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Transizione del lavoro in Italia, Vaghini (Cisl): “Formazione e servizi per gestire il cambiamento”

Transizione del lavoro in Italia, Vaghini (Cisl):
“Formazione e servizi per gestire il cambiamento”

Transizione Lavoro

Addio compiti ripetitivi: entro il 2030 il lavoro sarà “su misura”. Vaghini (Cisl): «Formazione e nuovi servizi per governare la transizione».

Il Future of Jobs Report 2025 del World Economic Forum colloca l’Italia tra le economie avanzate chiamate ad affrontare una trasformazione profonda del lavoro nel quinquennio (2025-2029). Al centro del cambiamento vi è la diffusione dell’intelligenza artificiale, insieme alla digitalizzazione dei processi produttivi e alla transizione ambientale.

Nel periodo considerato, il mercato del lavoro italiano non è descritto come destinato a una riduzione complessiva dell’occupazione. Il report evidenzia, a livello europeo, una dinamica con nuove occupazioni che emergeranno mentre altre si ridurranno. Il cambiamento riguarda una quota rilevante delle mansioni oggi svolte più che il numero totale degli occupati.  Quasi un quarto dei posti di lavoro cambierà natura o sarà sostituito da nuovi ruoli entro la fine del 2029.

L’intelligenza artificiale rappresenta uno dei principali fattori di trasformazione, con le imprese italiane che prevedono un uso crescente di sistemi di AI, con l’industria manifatturiera, servizi, logistica e finanza direttamente coinvolti.

“Il report segnala che molte attività saranno svolte in modo combinato da persone e tecnologie” – commenta Michele Vaghini, Segretario Generale Cisl Parma Piacenza. “Non si tratta solo di sostituzione del lavoro umano ma di una sua ricollocazione, soprattutto in Italia, dove a causa della tendenza demografica negativa, si prevede una diminuzione delle persone in cerca di lavoro. Le mansioni ripetitive e standardizzate risultano più esposte alla riduzione. I ruoli amministrativi di base, alcune funzioni di segreteria e sportello, sono indicati tra quelli in contrazione nel quadro generale. Parallelamente cresce la domanda di profili ad alta qualificazione. Analisti dei dati, esperti di cybersecurity e professionisti capaci d’integrare tecnologie digitali nei processi aziendali, risultano tra le figure in espansione e pertanto sarà sempre più importante l’orientamento scolastico. Personalmente credo che anche le professioni legate alla cura della persona o i lavori artigianali saranno a forte richiesta. Sarà sempre più necessario imparare un “mestiere”. 

Un elemento critico riguarda il disallineamento tra competenze disponibili e competenze richieste. Per il quinquennio 2026-2030, una quota significativa dei lavoratori italiani dovrà essere riqualificata o aggiornata nelle competenze per restare occupabile nei nuovi assetti produttivi. 

“Il concetto di “ridisegno” delle mansioni invece della pura sostituzione dovrà essere un pilastro delle strategie sindacali del futuro – prosegue Vaghini. “Se vogliamo che l’AI sia vista più come uno strumento di  potenziamentodella produttività che come una minaccia di disoccupazione di massa, la formazione deve procedere velocemente già da ora, adottando anche forme di partenariati con le università. Dobbiamo consentire ai lavoratori di operare insieme ai sistemi d’intelligenza artificiale. La sfida non riguarda solo la tecnologia ma l’organizzazione del lavoro e la qualità dell’occupazione”.

Il Report mette in luce il calo dei ruoli basati su compiti ripetitivi: le figure amministrative tradizionali vedranno una contrazione stimata tra il -8% e il -40% in determinate aree, a causa di processi automatizzati sempre più efficienti. Allo stesso tempo, ruoli tecnici emergenti evidenziano una traiettoria di crescita che tocca il 50%, superando in certi contesti il 100% di incremento previsto.

“Già da anni abbiamo visto dinamiche simili toccare alcuni settori della nostra economia: penso al commercio al dettaglio, dove le casse self-checkout riducono la necessità di cassieri, mentre il servizio clienti si sposta verso chatbot e interfacce intelligenti. Oppure pensiamo a ciò che è successo con gli sportelli bancari dove nel solo 2025 ne sono stati chiusi 516, con un calo del 2,6% in un anno. Quasi la metà dei comuni italiani (44%) è oggi priva di sportelli e circa 5 milioni di cittadini non hanno accesso fisico ai servizi bancari.  E’ un mondo che sta cambiando velocemente e sta diventando sempre più digitale. D’altro canto, però, la progettazione e la manutenzione di questi sistemi aprono spazi professionali che non esistevano su larga scala fino a pochi anni fa. La stima globale di un ricambio strutturale della forza lavoro, nell’arco di cinque anni, è del 39%, con variazioni che toccano picchi del 47% in alcune regioni e si abbassano al 28% in certi settori meno esposti all’automazione” prosegue Vaghini.

