.C.N.L. di categoria che prevede una validità triennale per gli accordi di secondo livello. Ma la questione non è solo formale: è una questione di Responsabilità Sociale”, valore cardine della linea tracciata dalla Segretaria Nazionale CISL Daniela Fumarola. Gli autisti, infatti, operano in contesti di crescente stress e turni gravosi; l’introduzione di penalizzazioni già al primo sinistro viene percepita come un attacco alla dignità di chi garantisce ogni giorno la mobilità dei cittadini piacentini.

Il referendum negato

La scintilla che ha fatto divampare l’incendio è stata l’opposizione di SETA alla consultazione referendaria indetta dal sindacato per il prossimo 21 aprile. L’azienda ha tentato di delegittimare l’iniziativa, confondendo, secondo la FIT CISL, la validità formale dell’accordo con il diritto democratico dei lavoratori di esprimere un giudizio consultivo. In una nota, la Segreteria Regionale Fit Cisl ha respinto le posizioni di SETA, ribadendo che la consultazione non ha finalità sospensive, ma punta a dare voce a chi subisce le conseguenze dirette di queste scelte.

In questo scenario, la posizione della FIT CISL a Piacenza è netta. Salvatore Buono, Segretario della categoria sul territorio piacentino, ha lanciato un monito contro quello che definisce un tentativo di silenziare il dissenso interno:
“In SETA si teme il giudizio degli autisti e si prova a screditare la loro voce. Il verbale di modifica del PDR può essere anche formalmente efficace, ma i lavoratori hanno il diritto di essere ascoltati su una modifica che li colpisce direttamente e pesantemente; nessuno dovrebbe impedire un referendum consultivo perché teme il verdetto delle urne. SETA confonde la validità formale del verbale con il diritto dei lavoratori a esprimere un giudizio. Pertanto il 21 aprile noi saremo presenti e disponibili per far emergere l’opinione dei lavoratori, iscritti e simpatizzanti, in merito a questa tematica. “Non permetteremo a nessuno di mettere il bavaglio alla voce dei lavoratori iscritti e simpatizzanti!”

La FIT CISL ha già annunciato che, qualora l’azienda dovesse ostinarsi ad ostacolare lo svolgimento dell’attività sindacale o negare l’uso dei locali il 21 aprile, è pronta a ricorrere all’autorità giudiziaria ai sensi dell’art. 28 dello Statuto dei Lavoratori per condotta antisindacale. L’auspicio è che SETA torni sui propri passi, riconoscendo che la qualità del servizio del trasporto pubblico solido si costruisce con le multe, ma con il coinvolgimento attivo e il rispetto di chi, ogni giorno, sta “al volante” e passa la sua vita lavorativa su strade sempre più caotiche.

FIT CISL, vittoria per i lavoratori Amazon a Castel San Giovanni

FIT CISL, Vittoria in tribunale
per i lavoratori Amazon di Castel San Giovanni

FIT Cisl Amazon

Vittoria eclatante per i lavoratori in Amazon a Castel San Giovanni: il Tribunale di Milano dà ragione a Fit-Cisl Piacenza nella sentenza pilota in merito all’assorbimento del superminimo in occasione della applicazione degli aumenti previsti dal Ccnl Logistica

 

Una vittoria netta, che restituisce dignità, chiarezza e diritti alle lavoratrici e ai lavoratori del polo logistico Amazon di Castel San Giovanni. Il 26 gennaio il Tribunale di Milano si è espresso in primo grado accogliendo integralmente le ragioni di Fit-Cisl nella vertenza pilota promossa contro l’azienda. Si tratta di un traguardo di rilievo: è a tutti gli effetti la prima sentenza ad essere pronunciata che stabilisce l’illegittimità dell’assorbimento del superminimo operato dall’azienda nel gennaio 2025, in occasione degli aumenti previsti dal CCNL Logistica.

Le origini della vertenza

La vicenda affonda le sue radici nell’ottobre del 2024, quando, attraverso un accordo di armonizzazione, il sito piacentino è passato dall’applicazione del CCNL Commercio al CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizioni. Con il rinnovo di quest’ultimo e lo scatto del primo aumento contrattuale a gennaio 2025, l’azienda ha proceduto unilateralmente, e per il solo polo di Castel San Giovanni, al riassorbimento di circa 45 euro mensili dal superminimo dei dipendenti, di fatto pagando meno rispetto alle attese dei lavoratori.

Se per altri magazzini sul territorio nazionale l’azienda è tornata sui suoi passi, per il solo polo di Castel San Giovanni, Amazon ha mantenuto una posizione di netta chiusura.

Lungimiranza strategica e responsabilità sindacale

Di fronte al mancato riconoscimento degli aumenti dovuti, l’azione sindacale territoriale aveva inizialmente percorso la via della protesta, con la proclamazione dello stato di agitazione. Tuttavia, Fit-Cisl Piacenza ha preferito una linea pragmatica: in un contesto di totale chiusura, il perdurare degli scioperi rischiava unicamente di impoverire le buste paga dei lavoratori, senza sbloccare la vertenza.

Con senso di responsabilità, Fit-Cisl ha quindi scelto di cambiare strategia. Andando in assemblea, ha comunicato alle lavoratrici e ai lavoratori la decisione di ritirare lo stato di agitazione per intraprendere una via più concreta: affidare la questione a un giudice del lavoro tramite una “causa pilota”, per tutelare i salari nel presente e difendere i diritti nel futuro.

