CAU Parma, l’allarme Cisl FP: 9 pazienti su 10 se ne vanno senza essere
visitati e chi resta attende anche 28 ore
Arrivano segnalazioni molto allarmanti in merito alla gestione del CAU di Parma: nove pazienti su dieci con codice verde abbandonerebbero la struttura senza essere visitati e per i codici bianchi viene segnalata un’attesa che arriverebbe anche a 28 ore.
“Se questi dati saranno confermati, non siamo di fronte a una semplice criticità organizzativa, siamo di fronte a una situazione che merita risposte immediate e precise da parte della direzione aziendale.”
A lanciare l’allarme è Giovanni Oliva, Segretario Generale della CISL FP Parma Piacenza.
“Ci stanno arrivando segnalazioni gravissime. Stiamo parlando di circa il 90% dei pazienti con codice verde che, dopo 10-12 ore di attesa, decide di andarsene senza essere visitato. E il quadro, secondo quanto segnalato al sindacato, sarebbe ancora più preoccupante per i codici bianchi. “Ci viene riferito che alcuni codici bianchi non vengono nemmeno visitati e che, nei casi in cui la visita avviene, l’attesa può arrivare a 28 ore. È un tempo che non può essere considerato normale per un servizio che dovrebbe garantire una risposta sanitaria appropriata e tempestiva” dice Oliva.
“VOGLIAMO SAPERE COSA STA SUCCEDENDO”.
La domanda è semplice: come è possibile che un cittadino possa arrivare ad aspettare 10, 12 o addirittura 28 ore per ricevere una prestazione sanitaria?
“Se un paziente arriva in una struttura sanitaria e dopo ore di attesa decide di andarsene, il problema non è del paziente. Il problema è del sistema che deve interrogarsi sul perché quel cittadino non sia stato messo nelle condizioni di ricevere una risposta”, sottolinea Oliva. E continua “ siamo certi che la direzione aziendale sia al corrente di questa grave criticità, ma ad oggi non ha messo in campo nessun correttivo, la cittadinanza ha il diritto di avere risposte per questa inefficienza ad oggi sottaciuta”.
“NON SI DEVONO SCARICARE LE INEFFICIENZE SUI LAVORATORI”
La CISL FP mette inoltre in guardia dal rischio di scaricare le inefficienze organizzative sugli operatori sanitari.
“Il problema non è certo creato da chi effettua il triage, che con competenza e professionalità valuta i pazienti in base agli elementi che al momento emergono, ma se nel frattempo, nelle ore infinite di attesa, il quadro clinico dovesse peggiorare, chi ne risponde legalmente?
“Gli operatori stanno facendo il loro lavoro in modo responsabile e non devono diventare il parafulmine di problemi organizzativi noti a tutti gli addetti ai lavori. Non accetteremo che le responsabilità vengano scaricate sui professionisti che ogni giorno lavorano in condizioni difficili per garantire assistenza ai cittadini”.
L’analisi è una sola e molto grave, i pazienti non vengono visitati e sfiniti abbandonano volontariamente la struttura sanitaria che dovrebbe garantire loro una risposta che potrebbe essere importante.
“CON LA SALUTE DEI CITTADINI NON SI SCHERZA”
“Con la salute dei cittadini non si scherza. Non possiamo accettare che una persona rinunci a farsi curare perché è costretta ad aspettare per ore. E non possiamo accettare che gli operatori siano lasciati soli a gestire una situazione che rischia di diventare insostenibile”.
“Chiediamo chiarezza. Chiediamo dati. Chiediamo responsabilità. E soprattutto chiediamo interventi immediati. Se il CAU di Parma è in difficoltà, chi lo gestisce deve dirlo chiaramente e deve spiegare ai cittadini e ai lavoratori come intende risolvere il problema. La CISL FP non resterà a guardare”, conclude Oliva.
La salute dei cittadini viene prima di tutto. E davanti a tempi di attesa di queste dimensioni, nessuno può permettersi di voltarsi dall’altra parte.