Voci, Diritto, Futuro: a Bedonia l'incontro
per costruire percorsi di cittadinanza femminile
Presso la Sala Consiliare del Comune di Bedonia ha avuto luogo l’incontro “Voci, Diritti, Futuro: costruire percorsi di cittadinanza femminile nell’Appennino Parmense”. L’evento è stato caratterizzato da una significativa partecipazione a testimonianza di un impegno che tutta la comunità deve rinnovare nei confronti del principale strumento di partecipazione ed inclusione: la lingua italiana.
Promosso da CISL Parma Piacenza, ANOLF, IAL Emilia Romagna e ISCOS Emilia Romagna ETS, il dibattito ha preso spunto dal territorio della montagna, che sfida ogni giorno il silenzio dello spopolamento, definendo l’integrazione come “cantiere sempre in evoluzione”, uno spazio dove la parola diventa il grimaldello per scardinare l’isolamento e tradursi in autonomia concreta: l’autonomia di tutte le donne è il vero motore di sviluppo di ogni comunità, compresa quella montana.
“Lingua e lavoro sono un binomio inscindibile – ha esordito Elisabetta Oppici, della segretaria CISL Parma Piacenza, aprendo i lavori – grazie alla conoscenza del territorio ed al lavoro di Sonia Cardinali, nostra referente di zona, abbiamo pensato che fosse necessario come sindacato assumersi la responsabilità di mettere a disposizione corsi di italiano riservato a donne straniere della montagna in modo da fornire il mezzo principale per conoscere la realtà in cui si vive e si vuole lavorare, partecipando attivamente alla vita di comunità. Una donna che è nelle condizioni di poter pensare ed esprimere i propri diritti facendosi capire in una lingua nuova, che è in grado di comprendere un contratto di lavoro , un referto medico e denunciare la violenza nel caso la veda o ne sia vittima, può affermare la propria dignità.”

Oppici ha spiegato di aver riscontrato un bisogno molto ampio da parte delle donne straniere che hanno scelto di frequentare i corsi e una forte volontà di partecipazione attiva ai processi di cittadinanza: “Il fatto di trovarsi in aeree interne può costituire una sfida importante che vale la pena raccogliere mettendo a sistema, attraverso un lavoro di rete, con tutti gli attori del territorio. Ecco perchè abbiamo pensato all’incontro di oggi come riflessione condivisa: sindacato, istituzioni, i cittadini, il mondo del volontariato: facendo comunità. E le sfide della comunità si vincono se la comunità si sente ingaggiata.”
Per Maurizio Bove, referente per le politiche migratorie di CISL Lombardia, tra le principali difficoltà che incontrano le donne migranti, c’è una doppia discriminazione: “La prima è legata all’accesso al lavoro: secondo i dati che abbiamo presentato, sono concentrate i 4 o 5 professioni che riguardano gli ambiti di caregiver che spesso non corrispondono alle effettive competenze di queste donne che hanno titoli di studio anche importanti. Se in generale i cittadini stranieri faticano ad integrarsi nel mercato del lavoro, questo aspetto è ancora più accentuato nella componente femminile. Rispetto a quelle che sono le nostre azioni progettuali – ha spiegato – stiamo ottenendo risultati concreti: nel momento in cui abbiamo inverno demografico da un lato e la difficoltà da parte delle imprese nel trovare mano d’opera dall’altro, ecco che l’alleanza tra terzo settore e sindacati porta allo sviluppo di azioni pilota che guardano alla formazione e all’inserimento lavorativo: specialmente la componente femminile è svantaggiata e noi vogliamo intervenire proprio qui. Sono persone che se aiutate dal punto di vista della conciliazione del lavoro e della famiglia diventano una risorsa valida.”
Oltre ai sindaci di Compiano e Tornolo, presente anche il sindaco di Bedonia Gianpaolo Serpagli, che ha definito l’integrazione come fattore che genera valore per le comunità che abitano la Montagna, mentre per Serena Brandini – Consigliera Provincia di Parma, la formazione costituisce uno dei pilastri di integrazione nel territorio. Sono seguiti gli interventi di Davide Astori – Linguista Università di Parma, sulla la lingua italiana come strumento di cittadinanza e chiave per libertà ed autodeterminazione, Angela Pani – IAL Emilia Romagna sede di Parma, che ha descritto la formazione come “un cantiere sempre in evoluzione per favorire l’autonomia delle donne” e Nabila Mhaidra – Presidente Anolf Parma O.d.v., che ha raccontato la sua esperienza di migrante: “Oggi ho un ruolo istituzionale, ma quando sono arrivata a Ramiola dal Marocco ero sola e il percorso affrontato non è stato facile: dall’isolamento di può arrivare alla partecipazione, grazie ad ANOLF, che rappresenta una sorta di “bussola dei diritti”.
Dopo Tamara Cvetkovic – Coord. Area Balcani e Italia ISCOS Emilia Romagna ETS (La Sfida Globale è locale: l’autonomia della donna motore di sviluppo di ogni Comunità) le conclusioni sono state affidate a Cati Didi Boboc – Vide Presidente Anolf Nazionale: “Fare spazio alle voci delle donne straniere dell’Appennino significa, oggi, impugnare insieme la penna per scrivere il futuro più giusto delle nostre valli. Queste donne la voce ce l’hanno già: il nostro compito è mettere a disposizione gli strumenti e i luoghi affinché quella voce possa finalmente essere ascoltata e incidere sulla realtà. Vivere e abitare una comunità significa prima di tutto possedere le parole per dirlo.

