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Licenziamenti della FLO S.p.A di Fontanellato: FEMCA CISL Parma ” Piano di ristrutturazione drammatico: risposta sindacale immediata”

Licenziamenti della FLO S.p.A di Fontanellato:
FEMCA CISL Parma " Piano di ristrutturazione drammatico:
risposta sindacale immediata"

DAVIDE CONTRO GOLIA: non lasceremo soli i lavoratori più fragili!

“E’ sempre stato così, il più forte se la prende sempre con il più debole e il debole è sempre emarginato e discriminato. Questa volta non sarà così, questa volta Golia vuole fare del male a persone deboli che il sindacato non lascerà mai sole ed assieme a tutti i loro colleghi e colleghe di lavoro vedrà come far ricredere il forte. L’Azienda sappia che le nostre “fionde” saranno cariche di dignità, la stessa vista negli occhi di quelle donne e quegli uomini che durante lo sciopero, sotto il sole cocente, hanno sostenuto le colleghe ed i colleghi di quel reparto che oggi è nel mirino di chi lo governa e lo vuole eliminare.”  Così Germano Giraud, segretario generale FEMCA CISL Parma  ribadendo la necessità di avviare un dialogo costruttivo tra le parti per individuare soluzioni che consentano di limitare le ricadute occupazionali e sociali della riorganizzazione annunciata.

La riorganizzazione: chiusure e tagli dopo l’arrivo del fondo Nextalia

La Flo, radicata sul territorio e orgoglio di una intera comunità,  produttrice di stoviglie monouso in plastica e carta che oggi conta circa 220 dipendenti ultimamente ha vissuto momenti di difficoltà anche legati alle limitazioni imposte da stringenti normative. La storica  proprietà ha ritenuto di dover ricercare finanziatori nuovi individuandoli in un fondo di investimento, il Nextalia,  colosso partecipato da importanti investitori italiani. “La nuova compagine entra nella gestione dei quattro stabilimenti del gruppo e cosa fa? – spiega Giraud – Invece di presentarci un piano industriale serio legato a innovazione, ricerca, sviluppo, investimenti, rimarca le attuali difficoltà e mette sul tavolo quelli che vengono definiti senza alcuna vergogna “ piccoli sacrifici “: chiude lo stabilimento siciliano, dove sono impegnati circa sessanta addetti, e comunica per Fontanellato la chiusura del reparto reimballo, in cui sono occupate 15 persone, perchè ritenuto non remunerativo.”

Nel reparto lavorano persone con disabilità e fragilità

Giraud precisa che questi 15 lavoratrici e lavoratori sono soggetti con limitazioni, invalidità, disabilità, ed alcune con collocazione mirata, persone fragili che “avevano recuperato la loro dignità lavorativa in quel reparto ritenuto quasi come una famiglia.  “La risposta sindacale è stata immediata, supportata da una Rsu compatta ed autorevole, ad un così drammatico  piano di ristrutturazione. Le proposte sindacali sono state tutte rifiutate, un muro dietro il quale il Fondo si nasconde, un muro fatto solo di conti economici e nessuna progettazione futura.”

Le alternative esistono

FEMCA CISL ritiene che  alcuni possono essere ricollocati in differenti reparti, altri si trovano vicini ad un obbiettivo pensionistico, e che ci sono strumenti di sostegno importanti legislativi come gli accomodamenti ragionevoli e forme di ammortizzatori sociali: “Questa volta il muro lo troverà l’Azienda: abbiamo già effettuato la prima giornata di sciopero mercoledì 24 che ha visto la chiusura totale dello stabilimento. L’Azienda ci ha riconvocato per mercoledì 1° luglio in Associazione Parmense degli Industriali e dovrà essere un confronto vero, dove da parte nostra si vorranno trovare soluzioni condivise, non muri, non risposte unilaterali ma la volontà di riportare la Persona al centro del dialogo come con orgoglio avevamo stabilito, insieme,  nell’ultima contrattazione aziendale con l’inserimento dello “Statuto della Persona” elemento che va onorato dalla Società e non utilizzato solo come fiore all’occhiello ad uso e consumo per l’immagine propria da esportare.

Qui non si molla di un centimetro: le sigle sindacali sono compatte come non mai, le RSU ci affiancano, le lavoratrici e lavoratori uniti ci sostengono.”. 