Il coraggio della RSU e l’impegno per le future cause dei lavoratori

Questa scelta, espressione di un sindacato che bada ai risultati e rifugge azioni unicamente performative, si è rivelata vincente. Grazie all’impegno in prima linea di una persona, rappresentante nella RSU Fit-Cisl di sito – che si è esposta con coraggio per il bene di tutti i colleghi – e all’assistenza competente dell’avvocato Nicola Coccia, legale da anni del sindacato, il Tribunale di Milano ha sancito una vittoria totale per i ricorrenti stabilendo “senza se e senza ma” l’illegittimità dell’operato della Società.

“Questa sentenza ci riempie di orgoglio e conferma la lungimiranza della nostra strategia,” dichiara Salvatore Buono, Segretario Fit-Cisl Piacenza. “Di fronte a un muro, abbiamo scelto con senso di responsabilità di evitare un percorso di scioperi affidandoci alla competenza giuridica. Il coraggio della nostra RSU ha tracciato la via. Ora, forti di questa prima storica sentenza, siamo pronti al passo successivo, porteremo avanti tutte le vertenze legali che i lavoratori vorranno affidarci, intraprendendo ogni causa necessaria affinché a ciascuno venga restituito il maltolto”.

La sentenza conferma che la via dell’azione sindacale affiancata alla competenza giuridica è in grado di produrre risultati duraturi per la tutela reale delle persone.

 

Fit Cisl, sicurezza trasporti: sopralluogo nello scalo ferroviario di Piacenza

Fit Cisl, sicurezza trasporti:
sopralluogo nello scalo ferroviario di Piacenza

Fit Cisl sopralluogo scalo ferroviario Piacenza

A seguito del recente vertice in Prefettura con il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, la Fit Cisl di Piacenza si è fatta promotrice di un sopralluogo tecnico nello scalo ferroviario piacentino, coinvolgendo istituzioni, azienda e rappresentanze dei lavoratori per analizzare direttamente le criticità che ogni giorno interessano personale e utenti.


Alla ricognizione hanno preso parte il consigliere regionale Lodovico Albasi, membro della commissione Territorio e Trasporti, il vicesindaco di Piacenza Matteo Bongiorni e la consigliera comunale Claudia Gnocchi, insieme ai rappresentanti di Trenitalia Tper, Filippo Castagnetti e Alberto Filoni. Presenti anche il segretario territoriale Fit Cisl Piacenza Salvatore Buono e il delegato Thomas Pagani.

Dal sopralluogo sono emerse con chiarezza le principali priorità di intervento. Particolare attenzione è stata posta sull’area dell’ex Ferrotel, oggi in stato di totale abbandono e oggetto di occupazioni abusive, e su diverse zone periferiche dello scalo: dall’asta Consorzio al comparto di via dei Pisoni–Lupa, fino al parcheggio riservato ai dipendenti FS e al varco di accesso del rifugio Segadelli.


Dai lavoratori è arrivata una richiesta netta: controllare gli accessi all’area ferroviaria, trasformando lo scalo in uno spazio realmente protetto, con ingressi consentiti esclusivamente a operatori e viaggiatori muniti di titolo di viaggio. Tra le soluzioni tecniche proposte figura l’installazione di tornelli ai varchi, oltre al potenziamento della videosorveglianza e dell’illuminazione, interventi ritenuti necessari anche per il parcheggio dei pendolari di viale Sant’Ambrogio. La Fit Cisl ha inoltre ribadito l’importanza di un coordinamento più stretto tra forze dell’ordine e vigilanza privata, valutando positivamente l’attuale presidio dei militari.


«Manifestando soddisfazione per il sopralluogo odierno – afferma Salvatore Buono, segretario territoriale Fit Cisl Piacenza – auspico che questo momento non resti un episodio isolato, ma rappresenti l’avvio di un piano d’azione strutturale per aumentare la sicurezza e ridurre la percezione di pericolo diffusa nell’ambito dei trasporti».


Sulla stessa linea la consigliera comunale Claudia Gnocchi: «L’incontro organizzato dalla Fit Cisl è stato costruttivo. Tutti i soggetti presenti hanno lavorato per individuare misure concrete a tutela delle legittime richieste di sicurezza dei lavoratori. Nei prossimi mesi sarà fondamentale verificare l’attuazione degli impegni assunti».


Il vicesindaco Matteo Bongiorni ha sottolineato come «il Comune condivida pienamente l’attenzione alla sicurezza di lavoratori e viaggiatori, in un comparto complesso che comprende la stazione, aree di cantiere e diversi servizi pubblici. Alcune delle azioni emerse sono già in fase di valutazione, altre saranno approfondite anche sotto il profilo tecnico, proseguendo il confronto».


A chiudere gli interventi il consigliere regionale Lodovico Albasi, che ha confermato la disponibilità delle istituzioni a lavorare in modo coordinato: «Sono a piena disposizione per promuovere un tavolo tecnico tra istituzioni, aziende del trasporto e parti sociali, con l’obiettivo di individuare soluzioni condivise da sottoporre a Rfi. La Regione Emilia-Romagna ha recentemente avviato il progetto pilota “Stazioni Sicure”, che prevede accessi controllati, videosorveglianza, collegamento diretto con le control room e pulsanti di emergenza, con l’obiettivo di rafforzare la tutela di passeggeri e personale e creare un modello replicabile».