L’AI cambierà anche il modello di sindacato.

“I problemi dei lavoratori, dei pensionati e la loro necessità di essere rappresentati ci accompagnano da sempre. In Italia i cambiamenti sono sempre stati lenti. Poi da 20 anni a questa parte il mercato del lavoro e i suoi metodi di produzione si sono evoluti ed oggi adeguarsi ai tempi è una scommessa su cui giochiamo tutto. Non è più tempo in cui dare molte cose per scontate. Sul territorio dobbiamo dare la percezione giusta di quello che riusciamo a fare, offrendo servizi che avvicinano i cittadini alla nostra attività, creandone anche di nuovi per dare risposte immediate, anche se il luogo di lavoro rimane fondamentale per la nostra azione. E dobbiamo essere più inclusivi con i giovani, investendo su di essi, perché sono il futuro ed hanno esigenze e necessità diverse rispetto al resto della collettività” – conclude Vaghini.

Iran: anche la Cisl Parma Piacenza in piazza a Roma «per i diritti e la libertà»

Iran: anche la Cisl Parma Piacenza in piazza a Roma
«per i diritti e la libertà»

Iran Manifestazione Cisl

Anche la CISL Parma Piacenza presente a Roma alla manifestazione davanti all’Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran, per unire la propria voce al coro di protesta contro la brutale repressione in atto nel Paese mediorientale. La delegazione territoriale ha risposto all’appello nazionale della confederazione, partecipando attivamente al sit-in e alla successiva fiaccolata. L’obiettivo della mobilitazione, come sottolineato dalla Segretaria nazionale Daniela Fumarola, è ribadire la ferma condanna verso le esecuzioni capitali, gli arresti arbitrari e le violenze che il regime sta perpetrando contro giovani, donne e manifestanti pacifici. 

“Non potevamo restare indifferenti di fronte al grido di dolore che arriva dall’Iran” – afferma Michele Vaghini Segretario Generale territoriale – presente al presidio. “Essere qui oggi, insieme ad altri colleghi da tutta Italia, è un atto doveroso per testimoniare la vicinanza alle donne e agli uomini iraniani che, al grido di ‘Donna, Vita, Libertà’, stanno invocando una svolta democratica a costo della loro stessa vita. Il sindacato non è solo difesa del lavoro ma presidio di libertà e diritti umani ovunque questi vengano calpestati”.

La CISL si unisce alla ferma richiesta di cessare immediatamente le condanne a morte e di aprire un varco per il dialogo e il rispetto dei diritti fondamentali, confermando l’impegno del sindacato a mantenere alta l’attenzione mediatica e istituzionale sulla crisi iraniana.

 
“La situazione dei diritti umani e civili in Iran è oggi estremamente grave e complessa e richiede risposte coordinate su più livelli, sia all’interno del Paese che a livello internazionale. Confidiamo – conclude Vaghini – che venga superata una volta per tutte la sanguinaria teocrazia degli ayatollah, con una transizione che coinvolga la comunità internazionale. Per questo motivo, vanno sostenute le missioni internazionali indipendenti che raccolgono prove di abusi, torture, sparizioni forzate, processi ingiusti e le preservino per futuri procedimenti legali. Sarà poi importante la divulgazione continua di testimonianze, video, foto e dati, per incoraggiare la società civile globale, fornendo basi solide per l’azione diplomatico-giuridica. Molti gruppi civili sono al centro delle richieste di cambiamento. Supportare queste forze con risorse, visibilità internazionale e protezione, può sostenere una trasformazione interna profonda e sostenibile. Siamo consapevoli che non esiste una soluzione rapida o semplice, perché il problema è radicato in un sistema autoritario che usa la repressione per mantenere il controllo. Proprio per questo, crediamo che una risposta efficace debba combinare pressione internazionale, documentazione costante dei crimini, giustizia transnazionale, sostegno alle voci interne di cambiamento e protezione attiva dei diritti fondamentali”.

 

Cisl Parma Piacenza a Roma - Manifestazione Cisl