Pilastro di Langhirano: Fai Cisl Parma primo sindacato presso la Gualerzi Spa

Pilastro di Langhirano:
Fai Cisl Parma primo sindacato presso la Gualerzi Spa

Il 16 giugno si sono svolte per la prima volta le elezioni Rsu presso l’azienda Gualerzi Spa di Pilastro di Langhirano: l’affluenza ha superato l’85% degli aventi diritto ed il conto dei voti ha eletto 2 delegati su 3 della Fai Cisl. “Un risultato di squadra che mira a costruire un futuro positivo per tutti basato sulla collaborazione, impegno, confronto e soprattutto fiducia reciproca. In passato non avevamo iscritti e nel 2026 siamo stati capaci di farci conoscere e di diventare l’organizzazione di maggioranza.”

Queste le parole di Massimo Bonfanti, segretario generale FAI CISL Parma Piacenza, che oltre ad esprimere soddisfazione parla di un risulato inatteso: “Siamo orgogliosi della fiducia e del senso di responsabilità e cambiamento trasmesso dai lavoratori e dalle lavoratrici. I nostri complimenti a Francesca e Federico e un ringraziamento particolare verso chi ha sostenuto la nostra lista. Augurio di buon lavoro per tutti i delegati eletti”. 

Francesca Dolci e Federico Lusuardi, due giovani molto stimati tra i colleghi per la loro operosità, vicinanza quotidiana ai problemi del reparto e la grande energia che mettono nel lavoro, oltre a rappresentare la sigla sindacale metteranno al primo posto il futuro delle relazioni industriali in azienda: “Vogliamo esprimere un profondo ringraziamento a tutti i colleghi che sono andati a votare e che hanno scelto di darci fiducia – commentano i neo-eletti – Essere la lista di maggioranza in questa RSU è una responsabilità che accogliamo con entusiasmo e umiltà. Il nostro obiettivo sarà quello di ascoltare tutti, nessuno escluso, e lavorare ogni giorno con impegno e trasparenza per la tutela dei diritti e la valorizzazione del lavoro di ognuno di noi.”

Sindacato: FNP CISL “La vita non va in pensione”

Sindacato: FNP CISL “La vita non va in pensione”
Al centro della campagna 2026 i diritti e i nuovi bisogni dei pensionati

La vita non va in pensione”: è questo il messaggio scelto dalla FNP CISL, la categoria dei pensionati della CISL, per la campagna di tesseramento 2026che nelle prossime settimane comparirà negli spazi pubblici di affissione. Si tratta di una presa di posizione chiara su cosa significa oggi essere pensionati in un Paese che cambia.

Per troppo tempo l’età che avanza è stata raccontata come una fase di riduzione – meno spazio, meno voce, meno possibilità – ma la realtà è molto diversa”, dichiara Federico Ghillani, Segretario generale FNP CISL Parma Piacenza. “Oggi le persone, anche dopo il lavoro, continuano a essere una risorsa fondamentale per le famiglie, per le comunità, per il Paese. La vita, infatti, non si ferma, cambia.”

La Federazione nazionale dei pensionati della CISL ribadisce con forza la continuità delle proprie battaglie storiche: per pensioni più forti e più giuste, per il rafforzamento delle politiche per la non autosufficienza, per una sanità pubblica di qualità con liste d’attesa più veloci e per un accesso più equo alle cure, intervenendo anche su soglie e meccanismi dei ticket sanitari, che sono fermi da molti anni e sempre meno adeguati alla realtà sociale ed economica del Paese. Senza dimenticare l’impegno per altri, importanti, diritti di cittadinanza: dalla mobilità, al cohousing, all’inclusione.

Non abbandoniamo nulla di quello per cui ci battiamo ogni giorno” – prosegue il Segretario Aggiunto Aldo Baldini – “continueremo a chiedere con determinazione servizi migliori, tutele e attenzione per le persone più fragili e anche per i famigliari che le assistono. Oggi, però, servono anche risposte nuove a bisogni nuovi che emergono”.

Accanto alle rivendicazioni tradizionali, la FNP CISL Parma Piacenza indica con chiarezza la necessità di affrontare questi nuovi bisogni, spesso trascurati nel dibattito pubblico.

