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Morte di un operaio in una cava di Polesine

Morte di un operaio in una cava di Polesine

FILLEA CGIL, FILCA CISL e FENEAL UIL tornano a chiedere che la sicurezza diventi una priorità.

 

“Apprendiamo con grande rammarico dell’ennesimo infortunio mortale avvenuto stamattina in una cava nella nostra provincia, a Polesine. Come organizzazioni unitarie di categoria esprimiamo il nostro cordoglio alla famiglia del lavoratore e vicinanza ai colleghi dello stesso.

Saranno le autorità competenti ad effettuare le dovute verifiche sull’accaduto, purtroppo ci troviamo ancora una volta a dover richiamare l’attenzione su una terribile dinamica. Il settore delle cave, come quello dell’edilizia, è un ambito lavorativo in cui il rischio di infortuni è tre i più elevati per le criticità intrinseche al tipo di attività, ciò non giustifica che, in un’epoca in cui i supporti tecnologici sono sempre più avanzati, il numero degli infortuni non diminuisca. I dati statistici ci dimostrano che non si fa abbastanza affinché eventi tragici come quello di oggi avvengano.

Ribadiamo ancora una volta che si rendono doverosi e inevitabili interventi anche legislativi per rendere la prevenzione e la sicurezza sui luoghi di lavoro materia realmente efficace. É prioritario impedire che una lavoratrice o un lavoratore escano al mattino per guadagnarsi di che vivere per non rientrare più a casa alla sera”.

 

Le segreterie provinciali di FILLEA CGIL, FILCA CISL e FENEAL UIL

FIT CISL Parma: San Polo di Torrile, grave incidente sul lavoro alla ditta Furlotti: operaio di 34 anni incastrato in un macchinario

FIT CISL Parma: San Polo di Torrile, grave incidente sul lavoro alla ditta Furlotti:
operaio di 34 anni incastrato in un macchinario

Un altro grave incidente sul lavoro scuote la provincia di Parma, a breve distanza dal drammatico evento mortale avvenuto in una cava a Polesine. 

L’allarme è scattato nella tarda mattinata di oggi all’interno dello stabilimento della ditta Furlotti, realtà attiva da anni sul territorio nel settore della gestione dei rifiuti e specializzata in particolare nella raccolta e nel trattamento del vetro. Secondo quanto ricostruito finora, un operaio di 34 anni è rimasto con l’avambraccio incastrato all’interno di un macchinario in funzione. Per liberare il lavoratore si è reso necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco, giunti sul posto unitamente ai sanitari del 118. Le operazioni di soccorso si sono rivelate complesse e delicate; una volta estratto, il giovane è stato trasportato d’urgenza in codice rosso all’Ospedale Maggiore di Parma, dove si trova attualmente ricoverato nell’area ad alta intensità di cura del Pronto Soccorso con traumi giudicati gravi. 

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i Carabinieri e i tecnici della Medicina del Lavoro dell’Ausl, impegnati nei rilievi normativi per accertare la dinamica esatta dei fatti e verificare il rispetto delle misure di protezione standard. 

Cresce la tensione tra i lavoratori: «Servono meno carichi di lavoro e più sicurezza»

L’episodio riaccende inevitabilmente il dibattito sulle condizioni operative nel comparto della gestione e del riciclo dei rifiuti. Il settore dell’ambiente e della raccolta del vetro comporta ritmi serrati e l’impiego costante di macchinari complessi, contesti in cui la pressione sui tempi e la stanchezza possono trasformarsi in fattori di elevato rischio.

A seguito dell’accaduto, dal fronte dei lavoratori e delle rappresentanze sindacali si solleva una richiesta chiara e perentoria: ridurre i carichi di lavoro e garantire interventi concreti per la sicurezza nei luoghi di lavoro. Viene sottolineata la necessità improrogabile di rivedere le turnazioni e le quote di carico quotidiane, affinché la prevenzione e la salute degli operatori restino sempre al centro delle dinamiche produttive, evitando che simili tragici eventi continuino a ripetersi.