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Legalità significa rispetto delle regole da parte di tutti: no alle strumentalizzazioni, sì all’integrazione di chi lavora!

Legalità significa rispetto delle regole da parte di tutti:
no alle strumentalizzazioni, sì all'integrazione di chi lavora.

Piacenza. In merito al dibattito che si è acceso in questi giorni sulla manifestazione “Remigrazione” prevista per il prossimo 24 gennaio, CISL e UIL territoriali, intervengono per chiarire la loro posizione in merito all’autorizzazione della manifestazione.

La nostra posizione, da sempre, è di solidarietà con chi lavora onestamente e ha voglia di integrarsi rispettando le persone, il territorio e le Istituzioni. Questo concetto basilare vale sia per chi è italiano e sia per chi è immigrato. Riteniamo che spetti esclusivamente alle Istituzioni preposte a farlo, stabilire chi può scendere in piazza e chi no: Prefettura e Questura sono gli organi che devono valutare se sussistano le condizioni di sicurezza e legalità per lo svolgimento dell’evento ed abbiamo assoluta fiducia nel loro operato. La cosa che ci interessa, è che questa manifestazione, così come ogni altra organizzata a Piacenza, venga svolta pacificamente e senza alcun atto di violenza.

Detto questo però, le parole sono importanti: riteniamo che il termine “remigrazione” sottintenda un concetto ideologico che rischia di alimentare divisione e confusione. Se l’obiettivo è il solo contrasto all’illegalità, il termine corretto è “rimpatrio di chi è irregolare e delinque”. Su questo concetto, CISL e UIL sono da sempre per il rispetto delle regole senza se e senza ma.

Ciò che non possiamo condividere, sono le terminologie che, anche in forma sottile, nascondono intenti discriminatori verso chiunque abbia un’origine diversa.

Noi, da sempre, siamo al fianco di chi lavora e produce onestamente e ci schieriamo quindi fermamente al fianco delle tantissime lavoratrici e dei tantissimi lavoratori immigrati regolari che vivono e lavorano nel nostro territorio, rispettando i nostri valori civici.

Parliamo di donne e uomini che ogni mattina si alzano presto, mandano avanti settori cruciali della nostra economia, pagano le tasse e contribuiscono attivamente alla crescita del nostro PIL e della nostra economia. Loro sono parte integrante della nostra comunità e meritano rispetto, tutela e di non essere anche solo lontanamente bersaglio di forme d’intolleranza generalizzata o di essere accomunati a chi delinque.

E’ altrettanto innegabile però che a Piacenza, cosi’ come altrove, esista una forte domanda di sicurezza e decoro urbano da parte dei cittadini. Queste sono richieste assolutamente legittime che non devono essere ignorate ma nemmeno strumentalizzate politicamente sia da una parte che dall’altra per creare divisioni sociali. La sicurezza è un bene comune e si garantisce attraverso il presidio del territorio, la certezza della pena e percorsi di integrazione reale per chi rispetta la legge.

Accoglienza e legalità, possono e devono andare insieme: siamo solidali con tutti coloro che vogliono lavorare e vivere onestamente nel territorio della provincia di Piacenza, mentre respingiamo con fermezza ogni forma di razzismo, così come ogni forma di illegalità.

CISL in piazza a Roma: partecipazione e responsabilità al centro del Patto Sociale

CISL in piazza a Roma:
partecipazione e responsabilità al centro del Patto Sociale

ll 13 dicembre a Roma la manifestazione nazionale della Cisl in Piazza SS. Apostoli: la partecipazione al centro del Patto della Responsabilità

La delegazione di CISL Parma Piacenza si prepara per la manifestazione nazionale del 13 dicembre a Roma: sarà il momento culminante del Cammino della Responsabilità, promosso dalla Cisl in tutto il Paese. Un appuntamento aperto a tutte le lavoratrici, i lavoratori e i cittadini per costruire insieme un nuovo percorso di crescita e per attuare il Patto Sociale che unisca responsabilità politica e sociale e valorizzi il dialogo e il confronto. Non uno sciopero ma un segnale forte di partecipazione alle scelte, respingendo polarizzazioni sterili e derive ideologiche.

Lavoro, PNRR e ammortizzatori sociali

L’obiettivo è promuovere il Patto in vista del 2026 e della conclusione del PNRR, concretizzando traguardi strategici condivisi e creando le condizioni per rilanciare retribuzioni e produttività: non dimentichiamo la crescita degli ammortizzatori sociali, come raccontano i dati ufficiali dell’INPS pubblicati da poco, che rilevano l’aumento delle ore di cassa integrazione che a Parma ammontano a 1.435.400, +10,2% rispetto al 2025.

Politiche attive, lavoro povero e NASpI

Pur avendo ottenuto incentivi alle assunzioni, contributi a madri lavoratrici e stanziamenti per il finanziamento della CIG, siamo contrari ad incentivare il part-time in quanto fonte di lavoro “povero” e vogliamo eliminare la norma che restringe il requisito per l’accesso alla Naspi.

Legge di Bilancio e criticità nella Sanità

Molto abbiamo ottenuto nella Legge di Bilancio, ma le criticità permangono soprattutto nell’ambito della Sanità: resta il nodo delle risorse aggiuntive, lo sblocco dei tetti di spesa ed il rafforzamento del Fondo Sanitario Nazionale. Al momento mancano risorse per le dirigenze sanitarie non mediche e sostegni ai medici e professionisti impegnati sui territori: continueremo a portare le nostre proposte sul tavolo della contrattazione per trovare una linea d’intesa.

Crescita, salari e coesione sociale

Per costruire un saldo legame tra crescita, salari, coesione e partecipazione sono necessari investimenti a forte impatto sociale perché la gestione della finanza pubblica non deve sacrificare la coesione per il solo pareggio di bilancio. Si va verso l’alleggerimento fiscale per il ceto medio ma anche alcuni accordi di secondo livello devono essere defiscalizzati.

Pensioni, fisco e contrattazione

Sulle pensioni chiediamo la piena indicizzazione all’inflazione: gli importi vengono annualmente rivalutati (perequazione) in base all’indice ISTAT, ma l’adeguamento non è sempre pieno, soprattutto per le pensioni più basse.

La detassazione del lavoro dipendente dovrà essere strutturale e forte dovrà essere il legame tra salari e produttività con spazio alla partecipazione: in questo senso ribadiamo il nostro no al salario minimo legale che mistifica la realtà e affiderebbe alla politica un potere improprio sulla rappresentanza dei lavoratori e al ruolo della contrattazione, unico strumento efficace perché stabilisce regole e tutele che riguardano salari, orari e condizioni lavorative, e può essere declinata su più livelli: nazionale, territoriale e aziendale.

Angela Calò
Segretaria generale aggiunta CISL Parma Piacenza