Serve il coraggio di guardare in faccia la realtà fino in fondo”, sottolinea Ghillani. “Si parla ancora troppo poco di affettività, del corpo che cambia, della salute mentale, del desiderio di relazioni e di impegno a favore della solidarietà e del bene comune. Eppure si tratta di dimensioni decisive per la qualità della vita delle persone che noi rappresentiamo”

Con la campagna tesseramento 2026 si vuole quindi affermare una visione più ampia e contemporanea dell’invecchiamento, capace di tenere insieme diritti, servizi e qualità della vita. E lo si vuole fare come comunità viva e attuale, un luogo di continuità sociale dopo il lavoro, un’organizzazione di rappresentanza presente e capillare nei territori, capace di dialogare anche con i giovani.

Essere pensionati oggi non significa fare un passo indietro”, conclude Ghillani. “Significa invece continuare a esserci, in modo diverso ma con la stessa dignità. Come FNP CISL nei territori di Parma e di Piacenza vogliamo accompagnare le persone non solo verso la pensione, ma dentro una nuova fase della loro vita, che può essere ancora piena, attiva, ricca di relazioni e di opportunità”.

FIT CISL, SETA: il 96% dei lavoratori boccia i tagli al premio di risultato

FIT CISL, SETA: il 96% dei lavoratori
boccia i tagli al premio di risultato

Fit Cisl, Seta

SETA S.P.A., I LAVORATORI BOCCIANO I TAGLI AL PREMIO DI RISULTATO: 96% DI “NO” ALLA CONSULTAZIONE FIT-CISL.


IL SINDACATO DIFFIDA L’AZIENDA PER CONDOTTA ANTISINDACALE: “DUE PESI E DUE MISURE SUI REFERENDUM ED ESCLUSIONE DAI TAVOLI”.

 

La voce dei lavoratori di Seta S.p.A. è arrivata forte e chiara, smentendo le manovre aziendali e le firme delle altre sigle sindacali. Alla consultazione promossa il 21 aprile dalla FIT-CISL Emilia Romagna per sondare l’opinione degli autisti sulle modifiche peggiorative al Premio di Risultato (PdR), hanno partecipato quasi 400 lavoratori.


Il risultato non lascia spazio a interpretazioni:
Il 96% dei votanti ha espresso preferenza per il NO.
Solo il 4% ha votato SI.


Le lavoratrici e i lavoratori confermano così la linea della FIT-CISL: la maggioranza degli autisti rifiuta categoricamente l’eliminazione delle franchigie e i tagli al salario legati ai sinistri.

L’attacco ai diritti democratici e la diffida legale

A fronte di questa massiccia mobilitazione democratica, la direzione di Seta S.p.A. sta mettendo in atto comportamenti gravissimi e discriminatori. Dopo aver negato alla FIT CISL le liste dei lavoratori e gli spazi per lo svolgimento di un referendum ufficiale trincerandosi dietro cavilli normativi, la Società ha convocato un incontro segreto il 16 aprile con le altre Organizzazioni Sindacali.


Da questo tavolo la FIT CISL è stata “scientemente” esclusa, senza alcuna convocazione né informativa. In tale sede è stato sottoscritto un verbale che le altre oo.ss vorrebbero ora sottoporre a una ratifica referendaria.


Si tratta di un palese paradosso giuridico e di un inaccettabile “due pesi e due misure”: l’Azienda blocca le consultazioni di chi si oppone ai tagli, ma agevola referendum su accordi peraltro già chiusi dalle altre sigle (quando per legge un referendum confermativo dovrebbe avvenire solo su ipotesi di accordo).


Per questi motivi, la Segreteria Regionale FIT CISL ha formalmente notificato a Seta S.p.A. una diffida legale per condotta antisindacale (ex Art. 28 Legge 300/1970). L’azienda è intimata a interrompere immediatamente la condotta discriminatoria e a convocare il sindacato entro 3 giorni. In caso contrario, la FIT CISL procederà nelle aule di tribunale.

“Ringraziamo i lavoratori per il coraggio e la massiccia partecipazione, dichiara Salvatore Buono, Segretario FIT CISL Piacenza, continueremo con senso di responsabilità le nostre azioni: non permetteremo che le regole democratiche vengano piegate per mettere le mani nelle tasche degli autisti”.